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Fiorella Rigoni

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    Giunta quest’anno al suo sesto appuntamento, La Fiera  delle Parole torna a travolgere Padova con proposte culturali di altissima qualità dislocate nei  luoghi più belli, suggestivi e prestigiosi della città: Palazzo della Ragione, Palazzo Bo, Palazzo Moroni, Palazzo del Liviano, Centro Culturale Altinate San Gaetano, Teatro Ruzante, Auditorium Pollini,  Scuole, Librerie, Caffè, negozi e le Piazze cittadine.

    Dal 9 al 14 ottobre 2012 Padova ospiterà uno tra i più interessanti appuntamenti con la letteratura, il giornalismo, la poesia, l’arte, la musica attivi sul territorio nazionale. La Fiera delle Parole è una manifestazione generalista premiata da un pubblico numerosissimo  che giunge da tutta Italia per ascoltare e, soprattutto, confrontarsi con centinaia di autori di grande rilievo nel panorama culturale nazionale.

    La CIESSE Edizioni sarà presente da giovedì 11 a domenica 14 ottobre (9,30-20,00) presso il Centro Culturale Altinate San Gaetano – piano terra (Palazzo ex Tribunale).

    EVENTO CIESSE

    Dino Baggio e Marco Aluigi presenteranno il libro

    Venerdì 12 ottobre 2012, ore 18.00

    presso il CENTRO CULTURALE SAN GAETANO

    Coordina l’incontro: Carlo Santi, editore CIESSE

    Altre presentazioni presso il CENTRO CULTURALE SAN GAETANO:

    – GIOVEDì 11.10.2012 ore 18,00 – Stefano Visonà con il Legal Thriller NON TI SVEGLIARE

    – SABATO 13.10.2012 ore 18,00 – Laura Rico con il romanzo storico BALLERINE DI CARTA

    – DOMENICA 14.10.2012 ore 15,00 – Fiorella Rigoni con il fantasy MINON

    – DOMENICA 14.10.2012 ore 16,00 – Carlo Santi e Francesca Panzacchi con il giallo/thriller DELITTI AL CASTELLO

    Ingresso libero.

    Programma presentazioni: programma_fiera_delle_parole_2012

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      Bruno Elpis

      Nel prologo di “Minon”, un’opportuna prolessi sbalza già il lettore al centro della storia. Senza troppi complimenti, Alexia e Fiorella catapultano il malcapitato al cospetto dell’orrenda Exafiria, mentre uno stormo di Gonax (semplifico se dico che sono la versione fantasy dei nostri comuni avvoltoi?) contribuisce a diffondere nell’aria il rivoltante odore del cannibalismo, che impazza nella dimora della figlia di Orax.

      Se questa è l’introduzione al romanzo, già nel primo capitolo vi sono tutte le premesse che verranno sviluppate nel corso della narrazione dalle autrici di Minon: ma deontologia vuole che un commento non sveli i segreti distribuiti lungo il percorso del dark fantasy: tanto più in un romanzo come questo, ove gli effetti speciali e le sorprese costituiscono il meccanismo che induce a girare una pagina dietro l’altra.

      E allora – sorpreso dall’abilità di due donne che evidentemente si sono reciprocamente sorrette nella tecnica di “incatenare” il lettore sin dalle prime pagine – voglio parlare soltanto delle premesse, senza svelare alcunché della trama.

      E comincio con la protagonista, Minon: studentessa, frequenta l’ultimo anno delle superiori. La scuola non l’appassiona. Oltretutto, la ragazza è piuttosto asociale. “… Bella, anche se introversa, con capelli lisci come seta e neri come la notte, ma anche inquietante con quel fisico longilineo e grandi occhi azzurro chiaro che scrutavano il mondo.” Sembrerebbe una ragazza come tante, un po’ dark … invece, nossignori! Perché “la vita da cacciatrice era la sua missione.” E, si badi bene, l’oggetto della caccia non è selvaggina qualunque. Minon, infatti, insegue e cattura  … spettri. Spiriti maligni che se ne stanno appollaiati sulle spalle delle vittime umane e che la  ragazza dark può vedere grazie al dono del quale è portatrice: “Entità eteree oscure e repellenti, erano capaci di provocare disgusto semplicemente con il loro aspetto tetro …”

