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Editoria

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    A cura dell’Ufficio studi AIE (periodo di riferimento 2013 e un breve scorcio sul 2014)

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    Si potrebbero definire i diciotto mesi della Grande Trasformazione quelli che hanno caratterizzato il 2013 e il primo scorcio del 2014. Un cambiamento certo indotto dalla crisi, dall’impatto dirompente del digitale, dallo scenario economico in cui il libro si muove.  Il mercato del libro oggi non si è solo ridimensionato, si è progressivamente trasformato, in termini di prodotto e di processo, in un quadro di allargamento a livello esponenziale della competizione internazionale e con un pubblico che accede a servizi e prodotti (editoriali e non) sempre più in mobilità. Fa già da tempo i conti con le nuove tecnologie, che hanno cambiato in questi anni i processi produttivi (il 14% delle copie è stampato con sistemi di stampa digitale), logistici (l’80,2% delle librerie non di catena e il 100% di quelle di catena ha un gestionale collegato al magazzino del distributore), distributivi (il 12% delle vendite passa attraverso store on line), di comunicazione (il 58,9% delle case editrici è “attiva sulla rete”). E soprattutto hanno cambiato il prodotto.

    Il primo dato, positivo, che emerge dall’annuale Rapporto sullo stato dell’editoria realizzato dall’Associazione Italiana Editori (AIE) è che continua a crescere il mercato digitale, sia in termini di titoli disponibili (le nuove uscite, nel 2013, sono 30.382 pari a 40.800 manifestazioni, ossia i diversi formati di pubblicazione dei titoli, ulteriormente in crescita nel 2014), sia di peso sul mercato (3% nel 2013). Tanti ebook scaricati e letti, che però producono fatturati ancora modesti: non si arriva a 40milioni di euro e con un’Iva al 22% (dal 2015 è passata al 4%, ndr), che limita le potenzialità di crescita del segmento editoriale digitale. E’ necessaria una svolta, uno spiraglio per dare una prospettiva nuova a tutto il settore. L’altro segnale, importante per il ruolo dell’Italia nel mondo, è che cresce anche il peso e il ruolo dell’editoria italiana in chiave internazionale: aumenta la vendita di titoli all’estero (+7,3%) e cresce l’export del libro fisico (+2,6%).

    Le buone notizie finiscono qui: per il resto una serie di segni meno

    Nel 2013, si restringe del 6,1% il bacino dei lettori, si ridimensiona il mercato (-4,7%), si registra un andamento negativo – per la prima volta – nel numero di titoli pubblicati (-4,1%); diminuiscono le copie vendute (-2,3%) e parallelamente calano i prezzi di copertina, sia dei libri di carta (-5,1%) che degli ebook (-20,8%, al netto dell’Iva). Qui di seguito i principali indicatori del 2013 e un accenno sul 2014 dal Rapporto AIE. Diminuiscono gli editori: Sono 4.534 – secondo i dati IE-Informazioni editoriali – le case editrici che hanno pubblicato almeno un libro nel 2013 (-1% sul 2012).

    Solo una su quattro (1.187 per la precisione) ha pubblicato più di 10 titoli.

    La produzione 2013

    Diminuiscono quelli di carta (-4,1%). Crescono quelli digitali (+43%) – Nel 2013 cala del -4,1% (dati IE) la produzione di libri (esclusi i titoli educativi). Considerando anche i titoli educativi, il calo complessivo è del -9,1%. Si tratta di un andamento trasversale alle diverse aree di mercato: -7,2% la varia adulti; -2,3% i libri per bambini e ragazzi; -34,2% i titoli educativi. Lo stock dei libri di carta in commercio (i cosiddetti “titoli commercialmente vivi”) è di 813mila manifestazioni (più edizioni dello stesso titolo); quello di libri digitali ha superato la soglia delle 100mila (100.524 manifestazioni): in quattro anni – con un mercato che a valore arriva al 3% e indici di lettura di libri e di acquisto in calo – l’offerta ebook è dunque arrivata a coprire oltre il 12% dei titoli in commercio.  Cresce nel 2013 la produzione di titoli ebook, con un +43% (si passa dalle 28.500 manifestazioni del 2012 alle attuali 40.800), circa due terzi dei nuovi prodotti cartacei. Il mercato ebook copre a fine 2013 una quota del 3% dei canali trade (quelli rivolti ai lettori: librerie, online, grande distribuzione) e cresce del +55,9% sul 2012.

    Oltre l’ebook

    L’insieme del digitale oggi rappresenta l’8% del mercato. L’ebook, però, è solo una parte del mercato digitale: da anni l’editoria scientifica professionale ha sviluppato anche una sua articolata offerta di prodotti e servizi digitali fruibili attraverso il web, in crescita del 10,2% nel 2013. L’insieme di questi due settori – ebook più servizi – rappresenta oggi l’8% del mercato (era il 4% nel 2010).  Il mercato del libro scende sotto quota 3miliardi – La filiera editoriale nel 2013 ha sviluppato un fatturato di 2,660miliardi di euro con una flessione del -6,8% (pari a 194,2milioni di euro in meno, dati Ufficio studi AIE). Rispetto al 2010 si sono persi 572 milioni di euro pari al –17,7% (e nella stima non sono considerate le vendite di libri allegati a quotidiani e periodici). Se nel “perimetro del mercato” si inserisce l’usato, il remainders, il non book il calo si attenua leggermente per effetto di merceologie sostitutive al libro, scendendo a un -4,7% rispetto al 2012 e -12,7% sul 2010 (cfr. tabella).

