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Bruno Elpis

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    Per cinque giorni sarà possibile acquistare l'eBook a un prezzo vantaggioso: euro 1,90

    OffertaSpecialeCover_Mistero_massi_avelliOgni settimana, fino all’Epifania, uno o più titoli del catalogo CIESSE Edizioni saranno posti in “Offerta Speciale” su circa 80 Store OnLine (non è certa l’adesione di Amazon) al prezzo eccezionale di solo 1,90 euro.

    Sarà possibile acquistare il giallo IL MISTERO DEI MASSI AVELLI di Bruno Elpis nella versione eBook al prezzo speciale di 1,90 (uno virgola novanta) euro anziché 4,00 euro (-2,10 €).

    La promozione durerà cinque giorni, dalle ore 00,00 del giorno mercoledì 3 alle ore 24,00 del giorno domenica 7 dicembre 2014.

    SCHEDA TECNICA

    Titolo: Il mistero dei massi avelli | Autore: Bruno Elpis

    Genere: Giallo | Pagine: 160 | Collana: BLACK & YELLOW

    ISBN Libro: 978-88-6660-103-6 | ISBN eBook: 978-88-6660-104-3


    IL COMMENTO DI UN LETTORE

    Il mistero dei Massi Avelli è un thriller psicologico nel quale Bruno Elpis non si limita a proporre e risolvere l’enigma di una serie di delitti. Con evidente capacità di comprensione dell’animo umano, l’autore va a fondo nella mente dei personaggi studiandone le debolezze e mettendoli a nudo. Elpis rende gli attori di questa vicenda profondi, evidenziandone punti di forza e debolezze.

    L’ambientazione fa la sua parte. Una piccola comunità sulle meravigliose sponde del Lago di Como che dà spunto al lettore per incuriosirsi su quei luoghi e sulla loro storia. I dialoghi non sono mai scontati, spesso diventano anzi spunto per riflessioni anche di natura culturale.

    È anche per merito di ciò che Il mistero del Massi Avelli diviene un thriller diverso da molti altri.


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      bando_premio_letterario_la_rovincia_in_gialloIl Premio in breve:

      da circa dieci anni è nato in Italia quello che potremmo definire un nuovo “regionalismo in giallo”, in cui si evidenzia una componente originale rispetto alla narrativa di ambientazione regionale, sia del Verismo dello scorcio del diciannovesimo secolo, sia poi del Neorealismo nel Novecento, che metteva in evidenza gli aspetti più nascosti di un ambiente contadino, o operaio, e generalmente del tessuto familiare e sociale di una regione italiana, in un secolo in cui la nazione italiana aveva appena iniziato il suo processo di formazione, oppure usciva dal rischio mortale di una guerra devastante.

      Lo spirito del Premio Letterario è mettere in risalto testi di narrativa che appartengono al genere “giallo noir”, di autori italiani o in lingua italiana, che abbiano scelto l’ambientazione provinciale. Attraverso questa narrativa che dà risalto alla provincia italiana, le peculiarità della società attuale, i suoi tic divertenti, le sue tradizioni arcaiche e i suoi riti odierni emergono in maniera capillare, permettendo ai lettori di avere la percezione di un fenomeno non circoscritto al solo mondo letterario.

      Le opere CIESSE in concorso:

      1. IL MISTERO DEI MASSI AVELLI di Bruno Elpis, Giallo, pag. 160, pubblicato a novembre 2013 con codice ISBN 9788866601036 in versione libro e ISBN 9788866601043 nella versione eBook;
      2. FRAGILE COME UN PONTE DI SABBIA di Roberta Di Odoardo, Giallo, pag. 208, pubblicato a giugno 2013 con codice ISBN 9788866600930 in versione libro e ISBN 9788866600947 nella versione eBook;
      3. LE PAROLE NON DORMONO MAI di Gianni Fontana, Giallo, pag. 224, pubblicato a maggio 2013 con codice ISBN 9788866600886 in versione libro e ISBN 9788866600893 nella versione eBook.