      Ma c’è un’altra premessa della quale non posso tacere in questo mio commento. Sto parlando del marchio: Minon lo reca su una mano, sotto al guanto che opportunamente ogni tanto si sfila. Un“simbolo strano e incomprensibile che riempiva i suoi sogni. Un semplice cerchio di fuoco che pulsava quando lei si trovava in pericolo …” Il tatuaggio, in definitiva, è un varco, un portale, uno squarcio dimensionale: e conduce a un altro mondo.

      Completano la rosa dei personaggi: uno zio bibliotecario un po’ svanito, Fiamma, una ragazza che patisce la triste realtà familiare di una madre alcolizzata, Rudy, l’amico che riesce a penetrare la scorza di Minon per conquistarne il cuore, Sara, la compagna banale  ‘rosa confetto’. Infine c’è un angelo nero: una creatura straordinariamente sensuale e attraente, non fosse che …

      In questo fantasy vi sono tutti gli ingredienti classici. Schiere di angeli che hanno perduto i loro flauti, mostri da combattere, arti magiche, ominidi, “il regno del signore del male”, oltre alle immancabili ‘armi’ portentose: Xafi, una frusta-serpente e la prodigiosa spada Kendra.

      Ma tutto, anche la trovata più strabiliante, trova collocazione nell’ambito di una coerenza narrativa che nulla concede all’infodump. Così che il lettore può seguire indisturbato, senza essere infastidito da inutili digressioni, l’azione che le autrici rappresentano sulle pagine del loro libro.

      Mi piace concludere con uno degli aforismi di E. A. Poe, uno dei miei autori preferiti. Lo scrittore americano è stato infatti prescelto da Alexia e Fiorella per introdurre alcuni capitoli di “Minon”, in virtù della sua riconosciuta originalità che ha anticipato la letteratura gotica: “Se guarderai a lungo nell’abisso, anche l’abisso vorrà guardare in te”.

      Non vi viene un brivido? Magari ricordando che «La vertigine non è la paura per l’abisso, ma l’attrazione per esso», come  …

       Bruno Elpis

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        Da questa stagione laformadelibro di Padova collabora con la CIESSE Edizioni. (Link)
        Attualmente sono previsti tre eventi in programma:

        sabato 24 marzo 2012 ore 18,30

        la coppia formata da Carlo Santi con Il quinto Vangelo (thriller storico) e Francesca Panzacchi con La casa di Sveva (noir psicologico)

        sabato 14 aprile 2012 ore 18,30

        la coppia formata da Anna Tasinato con La chiave Amaranto (urban fantasy) e Fiorella Rigoni con Minon (fantasy)

        venerdì 27 aprile 2012 ore 18,30

        la coppia formata da Carlo Santi con La Bibbia Oscura (thriller storico) e Stefano Visonà con Non ti svegliare (legal thriller)

        laformadelibro · Via XX Settembre, 63 Padova · t. 049.9817459 · f. 049.9817626

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          Titolo: Minon
          Autori: Alexia Bianchini e Fiorella Rigoni
          Editore: CIESSE Edizioni
          Cover e illustrazioni: Max Rambaldi
          Genere: Fantasy
          Pagine: 266
          Collana: GOLD
          Anno: 2012

          ISBN Libro: 978-88-6660-015-2 |

          ISBN eBook: 978-88-6660-016-9

          LINK RECENSIONE ORIGINALE

           Trama: Minon è sola nella battaglia. Gli spettri sono ovunque. Li scruta indurre l’uomo al peccato, ingordi del sapore del male. Inconsapevole dell’origine del dono di poterli vedere, dà loro la caccia fin da bambina. È in grado di strapparli dal corpo delle vittime. Attraverso un simbolo a lei ignoto, marchiato sul palmo della mano, apre uno squarcio dimensionale e li scaraventa dentro. Cosa ci sia al di là del portale è un mistero. Si accorge però che qualcosa sta cambiando. Gli spettri hanno mutato modus operandi, il male assorbito o le anime peccatrici recuperate dalle loro infami gesta sembrano non essere più sufficienti: ora spariscono umani in carne e ossa. Riuscirà a svelare gli arcani? Cosa vorrà quell’angelo nero comparso dal nulla? Chi la affiancherà nel duello finale? Una cosa è certa: la lotta la porterà al cospetto del Male!

