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Anna Tasinato

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    Venerdì 4 maggio, alle ore 20.45, presso la casa delle associazioni di Polverara in via Volparo 2, si terrà la presentazione del romanzo urban fantasy La chiave Amaranto di Anna Tasinato, in collaborazione con la biblioteca di Polverara.

    Sarà presente l’editore di Ciesse, Carlo Santi.

    L’autrice sarà lieta di rispondere alle domande e autografare le copie del libro.

    Un omaggio dell’autrice per chi acquisterà una copia!

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      Anna Tasinato

      A seguito dell’invasione dell’Inghilterra da parte dei normanni, i Castelli vennero presi e la popolazione sottomessa al nuovo dominio. Succede anche a Elizabeth, nobildonna inglese, che viene fatta prigioniera con la sorella Anne da Eric Dereveux e i suoi uomini.

      Eric la designa personalmente come propria vittima ed Elizabeth sembrerebbe non avere altra scelta se non di essere assoggettata ai voleri dell’uomo. Tuttavia le cose andranno come nessuno dei due si sarebbe aspettato…

      Il Normanno è un racconto lungo appartenente al genere rosa storico, che trae la sua forza nell’ambientazione della vicenda, un’Inghilterra medievale piena di fascino, tra antichi castelli e promesse di battaglie, divisa tra nobiltà e barbarie.

      La storia è costruita sui due personaggi principali, Elizabeth ed Eric, “Il Normanno” del titolo. Inizialmente, si vive la vicenda attraverso gli occhi della protagonista, una protagonista all’apparenza fragile e delicata, ma che nella sostanza dimostra una forza non da poco; trasformata in un istante da padrona del Castello a schiava del nuovo proprietario, la sua principale preoccupazione è quella di proteggere la sorellina e per farlo si spingerà contro gli ordini e il buonsenso, sfidando le ire di colui che dispone delle sue sorti.

      Tuttavia, nonostante sia costretta alla prigionia e alla condizione di “concubina”, Elizabeth non prova nemmeno a ribellarsi alla presenza e ai voleri del Normanno, da una parte perché sa di non avere scelta, dall’altra perché, in fondo, non riesce a provare repulsione verso l’uomo che l’ha privata di tutto.

      Il Normanno di Francesca Panzacchi

      A fare da contraltare alla protagonista, il normanno. Sin dalle prime pagine appare misterioso, beffardo e sfuggente, e con l’andare della vicenda non solo mantiene le caratteristiche che lo rendono interessante, ma si rivela anche un personaggio in crescita, assumendo sfaccettature che ne delineano meglio il carattere.

      E, come i personaggi, anche la storia evolve insieme al loro rapporto, sbilanciato solo in apparenza: è vero che il normanno ha la forza e l’autorità, ma la sua controparte femminile  mette in atto abilità e savoir faire che alla fine si rivelano più utili di qualsiasi atto di potenza e di potere sbandierato. E, quando arriva lo scioglimento del climax, la soluzione narrativa adottata per concludere la vicenda risulta coerente e convincente – anzi, forse l’unica davvero possibile.

      A causa della brevità, i personaggi secondari risaltano meno rispetto ai due protagonisti, anche se si trova lo spazio per un personaggio “terzo incomodo” usato dall’autrice con intelligenza – a gusto personale, è stata la story-line che ho preferito.

      Lo stile di scrittura adottato è semplice ma non semplicistico, diretto e immediato; le scene arrivano al lettore senza alcuna difficoltà. Ciò che si percepisce maggiormente è l’atmosfera del racconto, medievale e un po’ favolistica, ma sempre attraversata da quel filo di tensione, che permane anche nei brevi momenti in cui tutto sembra funzionare e i protagonisti hanno un attimo di tregua.

      In conclusione, Il Normanno è un racconto lungo piacevole e che si fa leggere in poco tempo, ideale per un pomeriggio di relax ed evasione tra vecchi manieri e forti passioni.