    La lettura e i generi letterari

    I segni meno attraversano praticamente tutti i generi, con la sola eccezione dell’editoria per bambini e ragazzi: la fiction registra complessivamente un -5,4% a valore (con performance peggiori per la narrativa di autori stranieri che di autori italiani), la non fiction generale un -4,2%. Risultati peggiori per quella specialistica/professionale (-8,6%) e non fiction pratica (la manualistica: -13,2%). Come si legge? La lettura di libri di carta cala, cresce quella digitale: si riduce nel 2013 il perimetro della lettura di libri di carta in Italia: sono 1,6milioni in meno gli italiani che leggono almeno un libro all’anno (-6,1%). La lettura cala in tutte le dimensioni socio-demografiche che la rappresentano: tra i giovani 6-14enni del -7,4%; tra le donne del -4,7%; tra i forti lettori (+12 libri l’anno) del -10,3%; nelle regioni del Sud (-9,8%) e delle Isole (-11,2%). In crescita invece quella digitale: i lettori di ebook sono stati nel 2013 1,9milioni (+18,9% sull’anno precedente) con una crescita del +72,7% sul 2010. Non è ancora chiaro quanto di questi risultati sia frutto di processi di sostituzione (dall’abbandono del libro alla lettura dell’ebook), o di integrazione (assai più probabile) tra forme diverse di lettura fatte, a seconda delle circostanze, su device differenti.

    Dove si comprano i libri?

    In libreria, ancora, ma il carrello è sempre più quello degli store online – Il libro si vende ancora in libreria (indipendente e di catena), anche se il suo “peso” si è progressivamente ridotto, passando dal 78,6% del 2010 al 72,7% dello scorso anno: all’interno del dato, diminuisce il venduto delle librerie indipendenti, cresce quello delle librerie di catena. Tendenza inversa per l’e-commerce, che da una quota del 5,1% nel 2010, è passato al 12% (e oltre) dello scorso anno. Il carrello ormai è sempre più quello online: peggiorano invece le performance della grande distribuzione organizzata (ipermercati, supermercati).

    Torna a crescere la vendita di diritti di autori italiani

    Si inverte la tendenza rispetto al 2012 e torna ad affermarsi la vendita dei diritti di autori italiani all’estero. Sono stati venduti nel 2013 4.597 titoli (+7,3% sul 2012 ma +155,4% dal 2001!), frutto anche delle sempre più frequenti iniziative di coedizione con partner stranieri in segmenti di eccellenza o di libri pubblicati direttamente in lingua inglese perché già pensati per il mercato internazionale. Sono invece quasi 9mila i titoli di cui si sono acquisiti i diritti da case editrici straniere, un valore elevato ma in calo (-2,3%) rispetto al 2012.  Le traduzioni da altre lingue: sono il 17,9% dei titoli, meno sempre meno – Il 17,9% dei titoli (novità e nuove edizioni) pubblicati nel 2013 sono tradotti da una lingua straniera (dati IE). Un valore che nel 2002/03 (dati Istat) era del 23-24%. Si registra insomma una maggiore capacità delle case editrici a proporsi sui mercati internazionali. L’area di mercato e linguistica prioritaria resta quella anglosassone (da qui proviene il 60,6% dei titoli di varia adulti e ragazzi che da soli generano, a loro volta, il 72% delle copie stampate e distribuite nei canali di vendita) seguita da quella francese, tedesca, spagnola.

    Uno scorcio sul 2014

    Lo scenario sembra confermarsi negativo. Secondo i dati Nielsen nei canali trade si registra nel primo semestre un -6,6% a valore (-33,7milioni di euro rispetto allo stesso periodo del 2013) e un -9% a volume (-3,7milioni di copie vendute rispetto al primo semestre 2013). La diminuzione continua ad essere più accentuata sul canale Gdo e su quello delle librerie indipendenti, rispettivamente con il -15,0% e il -7,5%. Se da una parte si conferma la tendenza a ridurre la produzione di titoli, dall’altra risulta evidente la crescita di titoli in formato ebook: +86,9% nel confronto tra gennaio-maggio di quest’anno e il corrispondente periodo 2013. Cresce anche la quota di mercato degli ebook sul mercato complessivo del libro: tra i gruppi editoriali maggiori la quota che ne deriva si colloca ormai tra il 5% e il 7% (stima sul semestre 2014 – solo per i grandi gruppi).