          Recensione: Si respira aria gotica tra le righe di questo romanzo dove il paranormale si fonde senza forzature all’ordinario, attraverso una narrazione intensa e scorrevole nella quale i personaggi svelano il proprio carattere misurandosi con i conflitti interiori  che li investiranno brutalmente nel corso del loro viaggio. Le autrici manifestano una singolare familiarità con le moderne ambientazioni Urban Fantasy.

          La protagonista, Minon, è una giovane forte, convinta di dover affrontare il proprio, amaro, cammino in completa solitudine, tuttavia sensibile alla straordinaria capacità della vita di mostrare nuove vie, imprevedibili sfide e amici inaspettati. La sua lotta contro il male la condurrà faccia a faccia con un sanguinario nemico e solo allora la guerriera che alberga in lei, prenderà definitivamente corpo, consacrandola leader ai suoi stessi occhi. La trama si sviluppa velocemente, rivelando un dualismo che corre su binari paralleli; da un lato le pulsioni adolescenziali alle quali la protagonista cede a poco a poco, dall’altro la figura di una risoluta cacciatrice, il cui ruolo non contempla la dispersione di energie in inutili distrazioni.

          Tra subdoli spettri che si dilettano a tormentare gli uomini, angeli decaduti e un’oscura creatura che si nutre senza sosta della malvagità, si alternano presenze dall’animo nobile che donano un positivo equilibrio alla storia. Atmosfere cupe, portali magici e ardite gesta, gli elementi fantastici sono trattati con disinvoltura e confido in un degno seguito, certa di ritrovare le idee e la penna valente delle due autrici.

          Barbara de Carolis

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            Anna Tasinato

            Ho intervistato con grande piacere Fiorella Rigoni, co-autrice insieme ad Alexia Bianchini del romanzo “Minon“, ultima pubblicazione in ambito fantasy targata Ciesse. Ringrazio Fiorella per essersi prestata con gentilezza a rispondere e… buona lettura!

            Dalle retrovie mi dicono che sei un’amante della letteratura fantasy e horror. Com’è nato l’amore per questi generi e quali sono le particolarità che ti hanno fatto innamorare?

            Ho letto la saga di Twilight (tutti e 4 i libri in 9 giorni), quelli di Harry Potter correvo a prendermi il libro appena sapevo dell’uscita e lo divoravo in poche ore perciò direi proprio che amo questo genere di libri. Il mio primo fantasy letto, lo ricordo benissimo, è stato la SPADA DI SHANNARA di Terry Brooks (di cui ho tutta la serie e l’ho riletta almeno tre volte) cominciato per noia in una giornata in cui ero a casa da scuola ammalata, perciò parliamo di moooolti anni fa, e che mi ha talmente affascinata da finirlo in un sol giorno. Mi affascinano molto i mondi che la fantasia riesce a creare e che le parole degli scrittori riescono a farmi sembrare talmente veri che leggendo mi ci ritrovo dentro e poi la magia, quella in cui basta pronunciare qualche parolina e i tuoi desideri si avverano, dio come vorrei poterlo fare davvero!

            Il tuo primo romanzo, Minon, è un’urban fantasy scritto a quattro mani con Alexia Bianchini, che trae la sua particolarità nel trattare una figura sovrannaturale ancora poco “sfruttata” nel panorama editoriale del fantastico. Com’è nata l’idea di base e come avete sviluppato il processo di scrittura a quattro mani?

