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Bruno Elpis

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    Bruno Elpis

    In passato ho già intervistato Carlo Santi per parlare principalmente della sua dimensione di scrittore. Nella presente intervista ci occuperemo della sua attività di editore.

    Grazie Carlo per aver accettato di parlarci della tua Casa Editrice. Ricordiamo ai lettori che Ciesse Edizioni nasce ufficialmente il 14 ottobre 2010. Qual è stato l’impulso principale che ti ha indotto ad affrontare quest’avventura?

    Prima di tutto la passione per la letteratura.

    Questa risposta sembra quasi scontata, eppure io la considero proprio così: una passione che è diventata un lavoro, il mio lavoro.

    Oggi sono editore a tempo pieno. Questo, credo, sia il biglietto da visita migliore perché non ci sono molti colleghi editori (piccoli) che riescono a vivere di “sola” editoria.

    Cosa ne pensi della “giungla” dell’editoria italiana?

    Un disastro!

    Nove grandi gruppi editoriali monopolizzano la letteratura con il 70% dei titoli in commercio. Grandi gruppi significa anche grande distribuzione, per cui gli stessi monopolizzano anche quella.

    Molte case editrici sono a pagamento e ciò rappresenta un altro 20/25%.

    All’editoria di qualità, come chiamo io la piccola e media editoria NO Eap, resta solo il 10/5%. Se cresci troppo, c’è sempre qualche grande gruppo che ti compra: non tanto perché sei bravo, bensì perché costituisci un pericolo di concorrenza.

    Direi, quindi, che non siamo messi bene.

    A distanza di breve tempo dalla sua fondazione, la tua Casa Editrice può già vantare una gamma completa di collane. Ce n’è per tutti i gusti e per ogni età: si spazia dal fantasy al thriller, dalla saggistica alla poesia …

    Io sono convinto che la letteratura, quella con la “L” maiuscola, sia da ricercare all’interno di una variegata collocazione di generi. Ho individuato dodici collane per prevederli tutti, poi non so se le riempiremo di opere d’eccellenza, ma ci proveremo di sicuro.

    E poi, se ci pensi bene, dodici erano gli Apostoli, dodici i cavalieri della tavola rotonda, dodici i mesi dell’anno e… dodici numero magico.

    Se tu dovessi qualificare in modo sintetico la tua strategia editoriale diresti che …

    La CIESSE è una macchina da guerra!

    Credo si sia ben compreso la strategia della promozione eBook gratuiti su Amazon. Ogni settimana 5 titoli e, ogni settimana, tutti gli autori della CIESSE, o almeno la maggior parte, hanno fatto e fanno promozione anche per i colleghi (e tu sei fra questi).

    Questo si chiama gioco di squadra.

    Questa è la CIESSE che mi piace, perchè non deve essere solo mia – a parte quando ci sono da pagare i conti e garantirmi da vivere J – bensì un patrimonio di tutti gli Autori.

    Se la CIESSE cresce, fa crescere tutti.

    Se un Autore vende di più, è più conosciuto o ha più “agganci”, li metta a disposizione anche degli altri, ogni patrimonio comune viene fatto ricadere anche sugli altri.

    Vi è un esempio che voglio citare: Dino Baggio. Lui è uno che richiama l’attenzione: quando va in televisione o viene intervistato, parla sempre della CIESSE Edizioni, dichiarandosi orgoglioso di aver pubblicato con una casa editrice giovane, piccola, ma ambiziosa. Dino Baggio ha rifiutato proposte allettanti di grandi gruppi editoriali, dichiara che ha cercato e trovato l’editore giusto e, questo, lo ha scritto nel suo libro. Quindi non mi sto inventando nulla. Quando la Rai o la Gazzetta dello Sport o altri quotidiani “famosi” citano la CIESSE Edizioni, è certo la miglior promozione e vale per tutti, non solo per Baggio che, magari, non ha bisogno di farsi conoscere. Lui è un esempio di quel che io definisco “giocare” per la squadra. Direi che la battuta, riferita al grande Campione qual è Dino, è quanto mai “calzante”.

    Qual è l’atteggiamento della Ciesse nei confronti degli esordienti? La tua casa editrice è stata – e tuttora è – un motivo di speranza per chi coltiva il sogno di pubblicare la propria opera. Come decidi che un manoscritto è degno di diventare “un libro Ciesse”?

    Qui va chiarito un concetto chiave: io non sono innamorato degli esordienti, ma delle opere di qualità.

    Certo, dobbiamo fare i conti con quello che ci arriva. Attualmente siamo attorno ai 3/400 progetti editoriali al mese, fra questi c’è senz’altro la qualità. Ma va scovata e non è facile farlo! Con una mole simile di manoscritti, rischia di sfuggirci il meglio: potrebbe venire “sotterrato” dal peggio,  che è anche la parte preponderante, purtroppo.

    Quindi, l’esordiente al quale io penso non deve essere colui che  “ha scritto UN libro”, bensì quello che “ha scritto IL libro”. Se uno ha l’hobby della scrittura, vada da … (ndr: e qui la scure di Carlo si abbatte sul nome, da me oscurato, di una celebre casa editrice “a pagamento”), paghi la pubblicazione ed è a posto (con i miei hobby faccio così: pago e li coltivo). Io voglio esordienti che aspirano a diventare scrittori, non coloro che hanno un sogno e pensano o credono che io sia quello che mette i soldi per realizzarlo.

    Come avrai capito, l’esordiente di qualità avrà lo stesso spazio alla CIESSE dello scrittore affermato, purché quest’ultimo offra altrettanta qualità.

    La differenza sta tutta qui.