    Editoria_SintesiRapporto2014

    L’andamento del mercato del libro nel 2013 a confronto con l’anno precedente (2012) e con il 2010 (ultimo anno prima della crisi)

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      L'avvocato Marina Lenti, esperta in materia di diritto d'autore in campo editoriale, musicale e di intrattenimento, intervista Carlo Santi, editore CIESSE Edizioni

      intervistaQuesta intervista è pubblicata sul Blog: logoEditoriaLegge


      Questa volta, ospite della rubrica sugli editori No EAP è il Dott. Carlo Santi, titolare di Ciesse Edizioni.

      Ed ecco le sue risposte alle consuete domande…

      La Vostra storia in breve

      Sono autore di thriller e mi piace leggere. Questa passione è diventata un lavoro fin dal 2010, da quando ho creato la CIESSE Edizioni, piccola ma dinamica realtà che tenta di ricavarsi il suo spazio nel mondo editoriale.

      Com’è il Vs rapporto coi media?

      La stampa e la TV che contano per davvero snobbano spesso e volentieri la piccola e media editoria, per cui il nostro rapporto è di scarsa influenza. Invero, se per media ci si riferisce al pubblico, cioè i lettori, rispondo alla domanda relativa che segue.

      Quali sono le difficoltà operative più frequenti in cui vi imbattete quotidianamente?

      La maggior difficoltà è la distribuzione. Non è facile, per un piccolo editore, affrontare una buona distribuzione editoriale, tra l’altro fornendo volumi in conto deposito applicando il 65% di sconto e che non sai se e quando saranno venduti. Inoltre, molti librai puntano su autori famosi e ai libri di sicuro successo e non vogliono occupare scaffali con volumi di autori sconosciuti pubblicati con case editrici medio-piccole. Infine, il conto deposito è un’arma a doppio taglio: se non lo prevedi nessuno ti ordina i libri perché librai e distributori non vogliono rischiare nulla; di contro, se usi questa formula, vedrai il ricavo delle vendite in media non prima di un anno dalla fornitura. Tu, nel frattempo, hai già sostenuto il costo di stampa, spedizione, gestione del magazzino, pagato i collaboratori e le bollette, etc. Questo è il problema maggiore, ma non credo di essere l’unico a soffrirne.

      E le difficoltà legali?

      Sono un ex sindacalista, conosco l’arte del compromesso. Questo aspetto aiuta molto al fine di evitare problemi dal punto di vista legale. L’unica difficoltà legale, caso mai, è agire nei confronti delle molte librerie insolventi, a volte le cifre sono così minime che solo il pensiero dei costi di avvocato e decreto ingiuntivo ne sconsiglia l’uso, per cui consideri persi quei soldi.

      Le soddisfazioni più grosse ottenute sinora?

      Vivere di questo lavoro pur nel bel mezzo di una crisi globale, soprattutto quella riferita all’editoria. Da quasi sei anni a questa parte si riesce ad arrivare alla cosiddetta ‘fine del mese’. Nella situazione attuale, anche queste sono soddisfazioni.

      Avete in mente un Vostro ideale di editoria?

      Sì, quella della pari dignità. Si può essere piccoli e coesistere con i grandi garantendo spazio per tutti. In Italia non è così, il sistema monopolizzante delle Big dell’editoria ti pone ai margini e puoi solo sopravvivere in un ambito ristretto e ghettizzato. Le piccole case editrici, che sono riuscite a crescere a fatica, sovente sono state poi assorbite da qualche Big, non tanto per ampliare il loro successo, bensì per eliminare un pericoloso concorrente che stava per crescere troppo. Oggi le librerie rischiano di chiudere per mancanza di clienti mentre aumentano le vendite online di portali importanti come Amazon, IBS, etc. Anche in quel caso, però, le Big dell’editoria si sono organizzate per farla da padrone: pagano per far inserire i loro titoli nelle prime pagine e sui banner pubblicitari dei vari Store online. I relativi costi, per noi, sono proibitivi. In pratica, è il sistema che non funziona, la ‘Legge Levi’ sul prezzo dei libri doveva risolvere il problema, ma c’è chi se ne frega e, comunque sia, è del tutto insufficiente.

      Le modalità per sottoporVi un manoscritto?

      Piuttosto che il manoscritto, noi preferiamo che l’autore ci presenti il suo progetto editoriale. Deve convincerci del perché dovremmo pubblicarlo. Se un autore riesce a incuriosirci, allora si passa alla fase successiva: il manoscritto. L’autore deve prima convincere noi della bontà della sua opera o non sarà in grado di farlo successivamente con i suoi futuri e probabili lettori. Inoltre, il 90% degli autori non sa nemmeno presentarsi, sovente ti inviano una mail vuota con il solo allegato che si ‘presuppone’ contenga i dati e il manoscritto. Però nessuno apre allegati ricevuti tramite una mail, ancora peggio se risulta anonima, perciò si cancella automaticamente. Questo garantisce un certo filtraggio automatizzato.

      Con quali criteri scegliete di pubblicare un libro e quali sono i difetti che riscontrate più spesso in un manoscritto?

