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    Grazie al progetto “Reading at Work” di UNIS&F e AIE (Associazione Italiana Editori) i libri di 13 case editrici venete entreranno nelle aziende a favore dei lavoratori.

    L’editoriale di Carlo Santi

    Le aziende venete potranno fornire un nuovo “benefit” ai dipendenti: tredici le case editrici che hanno aderito al progetto “Reading at Work”, ideato da UNIS&F (Ente di formazione di Unindustria Veneto Centro – PD-TV e Pordenone) e sottoscritto dall’AIE (Associazione Italiana Editori).

     

    Ieri 12 aprile 2019, presso la sede di UNIS&F Lab di via Venzone a Treviso alla presenza del Presidente di UNIS&F e quello nazionale di AIE,  è stato presentato alla stampa il progetto “Reading at Work” che si pone l’obiettivo di portare i libri all’interno delle aziende venete a favore dei lavoratori.

    Infatti saranno tre le librerie, fornite di circa un migliaio di titoli ciascuna, che verranno allestite in tre diversi luoghi di lavoro e saranno a disposizione dei lavoratori che potranno scegliere e portarsi a casa uno dei volumi messi a disposizione dalle case editrici che hanno aderito al progetto (fra queste anche noi di CIESSE Edizioni). I luoghi sono la sede principale di UNIS&F in Piazza delle Istituzioni a Treviso, quella di Pordenone in Piazzetta del Portello e UNIS&F Lab in Via Venzone a Treviso. I primi che potranno accedere al nuovo servizio completamente gratuito sono i circa 13 mila partecipanti ai corsi UNIS&F e i dipendenti della società di servizi e formazione.

     

    Finora sono tredici le case editrici venete che hanno sottoscritto il protocollo d’intesa, un protocollo che prevede la fornitura mensile di cento libri ognuno che andranno a comporre le librerie. I volumi potranno essere donati anche da fondazioni, enti, premi letterari e gestori di eventi. Al progetto hanno aderito anche Fondazione Benetton Studi Ricerche, Cartacarbone, Treviso Cernie Book Festival, il Festival del Viaggiatore di Asolo, Pordenonelegge e Paff!

    É un progetto che vuole essere un’azione di promozione della lettura, portando i libri alle persone invece di attendere che le persone vadano ai libri – spiega Sabrina Garrano, Presidente di UNIS&F -. É destinato a cambiare radicalmente il luogo in cui le persone passano la maggior parte della propria vita, ovvero il luogo di lavoro”.

    Il progetto è diviso in due fasi: la prima prevede l’allestimento delle tre librerie nei locali di UNIS&F; la seconda prevede il coinvolgimento diretto delle aziende.

    Chi aderirà al progetto dovrà individuare all’interno della fabbrica o degli uffici un luogo adatto alla distribuzione dei volumi e si impegnerà a organizzare almeno due presentazioni di libri ogni anno, ospitando gli stessi autori. Sarà un dipendente dell’azienda a mantenere il contatto con UNIS&F per il “rifornimento” mensile della libreria attraverso nuovi volumi. Il lavoratore-lettore potrà tenersi il libro senza doverlo restituire, l’unico obbligo che avrà sarà quello di compilare un modulo al ritiro e consegnare le proprie impressioni su tre domande che le case editrici richiedono come feedback.

    Anche le tre sedi dell’UNIS&F saranno messe a disposizione delle case editrici partner del progetto che, a rotazione, potranno presentare le loro produzioni e novità attraverso eventi e iniziative contando sulla presenza dei propri autori.

    Il servizio che UNIS&F fornirà alle aziende sarà completo e prevede la fornitura e l’aggiornamento dei libri, rassegne stampe e newsletter ai partecipanti ai corsi e alle aziende, ma anche una vera e moderna libreria realizzata in cartone riciclato attraverso la stampa 30 da FabLab Treviso.

    Il prototipo è stato presentato durante la conferenza stampa (vedi foto).

    Abbiamo sottoscritto il Patto locale per la lettura Città di Treviso e questo progetto è un esempio concreto del nostro impegno – conclude Sabrina Carraro – Vogliamo avvicinare alla lettura chi non legge o legge poco, ma anche favorire il contatto tra chi scrive, edita e vende libri e il mondo dei lettori. Non ultimo la creazione insieme alle aziende di nuovi ambienti favorevoli alla diffusione della lettura”.

    Reading at work” è un progetto triennale, alla fine di ogni anno i libri che resteranno senza lettore verranno regalati a strutture presenti sul territorio come ospedali, case di cura, carceri, cooperative sociali e associazioni no profit.

