Home Tags Posts tagged with "Il Patto della Viverna"

Il Patto della Viverna

    0 879
    Cover_Patto_Viverna-FrontTitolo: Il patto della Viverna

    Autore: Maurizio Vicedomini
    Editore: Ciesse
    Pagine: 304
    Anno di pubblicazione: 2012
    Prezzo copertina: 16,00 €

    E’ risaputo che non si dovrebbe mai giudicare un libro dalla sua copertina ma, spesso, anche i lettori più attenti e curiosi cadono in errore. Fermarsi all’aspetto grafico del romanzo Il patto della viverna, ad esempio, potrebbe far perdere l’occasione di scoprire un nuovo scrittore molto promettente, in grado di dare vita a una dimensione fantastica strutturata con perizia e di creare una storia avvincente, con significati profondi e uno stile scorrevole.

    Maurizio Vicedomini non introduce i protagonisti del suo libro in maniera convenzionale, ma trasporta invece il lettore all’interno dell’azione, senza avere bisogno di spiegarne il passato per renderli credibili e motivarne i comportamenti.

    Tiros è il futuro capo del suo villaggio e un combattente di valore. Un giorno, mentre è a caccia con l’amica Alannah, incontra il suo vecchio maestro Khalin. I tre, sulla via del ritorno, si accorgono che qualcosa sta accadendo al villaggio. Tiros, arrivato a pochi passi dalla battaglia che sta sterminando il suo popolo, viene bloccato da un druido che confida in lui per sconfiggere in futuro il nemico, composto da un esercito di guerrieri apparentemente immortali guidati da dei negromanti. Il ragazzo, insieme ai suoi due amici, decide di intraprendere un viaggio per vendicare le anime dei caduti e dare loro il giusto riposo. La missione appare fin da subito impossibile, ma i guerrieri non sono a conoscenza di essere solo una pedina di una battaglia secolare, in cui magia e fede hanno un ruolo essenziale. Vicedomini ha saputo strutturare con bravura il suo romanzo con una storia in crescendo, aggiungendo progressivamente nuovi personaggi e tematiche, fino all’epico epilogo.
    Il patto della viverna non è un semplice racconto di battaglie e magie, ma si addentra negli intricati processi mentali e strategici di chi è mosso dalla brama di potere e in quelli delle vittime e dei soggiogati. Guerrieri e negromanti ricordano i membri di una setta: incapaci di distaccarsi da un leader di cui conoscono poco o nulla, pronti a sacrificarsi in nome di un’idea e di un progetto che non li vedrà mai protagonisti, ma solo comprimari in un meccanismo destinato a portargli via tutto.
    Il percorso di Tiros e Khalin si riflette così in un cammino di crescita personale che li conduce alla consapevolezza e, di conseguenza, alla libertà.
    L’autore sa alternare bene i momenti di azione, descritti accuratamente senza per questo risultare ostici, con i giusti spazi attribuiti alla riflessione dei protagonisti sulla vita e l’equilibrio dell’universo, tra stelle silenziose e foreste che prendono vita.
    Il patto della viverna sorprende per la sua fluidità e forza narrativa, e il risultato è un libro che si vorrebbe poter leggere senza pause, immergendosi totalmente nell’avvincente viaggio dei suoi personaggi.
    L’AUTORE
    Maurizio Vicedomini nasce a Napoli il 30 giugno del 1990. È studente di Lettere Moderne presso l’università Federico II di Napoli, chitarrista del sabato sera e cintura nera di Taekwondo. Appassionato lettore e studioso di letteratura fantastica sotto ogni aspetto, scrive da anni romanzi e racconti, ma solo di recente si è affacciato al mondo editoriale. Per le Edizioni Diversa Sintonia ha pubblicato Myrddin di Avalon (2012), un racconto lungo in e-book di fantascienza storica ispirata alle leggende arturiane. Ha inoltre pubblicato diversi racconti in antologie. Cura la rubrica FantaCliché su TrueFantasy e scrive articoli per Fantasy Planet e Fralerighe.