            Fiorella Rigoni

            Minon è nato per gioco, inizialmente non pensavo potesse diventare un libro, ero convinta che avremmo scritto qualche pagina e poi tutto sarebbe finito (come i progetti a cui già stavamo partecipando su facebook e che non sono mai finiti) invece poi la storia ha preso piede e noi ci telefonavamo tutti i santi giorni per definire i dettagli, per parlare degli sviluppi e dei personaggi, per confrontare le nostre idee su quel mondo che stavamo creando. L’idea di base è partita tutta da un disegno che Alexia mi ha fatto vedere mentre scrivevamo le prime pagine del libro e poi la nostra fantasia ha fatto il resto.

            Parlando di scrittura a quattro mani, cosa hai trovato più facile e cosa invece è risultato più difficile rispetto alla classica scrittura “solitaria”?

            Non è stato assolutamente difficile scrivere a quattro mani, anche perché il nostro stile si assomiglia molto. Le difficoltà sono venute solo dopo aver steso il libro, quando ci siamo messe a correggerlo e a fare le dovute aggiustatine. Scrivere da sola rende le cose più scorrevoli, perché non devi continuamente confrontarti con l’altra persona, ma a parte questo io non ho riscontrato altre diversità.

            Parlando di scrittura in generale, invece, preferisci pianificare tutto prima della stesura oppure costruisci la storia in itinere?

            Le mie storie nascono strada facendo, arriva l’idea e mi stuzzica poi mi metto al computer e l’idea si modifica, si plasma man mano che la scrivo. Ho provato a pianificare quel che scrivo, ma a conti fatti poi non riesco a metterlo sul foglio perché non lo sento dentro, è una cosa troppo sterile, io ho bisogno di vivere le emozioni di cui parlo altrimenti non riesco a scriverle come voglio io.

            Il fantastico (si fa per dire) blocco dello scrittore: lo hai mai incontrato? E, se sì, quali consigli daresti per superarlo?

            Ce l’ho tuttora e consigli per superalo proprio non ne posso dare. Io non sono una di quelle che scrivono continuamente, purtroppo, i problemi che riscontro nella vita quotidiana mi bloccano spesso e superarli diventa difficile.

            La Top Tre dei tuoi libri preferiti.

            1. Twilight
            2. Shiver
            3. La spada di Shannara
            4. I gialli di Agatha Christie

            Le tue prime parole dopo aver saputo che il manoscritto “Minon” sarebbe stato pubblicato.

            Non ci posso credere!

            Zombie, licantropi, vampiri, streghe, demoni, altro da specificare. Su una scala immaginaria, in che ordine di gradimento li posizioneresti?

            Vampiri, streghe, licantropi, demoni. Gli zombie non li amo molto, però dipende sempre tutto dalla storia che ci crei attorno.

            Angolo curiosità: quali sono i tuoi progetti per il futuro? Puoi anticipare qualcosa?

            Ovviamente ci sarà il seguito di MINON, a cui peraltro stiamo già pensando. Poi ho finito già da un po’ un romanzo, che non ha nulla a che vedere con il fantasy, che mi ha coinvolta parecchio e che adesso sto sistemando per rendere un po’ più horror di quello che già è e che spero di veder pubblicato, prima o dopo. Poi ci sono un paio di antologie a cui ho partecipato con alcuni racconti che dovrebbero vedere la luce entro l’anno.

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              Fiorella Rigoni

              Oggi mi accingo a intervistare, si fa per dire ovviamente visto che non sono una giornalista, un autore emergente che mi ha incuriosita parecchio.

              Sto parlando di Andrea Barillà, milanese doc.

              Andrea ha all’attivo già due romanzi e una raccolta di racconti.

              – Allora Andrea come mai uno che si occupa di progettazione formativa e qualità aziendale è finito a scrivere romanzi?

              Dopo un tentativo andato a vuoto con disegno e pittura, ho trovato il mezzo ideale per utilizzare l’estro, opportunità che non sempre si può avere in ambito lavorativo…

              – Ho letto che hai iniziato a scrivere per una scommessa tra amici, mi spieghi che significa?