    E veniamo alla dimensione imprenditoriale, perché – se è bello vivere di sogni e sicuramente anche la tua iniziativa muove da un ideale – non possiamo dimenticare che il sogno, per continuare a vivere, ha bisogno di essere finanziato e di essere confortato da risultati … (ndr: il riferimento al sogno non è casuale. Lo slogan della Ciesse è “Il sogno prende forma”)

    È basilare che qualsiasi impresa venga finanziata prima di partire. Io ho deciso di investire fino al 31.12.2011 con risorse proprie, ora è arrivato il momento di raccogliere quanto seminato. Non voglio restare piccolo, ma nemmeno “bruciarmi” per diventare grande troppo in fretta. Si crescerà man mano che ci saranno le risorse per farlo, l’importante è fare sempre piccoli passi in avanti, mai indietro.

    Credo sia sotto gli occhi di tutti che la CIESSE è sempre andata avanti senza mai fermarsi.

    Ho un obbiettivo strategico che si avvererà entro un paio d’anni circa, ma non dico quale per scaramanzia.

    Vedrai, anzi, vedrete.

    Ogni impresa vincente – secondo una tesi aziendalistica – poggia su un’idea vincente o su una formula di successo, la cosiddetta “business idea”. Qual è la business idea della Ciesse?

    La qualità.

    La mia “business idea” è questa: un libro CIESSE deve essere minimo bello, mediamente ottimo e raramente eccelso (mi piacerebbe rovesciare il concetto, ma resto realista).

    Un lettore CIESSE deve sempre trovare da noi libri piacevoli, che fanno sognare, soffrire, riflettere e divertire.

    Se un libro CIESSE non è questo, mea culpa e mi scuso.

    Però, visto che perseverare è diabolico, una volta capito l’errore, sono pronto a ritirare l’eventuale titolo che non rivesta i requisiti sopra precisati, pagandone le conseguenze economiche per aver mandato al macero tutte le copie di quello specifico libro.

    La “business idea” è che CIESSE deve diventare sinonimo di “gran bei libri”.

    Ci vorrà ancora del tempo per concretizzare tale “business idea”, ma ci stiamo avvicinando.

    Hai delle strategie di marketing? Tanto per offrirti uno spunto, mi ricollego a quanto dicevi poc’anzi su Dino Baggio e ti chiedo: tra le tue pubblicazioni ci sono i cosiddetti “prodotti civetta”, ossia quelli che hanno la funzione di trainare altri?

    E come no, certo.

    Abbiamo i “long seller”, libri che trainano anche altri. Io non sono uno che investe solo sul sicuro, sono anche uno che rischia: se vi è un opera di qualità, sono anche disposto ad attendere il miglior risultato con pazienza.

    Poi sono convinto che il marketing lo fa principalmente la promozione dell’Autore.

    Se uno ha scritto un libro e se ne dimentica, è come un cantautore che ha inciso un disco e non fa i concerti. Certo ci sono le radio, ma non campi con le royalties che ti arriveranno da queste.

    Altra strategia sono le librerie. Se una di queste ci chiede il libro di un Autore, noi proponiamo anche altri titoli, magari perché l’Autore è della stessa zona o ha scritto il libro ambientandolo in quella zona. Non tutti i titoli o Autori possono fare il comodo commerciale di ogni libreria, per cui andrà valutato il libraio, il gusto dei suoi clienti, etc. Se una libreria vende tanti libri di thriller, stai certo che propongo i miei (o il tuo); se è una libreria specializzata nello sport, proporrò sia il libro di Baggio sia quello di Zurma e avanti così.

    Poi la promozione della casa editrice (non dei singoli). I nostri lettori devono apprezzarci. E fidarsi. Supponi che ciascuno dei 72 Autori CIESSE venda in media 300 libri, totalizziamo 21.600 lettori. Ora immagina che 21.600 lettori leggano tutti i 72 libri del catalogo CIESSE e capirai la strategia di marketing. Io vorrei raggiungere i lettori di ogni nostro Autore con tutti i titoli in catalogo o, almeno, con la maggior parte. Poi magari c’è un Autore che conta su migliaia di lettori: allora lì la cosa si fa seria …

    Stessa cosa con le librerie. Se ho una libreria cliente che mi chiede un solo titolo, stai certo che riusciremo, prima o poi, a suggerirne anche altri. Non ti dico pensa a 100 librerie per 72 Autori, etc. Il ragionamento si svilupperà identico. Ora è meglio che immagini il resto, perché non voglio insegnare agli altri come fare.

    La rete distributiva costituisce sicuramente una premessa indispensabile. I libri Ciesse possono essere facilmente acquistati sul sito della casa editrice, recentemente rinnovato e divenuto un’autentica ‘boutique elettronica’, sono altrettanto facilmente reperibili sui principali ‘circuiti librari’ del web (IBS, Feltrinelli, Amazon, tanto per citarne alcuni) e inoltre attraverso GDS D.E. (per le librerie) e L.S. Distribuzione (per le biblioteche civiche).

    Anche qui tocchiamo il tasto dolente della letteratura, almeno con questo nostro “sistema” tutto italiano, e va fatta la necessaria chiarezza. Forse gli altri sono messi meglio di noi, non lo metto in dubbio. Qui parlo per la CIESSE e devo precisare che un distributore costa il 50% del prezzo di copertina, più il 15% di royalties all’Autore, più il 4% di iva, più il 20% del costo stampa. Abbiamo già capito che la CIESSE viene battuta, prendiamo un esempio esagerato, da Mondadori per 1 a 100.

    Potrei tentare di sostenere il passo con la Mondadori se avessi il mio centro stampa, la mia cartiera (in tal caso mi farei mandare manoscritti cartacei e non via mail), le mie librerie di proprietà e/o in franchising, il mio distributore, il Presidente del Consiglio, le televisioni, i quotidiani finanziati dallo Stato (altrimenti chiuderebbero bottega), etc.

    Finché non avrò tutto questo, niente e nessuno escluso, allora io sono e sempre sarò il miglior distributore della CIESSE, non certo GDS o LS o simili. Spiace dirlo perché sono i nostri partner, ma costoro pagano una volta l’anno, se va bene e sempre se pagano. Mentre, le librerie nostre clienti dirette, al massimo pagano entro 60/90 giorni, e qualcuna anche in anticipo.