      0 782

      Titolo: Il patto della Viverna
      Autore: Maurizio Vicedomini
      Editore: Ciesse edizioni
      Genere: Fantasy
      Anno: 2012
      ISBN Libro: 978-88-6660-054-1
      ISBN eBook: 978-88-6660-055-8
      Num. Pagine: 304
      Prezzo libro: 16,00 €
      Prezzo eBook: 5,00 €
      Booktrailer: QUI
      Si può acquistare QUI
      Voto: 

      Trama:[dall’intervista dell’autore a True-Fantasy]: «Un’armata scheletrica distrugge il villaggio dei tre protagonisti [Tiros, Khalin e Alannah], mentre questi sono a caccia. Tralasciando ogni ragionevole strategia, mossi solo dalla sete di vendetta, i cacciatori cominciano l’inseguimento, ritrovandosi però in cose molto più grandi di loro. La setta responsabile della distruzione del villaggio domina la negromanzia, forte del legame con una creatura antica [la Viverna]. Inermi davanti ai negromanti e ai poteri druidici, i protagonisti dovranno cercare di sopravvivere, perpetrare la loro vendetta e risolvere il dubbio che li assilla: perché la loro gente è stata sterminata?»

      Recensione: Il patto della Viverna è scritto in modo rigoroso, maturo, è un romanzo che non lascia niente al caso. Colpisce l’età dell’autore, classe 1990.

      Tutto inizia con l’apparizione di guerrieri rivestiti di un’armatura d’ossa. Essi marciano devastando i villaggi della tundra, verso una meta forse ignota a loro stessi. Chi li muova e perché, quali siano le ragioni della mattanza, nessuno sembra saperlo. Il lettore, da subito, ha in comune con i protagonisti lo smarrimento e lo sconcerto. Essi hanno perduto ogni cosa, il loro villaggio è stato depredato, la tribù sterminata senza che abbia avuto possibilità di difendersi.

      Sulle prime gli unici sopravvissuti sembrano riuscire ad arginare la disperazione, anche se in modo piuttosto strano, inconsueto, sospetto. Trattandosi di un romanzo Sword & Sorcery, lo spazio per l’introspezione e la caratterizzazione dei personaggi va dosato con oculatezza, per non appesantire o rallentare l’azione con descrizioni e dettagli superflui. Alcuni personaggi assumono consistenza ed emergono, altri rimangono in sottofondo. Per esempio: tra i tre compagni quello più complesso è Alannah. Tiros sembra il più schematico, perché succube del suo ruolo e del proposito di vendetta, oltre che ansioso di rispettare alla perfezione un codice di comportamento. Credo che per questo motivo Alannah, divenuta ingombrante, è destinata a eclissarsi, per dar modo a Tiros di riprendere la scena.

      Attraverso i dialoghi, a tratti serrati, si intravede una latente ostilità: i tre si studiano con circospezione, mantengono le distanze. Le cose importanti le tengono per sé, non le dicono, se non quando la tensione si allenta.  Dopo l’assalto al villaggio dubitano e diffidano. Le premesse non sono buone. Dovranno appianare presto i dissidi.

      Presto il cerchio di chiude, comprendiamo i motivi del loro strano comportamento, la necessità di ciascuno di tenere gli occhi aperti. Finché la foschia non si dipana, manca il tempo di scaricare l’angoscia.

      Cogliamo presto una differenza fondamentale tra Tiros e Alannah: Tiros è un guerriero irruente, tendenzialmente irriflessivo. Inizia un inseguimento senza avere le idee chiare su chi dovrà affrontare e in questo trascina gli altri due, più cauti; Alannah ha bisogno di comprendere; Khalin, il mentore di Tiros, fra i tre è il più ambiguo, quasi un terzo incomodo, la sua apparizione è stata troppo improvvisa.

      Nel romanzo è assente la distinzione manichea tra bene e male, cosa che ritengo importante. Ciò impedisce frettolose schedature tra bianco e nero. In entrambe le fazioni in campo prevalgono le sfumature del grigio. Al massimo ci sentiamo autorizzati a tracciare una mediana, un confine puramente geometrico, nulla più che una scacchiera sulla quale riporre e muovere i pezzi.

      Sono i giochi della sorte a soggiogare i vari personaggi stanziati nei rispettivi campi di battaglia (i superstiti del villaggio depredato e l’esercito scheletrico). Vi è chi se ne approfitta, chi rimane a guardare, chi trama.

      A conti fatti nemmeno Sezarius, l’eminenza grigia del romanzo, ha l’onore di rappresentare il male assoluto. Certo è un potente negromante, ha stretto un patto con una creatura misteriosa, la Viverna. Tuttavia è un personaggio meschino, si rende artefice (o crede di esserlo) di un meccanismo di cui non ha l’assoluto controllo, provoca sofferenze inaudite al suo stesso popolo per un tornaconto personale che difficilmente potrà incassare.