              Una sera di dicembre del 2007 ero insieme alla mia compagna e un amico comune, il quale stava raccontando alcune situazioni tragicomiche vissute durante la giornata. D’impulso ho proposto: “Perché non proviamo a buttare giù racconti su quello che ci capita?”. Gli altri: “Facciamolo! Dopo le feste ci ritroviamo ed eleggiamo il migliore!”. Sono stato l’unico a presentarsi all’appuntamento con qualcosa in mano: un pretesto per iniziare.

              – Il tuo genere sembra essere il giallo o il thriller, infarcito però con elementi surreali, da dove ti vengono le idee?

              Dall’attrazione innata per il mistero, che mi permette di individuare la colonna portante del racconto o romanzo. La trama, poi, si sviluppa per conto proprio.

              – Quindi suppongo che i libri che preferisci leggere siano appunto gialli, noir e thriller. Hai qualche autore preferito?

              Malauguratamente non sono un lettore accanito, ma in effetti prediligo i libri in cui gli avvenimenti non siano esattamente razionali o consequenziali. Per quanto riguarda gli autori, tra gli stranieri ammiro Matheson, King, Bunker, Lansdale e Bukowski, tra gli italiani Evangelisti, oppure mostri sacri come Calvino o Buzzati.

              – Qual è la cosa che ti porta a scegliere un libro piuttosto che un altro: la copertina, la trama oppure l’autore?

              Se lo conosco già, l’autore influisce parecchio. A ogni modo non guardo troppo la copertina, leggo piuttosto la “quarta di”, l’incipit, la pagina 69 e cerco di scegliere la narrativa italiana per evitare il filtro della traduzione.

              -Torniamo a te e ai tuoi libri. Due romanzi pubblicati nel 2010 e una raccolta di racconti nel 2011, sei molto produttivo come scrittore, come riesci a conciliare il lavoro e la scrittura?

              Mi arrangio! Vorrei scrivere di più, però il tempo a disposizione è limitato. Cerco di approfittare di qualsiasi momento libero, con grande “soddisfazione” della famiglia, in particolare di chi poi debba leggere, scremare e ancora leggere.

              – Quale dei tuoi romanzi è quello che ami di più?

              Sono soddisfatto di tutte le pubblicazioni; Antipodi ha dalla sua il sarcasmo, Sette giorni scorre fluido, i racconti de Le inclusioni del diamante hanno trame avvincenti, quello dell’”antologia fobica” è insieme serio e spassoso. La scrittura, però, è un’attività in costante evoluzione, la perfezione è molto lontana e l’intento è avvicinarsi il più possibile… Senza prendersi troppo sul serio. Dunque, per rispondere alla domanda: è quello che devo ancora iniziare.

              – Per finire raccontaci cos’hai in programma per il futuro.

              Sto scrivendo un nuovo romanzo, che prende forma lento e inesorabile. Non ho ancora capito esattamente dove il protagonista mi stia conducendo né mi è chiaro il finale, quindi sono ansioso di concluderlo ma – come si diceva – il tempo è tiranno!

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                Minon – Lo speciale: La mia recensione