    Coloro che dicono che è indispensabile avere un grande distributore o sono morti dopo qualche anno o sono dei colossi finanziari.

    Ai distributori si garantisce il conto vendita, alle librerie pure, alle biblioteche anche. Ma allora, se serve un grande distributore che distribuisca migliaia di copie di ogni libro, vuol dire che l’editore deve finanziarsi per centinaia di migliaia di euro.

    Io non ce li ho centinaia di migliaia di euro, ben per gli altri che ne hanno a palate più di me.

    Forse è meglio che dicano la verità, coloro che asseriscono di avere i distributori mostruosamente abili e imponenti: devono avere altrettante risorse abili e imponenti.

    Dicano, onestamente, delle banche che non fanno credito agli editori, perché non è certo e sicuro che si venda un titolo di un esordiente. Forse finanzierebbero il libro di Baggio, nel nostro caso. Dico forse o, sempre forse, nemmeno per quello.

    Io mi accontento di avere il 70% di librerie clienti dirette (uniche che sicuramente pagano) e distribuite da me. La GDS e la LS coprono appena il 10% e, con loro, non ho contezza del venduto se non dopo un semestre, con pagamento 90 giorni dopo. Ergo: nove mesi per incassare, forse.

    Il restante 20% lo fanno i clienti tramite il nostro sito o le librerie online.

    Mi diverte quando una libreria chiama e chiede: “Chi è il vostro distributore?”.

    E lo chiede a me, proprio a me che, manco a farlo apposta, sono io che eventualmente fornisco i libri anche al distributore.

    Una volta il responsabile di una grandissima catena di librerie mi ha chiesto il 53% di sconto. Quando gli ho risposto che vivo meglio senza di loro, mi ha detto che allora chiamerà il mio distributore, al quale applico il 50%. Sarei proprio curioso di conoscere la risposta del distributore a questa grandissima catena di furboni.

    Se non è assurdo questo…

    Credo che tu ti sia imposto all’attenzione con una filosofia innovativa e dinamica. Alcune tue iniziative sono sotto gli occhi di tutti. Una delle ultime é la decisione di offrire per cinque giorni alcuni titoli in e-book gratuito su Amazon … Com’è nata questa joint venture? Ma qual è l’interesse della Ciesse in tutto questo? E quello di Amazon?

    Sono 280 gli editori che hanno aderito alla promozione di Amazon, ma i loro libri non li vedo in classifica!

    Mancanza di coraggio?

    Io sono scrittore, scrivo per farmi leggere, ma non sono un Dan Brown che vende milioni di copie. Io ho bisogno di farmi conoscere, che la gente sappia quanto scrivo bene, che scrivo dei bei libri, delle belle storie.

    A questo punto se i lettori non vengono da me, allora io vado da loro.

    Come? Ma con tutte le risorse di promozione che posso usare: anche regalando i miei libri, se necessario.

    Leggendo i miei libri mi conoscono meglio e volentieri. E se scrivo un nuovo libro, magari lo comprano perché sono sicuri che l’avrò scritto bene e che piacerà anche questa mia nuova opera.

    È un investimento anche questo.

    Con Amazon noi abbiamo un rapporto diretto: ho pubblicato con loro il mio primo romanzo nel 2004 e vengo aggiornato di tutte le loro iniziative.

    Quella dei libri ebook gratuiti mi è piaciuta subito e ho avuto ragione: quasi 5mila ebook scaricati in cinque settimane sono un risultato straordinario.

    Ora la gente ci sta leggendo, sta leggendo decine dei nostri libri, capiranno che pubblichiamo bei libri ed è la più bella pubblicità che potremmo mai fare.

    Piuttosto di comprare una pagina de “La Repubblica”, regalo libri: ai clienti, alle biblioteche. Anche alle biblioteche carcerarie, perché no? Lo stiamo facendo con molte amministrazioni carcerarie, e tutti questi sono libri cartacei regalati.

    Stai certo che se regalo un mio libro, la gente si affeziona e comprerà anche gli altri scritti sempre da me.

    Il successo di questa iniziativa è stato decretato in questi giorni da un romanzo che è stabilmente al primo posto nelle preferenze dei lettori . Ne ha parlato anche RAI 2 …

    Sì, è “Non ti svegliare” di Stefano Visonà.

    Ecco, Stefano è l’esempio di esordiente che vuole diventare scrittore.

    Per diventarlo, venderebbe l’anima al Diavolo (scherzo, ma nemmeno tanto). J

    Mi piace che sia così, non a caso Stefano è come me.

    Io non scrivo per diletto e nemmeno voglio essere presente con i miei libri sugli scaffali di tutte le librerie del mondo, come tutti invece aspirano.

    Io voglio finire fra le mani del lettore, non sugli scaffali ad ammuffire.

    E Stefano Visonà ha capito questo strabiliante segreto, come l’ho capito io.

    So che i tuoi autori (non devo andar lontano, posso parlare in prima persona) hanno particolarmente apprezzato quest’iniziativa, generosa da parte tua, perché ha consentito loro di transitare nella top ten di Amazon: il che significa diffusione e visibilità, possibilità di farsi conoscere …

    E farsi leggere da tanti, da così tanti che potrebbero anche diventare un veicolo incredibile che si chiama: “passa parola”.

    È questo a cui aspiro.

    Ci sono altre iniziative allo studio? Puoi darci qualche ‘chicca’?

    Ah no, questo no! Non “spiattello” ai quattro venti le prossime mosse.

    Posso solo dirti che al Salone di Torino andremo agguerriti, con un’iniziativa che, spero e penso, farà scalpore per originalità e intelligenza.

    Tu lo sai perché ne abbiamo discusso anche fra di noi, assieme ai nostri Autori, nel fatidico gioco di squadra che cito sempre e di cui vado orgoglioso.