      Link al titolo

      Link all’articolo originale 

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        Da questa stagione laformadelibro di Padova collabora con la CIESSE Edizioni. (Link)
        Attualmente sono previsti tre eventi in programma:

        sabato 24 marzo 2012 ore 18,30

        la coppia formata da Carlo Santi con Il quinto Vangelo (thriller storico) e Francesca Panzacchi con La casa di Sveva (noir psicologico)

        sabato 14 aprile 2012 ore 18,30

        la coppia formata da Anna Tasinato con La chiave Amaranto (urban fantasy) e Fiorella Rigoni con Minon (fantasy)

        venerdì 27 aprile 2012 ore 18,30

        la coppia formata da Carlo Santi con La Bibbia Oscura (thriller storico) e Stefano Visonà con Non ti svegliare (legal thriller)

        laformadelibro · Via XX Settembre, 63 Padova · t. 049.9817459 · f. 049.9817626

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          Siamo giunti alla fine della quarta settimana di promozione e il successo di CIESSE Edizioni su Amazon per gli eBook gratuiti. Ogni settimana cinque titoli del nostro catalogo sono posti a disposizione gratuita su Kindle Store.

          La prima settimana di promozione (30.01 – 04.02.2012) ha visto trionfare Come foglie portate dal vento di Emiliano Grisostolo con ben 106 eBook scaricati da Amazon Italia, USA, Inghilterra, Germania, Francia e Spagna. Un buon risultato l’hanno ottenuto anche gli altri nostri titoli: Cicatrici nascoste di Antonio Paganelli 94, Antipodi di Andrea Barillà 70, A barber story di Paolo Cavicchi 70, Adoro i numeri di Ilenia Basile 50.

          I cinque titoli insieme hanno totalizzato 390 eBook scaricati complessivamente.

          La seconda settimana di promozione (06 – 11.02.2012) ha registrato un vero e proprio tripudio per Roberta Di Odoardo con Il segreto dei tre campanili che, con i suoi 262 eBook scaricati, è diventato il titolo da battere, cosa non facile. I colleghi hanno raggiunto ottimi risultati a partire da Sonia Dal Cason con Il Sigillo del Dragosecondo onorevole risultato della settimana a pari merito assieme a Lorenzo Di Silvestre e il suo Il vento soffia da soloentrambi 106 eBook complessivi. A seguire il buon risultato di Mauro Lucente con il suo titolo di poesie Disegnavo parole con 91 ebook scaricati ed Erna Marioni con L’ultimo graffio che ha totalizzato 87 eBook.

          I cinque titoli insieme hanno registrato 652 eBook scaricati. Un successo, senza alcun dubbio!

          Ma anche un tale risultato è niente se paragonato alla terza settimana di promozione (13 – 18.02.2012). Trionfatore della settimana è risultato Il carnevale dei delitti di Bruno Elpis con ben 231 eBook, secondo miglior “piazzamento”, appena dopo la collega Roberta Di Odoardo che con Il segreto dei tre campanili (262 vendite) è salda in vetta della classifica di questa straordinaria promozione. Il titolo di Bruno Elpis, tra l’altro, concorre al Premio letterario NebbiaGialla 2012 riservato alle migliori opere del genere thriller/giallo/mistery/noir. Numeri comunque impressionanti per Favole della mezzanotte (177), ottima antologia curata da Stefano Pastor, L’elastico viola di Patricia Daniels (152), opera d’eccellente qualità da tutti riconosciuta, non a caso selezionata dal Comitato tecnico-scientifico per concorrere al prestigioso Premio Letterario della Città di Tropea, giunto alla VI edizione unitamente ad altra opera di pari merito (Le cinque colombe di Jenny Gecchelin). Ottimi risultati, infine, per Fobie, autori disadattati “in cura da” Alessandro Greco di Autori Vari (144) e il “sempre verde” La casa dei fantasmi della brava Laura Poletti (139).

