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Premio Strega

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    Condividiamo l'iniziativa e pubblichiamo il comunicato stampa predisposto dal nostro autore Luca Fadda (Kairòs, 2014 Ciesse Edizioni).

    StregaDigitale

    Sulla falsariga della campagna AIE #unlibroèunlibro il nostro Luca Fadda lancia la nuova campagna #StregaDigitale, ovvero chiedere di poter inviare al Premio Strega le copie digitali dei libri da candidare.

    L’importante è usare gli hashtag: #StregaDigitale, #PremioStrega, #unlibroèunlibro e #aie.

    Il consiglio di Luca è quello di usare il comunicato che ha predisposto (in seguito il testo integrale) e inviarlo alle agenzie stampa o condividerlo nei social oppure ovunque sia utile al fine di creare interesse per una maggior divulgazione possibile. Lo stesso comunicato è stato inviato dal proponente agli indirizzi e-mail dell’AIE, l’Associazione Italiana Editori.

    Articoli sullo stesso argomento:

    COMUNICATO STAMPA

    proposto da Luca Fadda


    Il Premio Strega chiama i piccoli editori e gli sbatte la porta in faccia?

    Il Premio Strega apre le porte ai piccoli editori, ma solo per il gusto di sbattergliele in faccia. Questa sembra essere la parabola del nuovo regolamento della competizione, che punta alla «… salvaguardia dei piccoli e medi editori…» e «… alle diverse forme di narrazione: pluralità, bibliodiversità e accoglienza sono le parole che riassumono lo spirito delle norme introdotte dal Comitato direttivo del Premio…». Ma qualcosa non quadra.

    Sul blog Storie d’AltriMenti, di Luca Fadda, c’è un articolo che in parte spiega cosa non va. Infatti nelle nuove regole per il 2015, pur aprendo ai piccoli e medi editori, si chiede loro di candidare le opere presentando gratuitamente 500 copie cartacee del titolo (o dei titoli) scelto (scelti). Forse però allo Strega non hanno in mente cosa significhi 500 copie per un piccolo o medio editore. Se va bene è l’intera prima tiratura di un libro che spesso non viene nemmeno esaurita. Se va male è cinque volte la prima tiratura che segue le stesse sorti. Inviare 500 copie gratuite sarebbe un suicidio, soprattutto considerando che non si ha alcuna garanzia di rientro in termini economici. Una potenziale perdita netta, in altre parola la morte del piccolo editore, già moribondo di sé.

    Ma cosa viene allora proposto per salvare capra e cavoli?

    Cover_KairosIn una mail ironica, ma non troppo, inviata alla segreteria del Premio ci sono tutte le istruzioni. Per aprire le porte e non solo, quindi fare anche entrare i piccoli e medi editori, si può fare una cosa molto semplice: permettere la selezione iniziale tramite lettura su e-book. I voti saranno elettronici, quindi i lettori hanno almeno un computer. Nella mail inviata ci sono anche i link per scaricare le “app” gratuite di lettura dei due formati inviati. Sì, perché Luca Fadda ha mandato il suo ultimo libro di fantascienza, Kairòs, allo Strega in formato elettronico.

    Questa pratica è una vera possibile rivoluzione. Il costo per l’editore è minimo, e solo in seguito dovrà mandare, se il titolo rientra nel gruppo finalista, le copie necessarie alla partecipazione alla fase finale. In fondo a fine 2014 ci si è battuti tanto per parificare il libro cartaceo all’ebook, ottenendo con la campagna #unlibroèunlibro una vittoria dal punto di vista prettamente fiscale, con l’IVA sui due formati parificata al ribasso. Un po’ meno si può gioire sui vantaggi per i lettori, che sono i veri fruitori della cosiddetta cultura. Perché invece, nel caso dello Strega, si predilige ancora il libro cartaceo al parificato e-book? Sarebbe un’ottima occasione per dare la spinta decisiva al mercato digitale, che in Italia non sembra voler decollare. Sempre che lo si voglia finalmente far crescere e diventare adulto. In fondo anche il premio finale per il vincitore del noto reality Masterpiece era rappresentato da 100.000 copie, parte in cartaceo e parte in digitale. L’e-book, quindi, è a tutti gli effetti libro, non lo si può negare.