      Come al solito, il nostro “in bocca al lupo” agli autori.

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        logo_qlibriCover_Mistero_massi_avelliHOMO HOMINI LUPUS

        Siamo alle porte del Natale nei paesini che si affacciano sul lago di Como; l’atmosfera è quella delle grandi feste: luci natalizie, alberi innevati, ricerche di muschio, rocce e cortecce per il presepe, buone nuove nell’aria… leggere questo libro è come osservare una di quelle palline che basta capovolgere per vedere la neve abbracciare dolcemente col suo manto tutto il paesaggio, ci si perde, restando incantati dalla poesia insita nel racconto.

        Un corpo senza vita viene ritrovato sul greto del torrente, potrebbe essere un suicidio o una tragica caduta accidentale; un po’ più in alto una mano scheletrica fa capolino dalla terra, in prossimità di alcuni monumenti archeologici misteriosi e affascinanti, quali i massi avelli: che siano davvero i luoghi di sepoltura di importanti membri delle comunità che vivevano nella zona in tempi passati?
        A indagare sul duplice ritrovamento troviamo il nostro tanto atteso commissario Giordàn, lasciato alle prese con la pesca e ritrovato in nuove vesti di aiuto traduttore di latino e greco per la nipotina Gabriella e di provetto cuoco per Cornelia, la bella anatomopatologa, con cui pare stia per nascere qualcosa di veramente importante.

        La narrazione dal doppio punto di vista, quello del bene e del male, si alterna dall’inizio alla fine, accompagnando i brevi capitoli che conducono il lettore nella parte oscura racchiusa in ognuno di noi, fino alla risoluzione del caso.

        Seppur quasi a metà libro sia ormai evidente, anche al lettore meno arguto, chi sia il colpevole, è un piacere osservare e seguire le elucubrazioni del personaggio, lo svolgersi delle vicende, le interfacce psicologiche, storiche e archeologiche che si dipartono e si mescolano alla vicenda principale.

        In questo secondo volume tutti i personaggi iniziano a delinearsi un po’ di più, come ci si aspettava dal primo libro di questa trilogia; il modo di scrivere del nostro caro autore è sempre incantevole, sembra di osservare delle pennellate su tela, tanto che a volte non ci si rende nemmeno conto di star leggendo un giallo, almeno finchè non ci si imbatte nel ritrovamento di un nuovo cadavere che riporta bruscamente alla realtà e al genere di appartenenza!

        Molto interessante l’inserimento del mistero dei massi avelli: per chi volesse saperne di più invito a visitare la pagina web http://www.luoghimisteriosi.it/lombardia_tornoavelli.html; da parte mia posso dire di aver trovato una nuova meta per il prossimo weekend primaverile!

        Un grazie speciale a Bruno per il più bel regalo di Natale che potessi ricevere in anticipo!

        Link articolo originale: http://www.qlibri.it/recensioni/gialli-narrativa-italiana/discussions/review/id:38632/

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          Cover_Mistero_massi_avelliQuel ramo del lago di Como, che volge a Mezzogiorno, questa volta fa da sfondo a un paesaggio odierno, scenario di eventi inquietanti.

          Chiara si reca all’incontro con il suo innamorato segreto. Aspetta un figlio e pregusta il momento in cui glielo rivelerà. È inquieta, ha timore della sua reazione, ma è fiduciosa che non la deluderà. Ansiosa si reca sul luogo dell’appuntamento, uno spiazzo panoramico sulle colline che circondano il lago. La reazione negativa dell’uomo annienta la giovane. È sposato e non ha intenzione di lasciare la sua famiglia, le impone di abortire e la lascia sola accanto a uno dei Massi Avelli, le antichissime tombe a inumazione che impreziosiscono quei luoghi.