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      A cura dell’Ufficio studi AIE (periodo di riferimento 2013 e un breve scorcio sul 2014)

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      Si potrebbero definire i diciotto mesi della Grande Trasformazione quelli che hanno caratterizzato il 2013 e il primo scorcio del 2014. Un cambiamento certo indotto dalla crisi, dall’impatto dirompente del digitale, dallo scenario economico in cui il libro si muove.  Il mercato del libro oggi non si è solo ridimensionato, si è progressivamente trasformato, in termini di prodotto e di processo, in un quadro di allargamento a livello esponenziale della competizione internazionale e con un pubblico che accede a servizi e prodotti (editoriali e non) sempre più in mobilità. Fa già da tempo i conti con le nuove tecnologie, che hanno cambiato in questi anni i processi produttivi (il 14% delle copie è stampato con sistemi di stampa digitale), logistici (l’80,2% delle librerie non di catena e il 100% di quelle di catena ha un gestionale collegato al magazzino del distributore), distributivi (il 12% delle vendite passa attraverso store on line), di comunicazione (il 58,9% delle case editrici è “attiva sulla rete”). E soprattutto hanno cambiato il prodotto.

      Il primo dato, positivo, che emerge dall’annuale Rapporto sullo stato dell’editoria realizzato dall’Associazione Italiana Editori (AIE) è che continua a crescere il mercato digitale, sia in termini di titoli disponibili (le nuove uscite, nel 2013, sono 30.382 pari a 40.800 manifestazioni, ossia i diversi formati di pubblicazione dei titoli, ulteriormente in crescita nel 2014), sia di peso sul mercato (3% nel 2013). Tanti ebook scaricati e letti, che però producono fatturati ancora modesti: non si arriva a 40milioni di euro e con un’Iva al 22% (dal 2015 è passata al 4%, ndr), che limita le potenzialità di crescita del segmento editoriale digitale. E’ necessaria una svolta, uno spiraglio per dare una prospettiva nuova a tutto il settore. L’altro segnale, importante per il ruolo dell’Italia nel mondo, è che cresce anche il peso e il ruolo dell’editoria italiana in chiave internazionale: aumenta la vendita di titoli all’estero (+7,3%) e cresce l’export del libro fisico (+2,6%).

      Le buone notizie finiscono qui: per il resto una serie di segni meno

      Nel 2013, si restringe del 6,1% il bacino dei lettori, si ridimensiona il mercato (-4,7%), si registra un andamento negativo – per la prima volta – nel numero di titoli pubblicati (-4,1%); diminuiscono le copie vendute (-2,3%) e parallelamente calano i prezzi di copertina, sia dei libri di carta (-5,1%) che degli ebook (-20,8%, al netto dell’Iva). Qui di seguito i principali indicatori del 2013 e un accenno sul 2014 dal Rapporto AIE. Diminuiscono gli editori: Sono 4.534 – secondo i dati IE-Informazioni editoriali – le case editrici che hanno pubblicato almeno un libro nel 2013 (-1% sul 2012).

      Solo una su quattro (1.187 per la precisione) ha pubblicato più di 10 titoli.

      La produzione 2013

      Diminuiscono quelli di carta (-4,1%). Crescono quelli digitali (+43%) – Nel 2013 cala del -4,1% (dati IE) la produzione di libri (esclusi i titoli educativi). Considerando anche i titoli educativi, il calo complessivo è del -9,1%. Si tratta di un andamento trasversale alle diverse aree di mercato: -7,2% la varia adulti; -2,3% i libri per bambini e ragazzi; -34,2% i titoli educativi. Lo stock dei libri di carta in commercio (i cosiddetti “titoli commercialmente vivi”) è di 813mila manifestazioni (più edizioni dello stesso titolo); quello di libri digitali ha superato la soglia delle 100mila (100.524 manifestazioni): in quattro anni – con un mercato che a valore arriva al 3% e indici di lettura di libri e di acquisto in calo – l’offerta ebook è dunque arrivata a coprire oltre il 12% dei titoli in commercio.  Cresce nel 2013 la produzione di titoli ebook, con un +43% (si passa dalle 28.500 manifestazioni del 2012 alle attuali 40.800), circa due terzi dei nuovi prodotti cartacei. Il mercato ebook copre a fine 2013 una quota del 3% dei canali trade (quelli rivolti ai lettori: librerie, online, grande distribuzione) e cresce del +55,9% sul 2012.