    I curiosi possono solo avvicinarsi al nostro stand di Torino e allora, solo allora, capiranno.

    Prima di lasciarci (questa volta la domanda a piacere la faccio io!), un’anticipazione sull’ultima tua “fatica” letteraria. Questa volta, una “fatica” che è anche un piacere, visto che parliamo di una composizione a quattro mani … 

    Delitti al castello” è una novità che si è rivelata una piacevole sorpresa. Io, un thrillerista e Francesca Panzacchi, un’esperta di romantic novel.

    Assieme abbiamo sfornato quello che ho definito un “thriller romantico”. Il romanzo contiene entrambe le caratteristiche che, credo, sono state espresse al meglio delle nostre possibilità.

    C’è un giallo/thriller carico di tensione, suspense, adrenalina e colpi di scena. Poi c’è una storia d’amore carica di tensione, suspense, adrenalina e colpi di scena.

    Aggiungi un pizzico di ironia e siamo di fronte a un libro che potrà essere letto d’un fiato, da chiunque. Lo assicuro con tranquillità.

    Questo titolo ha anche un’altra importanza per me: è il mio primo libro da quando faccio l’editore ed è la mia prima esperienza di scrittura a quattro mani. Io sono un accentratore di potere, quindi, all’inizio ero preoccupato. Ma con Francesca non c’è stato alcun problema, anzi, è stato piacevolissimo.

    Scherzavo sulla “domanda a piacere”! A quest’intervista vuoi aggiungere qualcosa di tua iniziativa?

    No, grazie Bruno.

    Credo di aver scritto abbastanza ultimamente. J

    Ringrazio Carlo Santi, per la disponibilità che ha dimostrato in questo dialogo, nel quale ha svelato alcuni ‘segreti’ della sua linea editoriale. E lo attendo al varco, quando leggerò “Delitti al castello”. Parola di …

    … Bruno Elpis

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      Bruno Elpis

      Ore 16.00 di sabato 10 marzo. Presso la biblioteca Sant’Ambrogio, a Milano in zona Famagosta, Alexia Bianchini presenta “Minon”, opera fantasy edita da Ciesse Edizioni, della quale è coautrice insieme a Fiorella Rigoni.

      Per la cronaca, l’amore di Alexia per il fantasy ha natura di una vera e propria vocazione: la scrittrice è infatti responsabile della collana Gold di Ciesse, è direttore del web magazine Fantasy Planet (oltre che della Lite-editions, una casa editrice che pubblica on line racconti erotici di qualità) e sta curando l’antologia Symposium con GDS Edizioni.

      Al tavolo con lei, di fronte a una platea che occupa tutte le sedie predisposte per l’incontro, l’editore Carlo Santi.

      La presentazione del romanzo avviene senza fare troppo riferimento alla storia, per la quale vi rinvio alla mia recensione.

      Innanzitutto si accenna alla copertina (che ha vinto il titolo di Miss Cover!): è frutto dell’illustratrice Max Rambaldi, che ha ‘variato’ le tinte naturali del soggetto per adeguarne l’immagine alla Minon creata dalla fantasia delle autrici. Max Rambaldi ha curato altresì le fotografie che sono incluse nel romanzo.

      Molto curiosa è la genesi dell’opera: è nata da un gioco di Facebook, ove si è pensato di creare una storia di fantasia attraverso post e messaggi progressivi. Quando la vicenda ha cominciato a prendere forma … le autrici hanno deciso che il progetto poteva diventare qualcosa di più serio e il gioco si è trasformato in romanzo, concepito con la colonna sonora ideale degli Evanescence.

      Carlo Santi interviene per sottolineare come lo scrittore sia un venditore di storie: l’autore deve essere innamorato dei personaggi che crea; e la descrizione del progetto letterario è fondamentale anche nella presentazione dei manoscritti alla casa editrice.

      Alexia si sofferma poi sulla ‘sintonia’ che ha caratterizzato il rapporto con l’altra autrice. Una sintonia fatta di identità di vedute stilistiche (“entrambe amiamo la scrittura veloce”) e di concordia nelle scelte adottate, passando attraverso la ricerca della coerenza narrativa anche in un genere – come il fantasy – nel quale la dimensione sorprendente deve comunque prevalere. Altre comunanze fondamentali sono state la cura per il ritratto psicologico dei personaggi e la preferenza che entrambe le autrici hanno manifestato nel prosciugare la vicenda dai risvolti religiosi.

      Fin da subito la presentazione assume un tono colloquiale, anche grazie agli interventi del pubblico, molto partecipe e interessato.

      C’è chi chiede come mai molti capitoli siano introdotti da un aforisma di E. A. Poe. Alexia conferma che le citazioni di Poe, capostipite del gotico, sono state adottate per le attinenze al tema trattato nel capitolo.

      C’è chi chiede se vi sarà un séquel al romanzo. E Alexia annuisce, alludendo alla circostanza che la saga rappresenta una struttura tipica della letteratura fantasy.

      E c’è chi stenta a credere che il rapporto tra due coautrici possa essere così idilliaco: “Se vi sono due madri dello stesso figlio, una è quella naturale, l’altra – per forza di cose – è putativa”! Ma Alexia ribadisce il clima di collaborazione perfetta (“entrambe siamo dark, non esteriormente, ma dentro di noi … per via di una solitudine interiore che ci caratterizza …”) e accenna a un’unica difformità di vedute: in alcuni passaggi, Fiorella avrebbe preferito esaurire la ricerca, mentre Alexia  ha preferito lasciare alcune sospensioni, tracciando la premessa per il seguito della storia. Con buona pace di chi ha posto la domanda, che si deve rassegnare: evidentemente in letteratura non valgono le leggi della biologia e Minon può tranquillamente essere “figlia di due madri”!

