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Non ti svegliare

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    VILLA_pojana_NNT

    Potrebbe scivolare via così, inosservato, in mezzo alle altre decine e decine di eventi che ho fatto: presentazioni, incontri con l’autore, spritz con i lettori, fiere del libro. Ma l’evento di domani sera a Villa Pojana è per me molto particolare, oserei dire unico, forse l’apice di un percorso di due anni, da quel primo e impaurito esordio in Biblioteca a Lonigo nel giugno 2011.

    Il 10 Maggio 2013, presenterò NON TI SVEGLIARE in una villa palladiana. Per un vicentino è qualcosa di incredibile, grandioso, strepitoso. Insomma, per farvi capire è come per un “romano de Roma” avere a disposizione il Colosseo, non so se mi spiego.

    L’incontro fa parte degli eventi per la Giornata mondiale del Libro e ne Il maggio dei Libri e ho messo a punto una presentazione ancora una volta “nuova”, diversa da tutte le precedenti. Nuovi video e nuove musiche, tutte rigorosamente free o in licenza Creative Commons. Con me ci sarà una lettrice di eccezione, ma non vi svelo oltre… Vi aspetto, non tanto per me e quello che racconterò, ma per passare assieme un po’ di tempo nella splendida villa di Andrea Palladio.

    Stefano Visonà

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      NON TI SVEGLIARE Spring Tour 2013

      Puntuale con l’arrivo della primavera riprendono le presentazioni del Legal Thriller Italiano con il NON TI SVEGLIARE Spring Tour 2013!

      Le prime date tutte nel Vicentino: Mercoledì 3 Aprile a Creazzo, Venerdì 12 Aprile a Montecchio Maggiore, Giovedì 18 Aprile a Altavilla e specialissimo il 10 Maggio a Pojana Maggiore, in una location veramente particolare. Restate all’erta!

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        18Apr_AltavillaGiovedì 18 Aprile serata dedicata al thriller ad Altavilla Vicentina: ore 20.30 presso la sala consiliare del Municipio incontro con l’autore vicentino Stefano Visonà, che presenterà il suo legal thriller NON TI SVEGLIARE, segnalato XXIII Premio Calvino e ambientato nella provincia vicentina.

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          12Apr_MontecchioMVenerdì 12 Aprile alle ore 20.45 incontro thriller in Biblioteca Civica a Montecchio Maggiore (VI).

          Stefano Visonà presenta il suo legal thriller NON TI SVEGLIARE, segnalato XXIII Premio Calvino, in un reading multimediale con foto, video e musica che attraversa i luoghi di ambientazione del romanzo.

          Da non perdere!

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            Stefano Visonà

            Stefano Visonà

            Sonia Dal Cason

            Sonia Dal Cason

            I nostri baldi e autorevoli autori Stefano Visonà, con il suo legal thriller NON TI SVEGLIARE (scheda agenzia) e Sonia Dal Cason, con il romanzo per ragazzi IL SIGILLO DEL DRAGO (scheda agenzia), a seguito di appositi accordi sottoscritti fra le parti, sono rappresentati dall’agenzia internazionale “Literary and Scouting Agency“, con sede ad Annecy in Francia, con l’obiettivo e la finalità di ottenere l’eventuale disponibilità di editori stranieri per una pubblicazione delle due opere anche fuori dai confini nazionali.

            Le opere menzionate sono inserite nel catalogo dell’agenzia francese per essere rappresentate e proposte al Salone di Francoforte 2012, attualmente siamo in attesa di proposte interessanti. Il prossimo importante appuntamento, però, sarà Londra 2013, con la partecipazione alla rilevante manifestazione internazionale del libro denominata: “The London Book Fair 2013“.

            Nei prossimi giorni, altre nuove opere CIESSE saranno da noi proposte ai responsabili della “Literary and Scouting Agency“,  affinchè siano inserite nel loro catalogo e per poter essere presenti e rappresentati, a livello internazionale, presso altre manifestazioni (Cina, Australia, USA, Sudamerica, etc.).

            Per ora, un grande in bocca al lupo a Stefano e Sonia.

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              VisonaStefano Visonà è nato e cresciuto in Veneto, dove vive con moglie e tre figli. Ingegnere, con maturità classica, si occupa di progettazione di beni durevoli di consumo.
              Da sempre appassionato di arte e letteratura, negli ultimi anni ha consolidato l’amore per la scrittura pubblicando diversi racconti, alcuni dei quali premiati in concorsi letterari. 

