Home Tags Posts tagged with "Alexia Bianchini"

Alexia Bianchini

    0 935

    Cover_IoVedoDentroTeSabato 19 gennaio 2013 alle ore 16,00 Alexia Bianchini presenterà il suo nuovo romanzo IO VEDO DENTRO TE presso la Biblioteca Sant’ambrogio in via San Paolino 18, 20142 Milano.

    Ingresso libero.

      0 876

      Martedì 18 Dicembre 2012 ore 18,30 Alexia Bianchini presenterà il romanzo

      IO VEDO DENTRO TE

      presso MP7 outlet – Milano 3, via Salvo D’acquisto 9.

      Ingresso libero.

        0 874

        Venerdì 7 dicembre 2012 alle ore 17,30 presso Artea Libreria Caffè, Alexia Bianchini presenta il suo romanzo IO VEDO DENTRO TE.

        Artea è in Piazza Bobbio a San Donato Mil.se, Quartiere Affari, di fronte all’Esselunga.

        Ingresso libero, per info: Tel. 02/5279607

          0 911

          Titolo: Io vedo dentro te.

          Autore: Alexia Bianchini

          Prefazione a cura di: Danilo Arona

          Pagine: 240

          Impostazione grafica e progetto copertina: Max Rambaldi

          Voto

          Trama: Christopher ha il dono. Un dono ereditato geneticamente che si sviluppa solo a chi possiede una grave malattia della pelle. Lui vede nei tuoi ricordi. Rivive da protagonista le tue emozioni, le tue sensazioni, lui vede dentro te. Ma non è come tutti gli Xerosi, non necessita dei connettori che i Centri utilizzano per giudicare i condannati. A lui basta toccare, pelle su pelle. Questo dono, ormai svelato al mondo, ha fatto sì che tutto il sistema giudiziario sia stato modificato. Christopher è giovane, appena diciottenne, quando entra nel Centro Xerobio di Milano, dove lo aspetterà un anno di allenamento.  Non immagina di essere una pedina, vittima di un sistema ignobile. Riuscirà questo giovane ragazzo dall’animo forte a reagire all’ingiustizia?

          Estratto.

          Cosa si cela dietro un potere sovraumano? Puoi sentire l’odore della paura del mondo, puoi vedere il terrore negli occhi di chi stai esaminando, puoi decidere le sorti dell’intera umanità.È lecito spogliare gli esseri umani della propria dignità, scavando, scrutando dentro i loro ricordi più segreti? Loro sono solo legge. Guardare attraverso la pelle gli è concesso. Ignorare la privacy delle persone è il loro mestiere. E non ci sono scappatoie, non c’è inganno, loro vedono la realtà, vedono dentro te.

          Recensione: Questo romanzo ha subito suscitato la mia curiosità da quando è stato possibile leggere la descrizione sul sito di Ciesse Edizioni, e nel momento in cui l’ho avuto tra le mani in formato digitale, l’ho divorato d’un fiato. Conoscendo l’autrice sapevo cosa aspettarmi. Lo stile di Alexia Bianchini è inconfondibile e caratterizza le sue opere come un’impronta digitale. In Io vedo dentro te si è cimentata in un distopico del tutto nuovo, un romanzo di fantascienza e non solo. Un libro dalle venature apocalittiche dove la realtà in cui vivono i personaggi è contorta, cupa e indesiderabile. Ambientato in una Milano che potremmo definire decadentista, distinta da un sistema giudiziario complicato, a tratti oscuro, che ha edificato la propria supremazia sullo sfruttamento di un dono che permette ad alcuni uomini di vedere nella mente di altri per rintracciarne così i misfatti. La descrizione che Alexia Bianchini ci offre del capoluogo lombardo è credibile e ben fatta. Con intuizione ha sfruttato alcuni edifici storici riadattandoli all’esigenze della storia, senza risultare eccessiva. I luoghi toccati dai personaggi si possono quasi vedere attraverso le sue parole. Ogni cosa è al suo posto. Il contesto aiuta il lettore a catapultarsi nella storia, perché il futuro rappresentato in Io vedo dentro te, non è così remoto.