      Carlo Santi interviene e parla di un’altra esperienza recente “a quattro mani”: quella che lo ha portato a scrivere, con Francesca Panzacchi, “Delitti al castello”. “Io, autore di thriller storico, lei appassionata di romantic novel”.  Di fronte a questo riferimento, l’impresa di Alexia e Fiorella appare sicuramente più semplice: l’opera è stata scritta da due persone che amano non soltanto lo stesso genere, ma anche il modo di declinarlo (il dark fantasy con inflessioni weird).

      Pur non essendo un lettore accanito di fantasy, sono tornato a casa con il desiderio di leggere Minon. Felice di aver conosciuto Alexia, che nell’occasione è stata applaudita, oltre che da Daniela Barisone, vivace presenza di Scrittevolmente, anche da altri “compagni di scuderia”: Sonia Del Cason, Patricia Daniels, Andrea Barillà, oltre naturalmente a …

      … Bruno Elpis

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        Bruno Elpis

        Nel prologo di “Minon”, un’opportuna prolessi sbalza già il lettore al centro della storia. Senza troppi complimenti, Alexia e Fiorella catapultano il malcapitato al cospetto dell’orrenda Exafiria, mentre uno stormo di Gonax (semplifico se dico che sono la versione fantasy dei nostri comuni avvoltoi?) contribuisce a diffondere nell’aria il rivoltante odore del cannibalismo, che impazza nella dimora della figlia di Orax.

        Se questa è l’introduzione al romanzo, già nel primo capitolo vi sono tutte le premesse che verranno sviluppate nel corso della narrazione dalle autrici di Minon: ma deontologia vuole che un commento non sveli i segreti distribuiti lungo il percorso del dark fantasy: tanto più in un romanzo come questo, ove gli effetti speciali e le sorprese costituiscono il meccanismo che induce a girare una pagina dietro l’altra.

        E allora – sorpreso dall’abilità di due donne che evidentemente si sono reciprocamente sorrette nella tecnica di “incatenare” il lettore sin dalle prime pagine – voglio parlare soltanto delle premesse, senza svelare alcunché della trama.

        E comincio con la protagonista, Minon: studentessa, frequenta l’ultimo anno delle superiori. La scuola non l’appassiona. Oltretutto, la ragazza è piuttosto asociale. “… Bella, anche se introversa, con capelli lisci come seta e neri come la notte, ma anche inquietante con quel fisico longilineo e grandi occhi azzurro chiaro che scrutavano il mondo.” Sembrerebbe una ragazza come tante, un po’ dark … invece, nossignori! Perché “la vita da cacciatrice era la sua missione.” E, si badi bene, l’oggetto della caccia non è selvaggina qualunque. Minon, infatti, insegue e cattura  … spettri. Spiriti maligni che se ne stanno appollaiati sulle spalle delle vittime umane e che la  ragazza dark può vedere grazie al dono del quale è portatrice: “Entità eteree oscure e repellenti, erano capaci di provocare disgusto semplicemente con il loro aspetto tetro …”

        Ma c’è un’altra premessa della quale non posso tacere in questo mio commento. Sto parlando del marchio: Minon lo reca su una mano, sotto al guanto che opportunamente ogni tanto si sfila. Un“simbolo strano e incomprensibile che riempiva i suoi sogni. Un semplice cerchio di fuoco che pulsava quando lei si trovava in pericolo …” Il tatuaggio, in definitiva, è un varco, un portale, uno squarcio dimensionale: e conduce a un altro mondo.

        Completano la rosa dei personaggi: uno zio bibliotecario un po’ svanito, Fiamma, una ragazza che patisce la triste realtà familiare di una madre alcolizzata, Rudy, l’amico che riesce a penetrare la scorza di Minon per conquistarne il cuore, Sara, la compagna banale  ‘rosa confetto’. Infine c’è un angelo nero: una creatura straordinariamente sensuale e attraente, non fosse che …

        In questo fantasy vi sono tutti gli ingredienti classici. Schiere di angeli che hanno perduto i loro flauti, mostri da combattere, arti magiche, ominidi, “il regno del signore del male”, oltre alle immancabili ‘armi’ portentose: Xafi, una frusta-serpente e la prodigiosa spada Kendra.

        Ma tutto, anche la trovata più strabiliante, trova collocazione nell’ambito di una coerenza narrativa che nulla concede all’infodump. Così che il lettore può seguire indisturbato, senza essere infastidito da inutili digressioni, l’azione che le autrici rappresentano sulle pagine del loro libro.

        Mi piace concludere con uno degli aforismi di E. A. Poe, uno dei miei autori preferiti. Lo scrittore americano è stato infatti prescelto da Alexia e Fiorella per introdurre alcuni capitoli di “Minon”, in virtù della sua riconosciuta originalità che ha anticipato la letteratura gotica: “Se guarderai a lungo nell’abisso, anche l’abisso vorrà guardare in te”.

        Non vi viene un brivido? Magari ricordando che «La vertigine non è la paura per l’abisso, ma l’attrazione per esso», come  …

         Bruno Elpis

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          Continua la promozione e il successo di CIESSE Edizioni su Amazon per gli eBook gratuiti. Ogni settimana cinque titoli del nostro catalogo sono posti a disposizione gratuita su Kindle Store.

          La prima settimana di promozione (30.01 – 04.02.2012) ha visto trionfare Come foglie portate dal vento di Emiliano Grisostolo con ben 106 eBook scaricati da Amazon Italia, USA, Inghilterra, Germania, Francia e Spagna. Un buon risultato l’hanno ottenuto anche gli altri nostri titoli: Cicatrici nascoste di Antonio Paganelli 94, Antipodi di Andrea Barillà 70, A barber story di Paolo Cavicchi 70, Adoro i numeri di Ilenia Basile 50.