              Non ti svegliare è il suo primo Legal thriller,400 pagine, edito da CIESSE Edizioni, ambientato nella provincia Veneta, segnalato al XXIII Premio Calvino. Il romanzo, giunto fino al primo posto della Amazon Bestseller, con IV edizioni in meno di un anno, è già considerato un longseller della casa editrice e sta conquistando sempre più lettori veneti per la sua capacità di essere “un bel giallo, che lascia vedere in controluce la calda rappresentazione della nostra società” (l’abbiamo recensito QUI).

              Mercoledì 23 gennaio 2013, alle ore 18.00, presso la libreria Feltrinelli di Treviso, in Via Canova a lato del Duomo, Stefano Visonà ha raccontato, tra lettura, immagini e ricordi, il suo primo romanzo. Ha parlato di luoghi, di atmosfere, di un genere tutto nuovo (Legal thriller italiano). Ha poi aperto una finestra sugli inutili anni Ottanta – così li considera un suo Non ti svegliarepersonaggio. Tutto ciò si consolida nella scrittura, in una ricerca espressiva che non tralascia nulla, affinché la pagina si mostri nitida come una fotografia. Questo in sintesi.

              luoghi di cui si racconta non sono pretesti narrativi, ma si mostrano pulsanti come i personaggi che li hanno creati e li abitano. Sono la Statale 11 che collega Verona a Vicenza, la nebbia della val padana, una località (San Leo) che riassume i paesi che si snodano intorno, un non-luogo perché immaginato, anche se inventato fino a un certo punto. San Leo richiama caselli, cartelli stradali, casolari che ciascuno può incontrare e, volendo, fotografare lungo la strada.

              L’atmosfera creata con cura certosina fa da sfondo a un Legal thriller, italiano per evidenziare la vocazione e la tradizione culturale che non appartiene a una dimensione territoriale piuttosto che a un’altra, ma che si apre a quelle circostanti: ciascuno di noi nasce e si radica in un territorio, che è un prezioso granello, una piccola parte essenziale, distinta ma non separata da un tutto più ampio.

              Il Legal Thriller, ha ribadito l’autore durante l’incontro, è stato possibile ambientarlo in Italia grazie al legislatore, che con l’art. 11 della Legge 7 dicembre 2000, n. 397 ha introdotto nel codice di procedura penale il Titolo VIbis – Investigazioni difensive, e quindi l’art. 391bis e quelli che seguono. In mancanza di ciò l’avvocato Rubens Gatto, nello snodarsi della vicenda, non avrebbe potuto superare la barriera della verità processuale (fatta di carte e di norme procedurali).

              Il romanzo non si muove solo lungo uno spazio fisico ben definito, si sviluppa trasversalmente in una dimensione temporale: racconta per immagini, musica e altre suggestioni gli inutili, per non dire fondamentali anni ’80, dove tutto è cominciato. Inutili per chi vi è passato forse indenne, fondamentali per chi, essendo nato nel ’70 o giù di lì, in essi ha vissuto una prima parte dell’adolescenza, quasi una sorta di Medioevo nel quale ogni cosa era destinata a germogliare nel suo Rinascimento, portando frutto più tardi. È anche il tempo in cui i ricordi sotterrati e le esperienze vissute (e parzialmente sopite) ritornano prepotentemente.

              Arriviamo infine alla scrittura. L’autore ricorda en passant un epigramma di Platone che gli ha dato molto da riflettere: su come le parole siano importanti, non possano essere scelte a caso, ma debbano essere ricercate con cura, affinché diventino fotografia di ciò che rappresentano. In questo modo nella prosa entra la dimensione poetica, quella che meglio si addentra nelle cose e nella loro anima. Non per niente Platone parlava di mania poetica.

              Nel mettere mano a quest’articolo mi sono venute in mente delle domande che nei giorni seguenti ho posto all’autore, un modo come un altro per continuare, in queste righe, il discorso iniziato a Treviso.

              Se non vi fosse l’art. 391bis del codice di procedura penale avresti scritto un Legal thriller? Se sì, dove l’avresti ambientato?