                Ciao a tutti miei cari amici!
                Eccoci qui con l’ultima puntata di Minon – Lo speciale, uno speciale firmato Gocce d’inchiostro tutto dedicato al romanzo Minon di Alexia Bianchini e Fiorella Rigoni.
                Ecco qui i link che vi ricondurranno ai precedenti posts.
                Ma ora…
                Rullo di tamburi!
                “Quale futuro? A pensarci bene potrei anche decidere di
                Laurearmi in Esorcismo con specializzazione in Caccia allo spettro”
                pensò fra sé Minon.
                Titolo: Minon
                AutoreAlexia Bianchini & Fiorella Rigoni
                C. E.: Ciesse Edizioni
                Prezzo: 15.00 euro
                Pagine: 213
                Genere: Dark Fantasy YA
                TramaMinon è sola nella battaglia. Gli spettri sono ovunque. Li scruta indurre l’uomo al peccato, ingordi del sapore del male. Inconsapevole dell’origine del dono di poterli vedere, dà loro la caccia fin da bambina. È in grado di strapparli dal corpo delle vittime. Attraverso un simbolo a lei ignoto, marchiato sul palmo della mano, apre uno squarcio dimensionale e li scaraventa dentro. Cosa ci sia al di là del portale è un mistero. Si accorge però che qualcosa sta cambiando. Gli spettri hanno mutato modus operandi, il male assorbito o le anime peccatrici recuperate dalle loro infami gesta sembrano non essere più sufficienti: ora spariscono umani in carne e ossa. Riuscirà a svelare gli arcani? Cosa vorrà quell’angelo nero comparso dal nulla? Chi la affiancherà nel duello finale? Una cosa è certa: la lotta la porterà al cospetto del Male!
                La mia opinione
                Nel momento in cui sono venuto a conoscenza della pubblicazione di Minon, sapevo già che, prima o poi, quel romanzo si sarebbe trovato fra gli scaffali della mia libreria. Una convinzione che si è in seguito esplicitamente appurata quando Alexia Bianchini, una delle sue due autrici, è stata così gentile da inviarmene una copia. Ammetto che, spinto da una particolare curiosità, ho iniziato subito la lettura del tomo, il quale mi ha catturato immediatamente, trasportandomi fin dalle prime pagine nella sua storia con estrema semplicità.
                Ma qual è la trama di Minon?
                Protagonista del romanzo è Minon, una diciassettenne incredibilmente solitaria che nasconde un grande, grandissimo segreto: Minon è, infatti, una cacciatrice di spettri, viscidi esseri sovrannaturali che infastidiscono gli uomini, e, inoltre, è l’unica persona in grado di vederli. Ma Minon non sa da dove provenga, effettivamente, questo dono, sa solo che, ogni volta in cui si imbatte in uno di loro, sente il bisogno di sconfiggerlo, di aprire, per mezzo di uno strano simbolo indelebile presente sul palmo della sua mano, un varco dimensionale, e di scaraventare il mostro al di là di esso. Minon compie queste gesta da sempre, sin da bambina, ragion per cui conosce molto bene la mentalità degli spettri, però ultimamente le sta sfuggendo qualcosa, qualcosa che la sta mettendo parecchio in allerta. Stanno infatti scomparendo esseri umani. Non sarà mica colpa degli spettri? E poi, quell’angelo nero che di punto in bianco ha iniziato a comparire nella sua vita, cosa desidererà da lei?
                La penna che disegna i contorni di questa avvincente e originale trama, è un simposio tra due stili narrativi: quello di Alexia Bianchini e quello di Fiorella Rigoni. Un simposio, devo proprio ammettere, ben riuscito. La scrittura delle autrici risulta, infatti, molto particolare e poetica, ma soprattutto perfettamente congruente e attinente alla storia, la quale, attraverso atmosfere gotiche e tetre, è ricca di venature parecchio dark, che rendono Minon ancora più interessante di quanto già, in realtà, fosse.
                Il personaggio principale della storia, poi, è molto interessante. Minon, in effetti, nasconde sotto uno scudo fatto di apparente freddezza ed egocentrismo, un intelletto profondo e tutto da scoprire, il quale contribuirà tantissimo nell’avvincere il lettore sempre di più. Io, ad esempio, l’ho particolarmente adorata.
                Minon vanta comunque di una grande schiera di personaggi, tutti molto ben tratteggiati, tra i quali spiccano le figure di Fiamma e Rudy. La prima è una ragazza che viene perseguitata dagli spettri e che Minon salva. Nata un po’ così, da un semplice salvataggio, però, Fiamma riuscirà comunque a diventare a tutti gli effetti una protagonista ufficiale del romanzo, ma soprattutto riuscirà a entrare facilmente nelle grazie del lettore. Rudy è, invece, un compagno di classe di Minon, che, molto evidentemente, prova qualcosa per lei. Ma non vi aspettate il classico “bello e tenebroso”, infatti Rudy è un ragazzo come tanti, un ragazzo che al posto di cacciare conigli nel bosco per non nutrirsi di sangue umano, rimane a casa, a leggere magari un bel fumetto. Forse il pregio più grande di Minon è proprio quello di essere una bella storia, nuova, che non rispetta nessun tipo di cliché.
                Per non parlare delle magnifiche battaglie presenti nel tomo, che mi hanno letteralmente fatto andare in fibrillazione. Uniche e ben scritte.
                Devo comunque ammettere che una pecca, Minon, infondo, ce l’ha. Una pecca che riguarda la mole del tomo, la quale è molto, forse troppo, piccola. Se Minon, infatti, avesse avuto un centinaio di pagine in più, secondo il mio modesto parere, i suoi protagonisti e le sue vicende avrebbero sicuramente fatto completamente breccia nel cuore del lettore, ammaliandolo fino in fondo.
                Ma a ciò si può porre rimedio, poiché le nostre bravissime Alexia Bianchini e Fiorella Rigoni stanno già progettando un seguito, che io, francamente, non vedo l’ora di leggere.
                Infine vi consiglio vivamente il romanzo, che si caratterizza molto bene nell’ambito dell’Urban Fantasy italiano, e che merita sicuramente d’esser letto.
                Alexia Bianchini & Fiorella Rigoni
                Minon Serie
                   1.  Minon, 2011
                   2.  a seguire
                Consigliato a chi desidera una lettura leggera, ma allo stesso tempo avvincente
                Voto: 4 +
                P.S.: Attendo con ansia il seguito. L’ultima pagina lascia il lettore letteralmente a bocca aperta.
                P.P.S.: Faccio dei grandi complimenti all’illustratore del romanzo, Max Rambaldi, che delizia il lettore con delle immagini molto belle.