          Questi cinque titoli insieme hanno registrato un vero record: 843 eBook scaricati. Settimana calda, quindi, difficilmente riproponibile, anche se ce lo auspichiamo veramente di cuore.

          Mai dire mai!

          Ormai possiamo dire che la correttezza e la solidarietà dei nostri Autori è un dato assodato. Ci si aiuta, ci si sostiene, e tutti parteggiano per tutti. Qui c’è la CIESSE Edizioni in campo, non solo il proprio singolo titolo e la squadra gioca per la squadra, niente singoli, solo collettività, solo un unico obiettivo: vincere. E la vittoria, in questo caso, è farsi conoscere, leggere, apprezzare, regalare qualche momento di relax ai nostri affezionati Clienti con un buon libro. Molti di alto livello, altrettanti di eccezionale qualità.

          Arriviamo al risultato di questa settimana, la quarta dall’inizio della promozione Amazon (20 – 25 febbraio).

          La medaglia d’oro va assegnata a LA CHIAVE AMARANTO di Anna Tasinato che realizza   2 0 4  eBook scaricati complessivamente che così si aggiudica il massimo degli onori CIESSE di questa settimana, al terzo posto degli eBook più scaricati  da quando è iniziata la promozione. Emerge di tutto rilievo l’ottimo risultato ottenuto da La casa di Sveva di Francesca Panzacchi (195) che, per questo, raggiunge il quarto posto della classifica generale (ancora provvisoria) degli eBook più scaricati in questa promozione. Grandi tutti comunque.

          La chiave Amaranto di Anna Tasinato

          Di seguito riportiamo il riepilogo delle vendite per ogni singolo titolo:

          1° – LA CHIAVE AMARANTO di Anna Tasinato

          IT 182 – GB 2 – DE 6 – ES / – FR / – USA 14 =  2 0 4

          2° – LA CASA DI SVEVA di Francesca Panzacchi

          IT 167 – GB – DE – ES / – FR – USA 13 =  1 9 5

          3° – LO SPOSO IMPERFETTO di Monika Chra

          IT 101 – GB /– DE – ES / – FR / – USA =  1 0 6

          4° – LA PIPA, MR. CEB E L’ALTRA di Irina Turcanu

          IT 85 – GB / – DE / – ES / – FR / – USA 1 =  8 6

          5° – LE INCLUSIONI DEL DIAMANTE di Andrea Barillà

          IT 65 – GB / – DE 3 – ES / – FR1– USA 1 =  7 0

          Totali eBook 4° settimana = n. 6 6 1.

          1° settimana n. 390; 2° settimana n.  652; 3° settimana n. 843; 4° settimana n. 661 = 2.546 eBook.

          [stextbox id=”warning”]ATTENZIONE![/stextbox]

          La prossima settimana (la quinta), a partire da lunedì 27 febbraio alle 09.00 fino a sabato 03 marzo alle ore 09.00, altri cinque titoli saranno disponibili per il download gratuito (previa registrazione al portale di Amazon):

          1. Mai come ieri di Stefano Marino
          2. Minon di Alexia Bianchini e Fiorella Rigoni
          3. Non ti svegliare di Stefano Visonà
          4. Fiabe, favole e altri racconti di Savina Trapani
          5. Occhi gialli-neri di Paola Beatrice Rossini

          Grazie a tutti.

          Buon “download” e buona lettura.

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            Anna Tasinato

             Oggi intervisto… Lorenzo Di Silvestre! Si tratta del giovane scrittore che ha esordito per Ciesse con il “Il vento soffia da solo“, romanzo che si presenta come “un racconto allegro, vivace e ironico” e che, sin dalle prime righe, innesta sorrisi uno dietro l’altro.

            Leggendo la tua biografia, salta subito all’occhio un trascorso di studi riguardanti la moda, tema che affronti anche nel tuo romanzo d’esordio, Il vento soffia da solo; come ha influito la tua formazione sulla scrittura e quanto di ispirato alla realtà c’è nell’ambientazione “lavorativa” del tuo romanzo?