          Chiara è disperata, ma non ha rimpianti ed è decisa a tenere il bambino. È a questo che pensa quando inciampa in uno scheletro umano che un recente temporale ha riportato alla luce. È stravolta, non si accorge di non essere sola, non vede l’assassino spiarla e non fa in tempo a fuggire quando questi la spinge nel precipizio, oltre il parapetto del belvedere.

          Quando il corpo della giovane è ritrovato, i primi inquirenti pensano a un suicidio, ma il commissario Giordan collega subito la morte di Chiara al rinvenimento dello scheletro. Si aprirà così dinanzi a lui uno scenario pregno di mistero e malvagità, nel quale personaggi poliedrici, e non sempre limpidi, spingeranno l’uomo a dipanare una matassa intricata da segreti del passato.

          Con il supporto dei suoi colleghi e l’imprevedibile aiuto dì Gabriella, la nipote adolescente, il commissario Giordan riuscirà a toccare i nervi scoperti del diabolico assassino e lo assicurerà alla giustizia.

          Il mistero dei Massi Avelli è un thriller psicologico nel quale Bruno Elpis non si limita a proporre e risolvere l’enigma di una serie di delitti. Con evidente capacità di comprensione dell’animo umano, l’autore va a fondo nella mente dei personaggi studiandone le debolezze e mettendoli a nudo. Elpis rende gli attori di questa vicenda profondi, evidenziandone punti di forza e debolezze.

          L’ambientazione fa la sua parte. Una piccola comunità sulle meravigliose sponde del Lago di Como che dà spunto al lettore per incuriosirsi su quei luoghi e sulla loro storia. I dialoghi non sono mai scontati, spesso diventano anzi spunto per riflessioni anche di natura culturale. È anche per merito di ciò che Il mistero del Massi Avelli diviene un thriller diverso da molti altri.

          Bruno Elpis ha una penna dotta e sapiente, ma ama definirsi soprattutto un lettore appassionato. Di sé dice, infatti: Amo la letteratura. Mi piace viverla in modo attivo: criticando quello che leggo, scrivendo a mia volta, commentando, entusiasmandomi per quello che gli altri scrivono. Nelle opere altrui mi piace scovare il senso, il messaggio, la proposta.

          Bruno Elpis ama scrivere ed è un autore prolifico. Molti dei suoi racconti hanno partecipato a concorsi letterari ricevendo riconoscimenti e pubblicazioni. Tra questi: La nascita di desideri liquidi, selezionato per il Neropremio di latelanera.com; L’ultimo viaggio, vincitore del concorso letterario Fuori dal cassetto; La nascita di un Dio minore, pubblicato nell’antologia 365 Racconti di Natale di Delos Book. Il mistero dei Massi Avelli è il suo secondo romanzo e segue il buon successo ottenuto dalla sua opera prima, Il carnevale dei delitti, pubblicato da Ciesse Edizioni nel 2011. Autore di apprezzate recensioni, è collaboratore stimato de I-Libri. 

          logo_i-libri

          http://www.i-libri.com/mistero-massi-avelli-bruno-elpis.html

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            Finalisti

            In attesa del “verdetto” alla finale della seconda edizione (da sinistra a destra): Roberto Riccardi, Maurizio Blini e Maurizio De Giovanni

            L’associazione letteraria Mariano Romiti, ha indetto per l’anno 2014 la III edizione del Premio di Letteratura Gialla -Noir -Spy Story “Mariano Romiti”. L’iniziativa vuole valorizzazione l’aspetto umano e sociale dell’operatore di Giustizia ed essere occasione di incontro con il mondo della cultura, all’insegna di un nuovo modo di rapportarsi con la società civile. I Premi letterari saranno assegnati ai quattro migliori romanzi di genere poliziesco, giallo, noir, spy-story scritti in lingua italiana: i tre finalisti della categoria Scrittori e il migliore della categoria Scrittori Emergenti che avranno ottenuto il punteggio più alto dalle rispettive giurie secondo i criteri di seguito esposti.