                Alexia Bianchini e Fiorella Rigoni

                Alexia Bianchini, classe 1973, autrice di romanzi fantasy dalle venature dark. Pubblica per diversi editori racconti fantasy, horror e di fantascienza. Editor, Curatore di antologie. Direttore del web-magazine Fantasy Planet, Direttore e curatore di collana per Lite-edition nonché Direttore della Collana Gold per CIESSE Edizioni.

                Fiorella Rigoni nasce nel lontano 1969 ad Asiago, piccolo paesino di montagna. Dall’età di 13 anni legge avidamente, di tutto, anche se predilige il fantasy e l’horror, dove può lasciar correre la sua fantasia. Da alcuni anni ha iniziato anche a scrivere, nel 2010 un suo breve racconto è stato pubblicato sul libro 365 STORIE CATTIVE, nato per scopi benefici. A settembre 2011 la rivista digitale Altrisogni ha pubblicato il suo racconto intitolato DUE GIORNI. A dicembre 2011 è uscita l’antologia horror NEL BUIO edita da Dbooks dove è presente con il racconto ASPETTANDO LA MORTE. A fine dicembre 2011 è uscito il suo primo romanzo MINON, edito da Ciesse Edizioni, scritto a 4 mani con Alexia Bianchini. Si diletta anche a fare recensioni di libri per il sito Fantasy Planet.

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                  Titolo: MINON
                  Autori: Alexia Bianchini e Fiorella Rigoni
                  Editore: CIESSE Edizioni
                  Anno: 2012
                  ISBN libro: 978-88-6660-015-2
                  ISBN eBook: 978-88-6660-016-9
                  Pagine: 266
                  Prezzo libro: 15,00 €
                  Prezzo eBook: 5,00 €
                  Voto:  

                  Trama: Minon è un’adolescente problematica, una dark lady cupa e asociale che scopre in sé, da piccolissima, un dono particolare. Intravede gli spettri che insidiano, tentano e tormentano coloro che le stanno intorno. Si aggrappano al fianco, sussurrano parole all’orecchio, confondono.