      Non ha nemmeno l’onore di appartenere al genere di Macbeth, ai malvagi per modo di dire, che il male lo perseguono per proprio interesse. Macbeth, almeno, è personaggio da tragedia, di tale complessità che ne siamo irretiti. Giungiamo persino, non senza angoscia, a riconoscerci in lui.

      Ebbene a nessuno verrà mai in mente di immedesimarsi con Sezarius. Sezarius è tanto potente quanto folle, o molto stupido. Oserei dire è una pedina del gioco che, a differenza di altre, è ignara di essere tale, cosa che è al di fuori di qualsiasi cliché.

      Vorrei insistere su questo punto. Il bene e il male prendono forma nella cultura e nella mente degli uomini e in esse stanziano, si sviluppano, si nutrono. Di là dell’umano i loro confini perdono consistenza, sbiadiscono, si fanno assai vaghi, assumono il contorno del fato, del destino. Ciascuno sa che il fato e il destino più che buoni o cattivi sono ciechi, non prendono la mira: oggi a te, domani a me.

      Interessante infine è la domanda che l’autore pone nella postfazione, e cioè se il fantasy e il fantastico in generale possano parlare della realtà:

      [il fantasy] affronta i problemi della nostra società, dell’interiorità: li mette in gioco su campi di battaglia immaginari, ma non per questo esuli dalla quotidianità. Ne cambia solo l’approccio, facendoli danzare secondo una linea allegorica. E il bello è che – per una volta – la storia può avere un lieto fine.

      Secondo me il discorso travalica il genere del fantasy, si fa universale.  A ben vedere qualunque romanzo dovrebbe avere un legame con la realtà, fosse anche quella della nostra anima. In mancanza si corre il rischio di scrivere e di leggere storie distanti, lontane, estranee. A conclusione del viaggio ci ritroveremmo a mani vuote. Non dico altro, anche perché la questione è molto ben argomentata in un saggio di Orhan Pamuk cui rimando i più volenterosi (recensito qui).

      Pagine consultate:
      1.http://www.bluedragon.it/bestiario/viverna.htm
      2.http://truefantasyitaly.blogspot.it/2012/10/il-patto-della-viverna-intervista.html

      Link all’articolo originale

        0 939

        Nel freddo nord della taiga, un’armata scheletrica rade al suolo un villaggio dopo l’altro, avanzando verso il sud più profondo. Sopravvissuti alla distruzione, Tiros, Khalin e Alannah inizieranno la loro caccia contro un nemico che governa la negromanzia, forte dei poteri di un antico legame.

        Ma al patto si contrappone una promessa: la promessa di un cacciatore bramoso di vendetta, disposto a fronteggiare la morte stessa pur di portare il giusto riposo al suo popolo.

        Il Patto della Viverna è un romanzo Sword & Sorcery dove la vendetta regna sovrana, ribollendo nel sangue di uomini comuni, strattonati da sorti infami e poteri antichi. Il bianco e il nero vengono cancellati da una vasta striscia di grigio: sono i sentimenti negativi a guidare i giusti, e i desideri più luminosi a tormentare i malvagi; perché in battaglia il nemico di un cacciatore non è la preda, ma un altro predatore, un altro uomo, schierato dagli eventi nello schieramento opposto.

        L’autore

        Maurizio Vicedomini

        Maurizio Vicedomini nasce a Napoli il 30 giugno del 1990.

        È studente di Lettere Moderne presso l’università Federico II di Napoli, chitarrista del sabato sera e cintura nera di Taekwondo. Appassionato lettore e studioso di letteratura fantastica sotto ogni aspetto, scrive da anni romanzi e racconti, ma solo di recente si è affacciato al mondo editoriale.

        Per le Edizioni Diversa Sintonia ha pubblicato Myrddin di Avalon (2012), un racconto lungo in e-book di fantascienza storica ispirata alle leggende arturiane. Ha inoltre pubblicato diversi racconti in antologie. Cura la rubrica FantaCliché su TrueFantasy e scrive articoli per Fantasy Planet e Fralerighe.

        Il libro è attualmente in prevendita. Il cartaceo sarà disponibile da fine settembre.

        [wpsr_socialbts]

        Articoli casuali

        0 1262
        Ogni settimana, fino all'Epifania, uno o più titoli del catalogo CIESSE Edizioni saranno posti in "Offerta Speciale" su circa 80 Store OnLine al prezzo eccezionale...