    Per chiudere, un’osservazione: quando qualcuno non ce la fa più e non sa dove tirare fuori i soldi per la cena, non è che gli fornisci un lampadario e una corda per impiccarsi. Questo sta accadendo con queste 500, maledette copie.

    Contatti:

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      StregaLogoCover_KairosIl nostro Luca Fadda, autore del romanzo sci-fi Kairòs, ha preso “seriamente” la nuova “bibliodiversità” professata dal Premio Strega e ha scritto una lettera, dal sottile filo ironico, alla segreteria del concorso.

      La mail di Fadda è da leggere, chissà che altri non trovino uno spunto per fare altrettanto, almeno così gli organizzatori si renderanno conto dell’assurdità mentale della loro discutibile iniziativa.

      Fonte: Blog di Luca Fadda

      premiostrega_Fadda

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        Si vuole agevolare la piccola e media editoria, ma, nel contempo, si chiede l’invio di 500 copie del libro in concorso a titolo gratuito.

        StregaLogoCambia il regolamento del Premio Strega (qui il link per scaricarlo), ci sarà un nuovo meccanismo di voto e la salvaguardia dei piccoli e medi editori. Nel comunicato del 24 febbraio scorso gli organizzatori del Premio Strega vogliono così agevolare le piccole realtà editoriali asserendo che:

        “Si istituisce una clausola di salvaguardia che favorisce la presenza, nella cinquina finalista, di piccoli e medi editori, assumendo la bibliodiversità come valore in sé e riconoscendo l’opera di promozione degli autori emergenti e della letteratura di ricerca condotta da questo importante segmento di mercato (pari a circa il 40%). Se nella cinquina non sarà compreso almeno un libro pubblicato da un editore medio-piccolo, si procederà all’inclusione di quel libro – o, in caso di ex aequo, quei libri – che avrà ottenuto il maggior numero di voti, determinando così una finale a sei o più candidati”.

        Un bel passo in avanti verso il riconoscimento di chi non è un Big dell’editoria e, per questo, non dispone di grandi risorse economiche. Ma la presa in giro è all’interno della clausola che segue:

        Il Comitato direttivo è intervenuto su alcuni aspetti pratici del meccanismo di partecipazione, richiedendo un maggiore impegno a autori e editori. In particolare, l’invio gratuito di 500 copie cartacee necessarie alla giuria dovrà essere completato entro tempi tassativamente indicati, pena l’esclusione del libro dal concorso…”

        500 (cinquecento) copie cartacee?

        Ai signori dello Strega sembrerà persino incredibile, ma 500 copie di un libro non le vende quasi nessun piccolo editore, a maggior ragione se l’autore è un esordiente, figuriamoci se è nelle condizioni di “regalarle” a un Premio ormai ben noto per la sua predilezione agli autori Big e sottomesso alla grandi case editrici e gruppi librai.

        Cari amici dello Strega, 500 copie gratuite sono un contributo a far fallire la piccola editoria o, quantomeno, a metterla in seria difficoltà e non contribuirà certo ad agevolarla. A un autore andrebbe anche peggio, il costo per acquistare dall’editore le 500 copie, anche se scontate, è pur sempre un impegno economico rilevante e un investimento che non vale la pena, conoscendo la pessima fama che il Premio si è fatto in questi ultimi anni.

        Va da sé che il Premio Strega potrà vivere benissimo anche senza la partecipazione della CIESSE Edizioni e di tante altre piccole e medie case editrici, siamo certi che non ne risentirà minimamente, ma resta comunque il fatto che lo Strega si è reso ridicolo una volta di più.

        All.: Comunicato Premio Strega del 24.02.2015

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