            La seconda edizione del Premio ha visto protagonista il nostro Maurizio Blini con il romanzo giallo UNICO INDIZIO UN ANELLO DI GIADA, giunto in finale e classificatosi al terzo posto. Blini è approdato alla finalissima assieme a degli autentici mostri sacri della letteratura del genere, come Roberto Riccardi che si è aggiudicato la meritatissima vittoria della seconda edizione del Premio Letterario “Mariano Romiti” con UNDERCOVER (Edizioni E/O), titolo con cui, tra l’altro, ha vinto anche il Premio Azzeccagarbugli 2013; o come Maurizio De Giovanni, giunto secondo con il suo romanzo IL METODO DEL COCCODRILLO (Mondadori) con cui ha anche vinto (e pure per la seconda volta in tre anni) il Premio Scerbanenco nel 2012. Giungere terzo con compagni di avventura come Riccardi e De Giovanni inorgoglisce non solo il nostro Maurizio Blini, ma anche noi tutti alla CIESSE.

            Ora è giunto il momento di affrontare la nuova sfida, alla terza edizione di questo importante e illustre Premio la CIESSE Edizioni partecipa nel 2014 con ben cinque opere, tutte inserite nella collana Black & Yellow che raggruppa il genere su cui si basa il Premio.

            1. R.I.P. (Riposa In Pace), l’ultimo giallo di Maurizio Blini che, giustamente, ci riprova
            2. SQUADRA ANTIMAFIA – I “Lupi” di Palermo, il thriller poliziesco di Carlo Santi (opera con cui si è aggiudicato il secondo posto alla finale del Premio Letterario “Bovezzo in giallo & Noir” 2013)
            3. Le parole non dormono mai, il giallo giornalistico di Gianni Fontana
            4. Fragile come un ponte di sabbia, un giallo tutto “veneziano” di Roberta Di Odoardo
            5. Il mistero dei massi avelli, l’ultimo giallo “psicologico” di Bruno Elpis.

            A tutti loro il nostro augurio di una sana e “pacifica” competizione (non il classico “in bocca al lupo” per non rischiare che questo possa essere interpretato come una pubblicità subliminale rispetto a uno dei libri in concorso 🙂)

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              Bruno Elpis

              Bruno Elpis

              Abbiamo imparato a conoscere Sonia Dal Cason come autrice di opere dedicate ai più giovani attraverso la saga dei gemelli King. Sia “Il sigillo del drago”, sia “Il serpente piumato” sono risultati finalisti al premio Bancarellino.

              Con una piacevole sorpresa, in questi giorni Sonia ci regala un racconto lungo che, forse, potremmo collocare nel genere noir. Dico “forse” perché in ogni caso Mbhali – così si chiama l’opera – è una storia che conserva alcune peculiarità che riconducono il racconto al dramma dei bambini e alle contraddizioni etnico-culturali dei paesi più poveri del mondo.

              Senza lesinare particolari propri del genere più maledetto della letteratura, con attenzione e cura in “Mbhali” viene narrata la tragedia degli albini in terra d’Africa: perseguitati, discriminati, addirittura fatti oggetto di aggressioni crudelissime in nome di sortilegi che attribuiscono al loro cuore poteri magici.

              Mbahli è una dodicenne albina che vede la propria famiglia sterminata dalle credenze tribali della Tanzania; sopravvive fortunosamente al massacro e fugge con una sorellina più piccola, anche lei albina. S’imbatte in Lumumba, un esule ruandese di etnia tutsie sopravvissuto alla strage familiare, ma orrendamente sfigurato. Con lui (“un tutsie sfregiato e un’albina”), la ragazzina concepisce e realizza il suo terribile progetto di vendetta.