          La seconda settimana di promozione (06 – 11.02.2012) ha registrato un vero e proprio tripudio per Roberta Di Odoardo con Il segreto dei tre campanili che, con i suoi 262 eBook scaricati, è diventato il titolo da battere, cosa non facile. I colleghi hanno raggiunto ottimi risultati a partire da Sonia Dal Cason con Il Sigillo del Drago, secondo onorevole risultato della settimana a pari merito assieme a Lorenzo Di Silvestre e il suo Il vento soffia da solo, entrambi 106 eBook complessivi. A seguire il buon risultato di Mauro Lucente con il suo titolo di poesie Disegnavo parole con 91 ebook scaricati ed Erna Marioni con L’ultimo graffio che ha totalizzato 87 eBook.

          I cinque titoli insieme hanno registrato 652 eBook scaricati complessivi. Un successo, senza alcun dubbio!

          Ma anche un tale risultato è niente se paragonato a questa terza settimana di promozione (13 – 18.02.2012). Numeri impensabili testimoniano il grande interesse che tale iniziativa della CIESSE Edizioni ha suscitato in molti. Sarà anche pur vero che il gratis fa gola a tutti, ma siamo convinti che sarà la qualità dei nostri libri a garantire la cosiddetta ciliegina sulla tortaFar leggere a tante persone dei bei libri, meglio ancora se gratuitamente, è la nostra missione “possibile” proprio tramite questa promozione di Amazon.

          Crediamo di esserci riusciti e… ancora non è finita. 😉

          Altra grande prova di correttezza tramite i nostri Autori, molti di loro impegnati direttamente nella pubblicità del proprio titolo e altri che hanno fatto altrettanto a favore dei colleghi, in un crescendo di solidarietà e salda condivisione dei motivi che ci hanno ispirato per questa iniziativa. L’ennesima testimonianza che il “gioco di squadra” è sempre vincente, .

          Il risultato è memorabile. La medaglia d’oro va assegnata a IL CARNEVALE DEI DELITTI di Bruno Elpis che, con ben  2 3 1  eBook scaricati complessivamente, si aggiudica il massimo degli onori CIESSE di questa settimana, al secondo posto degli eBook più scaricati  da quando è iniziata la promozione.

          Cover Il Carnevale dei delitti

          Di seguito riportiamo il riepilogo delle vendite per ogni singolo titolo:

          1° – IL CARNEVALE DEI DELITTI di Bruno Elpis

          IT 212 – GB 2 – DE 6 – ES / – FR 1 – USA 10 =  2 3 1

          2° – FAVOLE DELLA MEZZANOTTE di Autori vari, Curatore Stefano Pastor

          IT 154 – GB – DE – ES / – FR / – USA 10 =  1 7 7

          3° – L’ELASTICO VIOLA di Patricia Daniels

          IT 146 – GB 2– DE – ES / – FR / – USA =  1 5 2

          4° – FOBIE. AUTORI DISADATTATI “IN CURA DA” ALESSANDRO GRECO di Autori vari

          IT 138 – GB 1 – DE 1 – ES / – FR / – USA 4 =  1 4 4

          5° – LA CASA DEI FANTASMI di Laura Poletti

          IT 129 – GB 2 – DE 2 – ES / – FR / – USA 6 =  1 3 9

          Totali eBook =  8 4 3. Se aggiungiamo i 652 della scorsa settimana e i 390 della precedente, si totalizzano n. 1.885 eBook, solo in queste tre settimane.

          [stextbox id=”warning”]ATTENZIONE![/stextbox]

          La prossima settimana, a partire da lunedì 20.02 alle 09.00 fino al sabato 25.02 alle ore 09.00, altri cinque titoli saranno disponibili per il download gratuito (previa registrazione al portale di Amazon):

          1. La casa di Sveva di Francesca Panzacchi
          2. La chiave Amaranto di Anna Tasinato
          3. La pipa, Mr. Ceb e l’Altra di Irina Turcanu
          4. Le inclusioni del diamante di Andrea Barillà
          5. Lo sposo imperfetto di Monika Chra

          Grazie a tutti.

          Buon “download” e buona lettura.

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            Bruno Elpis

            Davvero terribili i due gemelli Anna e Matt King!

            Le creazioni di Sonia Dal Cason, tra zuffe e provocazioni reciproche, ci dimostrano che l’unione fa la forza in una fantasiosa caccia al tesoro che si sviluppa in tre fasi per un obiettivo ben preciso e … alla portata di tutti: conoscere un drago in carne e ossa.
            Tutto parte da un maldestro incidente, occorso a un cofanetto antico e imputabile ai due twins che – anche grazie agli ascendenti, perché sono figli di uno storico e di un’archeologa – si destreggiano tra mille abilità: sanno decifrare rune, posseggono rudimenti di lingue antiche e quindi penetrano geroglifici e simbologie, si dimostrano abili solutori di rebus, ma soprattutto sono dotati in modo spiccato di fantasia, incoscienza e senso dell’avventura. E, da veri gemelli, comunicano tra di loro anche per via telepatica.
            E veniamo ai tre ambienti nei quali ho idealmente segmentato la storia.
            PRIMA FASE: siamo in Cornovaglia, terra di boschi e di scorci selvaggi, oltre che di coste alte sull’oceano. Le tappe naturali del viaggio sono: Stonehenge, dove i nostri eroi vivono un’esperienza mistica al suono dei tamburi, le “allegre damigelle” di Penzance e, ovviamente, Tintagel, l’antica Camelot ove sorgono le rovine del castello di re Artù. Come appendice, i ragazzi fanno un’esperienza speleologica nelle grotte di Merlino, le cui arti magiche sembrano assistere le sorti dei gemelli quando rischiano di fare una brutta fine…
            SECONDA FASE: siamo nell’Egitto tra Il Cairo, le piramidi di Giza, Luxor e Amarna. Passando per una fantastica crociera sul Nilo. Anche qui, tra alterchi, sberleffi e castighi inflitti dalla madre archeologa, Anna e Matt dimostrano che buon sangue non mente. Tra intuizioni e colpi di fortuna arrivano dritti dritti al loro bersaglio, e cioè alla:
            TERZA FASE: siamo fuori dal tempo. A contatto con un essere che dovrebbe atterrire (ricordate King Kong? O l’E.T. di Spielberg?) – il diverso, il mostruoso – e che soltanto lo spirito libero dei bambini interpreta nel modo giusto: con la tolleranza e l’entusiasmo dell’animo puro. E allora spetta un premio: un fantastico viaggio su un ottovolante metafisico, per prendere coscienza, dall’alto, degli orrori compiuti dall’uomo. Si chiamino barriere coralline annientate dal petrolio (è di questi giorni l’ennesimo disastro ecologico, quello in Nuova Zelanda), alterazioni dell’ambiente che comportano l’estinzione dei panda, o sterminio delle tigri …
            Il romanzo di Sonia Dal Cason è concepito per i ragazzi e li farà sognare. Io ne consiglio la lettura anche a tre categorie di adulti.
            Innanzitutto a chi non crede che i draghi esistano veramente. Questa, per loro, è un’ottima occasione per ricredersi, seguendo le evoluzioni dei gemelli che – in fondo, in qualche modo – tutti noi siamo stati, magari molti anni fa.
            In secondo luogo lo consiglio alla generazione (la mia!) che, a scuola, mandava a memoria le belle poesie. Ricordate il Breus di Giovanni Pascoli?
            Viveva con sua madre in Cornovaglia:
            un dì trasecolò nella boscaglia.
            Nella boscaglia un dì, tra cerro e cerro
            vide passare un uomo tutto ferro.
            Morvàn pensò che fosse San Michele …
            Della serie: anche il fantasy è cultura.
            Infine, “Il sigillo del drago” lo consiglio a chi ha amato il Piccolo Principe di Saint Exupéry. Cioè a chi crede, almeno per un momento, che “l’essenziale è invisibile agli occhi” …