              L’idea alla base di NON TI SVEGLIARE era l’utilizzo del romanzo di genere per raccontare il Veneto di oggi. La scelta del taglio Legal ha varie ragioni, soprattutto collegate alla mia storia personale, ma NON TI SVEGLIARE è un Legal thriller un po’ particolare, poiché la vicenda non si svolge prettamente in aula. Nel libro l’azione segue passo passo le indagini svolte dall’avvocato Rubens Gatto in difesa del suo assistito, accusato di un omicidio terribile. Mancando la possibilità investigativa da parte del difensore (introdotta, appunto, in Italia con il 391bis poco più di una decina di anni fa) sarebbe venuto a mancare uno dei presupposti fondamentali nella costruzione del romanzo.
              In secondo luogo, l’ambientazione in Veneto era ed è uno dei capisaldi irrinunciabili della mia scrittura. Scrivo del mio mondo, di quello che conosco, di quello che vedo tutti i giorni. Il Veneto è il mio Maine in scala minore, se mi concedi il paragone un po’ eretico. Non avrei potuto raccontare di altri luoghi, ambientare altrove il romanzo.
              Quindi no, senza il 391 bis non avrei scritto NON TI SVEGLIARE, né un Legal thriller ambientato altrove.

              Nel romanzo “Non ti svegliare” appare il paesaggio veneto, la statale 11, cartelli stradali, casolari, luoghi in cui massiccia è la presenza dell’uomo. Ecco la domanda: nel romanzo fino a che punto i luoghi fanno le persone e le persone i luoghi?

              C’è un legame bidirezionale, simbiotico, come nella vita reale. Le persone sono plasmate dai luoghi e dall’ambiente in cui si trovano e nel contempo contribuiscono al suo cambiamento. Sia in termini prettamente fisici che culturali o sociali. In NON TI SVEGLIARE i protagonisti sono stati forgiati dal contesto in cui sono cresciuti nei primi anni ’80 e poi ne hanno determinato, pur se inconsapevolmente, un profondo mutamento. Non svelo oltre, ma se pensi a quello che succede…

              La poesia in genere dice molto in poche parole, mentre la prosa rischia di dire poco in molte. Che rapporto hai con la poesia e in che modo essa entra nella tua prosa?

              Mi viene da rispondere che la poesia, un certo tipo di poesia, mi ha formato negli anni cruciali del liceo. È ovvio, un giallo può essere solo sviluppato in prosa, ma in NON TI SVEGLIARE ho cercato spesso la metafora o la narrazione per immagini, in un modo che è proprio della poesia. Certe divagazioni iniziali nei capitoli, certe descrizioni di luoghi, sensazioni… Comunque sia chiaro: non sono un poeta, sono uno scrittore di thriller [Risata maligna di sottofondo].

              Durante l’incontro hai parlato di un prossimo romanzo. Hai scelto o stai scegliendo delle foto che ne riassumano la storia, capitolo dopo capitolo. Puoi anticiparci qualcosa?

              Sì, è un esperimento che avevo in mente da un po’: raccontare in fotografie, capitolo dopo capitolo, il percorso di scrittura del mio prossimo Legal thriller italiano. Il progetto è partito proprio in questi giorni e l’ho chiamato 1 = 1, ovvero “un capitolo = una foto”. A ogni fine stesura di capitolo, fino a conclusione del romanzo, pubblicherò una foto che ha ispirato o è collegata al testo, con una citazione e qualche nota. Ho la passione della fotografia sin da ragazzo e penso che l’occhio di un fotografo sia simile a quello di uno scrittore. Sono poi abituato a pensare per immagini e a prendere appunti “fotografici” (ho quasi sempre con me la mirrorless o la reflex). Da qui l’idea di 1=1, ispirata a quei quei 365 photo projects, dove un fotografo si mette in gioco pubblicamente per un anno. Solo che per me lo scopo principale rimane scrivere, portare avanti con metodo il mio prossimo libro e nel contempo provare a raccontarne il percorso, magari migliorando un po’ la mia tecnica fotografica. Il progetto si può seguire sul mio sito http://stefanovisona.it/category/1capitolo1foto/

              La tua scrittura si è formata attraverso il racconto, poi sei passato al romanzo. Quanta pazienza occorre per scrivere un racconto, quanta perseveranza è necessaria per un romanzo?