      Bella storia, scritta bene, che trasmetta emozioni e faccia riflettere. In pratica, chi legge il manoscritto, di un aspirante autore CIESSE, è un attento ed esperto lettore, editor e, per quanto riguarda alcuni dei nostri collaboratori, è pure un abile scrittore. Se il manoscritto piace a costoro, che leggono di tutto e di più, allora significa che è un buon inizio e si può prendere in considerazione la sua opera per la pubblicazione. Da qui inizia una seconda fase. Dopo il buon testo ci vuole un altrettanto buon autore, anche se il binomio opera/autore non sempre funziona come dovrebbe e, a volte, si sbaglia.
      I maggiori difetti dei manoscritti, a parte quelli scritti in modo riprovevole, che è anche il peggiore di tutti i mali, sono: storia debole, incongruenze gravi, ridondanze, eccessi di specificazione, ripetizioni. Se uno scrive e non ha mai letto un libro in vita sua, si nota subito perché avrà una scrittura infantile e ingenua. In tal caso, anche fosse stato scritto correttamente, il testo farà registrare altri problemi e difetti.

      Accettate elaborati da chiunque o solo tramite agenti?

      Accettiamo opere proposte da chiunque e, qualche rara volta, anche da agenzie letterarie. Non sempre le agenzie propongono belle opere, soprattutto perché rappresentano autori che hanno pagato il servizio, a volte a scapito della qualità. Serve sempre una selezione, ma se uno paga senza problemi sarebbe da stupidi scartarlo perché ha scritto una schifezza, basterà limare un po’ qua e là per farlo apparire quantomeno presentabile. Ecco, in breve, l’attività della maggior parte degli agenti letterari italiani. Ci sono le rarità, con cui collaboriamo volentieri, ma tutto il resto è solo un comprensibile ma non condivisibile business.

      Due consigli agli scrittori: cosa fare e cosa non fare assolutamente quando si rivolgono a voi…

      Scrivere bene e belle storie. Di contro, non inviare mai il manoscritto consigliandoci di pubblicarlo asserendo che sarà un successo planetario. In questo modo l’autore non assicurerà alcun risultato se non quello di farsi inserire nella categoria ‘spam’. Se avesse ragione, allora avremmo perso un’occasione, però sbagliare ci rende umani.

      Promozione e marketing: la vostra ricetta?

      La promozione la fa l’autore. Molti autori sono convinti che sia l’editore a vendere, ma questa è una leggenda illusoria di tutti gli autori inesperti. Nel nostro caso ci sono libri che vendono migliaia di copie mentre altri nemmeno una, eppure l’editore è sempre lo stesso. La Mondadori ha 12mila autori, c’è chi vende copie a milioni (al massimo saranno 4/5), chi centinaia di migliaia (una ventina) e chi qualche migliaia, ma la maggior parte non arriva alle mille copie nemmeno con una simile Big. Per un piccolo editore, che pubblica un autore sconosciuto, vendere mille copie è già un successo, ma per riuscire a farlo serve un autore d’assalto, uno che sappia darsi da fare a promuovere quello che, tra l’altro, è la SUA opera. A noi il compito di non fargli mancare il sostegno organizzativo ed economico per fornire le centinaia di volumi in conto vendita, che poi incasseremo a un anno di distanza accollandoci il rischio d’impresa.

      Sotto quest’ultimo profilo, i Vs autori sono attivi o potrebbero fare meglio?

      Come precisato sopra, l’autore fa la differenza. Non serve essere un autore famoso per vendere, è necessario che si muova, esca di casa e vada a dire al mondo che ha scritto un bel libro. Se piacerà ai lettori, costoro lo promuoveranno a loro volta con il famoso ‘passa parola’, la migliore delle promozioni. Abbiamo libri che non hanno venduto neppure una copia, ciò significa che quegli autori non sono riusciti a convincere nemmeno mamma e papà a comprarlo. Il titolo viene distribuito comunque, ma resta sempre un libro ‘orfano’ perché il suo ‘creatore’ non se ne cura e non lo fa crescere. È dura per l’editore impegnarsi in ulteriori rischi, oltre a quello già affrontato anche solo per stampare 3/400 copie di un volume che, tra l’altro, rimarrà a marcire in magazzino. Per cui l’editore seguirà sempre quell’autore che si impegna sul serio e che farà del suo meglio mentre dovrà limitare il danno per coloro che si dimenticano della loro opera.

      C’è un’interazione diretta fra la Vs casa editrice e i Vs lettori?

      Siamo presenti in rete, sia attraverso i Social Network, sia con il nostro sito di e-commerce. Gestiamo persino un Blog dove pubblichiamo articoli di interesse letterario, recensioni e interviste riferite ai nostri titoli e autori. Per quanto mi riguarda, cerco sempre di partecipare personalmente, almeno alla prima presentazione del libro da parte dell’autore. Oltre a sostenere l’autore e il libro, presento la casa editrice e la realtà dell’editoria dal mio punto di vista. In quelle occasioni cerco di convincere i lettori a leggere di più e meglio e di incentivare alla lettura i ragazzi. Naturalmente, avendo autori provenienti da tutta Italia, posso permettermi la presenza in un ambito territoriale ristretto, ma dove posso la mia presenza non manca mai.