            Effettivamente, un giorno, mi piacerebbe essere uno stilista, o per lo meno ci stiamo provando! Quando ho dovuto scegliere una carriera per il mio protagonista, mi è venuto spontaneo scrivere dell’unica cosa sulla quale ho un minimo di esperienza. Lo stesso vale per il mondo lavorativo. Ho ripreso i meccanismi delle aziende dove sono stato, visto che sono gli unici che conosco. Per quanto riguarda i personaggi della ditta che si trovano nel libro, spero ardentemente che nessuno vi si riconosca! Non sono proprio delle persone da premio Nobel!

            Ne “Il vento soffia da solo” affronti temi importanti, come il lavoro, l’amicizia e soprattutto l’amore omosessuale, trattandoli però in modo ironico e frizzante. Quanto è importante l’uso dell’ironia, nella scrittura e nella vita?

            Nella scrittura non molto. Nel senso che non bisogna fare sempre e solo lo scemo, sennò il lavoro diventa anche poco professionale. E lo dice uno, che della “scemenza” ne fa una filosofia di vita. Nella vita, invece, conta tantissimo! C’è una canzone di Zucchero, artista che adoro, che dice “Com’è difficile prendersi poco sul serio, com’è difficile ridere dei nostri guai”, ed è verissimo! Se uno va giù appena incontra qualche difficoltà, tanto vale fare l’eremita. Sono poche le cose più brutte della scarsa autoironia.

            Danilo, Lola, Rocco. Molti scrittori affermano di “donare” alcuni aspetti caratteriali ai proprio personaggi. È successo anche a te? Se sì, in cosa ti assomigliano i tuoi protagonisti?

            Di mio, un minimo, effettivamente, c’è. Soprattutto nell’aspetto della sfiga di Danilo. Del resto, devo pur difendere la categoria, no? Non sono certo uno di quelli che la mattina appena sveglio ha l’aspetto ed il profumo di una rosa primaverile. Non sono mai appartenuto alla categoria “fighi”, e i miei personaggi sono simili a me sotto questo punto di vista. Invece, Lola è un discorso a parte: lei incarna tutte le qualità, buone e cattive, delle mie migliori amiche. Quindi la passione per le scarpe della mia amica Valentina, il carattere forte e deciso della mia amica Sara, e così dicendo. È un po’ un omaggio a loro.

            Cover di "Il vento soffia da solo"

            Nelle prime pagine del libro viene nominato il film “Il diavolo veste Prada”, tratto dal romanzo omonimo della Weisberger, in cui una stagista viene assunta in una grande azienda di moda. Un’altra famosa stagista (con risultati un tantino diversi) si ritrova nel mondo telefilmico, nella serie Ugly Betty. Tre forme narrative diverse: cinema, libri e tv. A parte i libri, che spazio hanno cinema e televisione tra i tuoi interessi?

            I film ed il cinema in generale mi piacciono molto. Ci andrei anche tutte le settimane, se questo 3D non costasse un’eresia! La tv la guardo molto poco, del resto non c’è molto da vedere. La uso soprattutto per “Che tempo che fa”, la domenica sera, o per l’ennesima replica di “Ghost”.

            Sempre nel tuo libro, si ritrovano alcuni riferimenti musicali. Che ruolo ha la musica nel processo creativo? Riesci a scrivere con la musica di sottofondo oppure preferisci il silenzio assoluto?

            Mio nonno diceva sempre “Se non canti, sei morto”. Questo per dire che la musica è una componente molto importante per me. Solo, non quando scrivo. Non solo deve esserci silenzio assoluto, ma se mentre sto scrivendo, entra qualcuno in camera mia, smetto immediatamente e chiudo tutte le pagine sul computer. E infatti, prima che Carlo Santi mi dicesse di essere interessato a quello che avevo mandato alla CIESSE Edizioni, parenti ed amici non sapevano nemmeno che scrivessi.