          Con il termine distopia si identifica qualcosa di spiacevole, di utopico per l’appunto, qualcosa di irrealizzabile, un’illusione ideologica ed è questo il futuro che ci mostra l’autrice nel corso del romanzo. Entriamo in contatto con una società fittizia, un sistema che non vorremmo si sviluppasse, nonostante i buoni presupposti iniziali, presto dobbiamo prenderne distanze.  Il protagonista è Cristopher, un ragazzo solare e allegro, apparentemente normale, finché un giorno scopre di essere affetto dalla Xerantya. La malattia, che viene abilmente introdotta tramite i ricordi della nonna Adelaide, anche lei affetta dalla medesima patologia rara e incurabile, tuttavia, non letale, porta con se il  fatidico dono, quindi la possibilità di vedere attraverso il contatto, nella mente delle persone. La malattia deturperà il suo aspetto conducendolo sull’orlo del baratro emotivo, allontanandolo da tutti, anche da Cassandra la sua fidanzata. Finché un giorno, stanco dell’isolamento voluto in cui si è rifugiato, prenderà una decisione che scatenerà gli eventi in maniera devastante, trascinando le persone a lui care in un turbinio di situazioni estreme. Cristopher impariamo a conoscerlo tramite le parole della nonna, ma entriamo direttamente in contatto con lui, proprio nel momento in cui il mondo gli crolla ai piedi, forse questo il motivo per cui viene naturale entrare nei suoi panni, empatizzare con questo ragazzo tormentato e sofferente, la cui realtà è stata del tutto ribaltata. Ma lo vediamo anche rialzarsi e tirarsi fuori da una condizione di apatia con forza e coraggio, assistiamo così alla sua rinascita. È un personaggio riuscito, ben caratterizzato dall’inizio alla fine, come Cassandra, figura emblematica e affascinante. La giovane subirà un destino crudele in seguito alle scelte del protagonista, tuttavia, il suo ruolo non è passivo e la sofferenza è palpabile tramite le parole dell’autrice, che riesce e descrivere scene di cruda violenza con impatto e semplicità, proiettando il lettore direttamente all’interno delle pagine, per vivere con lei momenti difficili.

          Personalmente mi ha attirato molto questa figura femminile, la sua mente logorata dagli eventi fa emergere sensazioni contrastanti. Cassandra colpisce per la tenacia insita in un animo puro. Tutti i personaggi descritti hanno una propria voce, sono riconoscibili e mai scontati, anche gli antagonisti risultano plausibili e non messi li a caso.

          Io vedo dentro te è un romanzo trascinante, che mette in evidenza quanto la crisi dei valori sociali possa distruggere la fiducia, far caracollare le istituzione, portare all’esasperazione le persone in modo che queste vedano solo il lato positivo delle cose senza porsi troppe domande, invece, Cristopher ci obbliga a chiederci che cosa sia giusto o sbagliato. Il rovescio della medaglia rappresenta un risvolto illuminante. L’autrice ha confezionato un ottimo libro di fantascienza italiana, che non ha nulla da invidiare ne ai colleghi di sesso maschile, ritenuti erroneamente più adatti alla stesura di testi di genere, ne ai colleghi oltreoceano. Questo romanzo mette in luce, ancora una volta, la raffinata penna di Alexia Bianchini, che mi ha deliziato con un testo affascinante che consiglio. Il target di riferimento è trasversale, ciò significa che non è destinato solo agli amanti del genere, ma a tutti coloro abbiano voglia di leggere un romanzo ben fatto.

          Recensione by Monique Scisci

          Link all’articolo originale –

            0 916

            Bruno Elpis

            Ore 16.00 di sabato 10 marzo. Presso la biblioteca Sant’Ambrogio, a Milano in zona Famagosta, Alexia Bianchini presenta “Minon”, opera fantasy edita da Ciesse Edizioni, della quale è coautrice insieme a Fiorella Rigoni.