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              LOGOnero

              Il sogno prende forma

              Anno nuovo … sito nuovo!

              Sto parlando della nuova veste nella quale si presenta alla comunità virtuale, dal 2012, la mia casa editrice, la Ciesse Edizioni di Carlo Santi, che si propone al pubblico interconnesso con un look completamente rinnovato: facilmente accessibile, consultabile in modo intuitivo, ricco di immagini, di link e di notizie, con una veste grafica spigliata e aggiornata

              L’ho visitato con un misto di nostalgia per il vecchio sito, quello al quale ero sentimentalmente affezionato da quando sono stato accolto come autore con la mia prima pubblicazione (“Il carnevale dei delitti”), e di curiosità per i nuovi contenuti.

              Ho scartabellato il ricco catalogo: i titoli – magari previa visione di un’anteprima – possono essere direttamente acquistati attraverso il tecnologico negozio on line, una vera e propria boutique organizzata in due reparti: quello degli e-book e quello dei ‘libri tradizionali’. Ciascuno dei reparti ha i propri scaffali, le colorate collane che idealmente classificano le opere in ‘generi’ che sono identificati per colori: black & yellow,  blue, gold, green, grey, orange, pink, silver, white. O per immagini: bio, le nostre guerre, rainbow.

              Come in ogni negozio che si rispetti, il visitatore innanzitutto ha modo di ammirare la vetrina: la home pagenella quale scorrono le immagini delle copertine delle opere.

              L’interattività è assicurata attraverso la pagina delle ‘info’, mentre nel profilo della Casa Editrice (‘chi siamo’) viene delineata la filosofia editoriale anche attraverso uno slogan: NO EAP!

              E poi un’altra primizia: è in corso di realizzazione (il sito è ancora in via di perfezionamento) la slide show per i booktrailer, che arricchirà il sito di ulteriori fantastici contenuti multimediali.

              Parimenti in via di strutturazione è il nuovo blog, presto accessibile all’indirizzo http://blog-ciessedizioni.info.

              Completano il quadro notizie sulla distribuzione e informazioni circa il corretto modo di inviare i manoscritti. Da leggere attentamente, come un tempo fece …

              … Bruno Elpis

              Link all’articolo originale

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                by Bruno Elpis e Francesco D’Agostino

                MALGRADOPOI

                DinoMaldiniEcco un libro che potrebbe convincere i ragazzi a leggere, specialmente se maschietti e appassionati di calcio: Gocce su Dino Baggio è la biografia scritta dal calciatore a quattro mani con Marco Aluigi, amico del campione che fu l’artefice del secondo posto alla Coppa del Mondo USA ’94. Una bella iniziativa di Ciesse Edizioni e un’idea regalo.

                Un commento a quattro mani, inizia Bruno.

                —-

                Non ho mai amato il calcio. Con atteggiamento forse sprezzantemente intellettuale, ritengo che sia l’oppio dei popoli e ho sempre ritenuto i calciatori esseri sopravvalutati (enormemente), strapagati per correr dietro a un pallone (basta fare la dovuta proporzione con altri lavori – magari più difficoltosi, più faticosi e di maggior responsabilità – e confrontarne le relative retribuzioni medie), giovanotti spesso viziati e arroganti. Ciononostante, per una forma di esecrabile incoerenza umana, non manco gli appuntamenti di mondiali ed europei.

                Qualche sera fa, ero sintonizzato su RTL 102,5 e devo dire che sentire il Napoli battere il Manchester e i tifosi, alla fine, intonare “’O Surdato ‘Nnammuratu” mi ha fatto venire i brividi, un po’ come quando l’Italia batté la Francia e si aggiudicò il penultimo mondiale. Così, quando ho saputo che la mia casa editrice avrebbe pubblicato un libro scritto da un calciatore, ho appreso la notizia con scetticismo. Di “Gocce su Dino Baggio” ho letto sinossi e critiche e … devo ammettere che la cosa mi incuriosisce. Quando poi Francesco D’Agostino (però vi avverto: lui simpatizza per la premiata ditta “El Matador, El Nino & c.”) mi ha sottoposto la recensione che qui pubblichiamo, mi sono ulteriormente smosso. Non sul calcio, non sul suo mondo.