            L’ispirazione: esiste o è “solo” questione di esercizio? Da dove nascono le idee per le tue storie?

            In classe con me, alle superiori, veniva una ragazza che a volte non faceva nemmeno i compiti di disegno perché diceva “non ho avuto l’ispirazione”. Io la guardavo con compassione e scetticismo. E invece esiste per davvero! Non esageratamente come sosteneva lei, ma se non mi va di scrivere, non riesco a sedermi e buttare giù qualcosa. Quindi suppongo non sia questione di esercizio, per lo meno nel mio caso. Le mie storie nascono nel modo più scontato possibile, semplicemente da un pensiero. Mi viene in mente una situazione, così, su due piedi, come quando d’improvviso ti viene lo stimolo di andare in bagno, e da quel pensiero ci costruisco la storia intorno.

            Sei un lettore che spazia tra i generi? Quali sono quelli che preferisci?

            Insomma, non è che spazi poi tantissimo. Mi piacciono i romanzi contemporanei, quelli che mi fanno ridere, o che non siano troppo impegnativi. Per me la lettura, dev’essere qualcosa che mi rilassa e non mi fa pensare ai problemi della vita vera. Quindi se leggo una cosa tragica, con morti, sangue e misteri, come faccio ad andare a letto felice e contento? Però mi è capitato di leggere qualcosa di diverso, rispetto al solito. Del resto il cambiamento è una cosa quasi sempre positiva, e non solo nei gusti letterari.

            I tuoi tre libri preferiti e perché.

            Ce ne sono ben più di tre. Comunque direi gli “Harry Potter”, perché una roba così complessa e figa, non la scriverà mai più nessuno, “Mi piaci da morire” di Federica Bosco, perché è una che mi fa tanto ridere, e tra gli ultimi direi “L’educazione delle fanciulle”, di Franca Valeri e Luciana Littizzetto, due tipe toste, alle quali mi piacerebbe somigliare. E parlo di intelletto e capacità comunicativa.

            Angolo curiosità: puoi anticipare qualcosa sui tuoi progetti futuri?

            In realtà non c’è molto da anticipare. Ovviamente ho scritto diverse cose, anche prima che venisse pubblicato “Il vento soffia da solo”, ma chi può dire se vedranno mai la luce? Mi piacerebbe, ma per il momento mi godo il mio bel racconto, che mi fa passare brividi di piacere ogni volta che guardo la mia copia esposta in camera!

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              Anna Tasinato

              Ho intervistato con grande piacere Fiorella Rigoni, co-autrice insieme ad Alexia Bianchini del romanzo “Minon“, ultima pubblicazione in ambito fantasy targata Ciesse. Ringrazio Fiorella per essersi prestata con gentilezza a rispondere e… buona lettura!

              Dalle retrovie mi dicono che sei un’amante della letteratura fantasy e horror. Com’è nato l’amore per questi generi e quali sono le particolarità che ti hanno fatto innamorare?

              Ho letto la saga di Twilight (tutti e 4 i libri in 9 giorni), quelli di Harry Potter correvo a prendermi il libro appena sapevo dell’uscita e lo divoravo in poche ore perciò direi proprio che amo questo genere di libri. Il mio primo fantasy letto, lo ricordo benissimo, è stato la SPADA DI SHANNARA di Terry Brooks (di cui ho tutta la serie e l’ho riletta almeno tre volte) cominciato per noia in una giornata in cui ero a casa da scuola ammalata, perciò parliamo di moooolti anni fa, e che mi ha talmente affascinata da finirlo in un sol giorno. Mi affascinano molto i mondi che la fantasia riesce a creare e che le parole degli scrittori riescono a farmi sembrare talmente veri che leggendo mi ci ritrovo dentro e poi la magia, quella in cui basta pronunciare qualche parolina e i tuoi desideri si avverano, dio come vorrei poterlo fare davvero!