      (Si ringrazia l’editor Pia Barletta per la gentile collaborazione)


      L'avv. Marina Lenti

      L’avv. Marina Lenti

      L’avv. Marina Lenti ha una decennale esperienza nelle problematiche e nella contrattualistica relative all’intrattenimento musicale e all’editoria cartacea e online. Inoltre, svolge attività seminariale insegnando ad autori ed editori le principali questioni giuridiche del settore e le conseguenze, sul piano legale, delle principali attività da loro poste in essere più frequentemente.

      E’ stata co-fondatrice dell’Agenzia stampa & PR Mediavideo, che è stata l’organo portavoce dello SNAV (Sindacato Autonomo Videonoleggiatori) e dell’ASMI (Associazione Italiana Produttori Supporti Magnetici).

      www.avvocatomarinalenti.it

       

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        Il 15 marzo 2015 è la giornata #StopBookWar, un'iniziativa "social" per chi ama i libri.

        StopBookWar_Logo

        Un’iniziativa social organizzata da Narcissus.me, il servizio di self publishing di Simplicissimus Book Farm (quest’ultimo è  il nostro distributore di eBookper Domenica 15 Marzo che rimette i libri al centro, anzi, meglio ancora, l’amore per i libri al centro di tutto.

        Troppo spesso ultimamente si parla di libri ed editoria in maniera quantomeno opinabile. Scontri tra giganti internazionali, case editrici che si scagliano contro Amazon, grosse case editrici che comprano altre grosse casse editrici e fondano giganteschi conglomerati industriali sforna libri. E noi qui a parlare di scontri, cultura in pericolo e altri segnali inevitabili del declino.

        E se invece tornassimo a parlare di libri e basta?

        Se tornassimo a parlare di quanto è bello leggere e riscoprissimo il perché ci piace scegliere un libro, sfogliarlo, sottolinearlo, non importa se su carta, ereader, tablet o qualsiasi altro dispositivo?

        Il 15 Marzo alle 17:00 noi di CIESSE aderiamo all’iniziativa e ti invitiamo a twittare, condividere su Facebook, parlarne sul tuo blog, insomma, a esprimere il tuo amore per i libri e la lettura condividendo l’hashtag

        #StopBookWar.

        Ovviamente puoi iniziare anche subito cliccando Parteciperò all’evento dell’organizzatore su Facebook e seguendo la discussione su Twitter.

        Sarà una bellissima occasione anche per ricordarci il motivo per cui, nonostante tutto, continuiamo ad amare i libri.

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          • monopolioImmaginiamo un Paese dove tutto è nelle mani di pochi e molti si sono fatti bastare per tempo il loro niente.

          • Immaginiamo un Paese dove gli editori indipendenti se fanno male chiudono, se fanno bene si ritrovano acquistati dai grandi gruppi.

          • Immaginiamo un Paese dove sempre meno gente legge e gli unici libri di successo sono quelli pensati per il pubblico dei non lettori”.

          • Immaginiamo…

          Basta così… è sufficiente questo per immaginare lo scenario italiano dell’editoria “moderna” e ti ritrovi concentrato, con sorprendente lucidità e lungimiranza, proprio nelle righe di cui sopra.

          Sacrosanta verità! Tutto il mondo dell’editoria, ma non solo questo settore tanto per intenderci, è in mano a nove Gruppi Editoriali. Nove, non novecento o mille, ma solo nove. Tutta la produzione cartacea d’Italia (libri, riviste, giornali), o almeno il 93%, proviene dai centri stampa di questi nove soggetti.

          Serve che li nominiamo?

          No! Crediamo di no, li conosciamo bene, anzi, benissimo. Sono quelli che vincono lo Strega, il Campiello, il Carver, lo Scerbanenco, l’Azzeccagarbugli, il Bancarella, il NebbiaGialla e tanti altri Premi e Concorsi letterari di rilievo, a ognuno chi più ne ha più ne metta.

          Fintanto che noi ci concentriamo a “liberalizzare” le farmacie, i distributori di benzina, le licenze dei Taxi, quelle commerciali e altri settori professionali che non contribuiranno a cambiare nulla e non saranno mai le riforme che risaneranno per davvero l’Italia, ecco che oggi come ieri l’editoria è in mano a nove (9) soggetti, le televisioni a tre (3), le autostrade a uno (1), le banche a cinque (5), la grande distribuzione a dodici (12), il petrolio a cinque (5), e avanti così…

          C’è posto per qualche altro?

          Di sicuro NO!

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            #iosostengolapiccolaeditoria – Magla: l’isola del libro lancia l’evento sul web con premi in libri ed ebook

            Interessante iniziativa dal Blog “MAGLA: L’ISOLA DEL LIBRO“, della quale condividiamo il loro comunicato stampa. A breve, nel loro blog (ma che pubblicheremo anche qui) verrà pubblicata una bella intervista rilasciata dal nostro editore.

            MaglaLogo“Roma, 4-8 dicembre: manca ormai una settimana circa alla fiera della piccola e media editoria di Roma, Più libri più liberi, che vedrà piccoli e medi espositori di tutta Italia al Palazzo dei Congressi dell’Eur in una cinque giorni culturale di incontri, workshop, dibattiti e incontri con gli oltre 50.000 visitatori aspettati. Uno spazio esclusivamente dedicato a quei libri che difficilmente trovano visibilità nel mercato editoriale di oggi.