              Un racconto va limato, rifinito, cesellato parola per parola, soprattutto quando si hanno dei vincoli di lunghezza, come nei concorsi letterari. In un numero finito di battute bisogna esporre un’idea originale, tratteggiare un mondo e creare una suggestione che persista nella mente del lettore oltre la conclusione della lettura. Nel romanzo, per come lo sento io, lo stesso lavoro va moltiplicato su oltre quaranta capitoli strettamente intrecciati tra loro. Per non desistere occorre perseveranza, appunto, darsi un metodo e imporsi scadenze. Per il prossimo romanzo ho ideato 1 = 1 anche per questo motivo. Un impegno pubblico a cui non posso più sottrarmi.

              Tre cose fondamentali che consiglieresti a un esordiente.

              Eh, questa è la domanda più difficile, sul serio, non mi sento di “dare consigli”. La scrittura è una cosa assolutamente personale, ognuno deve trovare dentro di sé la strada, fare il proprio percorso. Ok, se proprio insisti e vuoi che dica qualcosa: perseverare, perseverare, perseverare. Sapete tutti cosa intendo.

              Grazie mille.

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                Non ti svegliare di Stefano Visonà

                Non ti svegliare di Stefano Visonà

                Arriva nel cuore di Treviso la suggestiva “NON TI SVEGLIARE reading performance” di Stefano Visonà.

                Mercoledì 23 Gennaio 2013 alle ore 18:00 presso la Libreria Feltrinelli di via A.Canova 2, l’autore presenta il suo libro, conducendo i lettori attraverso un caleidoscopico evento ispirato al suo romanzo con letture, musica, foto e video.

                NON TI SVEGLIARE, 400 pagine, edito da CIESSE Edizioni, è un legal thriller ambientato nella provincia Veneta, segnalato XXIII Premio Calvino. Il romanzo, giunto fino al primo posto della Amazon Bestseller, con IV edizioni in meno di un anno è già considerato un longseller della casa editrice e sta conquistando sempre più lettori veneti per la sua capacità di essere “un bel giallo, che lascia vedere in controluce la calda rappresentazione della nostra società”.

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                  STTitolo: Non ti svegliare
                  Autore: Stefano Visonà
                  Editore: Ciesse Edizioni
                  Anno: 2011
                  Genere: Legal Thriller
                  ISBN Libro: 978-88-97277-94-1
                  ISBN eBook: 978-88-97277-95-8
                  Num. Pagine: 400
                  Prezzo libro: 20,00 €
                  Prezzo eBook: 8,00 €
                  BooktrailerQUI
                  Voto:

                  TramaUna donna [Christine Shafer] apre gli occhi in una stanza buia. Non riesce a muoversi. Dov’è? É ancora dentro al sogno? Perché non riesce a svegliarsi? Un uomo [Luciano Chiomento] riemerge dal nulla dopo tre settimane. É in una stanza di ospedale con un vuoto assoluto in testa. Che cosa è successo? Perché è completamente solo? Perché viene accusato del più orribile dei crimini? In parallelo, una voce in una stanza spoglia chiede al magistrato di poter narrare tutto dall’inizio, dagli “inutili anni ottanta”. Perché, dice, è lì che è cominciato tutto. Un avvocato [Rubens Gatto], troppo coinvolto dal passato per accettare l’evidente colpevolezza del proprio cliente, passo dopo passo percorre un’indagine difensiva inquietante, inseguendo una fantomatica scia di sangue celata nella nebbia della pianura veneta, solo per arrivare a una sconvolgente verità.

                  Recensione: Quello che ho appena finito di leggere è un Legal Thriller ben progettato, i cui elementi si incastrano perfettamente. Da qualunque parte lo si prenda, il lettore non è in grado di intuire o di intravedere gli sviluppi della storia. Giunto agli ultimi capitoli, anche se solo per un attimo, ho pensato che l’indagato per eccellenza, tale Luciano Chiomento, risultasse alla fine il vero colpevole, portando il tutto a un colpo di scena con ben pochi precedenti (chi mai si aspetterebbe che il presunto colpevole sia quello reale?) No, il finale è assolutamente inaspettato e imprevedibile,  non sarò certo io a svelarlo.