              Sonia Dal Cason ci fornisce un’occasione originale per immergerci – anche solo il tempo breve della lettura del racconto – nelle bellezze selvagge (quanti coccodrilli!) e negli orrori della terra d’Africa, ma soprattutto per meditare sul tema della vendetta: “Il germe della violenza genera solo altra violenza, altro odio, altri lutti”.

              Per rispondere a una domanda: “Ti senti meglio ora che hai fatto ciò che volevi in nome della tua famiglia?

              E concludere: “No. Avevi ragione tu, ma almeno il guaritore non farà più del male ad altri bambini.”

              Ottima la prima (esperienza in eboukizzati). Da leggere.

              Bruno Elpis

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                Il Serpente piumato di Sonia Dal Cason

                Il Serpente piumato di Sonia Dal Cason

                Seconda avventura dei gemelli King, le creazioni di Sonia Dal Cason, con questo romanzo ancora in lizza per il premio Bancarellino.

                Dopo “Il sigillo del drago”, ne “Il serpente piumato” di Ciesse Edizioni, Anna e Matt sono più vivaci dell’argento vivo e tornano in forma smagliante con l’energia polemica e la curiosità esuberante dei tredici anni appena compiuti.

                Con loro c’è la pressoché coetanea Vivian Morgan McKenzie, la doppia strega “perché i nomi di battesimo … ricordavano sia la fata Viviana sia la strega Morgana delle leggende di Re Artù”. E il fratello della doppia strega: l’ambiguo e losco Tristan.

                I ragazzi, tutti figli d’arte (archeologi sono i genitori degli inglesi McKenzie, mentre i gemelli King sono figli di madre archeologa e di padre docente di storia), non mentono al loro sangue e girano il mondo con un intento ben preciso: scovare e riportare in vita il drago Dsiban. In ciò sono aiutati dall’amico drago dorato e contrastati da un mostro nero, personificazione del male.

                A vantaggio di chi non avesse mai visto un drago in carne e ossa, cercheremo di fornire qualche rudimento, rimandando al romanzo di Sonia per ogni approfondimento.

                I draghi

                Nella storia sono tre.

                Il primo è “Amjad Sahih, Amjad il Saggio, il Drago dorato”.

                Ha un “enorme muso dorato”. Occhi che a tratti diventano “freddi e vitrei come quelli di un rettile”. Sa “rifulgere alla luce lunare”. E naturalmente ha la proprietà principale dei draghi: “le pupille gialle si fecero vitree quando socchiuse gli occhi emettendo una potente lingua di fuoco”.

                Per completare il suo profilo, un particolare non da poco:  “Non sono uno stregone, non uso trucchi. Mi limito a fermare il tempo”.

                drago neroPoi c’è Velkan, il male: “una gigantesca sagoma scura: il corpo e la coda erano nubi compatte vagamente trasparenti, le ali immense parevano quelle di un pipistrello mostruoso ed erano sfrangiate e spettrali … Fu la testa di Velkan a riempirli di orrore … un capo poderoso … gli occhi rosso fuoco, privi di pupille risaltavano sinistramente nel muso da rettile coperto di scaglie nere e dure, lucide e taglienti”.

                Il terzo drago è Dsiban: da rivitalizzare inseguendo tredici monili a forma di teschio, innescando frequenti zuffe, decifrando scritture antiche e affrontando mille insidie. Con un atroce dubbio: possibile che sia lui Quetzalcoatl, il serpente piumato degli antichi Maja?

                Vi abbiamo aiutato a visualizzarli, i draghi?

                In caso negativo rimandiamo i più realisti a quanto di più simile vi sia sulla terra: il dragone di Komodo!

                dragone di komodo

                I luoghi

                I gemelli e la loro amica-nemica Vivian hanno un mezzo di trasporto d’eccezione: il drago dorato, che li scarrozza attraverso i cieli, sopra il globo terracqueo.