            E proprio per questo, la realtà culturale “Magla: l’isola del libro” lancia l’iniziativa #iosostengolapiccolaeditoria: un hashtag per condividere un pensiero, una foto, un consiglio di lettura proprio tra quei titoli che difficilmente troveremmo in libreria. E anche per vincere libri ed ebook. Viste le migliaia di adesioni riscontrate sul web, infatti, “Magla: l’isola del libro” ha trasformato l’iniziativa in flashmob: nei giorni della fiera, al via un duplice evento che premia l’acquisto, con in palio decine tra ebook e cartacei.

            IN FIERA: le amministratrici di “Magla: l’isola del libro” vi aspetteranno presso lo stand C09 delle edizioni Arpeggio Libero, piccolo editore lodigiano già coinvolto nel Magla X Writers.

            SUL WEB: che siate a Roma o meno, anche per voi Magla: l’isola del libro mette in palio l’opportunità di concorrere e vincere nuove letture. Il regolamento è molto semplice: nei giorni tra il 4 e l’8 dicembre, in corrispondenza della fiera di Roma, acquistate il libro di un piccolo editore e pubblicate il selfie sulla pagina dell’evento, accompagnata dall’hashtag #iosostengolapiccolaeditoria. Tra tutti i partecipanti, verranno estratti i numerosi vincitori dei titoli (cartacei e ebook) che le oltre 15 case editrici aderenti hanno messo gratuitamente in palio. Inoltre ogni giorno verranno pubblicate interviste alle varie figure professionali che ruotano attorno al mondo dell’editoria, come scrittori, distributori e librerie, che daranno il loro punto di vista su questa tematica.

            locandina Magla

            Che siate a Roma o no, quindi, non perdete la possibilità di sostenere il mondo della piccola e media editoria italiana e perché no, di vincere qualche titolo meno noto che potrebbe anche cambiarvi la vita.

            Aderiscono all’iniziativa:

            Case editrici: Arpeggio libero, Booksalad, Ciesse Edizioni (che ha messo in palio l’eBook L’ARCA DELL’ALLEANZA di Carlo Santi), Delmiglio editore, Delos, Fratelli Frilli, I doni delle muse, La rosa dei venti, Libro Aperto International Publishing, Nativi Digitali Edizioni, Neo Edizioni, Red Duck, Triskell.

            Distributori: Libri Diffusi

            Scrittori: Andrea Franco, Gino Marchitelli, Luca di Giallenardo, Nicola Fiorin.

            Librerie: L’informazione di A&B (Monzambano), Le notti Bianche (Vigevano).

            Link dell’evento: https://www.facebook.com/events/1522020411373270/?fref=ts

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              A cura del Centro Studi AIE (Associazione Italiana Editori) e presentato al Salone Internazionale del Libro a Francoforte

              Aie

              Si potrebbero definire i diciotto mesi della Grande Trasformazione quelli che hanno caratterizzato il 2013 e il primo scorcio del 2014. Un cambiamento certo indotto dalla crisi, dall’impatto dirompente del digitale, dallo scenario economico in cui il libro si muove.

              UN MERCATO IN TRASFORMAZIONE

              Il mercato del libro oggi non si è solo ridimensionato. Si è progressivamente trasformato, in termini di prodotto e di processo, in un quadro di allargamento a livello esponenziale della competizione internazionale e con un pubblico che accede a servizi e prodotti (editoriali e non) sempre più in mobilità. Fa già da tempo i conti con le nuove tecnologie, che hanno cambiato in questi anni i processi produttivi (il 14% delle copie è stampato con sistemi di stampa digitale), logistici (l’80,2% delle librerie non di catena e il 100% di quelle di catena ha un gestionale collegato al magazzino del distributore), distributivi (il 12% delle vendite passa attraverso store on line), di comunicazione (il 58,9% delle case editrici è “attiva sulla rete”).
              E soprattutto hanno cambiato il prodotto.

              DATI POSITIVI

              – il mercato digitale
              Il primo dato, positivo, che emerge dall’annuale Rapporto sullo stato dell’editoria realizzato dall’Associazione Italiana Editori (AIE) è che continua a crescere il mercato digitale, sia in termini di titoli disponibili (le nuove uscite, nel 2013, sono 30.382 pari a 40.800 manifestazioni, ossia i diversi formati di pubblicazione dei titoli, ulteriormente in crescita nel 2014), sia di peso sul mercato (3% nel 2013).
              Tanti ebook scaricati e letti, che però producono fatturati ancora modesti: non si arriva a 40milioni di euro e con un’Iva al 22%, che limita le potenzialità di crescita del segmento editoriale digitale. E’ necessaria una svolta, uno spiraglio per dare una prospettiva nuova a tutto il settore.

              l’editoria italiana nel mondo
              L’altro segnale, importante per il ruolo dell’Italia nel mondo, è che cresce anche il peso e il ruolo dell’editoria italiana in chiave internazionale.
              Aumenta la vendita di titoli all’estero (+7,3%) e cresce l’export del libro fisico (+2,6%).