                  I primi capitoli sono spezzoni in cui l’occhio di un ipotetico regista offre alcuni frammenti del puzzle, utili per introdurre i vari personaggi, già calati negli eventi. La cosa interessante è che non ne esistono di contorno: il paramedico che si reca sul luogo del delitto ha una storia, smanie e rimpianti, non è un abbozzo, non è un’ombra. Il giudice (Bonsembiante) che interroga Luciano si impone sulla scena con un carattere ben definito, ne percepiamo lo sguardo, ne intuiamo persino i pensieri. Giacomo Vanni, il PM, è lucido, non prolisso, non si perde in parole, è eccessivamente diretto, cinico ma efficace.

                  Ciascuno – e non solo Rubens, il problematico difensore di Luciano – è ansioso di non perdere la propria individualità, è alla ricerca dei propri veri pensieri, è in attesa di emergere in qualche modo. Simili a personaggi in cerca di autore sembrano domandarsi: cosa ci faccio qui?

                  É proprio ciò che si chiede l’unico indagato o presunto colpevole: Luciano Chiomento. Molti elementi, se non tutti, gli vanno contro. L’ideale sarebbe raccoglierne la confessione, forse troppo scontata, se non fosse per le condizioni in cui versa. Cosa deve confessare se non ricorda nemmeno lui come ha trascorso le 48 ore prima di un incidente che l’ha costretto su un letto d’ospedale? Si stava dando alla fuga? E chi può dirlo? Piantonato al nosocomio, dalla sua bocca non uscirà nessuna verità. Piuttosto si pone le stesse nostre domande, all’oscuro come noi della situazione in cui è precipitato.

                  Cominciamo a sgranare ipotesi, assecondiamo le congetture che via via si profilano sul campo. Cosa ci aspettiamo dal racconto? Che si giunga alla verità. Ma quid est veritas, e soprattutto: a chi spetta cercarla?

                  Saranno gli inquirenti a doverla scoprire, snocciolando tutti gli indizi e le tracce raccolte. Rubens, l’avvocato, questo compito non se lo dovrebbe porre nemmeno:

                  La verità? E’ un problema tuo, non mio. Io per prima cosa devo impedire che tu finisca in carcere. Poi tirarti fuori se ci finisci. Infine devo solo dimostrare che le prove che hanno raccolto o sono errate, o non sono ammissibili, o non danno la certezza che sei colpevole. Tutto qui. Questo è il punto.

                  Non spetta ai legali cercare la verità vera. A loro importa piuttosto quella prodotta dalle carte, dalle prove costituite e costruite davanti al giudice, la verità processuale, sulla quale si formerà il sigillo della res judicata (l’autorità della cosa giudicata, della sentenza non più appellabile)

                  Il bravo penalista è essenzialmente un processualista.

                  Come no! Il massimo impegno lo si deve elargire nel corso dell’udienza preliminare quando l’avvocato, per non incorrere in decadenze varie (o per mettere i bastoni tra le ruote della controparte), oppone tutta una serie di eccezioni procedurali che ritardano la trattazione del merito, della sostanza della causa.

                  Questo afferma, a parole, Rubens: dimentichiamoci le indagini difensive, scordiamoci Perry Mason.

                  Se chi legge ha un minimo di infarinatura di procedura penale non può che dargli ragione: altro non sono che sfoghi di un legale tra mille. Persino nelle aule universitarie non si faceva che denunciare, a pochi anni dal suo esordio, le criticità del nuovo codice di procedura penale (entrato in vigore nel 1989, relativamente nuovo quando seguivo le lezioni).

                  Nulla di nuovo sotto il sole. Sennonché nel dipanarsi degli eventi l’avvocato Rubens si smentisce su tutta la linea. La verità (quella vera) diventa, pagina dopo pagina, una questione di principio, un’ossessione. Se Perry Mason è uscito dalla porta, rientra dalla finestra.

                  Se il colpevole non fosse Luciano? E se lo fosse davvero? Ecco la domanda galeotta, il tarlo del dubbio. Non è indifferente la risposta.

                  Sin da subito cessiamo di muoverci dentro una pura e semplice questione processuale. Rubens smette presto di giocare con gli ingranaggi della giustizia come in una partita a carte. Gli è capitata qualche mano fortunata, ma non gli basta più. Vuole trovare la verità, quella che nessuno sembra cercare.

                  Da ora in poi il Thriller si dipana in un vortice di inquietanti coincidenze che conducono a strade nuove, a un diverso puzzle.

                  Lo sviluppo della storia e il finale giungono inattesi e terrificanti per gli stessi inquirenti, non solo per il lettore che segue le vicende spalla a spalla.

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