            Per la cronaca, l’amore di Alexia per il fantasy ha natura di una vera e propria vocazione: la scrittrice è infatti responsabile della collana Gold di Ciesse, è direttore del web magazine Fantasy Planet (oltre che della Lite-editions, una casa editrice che pubblica on line racconti erotici di qualità) e sta curando l’antologia Symposium con GDS Edizioni.

            Al tavolo con lei, di fronte a una platea che occupa tutte le sedie predisposte per l’incontro, l’editore Carlo Santi.

            La presentazione del romanzo avviene senza fare troppo riferimento alla storia, per la quale vi rinvio alla mia recensione.

            Innanzitutto si accenna alla copertina (che ha vinto il titolo di Miss Cover!): è frutto dell’illustratrice Max Rambaldi, che ha ‘variato’ le tinte naturali del soggetto per adeguarne l’immagine alla Minon creata dalla fantasia delle autrici. Max Rambaldi ha curato altresì le fotografie che sono incluse nel romanzo.

            Molto curiosa è la genesi dell’opera: è nata da un gioco di Facebook, ove si è pensato di creare una storia di fantasia attraverso post e messaggi progressivi. Quando la vicenda ha cominciato a prendere forma … le autrici hanno deciso che il progetto poteva diventare qualcosa di più serio e il gioco si è trasformato in romanzo, concepito con la colonna sonora ideale degli Evanescence.

            Carlo Santi interviene per sottolineare come lo scrittore sia un venditore di storie: l’autore deve essere innamorato dei personaggi che crea; e la descrizione del progetto letterario è fondamentale anche nella presentazione dei manoscritti alla casa editrice.

            Alexia si sofferma poi sulla ‘sintonia’ che ha caratterizzato il rapporto con l’altra autrice. Una sintonia fatta di identità di vedute stilistiche (“entrambe amiamo la scrittura veloce”) e di concordia nelle scelte adottate, passando attraverso la ricerca della coerenza narrativa anche in un genere – come il fantasy – nel quale la dimensione sorprendente deve comunque prevalere. Altre comunanze fondamentali sono state la cura per il ritratto psicologico dei personaggi e la preferenza che entrambe le autrici hanno manifestato nel prosciugare la vicenda dai risvolti religiosi.

            Fin da subito la presentazione assume un tono colloquiale, anche grazie agli interventi del pubblico, molto partecipe e interessato.

            C’è chi chiede come mai molti capitoli siano introdotti da un aforisma di E. A. Poe. Alexia conferma che le citazioni di Poe, capostipite del gotico, sono state adottate per le attinenze al tema trattato nel capitolo.

            C’è chi chiede se vi sarà un séquel al romanzo. E Alexia annuisce, alludendo alla circostanza che la saga rappresenta una struttura tipica della letteratura fantasy.

            E c’è chi stenta a credere che il rapporto tra due coautrici possa essere così idilliaco: “Se vi sono due madri dello stesso figlio, una è quella naturale, l’altra – per forza di cose – è putativa”! Ma Alexia ribadisce il clima di collaborazione perfetta (“entrambe siamo dark, non esteriormente, ma dentro di noi … per via di una solitudine interiore che ci caratterizza …”) e accenna a un’unica difformità di vedute: in alcuni passaggi, Fiorella avrebbe preferito esaurire la ricerca, mentre Alexia  ha preferito lasciare alcune sospensioni, tracciando la premessa per il seguito della storia. Con buona pace di chi ha posto la domanda, che si deve rassegnare: evidentemente in letteratura non valgono le leggi della biologia e Minon può tranquillamente essere “figlia di due madri”!

            Carlo Santi interviene e parla di un’altra esperienza recente “a quattro mani”: quella che lo ha portato a scrivere, con Francesca Panzacchi, “Delitti al castello”. “Io, autore di thriller storico, lei appassionata di romantic novel”.  Di fronte a questo riferimento, l’impresa di Alexia e Fiorella appare sicuramente più semplice: l’opera è stata scritta da due persone che amano non soltanto lo stesso genere, ma anche il modo di declinarlo (il dark fantasy con inflessioni weird).