                  E’ forte, in Minon, l’istinto di strapparli dalla spalla del malcapitato, rigettarli nel luogo da dove sono venuti, cioè in una dimensione che non conosce e che si palesa attraverso un marchio sul palmo della mano. Le cose si evolvono in modo inconsueto e preoccupante, gli spettri non assorbono soltanto il male dagli uomini, ora li sequestrano, li conducono via con sé. E’ subito chiaro che Minon, per sostenere una sfida ben più grande di lei, dovrà maturare, trovare ben altre forze, nuovo coraggio per esserne all’altezza. Dovrà, in primo luogo, trovare dei compagni fidati.

                  Recensione: L’età di Minon è delicata, tra un’infanzia di cui non ha mai goduto e l’età adulta che pone sul piatto nuove responsabilità, nuovi pesi. Il momento è delicato perché durante il passaggio, vera e propria iniziazione, urge il confronto con la realtà che si apre come un caleidoscopio.

                  Fiamma, con la quale condividerà le sue avventure, le somiglia, è solo più sperduta, fragile. C’è Sara, la ragazza confetto, caricatura di se stessa, che conduce oltre la giusta misura sostenibile l’infanzia e il proprio egocentrismo. Nel gruppo non manca Rudy che, nonostante le apparenze, avrà un ruolo decisivo nello sviluppo della storia.

                  Per ciascuno l’onda d’urto sarà terrificante: ognuno, a suo modo, è o possiede un centro. Rudy lo sarà per Minon, Minon lo diventerà per la disorientata Fiamma. Sara perderà il suo, ma solo per orientarsi meglio e, finalmente, crescere. Perché l’adolescenza è un’età delicata ma è anche l’età dei sentimenti profondi, delle domande urgenti alle quali non devono mancare, alla fine, le risposte.

                  Ciascuno si deve rivoltare contro il proprio spirito maligno e impegnarsi incessantemente per smorzarlo, sminuirlo, indebolirlo. Finché lo si ignora, ci sta fiato contro fiato, non si mostra quale esso è, si cela al nostro sguardo, aggrappato a una spalla: posizione un po’ scomoda per uno scontro. Non c’è sempre una Minon a strapparcelo di dosso senza accorgercene.

                  Anche Minon ha il suo nemico, il più pericoloso. Un tentatore sui generis, che ispira fiducia e così ghermisce e macchia un’anima integra, pura, splendente. Nessuno glielo strapperà di dosso. La lezione è proprio questa: la costanza, il coraggio di estirpare il male dentro di sé piuttosto che negli altri, i quali dovranno tentare di fare altrettanto.

                  Il rapporto tra Minon è Anghelos è privilegiato. Non le si posa sulla spalla, non le sussurra all’orecchio come gli spettri che è abituata a scacciare. Sono l’uno di fronte all’altro, è questo a renderlo un nemico acerrimo come pochi. Rappresenta la grande contraddizione dalla quale è difficile districarsi. Non può scrollarselo come una mosca, un insetto. E’ parte di sé. Un sé affine al male assoluto, quello che divora se stesso se non viene combattuto, quello al cui cospetto ci si arrende, ben rappresentato da Exafira, un vortice che gira su se stesso senza soluzione, la cui ingordigia richiama una delle tre fiere di dantesca memoria(“Ed una lupa, che di tutte brame sembiava carca ne la sua magrezza…” Inf. I, 49-50).

                  Unica pecca: nelle ultime pagine la storia acquista un’accelerazione quanto mai rischiosa. Il lettore si trova sbalzato fuori con prepotenza dal racconto, la parola fine giunge prematura. Ci sono, dopo, pagine bianche ancora da riempire, magari con un sequel.

                  Per ora qualcosa di rilevante è accaduto: in questa avventura Minon, Fiamma, Rudy e Sara sono cresciuti, la maturità dello spirito è alle porte. Hanno superato il guado, divenendo meno fragili e condizionabili. Il male si  è mostrato precario, instabile. Le sue ombre si sono dissipate in un battito di ciglia, come la tempesta col sereno.

                  Per il momento.

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