              Il tuo primo romanzo, Minon, è un’urban fantasy scritto a quattro mani con Alexia Bianchini, che trae la sua particolarità nel trattare una figura sovrannaturale ancora poco “sfruttata” nel panorama editoriale del fantastico. Com’è nata l’idea di base e come avete sviluppato il processo di scrittura a quattro mani?

              Fiorella Rigoni

              Minon è nato per gioco, inizialmente non pensavo potesse diventare un libro, ero convinta che avremmo scritto qualche pagina e poi tutto sarebbe finito (come i progetti a cui già stavamo partecipando su facebook e che non sono mai finiti) invece poi la storia ha preso piede e noi ci telefonavamo tutti i santi giorni per definire i dettagli, per parlare degli sviluppi e dei personaggi, per confrontare le nostre idee su quel mondo che stavamo creando. L’idea di base è partita tutta da un disegno che Alexia mi ha fatto vedere mentre scrivevamo le prime pagine del libro e poi la nostra fantasia ha fatto il resto.

              Parlando di scrittura a quattro mani, cosa hai trovato più facile e cosa invece è risultato più difficile rispetto alla classica scrittura “solitaria”?

              Non è stato assolutamente difficile scrivere a quattro mani, anche perché il nostro stile si assomiglia molto. Le difficoltà sono venute solo dopo aver steso il libro, quando ci siamo messe a correggerlo e a fare le dovute aggiustatine. Scrivere da sola rende le cose più scorrevoli, perché non devi continuamente confrontarti con l’altra persona, ma a parte questo io non ho riscontrato altre diversità.

              Parlando di scrittura in generale, invece, preferisci pianificare tutto prima della stesura oppure costruisci la storia in itinere?

              Le mie storie nascono strada facendo, arriva l’idea e mi stuzzica poi mi metto al computer e l’idea si modifica, si plasma man mano che la scrivo. Ho provato a pianificare quel che scrivo, ma a conti fatti poi non riesco a metterlo sul foglio perché non lo sento dentro, è una cosa troppo sterile, io ho bisogno di vivere le emozioni di cui parlo altrimenti non riesco a scriverle come voglio io.

              Il fantastico (si fa per dire) blocco dello scrittore: lo hai mai incontrato? E, se sì, quali consigli daresti per superarlo?

              Ce l’ho tuttora e consigli per superalo proprio non ne posso dare. Io non sono una di quelle che scrivono continuamente, purtroppo, i problemi che riscontro nella vita quotidiana mi bloccano spesso e superarli diventa difficile.

              La Top Tre dei tuoi libri preferiti.

              1. Twilight
              2. Shiver
              3. La spada di Shannara
              4. I gialli di Agatha Christie

              Le tue prime parole dopo aver saputo che il manoscritto “Minon” sarebbe stato pubblicato.

              Non ci posso credere!

              Zombie, licantropi, vampiri, streghe, demoni, altro da specificare. Su una scala immaginaria, in che ordine di gradimento li posizioneresti?

              Vampiri, streghe, licantropi, demoni. Gli zombie non li amo molto, però dipende sempre tutto dalla storia che ci crei attorno.

              Angolo curiosità: quali sono i tuoi progetti per il futuro? Puoi anticipare qualcosa?

              Ovviamente ci sarà il seguito di MINON, a cui peraltro stiamo già pensando. Poi ho finito già da un po’ un romanzo, che non ha nulla a che vedere con il fantasy, che mi ha coinvolta parecchio e che adesso sto sistemando per rendere un po’ più horror di quello che già è e che spero di veder pubblicato, prima o dopo. Poi ci sono un paio di antologie a cui ho partecipato con alcuni racconti che dovrebbero vedere la luce entro l’anno.

              Articoli casuali

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              >Stefano Visonà presenterà il suo romanzo NON TI SVEGLIARE Venerdì 11 novembre 2011 alle ore 20.30 presso la Libreria LA LOGGIA...