            Pur non essendo un lettore accanito di fantasy, sono tornato a casa con il desiderio di leggere Minon. Felice di aver conosciuto Alexia, che nell’occasione è stata applaudita, oltre che da Daniela Barisone, vivace presenza di Scrittevolmente, anche da altri “compagni di scuderia”: Sonia Del Cason, Patricia Daniels, Andrea Barillà, oltre naturalmente a …

            … Bruno Elpis

              0 1134

              Bruno Elpis

              Nel prologo di “Minon”, un’opportuna prolessi sbalza già il lettore al centro della storia. Senza troppi complimenti, Alexia e Fiorella catapultano il malcapitato al cospetto dell’orrenda Exafiria, mentre uno stormo di Gonax (semplifico se dico che sono la versione fantasy dei nostri comuni avvoltoi?) contribuisce a diffondere nell’aria il rivoltante odore del cannibalismo, che impazza nella dimora della figlia di Orax.

              Se questa è l’introduzione al romanzo, già nel primo capitolo vi sono tutte le premesse che verranno sviluppate nel corso della narrazione dalle autrici di Minon: ma deontologia vuole che un commento non sveli i segreti distribuiti lungo il percorso del dark fantasy: tanto più in un romanzo come questo, ove gli effetti speciali e le sorprese costituiscono il meccanismo che induce a girare una pagina dietro l’altra.

              E allora – sorpreso dall’abilità di due donne che evidentemente si sono reciprocamente sorrette nella tecnica di “incatenare” il lettore sin dalle prime pagine – voglio parlare soltanto delle premesse, senza svelare alcunché della trama.

              E comincio con la protagonista, Minon: studentessa, frequenta l’ultimo anno delle superiori. La scuola non l’appassiona. Oltretutto, la ragazza è piuttosto asociale. “… Bella, anche se introversa, con capelli lisci come seta e neri come la notte, ma anche inquietante con quel fisico longilineo e grandi occhi azzurro chiaro che scrutavano il mondo.” Sembrerebbe una ragazza come tante, un po’ dark … invece, nossignori! Perché “la vita da cacciatrice era la sua missione.” E, si badi bene, l’oggetto della caccia non è selvaggina qualunque. Minon, infatti, insegue e cattura  … spettri. Spiriti maligni che se ne stanno appollaiati sulle spalle delle vittime umane e che la  ragazza dark può vedere grazie al dono del quale è portatrice: “Entità eteree oscure e repellenti, erano capaci di provocare disgusto semplicemente con il loro aspetto tetro …”

              Ma c’è un’altra premessa della quale non posso tacere in questo mio commento. Sto parlando del marchio: Minon lo reca su una mano, sotto al guanto che opportunamente ogni tanto si sfila. Un“simbolo strano e incomprensibile che riempiva i suoi sogni. Un semplice cerchio di fuoco che pulsava quando lei si trovava in pericolo …” Il tatuaggio, in definitiva, è un varco, un portale, uno squarcio dimensionale: e conduce a un altro mondo.

              Completano la rosa dei personaggi: uno zio bibliotecario un po’ svanito, Fiamma, una ragazza che patisce la triste realtà familiare di una madre alcolizzata, Rudy, l’amico che riesce a penetrare la scorza di Minon per conquistarne il cuore, Sara, la compagna banale  ‘rosa confetto’. Infine c’è un angelo nero: una creatura straordinariamente sensuale e attraente, non fosse che …

              In questo fantasy vi sono tutti gli ingredienti classici. Schiere di angeli che hanno perduto i loro flauti, mostri da combattere, arti magiche, ominidi, “il regno del signore del male”, oltre alle immancabili ‘armi’ portentose: Xafi, una frusta-serpente e la prodigiosa spada Kendra.