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              I SEGNI MENO

              Le buone notizie finiscono qui: per il resto una serie di segni meno.
              Nel 2013, si restringe del 6,1% il bacino dei lettori
              si ridimensiona il mercato (-4,7%)
              si registra un andamento negativo
              – per la prima volta – nel numero di titoli pubblicati (-4,1%)
              diminuiscono le copie vendute (-2,3%)
              calano i prezzi di copertina
              , sia dei libri di carta (-5,1%) che degli ebook (-20,8%, al netto dell’Iva).

              Qui di seguito i principali indicatori del 2013 e un accenno sul 2014 dal Rapporto AIE.

              aie1DIMINUISCONO GLI EDITORI

              Sono 4.534 – secondo i dati IE-Informazioni editoriali – le case editrici che hanno pubblicato almeno un libro nel 2013 (-1% sul 2012). Solo una su quattro (1.187 per la precisione) ha pubblicato più di 10 titoli.

              64mila i titoli del 2013: diminuiscono quelli di carta (-4,1%). Crescono quelli digitali (+43%) – Nel 2013 cala del -4,1% (dati IE) la produzione di libri (esclusi i titoli educativi). Considerando anche i titoli educativi, il calo complessivo è del -9,1%. Si tratta di un andamento trasversale alle diverse aree di mercato: -7,2% la varia adulti; -2,3% i libri per bambini e ragazzi; -34,2% i titoli educativi.
              Lo stock dei libri di carta in commercio (i cosiddetti “titoli commercialmente vivi”) è di 813mila manifestazioni (più edizioni dello stesso titolo); quello di libri digitali ha superato la soglia delle 100mila (100.524 manifestazioni): in quattro anni – con un mercato che a valore arriva al 3% e indici di lettura di libri e di acquisto in calo – l’offerta ebook è dunque arrivata a coprire oltre il 12% dei titoli in commercio.
              Cresce nel 2013 la produzione di titoli ebook, con un +43% (si passa dalle 28.500 manifestazioni del 2012 alle attuali 40.800), circa due terzi dei nuovi prodotti cartacei..Il mercato ebook copre a fine 2013 una quota del 3% dei canali trade (quelli rivolti ai lettori: librerie, online, grande distribuzione) e cresce del +55,9% sul 2012.

              OLTRE L’EBOOK. L’insieme del digitale oggi rappresenta l’8% del mercato – L’ebook, però, è solo una parte del mercato digitale: da anni l’editoria scientifica professionale ha sviluppato anche una sua articolata offerta di prodotti e servizi digitali fruibili attraverso il web, in crescita del 10,2% nel 2013. L’insieme di questi due settori – ebook più servizi – rappresenta oggi l’8% del mercato (era il 4% nel 2010).

              Il MERCATO DEL LIBRO scende sotto quota 3miliardi

              La filiera editoriale nel 2013 ha sviluppato un fatturato di 2,660miliardi di euro con una flessione del -6,8% (pari a 194,2milioni di euro in meno, dati Ufficio studi AIE).
              Rispetto al 2010 si sono persi 572 milioni di euro
              pari al –17,7% (e nella stima non sono considerate le vendite di libri allegati a quotidiani e periodici). Se nel “perimetro del mercato” si inserisce l’usato, il remainders, il non book il calo si attenua leggermente per effetto di merceologie sostitutive al libro, scendendo a un -4,7% rispetto al 2012 e -12,7% sul 2010 (cfr. tabella).
              I segni meno attraversano praticamente tutti i generi, con la sola eccezione dell’editoria per bambini e ragazzi: la fiction registra complessivamente un -5,4% a valore (con performance peggiori per la narrativa di autori stranieri che di autori italiani), la non fiction generale un -4,2%. Risultati peggiori per quella specialistica/professionale (-8,6%) e non fiction pratica (la manualistica: -13,2%).

              COME SI LEGGE?

              La lettura di libri di carta cala, cresce quella digitale: si riduce nel 2013 il perimetro della lettura di libri di carta in Italia: sono 1,6milioni in meno gli italiani che leggono almeno un libro all’anno (-6,1%). La lettura cala in tutte le dimensioni socio-demografiche che la rappresentano: tra i giovani 6-14enni del -7,4%; tra le donne del -4,7%; tra i forti lettori (+12 libri l’anno) del -10,3%; nelle regioni del Sud (-9,8%) e delle Isole (-11,2%).
              In crescita invece quella digitale: i lettori di ebook sono stati nel 2013 1,9milioni (+18,9% sull’anno precedente) con una crescita del +72,7% sul 2010. Non è ancora chiaro quanto di questi risultati sia frutto di processi di sostituzione (dall’abbandono del libro alla lettura dell’ebook), o di integrazione (assai più probabile) tra forme diverse di lettura fatte, a seconda delle circostanze, su device differenti.

              roma due aie
              DOVE SI COMPRANO I LIBRI?