                Grazie alla portentosa creatura alata i gemelli compiono la rotta Colli Euganei-Londra senza dover ricorrere (beati loro!) ad Alitalia e visitano luoghi pazzeschi.

                Ammirano le linee di Nazca,  “il deserto che parla”  e “l’arido altopiano peruviano”: un ragno enorme, la scimmia, il colibrì …

                scimmia di nazca

                … il candeliere della Ande …

                candeliere delle Ande

                … il lago Titicaca o “puma di pietra” …

                Titikaka

                … la porta del Sole a Tiahuanaco: “il varco che metteva in comunicazione questo pianeta con il nostro regno” (ndr: dei draghi), per concludere l’avventura a Chichen Itza. “Stiamo cercando indizi per sostenere la nostra teoria che Kukulcan fosse un drago”.

                Chichen Itza

                Pura fantarcheologia?

                Forse sì, forse è proprio questo il genere più congeniale all’autrice, forse è proprio questa la dimensione che ci fa amare questo romanzo per la gioventù. Certo è che il romanzo è divertente e scoppiettante. Rappresenta uno stimolo alla fantasia di tutti e consente, ai più giovani, di accostarsi in modo allegro alla storia di civiltà perdute e a luoghi meravigliosi del nostro pianeta. Senza sbuffare. Anzi, al contrario, leggendo – ne sono sicuro – una pagina dietro l’altra, come …

                … Bruno Elpis

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                  Il carnevale dei delitti, un giallo di Bruno Elpis

                  Il romanzo di Bruno Elpis ci regala il piacere di leggere un giallo classicamente inteso, senza il bisogno di chiamare in causa la polizia scientifica, senza scene cruente e senza azione da thriller.

                  Nella costruzione di questo giallo potremmo dire che tutto scorre con lentezza, facendoci respirare l’aria lacustre dello splendido lago di Como, ambientazione principale ma non unica degli eventi.

                  Pacato e riflessivo è il commissario protagonista, lontano dagli stereotipi impostici dalle figure di detective americani; Giordan è l’antitesi del poliziotto- rambo, è uomo a cui piace riflettere e ascoltare gli altri, raccogliendo i tasselli e unendoli con cautela.

                  Il romanzo affronta il tema complesso e spinoso delle patologie psichiche, con cognizione di causa, mettendoci a parte di conoscenze mediche e scientifiche reali, infondendo veridicità agli eventi narrati ed ai protagonisti.

                  Ne nasce un romanzo ben costruito e maturo sotto il profilo del contenuto, dotato di lucidità e chiarezza nell’addentrarsi nel mondo della psicoterapia, delle fobie e dei traumi pregressi; vengono espresse nozioni di notevole interesse che donano una ricchezza aggiunta a questo storia dalle tinte gialle.

                  Al nostro autore sta veramente stretta la stesura di un romanzo giallo; le potenzialità sono maggiori e forano prepotentemente queste pagine; ci riferiamo alle descrizioni storico-antropologiche fornite in merito ad alcune maschere utilizzate dall’assassino durante i delitti. Sono delle vere chicche per il lettore, che aprono delle gradevoli parentesi, proiettandolo in vari ambiti storici; anzi, se questi aspetti fossero stati più approfonditi, avrebbero fatto la gioia di taluna parte del pubblico.

                  Sul piano stilistico, l’autore si dimostra già una penna matura, dal linguaggio raffinato e consono ai temi trattati, privo di sbavature, molto gradevole alla lettura.

                  Ben riuscito, anche se non originale sul panorama letterario, l’utilizzo a tratti della narrazione in prima persona del serial killer, il quale impegnandosi in una sorta di monologo, si analizza e si confessa.

                  E’ un romanzo dedicato a chi non ama scene truculente e inseguimenti folli, ma a chi volesse riscoprire il gusto di una caccia all’assassino con le sole armi della logica, fino ad arrivare a capire le cause scatenanti che stanno alla base della trasformazione di un uomo.

                  Link all’articolo originale

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