                “Gocce” é un libro di critica, di denuncia non scandalistica e sembra indichi anche quali devono essere i veri valori nello sport: ecco, questo sì, mi piace. E sapere che Dino è una persona con grandi doti umane, di umiltà e di sincerità, ha catturato definitivamente il mio interesse. Quindi leggerò l’opera che ha scritto con Marco Aluigi. E, se il modo di porsi di Dino Baggioha convinto una persona prevenuta come me, non ho motivo per dubitare che questo libro sarà un successo editoriale. Perché gli stadi sono pieni di gente e la legge della domanda e dell’offerta (che fa lievitare quotazioni e ingaggi) dimostra che non tutti la pensano come …

                Bruno Elpis

                Commento al libro scritto da Dino Baggio e Marco Aluigi

                Confesso di non amare le biografie e di avere non pochi pregiudizi circa quelle di calciatori e vip. “Gocce” ha il pregio, come pure Aluigi e l’Editore chiariscono, di non ammiccare con promesse di rivelazioni bomba. Il libro di Dino contiene tuttavia la sua verità su una vicenda che l’ha segnato e che in parte tutti noi abbiamo vissuto da spettatori e amanti dello sport.

                Dino Baggioha cambiato diverse maglie nella sua vita; maglie importanti e amatissime dai tifosi, come quella bianconera (parentesi: faccio sempre fatica, da tifoso sfegatato del Napoli quale sono, a scrivere parole disagevoli quali “bianconero” e “Juve”… anche questo è il bello del calcio, diventiamo bambini) e quella del Parma, squadra alla quale Dino è rimasto affezionato per gli anni meravigliosi che lì ha trascorso e per il clima familiare che vi si respirava. Poi accadde il fattaccio.

                Era il 9 gennaio del 2000 e si giocava un Juve-Parma, arbitrava Farina. Secondo Dino Baggio l’arbitraggio fu quasi a senso unico e il Parma subì alcuni torti: in particolare un rosso diretto immeritato inflitto allo stesso Dino che, uscendo dal campo di gioco, mimò all’arbitro il segno dei soldi, quello che si fa sfregando le dita. Da allora, per lui, le cose sono state sempre più difficili: fu l’inizio della fine.

                E’ giusto parlarne

                A questo punto apro una parentesi e dico la mia: allora trovavo vergognosa l’esistenza di un’agenzia di procuratori che agiva in regime di oligopolio e che aveva un’evidente posizione dominante, di proporzioni sconfinate, al punto da potere stroncare una carriera o agevolarla. Questa organizzazione aveva talmente tanti assistiti che poteva minacciare un club qualora questi non avesse accettato il rinnovo contrattuale (con adeguamento) di un suo assistito. L’agenzia avrebbe potuto imporre giocatori da acquistare e contratti da firmare con un’aggravante pazzesca: la contiguità con dirigenti di club di primo piano e con esponenti del mondo bancario e finanziario.

                Non parlo di condanne e assoluzioni, non amo la cronaca giudiziaria e non ho conoscenza approfondita delle carte processuali. Faccio però un passo avanti e dovrebbero farlo tutti: non bisogna arrivare a scardinare un sistema di potere, serve la coscienza civica e la volontà di impedire la nascita e la crescita di tali sistemi. E’ una questione culturale attualissima. Non dovrebbe essere possibile la costituzione di una società di procuratori che ha oltre cento assistiti e rapporti con azionisti di club, la sua semplice esistenza alimenta i sospetti e pone un problema in termini di concorrenza e posizione dominante. Non mi meraviglia, dunque, che Dino Baggio sia stato oggetto di attenzioni (da parte di un’associazione che io già allora consideravo nociva almeno sul piano morale, indipendentemente da ciò che hanno stabilito i giudici) per avere sfidato un sistema di potere.

                Una denuncia moderata

                Dino Baggio ci ha regalato una denuncia calibrata, professando che non avrebbe ceduto alla tentazione di creare uno scandalo per vendere più copie, cosa che fa onore a lui e all’Editore. Questo, talvolta, implica – nella narrazione – anche qualche silenzio. E, in quei punti, quando si avverte una sospensione o un’allusione, è allora che il lettore vorrebbe intervenire, trovarsi di fronte a Dino Baggio e rivolgergli domande molto esplicite sui meccanismi di corruzione, i trucchi nelle partite, le cause di una carriera rovinata in modo prematuro.

                Il bello della storia

                Torniamo al vivo del libro: il racconto che Aluigi fa degli anni di Dino, da quando piccolo correva sui campetti a quando andò via di casa a 13 anni per entrare nelle giovanili del Toro, è una storia così semplice e bella che vale la pena di leggerla. In essa ci sono tutte le speranze delle giovani leve, i sogni, i sacrifici, il dolore per la lontananza dalla propria famiglia, la solitudine e il conforto di nuovi amici, grandi uomini e donne. Per Dino ci sono state persone importanti, dal mitico Arrigo Sacchi a Teresa, la responsabile del Pensionato di Torino che gli faceva da mamma quand’era lontano da Tombolo, suo paese natale. Poi, ovviamente, vi sono i genitori, la sua attuale moglie Maria Teresa e le tante persone che hanno creduto in lui.

                Questo, in fondo, è il vero messaggio del libro, un messaggio da affidare ai più giovani: amate lo sport, date il massimo, ma restate semplici e puliti. Con una storia che è un po’ una favola, quella di un campione che ha vestito per sessanta volte la maglia dell’Italia.

                Un libro da regalare ai nostri ragazzi.

                Francesco D’Agostino

                Articoli casuali

                0 900
                Lorenzo Pace nasce a Torino nel 1982 e qui vive tuttora. Da sempre mosso da grande curiosità, gli piacerebbe fare ed essere un po’ di tutto;...