              In libreria, ancora, ma il carrello è sempre più quello degli store online – Il libro si vende ancora in libreria (indipendente e di catena), anche se il suo “peso” si è progressivamente ridotto, passando dal 78,6% del 2010 al 72,7% dello scorso anno: all’interno del dato, diminuisce il venduto delle librerie indipendenti, cresce quello delle librerie di catena. Tendenza inversa per l’e-commerce, che da una quota del 5,1% nel 2010, è passato al 12% (e oltre) dello scorso anno. Il carrello ormai è sempre più quello online: peggiorano invece le performance della grande distribuzione organizzata (ipermercati, supermercati).

              L’ESTERO?

              Torna a crescere la vendita di diritti di autori italiani – Si inverte la tendenza rispetto al 2012 e torna ad affermarsi la vendita dei diritti di autori italiani all’estero. Sono stati venduti nel 2013 4.597 titoli (+7,3% sul 2012 ma +155,4% dal 2001!), frutto anche delle sempre più frequenti iniziative di coedizione con partner stranieri in segmenti di eccellenza o di libri pubblicati direttamente in lingua inglese perché già pensati per il mercato internazionale. Sono invece quasi 9mila i titoli di cui si sono acquisiti i diritti da case editrici straniere, un valore elevato ma in calo (-2,3%) rispetto al 2012.

              Le traduzioni da altre lingue: sono il 17,9% dei titoli, meno sempre meno – Il 17,9% dei titoli (novità e nuove edizioni) pubblicati nel 2013 sono tradotti da una lingua straniera (dati IE). Un valore che nel 2002/03 (dati Istat) era del 23-24%. Si registra insomma una maggiore capacità delle case editrici a proporsi sui mercati internazionali. L’area di mercato e linguistica prioritaria resta quella anglosassone (da qui proviene il 60,6% dei titoli di varia adulti e ragazzi che da soli generano, a loro volta, il 72% delle copie stampate e distribuite nei canali di vendita) seguita da quella francese, tedesca, spagnola.

              UNO SCORCIO SUL 2014: lo scenario sembra confermarsi negativo.

              Secondo i dati Nielsen nei canali trade si registra nel primo semestre un -6,6% a valore(-33,7milioni di euro rispetto allo stesso periodo del 2013) e un –9% a volume (-3,7milioni di copie vendute rispetto al primo semestre 2013).
              La diminuzione continua ad essere più accentuata sul canale Gdo e su quello delle librerie indipendenti, rispettivamente con il -15,0% e il -7,5%.

              Se da una parte si conferma la tendenza a ridurre la produzione di titoli, dall’altra risulta evidente la crescita di titoli in formato ebook: +86,9% nel confronto tra gennaio-maggio di quest’anno e il corrispondente periodo 2013.
              Cresce anche la quota di mercato degli ebook sul mercato complessivo del libro: tra i gruppi editoriali maggiori la quota che ne deriva si colloca ormai tra il 5% e il 7% (stima sul semestre 2014 – solo per i grandi gruppi).

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                Libri

                Parte da quest’anno lo sgravio fiscale sull’acquisto di libri.

                Il DDL sullo sviluppo, all’art. 17, specifica la possibilità per le famiglie, e le persone giuridiche che non usufruiscono già di detrazione Iva, di beneficiare di una importante detrazione d’imposta del 19% per acquisti di libri muniti di codice Isbn, fino alla concorrenza di una spesa annua di duemila euro, di cui mille per l’acquisto di libri di testo e altri mille per qualsiasi altro libro (sono esclusi quelli in formato digitale).

                La detrazione ha valore per gli anni 2014, 2015 e 2016.

                In assenza di più chiare direttive, noi ci sentiamo in dovere di consigliare ai lettori di indicare sempre il proprio codice fiscale in occasione di acquisti di libri affinché sia la libreria sia il negozio online possa così fornire un documento fiscale valido e utile allo scopo. Il nostro Store OnLine www.ciessedizioni.it ha previsto un campo facoltativo ove inserire il proprio codice fiscale che, se indicato, darà seguito alla nostra fatturazione conseguente.

                Buona lettura.

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                  NoEapImgAnnus horribilis per il settore, questo 2012, che registra una chiusura apparentemente più contenuta rispetto al pesante segno meno fornito da Nielsen per le vendite dei canali trade (quelli rivolti al pubblico, -7,8%), attestandosi su un-6,3% complessivo.

                  Un dato in verità ben più negativo e che raggiunge quota -8,4% se dal perimetro complessivo del mercato del libro si esclude – come ormai è necessario – il non book (fatto sempre meno da prodotti di cartoleria e sempre più da gadget) e il remainders.

                  Raddoppia inoltre il mercato dell’e-book, cominciano a cambiare le gerarchie dei canali di vendita – con un boom delle vendite on line e la perdita di terreno delle librerie fisiche -, riacquista terreno (anche se di poco) la lettura in Italia, va male l’export.

                  Sono questi gli elementi principali che fotografano il mercato editoriale 2012 e i primi mesi del 2013, così come risulta dal Rapporto sullo stato dell’editoria in Italia 2013 a cura dell’ufficio studi dell’Associazione Italiana Editori (AIE).

                  Articoli casuali

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