              Ma tutto, anche la trovata più strabiliante, trova collocazione nell’ambito di una coerenza narrativa che nulla concede all’infodump. Così che il lettore può seguire indisturbato, senza essere infastidito da inutili digressioni, l’azione che le autrici rappresentano sulle pagine del loro libro.

              Mi piace concludere con uno degli aforismi di E. A. Poe, uno dei miei autori preferiti. Lo scrittore americano è stato infatti prescelto da Alexia e Fiorella per introdurre alcuni capitoli di “Minon”, in virtù della sua riconosciuta originalità che ha anticipato la letteratura gotica: “Se guarderai a lungo nell’abisso, anche l’abisso vorrà guardare in te”.

              Non vi viene un brivido? Magari ricordando che «La vertigine non è la paura per l’abisso, ma l’attrazione per esso», come  …

               Bruno Elpis

                0 970

                Titolo: Minon
                Autori: Alexia Bianchini e Fiorella Rigoni
                Editore: CIESSE Edizioni
                Cover e illustrazioni: Max Rambaldi
                Genere: Fantasy
                Pagine: 266
                Collana: GOLD
                Anno: 2012

                ISBN Libro: 978-88-6660-015-2 |

                ISBN eBook: 978-88-6660-016-9

                LINK RECENSIONE ORIGINALE

                 Trama: Minon è sola nella battaglia. Gli spettri sono ovunque. Li scruta indurre l’uomo al peccato, ingordi del sapore del male. Inconsapevole dell’origine del dono di poterli vedere, dà loro la caccia fin da bambina. È in grado di strapparli dal corpo delle vittime. Attraverso un simbolo a lei ignoto, marchiato sul palmo della mano, apre uno squarcio dimensionale e li scaraventa dentro. Cosa ci sia al di là del portale è un mistero. Si accorge però che qualcosa sta cambiando. Gli spettri hanno mutato modus operandi, il male assorbito o le anime peccatrici recuperate dalle loro infami gesta sembrano non essere più sufficienti: ora spariscono umani in carne e ossa. Riuscirà a svelare gli arcani? Cosa vorrà quell’angelo nero comparso dal nulla? Chi la affiancherà nel duello finale? Una cosa è certa: la lotta la porterà al cospetto del Male!

                Recensione: Si respira aria gotica tra le righe di questo romanzo dove il paranormale si fonde senza forzature all’ordinario, attraverso una narrazione intensa e scorrevole nella quale i personaggi svelano il proprio carattere misurandosi con i conflitti interiori  che li investiranno brutalmente nel corso del loro viaggio. Le autrici manifestano una singolare familiarità con le moderne ambientazioni Urban Fantasy.

                La protagonista, Minon, è una giovane forte, convinta di dover affrontare il proprio, amaro, cammino in completa solitudine, tuttavia sensibile alla straordinaria capacità della vita di mostrare nuove vie, imprevedibili sfide e amici inaspettati. La sua lotta contro il male la condurrà faccia a faccia con un sanguinario nemico e solo allora la guerriera che alberga in lei, prenderà definitivamente corpo, consacrandola leader ai suoi stessi occhi. La trama si sviluppa velocemente, rivelando un dualismo che corre su binari paralleli; da un lato le pulsioni adolescenziali alle quali la protagonista cede a poco a poco, dall’altro la figura di una risoluta cacciatrice, il cui ruolo non contempla la dispersione di energie in inutili distrazioni.

                Tra subdoli spettri che si dilettano a tormentare gli uomini, angeli decaduti e un’oscura creatura che si nutre senza sosta della malvagità, si alternano presenze dall’animo nobile che donano un positivo equilibrio alla storia. Atmosfere cupe, portali magici e ardite gesta, gli elementi fantastici sono trattati con disinvoltura e confido in un degno seguito, certa di ritrovare le idee e la penna valente delle due autrici.

                Barbara de Carolis

                Articoli casuali

                1 2287
                L'Arca dell'Alleanza, un Thriller Storico di Carlo Santi Mi spoglio momentaneamente della quotidiana e professionale carica di Editore per indossare quella di scrittore, molto...