      Oltre l’ebook

      L’insieme del digitale oggi rappresenta l’8% del mercato. L’ebook, però, è solo una parte del mercato digitale: da anni l’editoria scientifica professionale ha sviluppato anche una sua articolata offerta di prodotti e servizi digitali fruibili attraverso il web, in crescita del 10,2% nel 2013. L’insieme di questi due settori – ebook più servizi – rappresenta oggi l’8% del mercato (era il 4% nel 2010).  Il mercato del libro scende sotto quota 3miliardi – La filiera editoriale nel 2013 ha sviluppato un fatturato di 2,660miliardi di euro con una flessione del -6,8% (pari a 194,2milioni di euro in meno, dati Ufficio studi AIE). Rispetto al 2010 si sono persi 572 milioni di euro pari al –17,7% (e nella stima non sono considerate le vendite di libri allegati a quotidiani e periodici). Se nel “perimetro del mercato” si inserisce l’usato, il remainders, il non book il calo si attenua leggermente per effetto di merceologie sostitutive al libro, scendendo a un -4,7% rispetto al 2012 e -12,7% sul 2010 (cfr. tabella).

      La lettura e i generi letterari

      I segni meno attraversano praticamente tutti i generi, con la sola eccezione dell’editoria per bambini e ragazzi: la fiction registra complessivamente un -5,4% a valore (con performance peggiori per la narrativa di autori stranieri che di autori italiani), la non fiction generale un -4,2%. Risultati peggiori per quella specialistica/professionale (-8,6%) e non fiction pratica (la manualistica: -13,2%). Come si legge? La lettura di libri di carta cala, cresce quella digitale: si riduce nel 2013 il perimetro della lettura di libri di carta in Italia: sono 1,6milioni in meno gli italiani che leggono almeno un libro all’anno (-6,1%). La lettura cala in tutte le dimensioni socio-demografiche che la rappresentano: tra i giovani 6-14enni del -7,4%; tra le donne del -4,7%; tra i forti lettori (+12 libri l’anno) del -10,3%; nelle regioni del Sud (-9,8%) e delle Isole (-11,2%). In crescita invece quella digitale: i lettori di ebook sono stati nel 2013 1,9milioni (+18,9% sull’anno precedente) con una crescita del +72,7% sul 2010. Non è ancora chiaro quanto di questi risultati sia frutto di processi di sostituzione (dall’abbandono del libro alla lettura dell’ebook), o di integrazione (assai più probabile) tra forme diverse di lettura fatte, a seconda delle circostanze, su device differenti.

      Dove si comprano i libri?

      In libreria, ancora, ma il carrello è sempre più quello degli store online – Il libro si vende ancora in libreria (indipendente e di catena), anche se il suo “peso” si è progressivamente ridotto, passando dal 78,6% del 2010 al 72,7% dello scorso anno: all’interno del dato, diminuisce il venduto delle librerie indipendenti, cresce quello delle librerie di catena. Tendenza inversa per l’e-commerce, che da una quota del 5,1% nel 2010, è passato al 12% (e oltre) dello scorso anno. Il carrello ormai è sempre più quello online: peggiorano invece le performance della grande distribuzione organizzata (ipermercati, supermercati).

      Torna a crescere la vendita di diritti di autori italiani

      Si inverte la tendenza rispetto al 2012 e torna ad affermarsi la vendita dei diritti di autori italiani all’estero. Sono stati venduti nel 2013 4.597 titoli (+7,3% sul 2012 ma +155,4% dal 2001!), frutto anche delle sempre più frequenti iniziative di coedizione con partner stranieri in segmenti di eccellenza o di libri pubblicati direttamente in lingua inglese perché già pensati per il mercato internazionale. Sono invece quasi 9mila i titoli di cui si sono acquisiti i diritti da case editrici straniere, un valore elevato ma in calo (-2,3%) rispetto al 2012.  Le traduzioni da altre lingue: sono il 17,9% dei titoli, meno sempre meno – Il 17,9% dei titoli (novità e nuove edizioni) pubblicati nel 2013 sono tradotti da una lingua straniera (dati IE). Un valore che nel 2002/03 (dati Istat) era del 23-24%. Si registra insomma una maggiore capacità delle case editrici a proporsi sui mercati internazionali. L’area di mercato e linguistica prioritaria resta quella anglosassone (da qui proviene il 60,6% dei titoli di varia adulti e ragazzi che da soli generano, a loro volta, il 72% delle copie stampate e distribuite nei canali di vendita) seguita da quella francese, tedesca, spagnola.

      Uno scorcio sul 2014

      Lo scenario sembra confermarsi negativo. Secondo i dati Nielsen nei canali trade si registra nel primo semestre un -6,6% a valore (-33,7milioni di euro rispetto allo stesso periodo del 2013) e un -9% a volume (-3,7milioni di copie vendute rispetto al primo semestre 2013). La diminuzione continua ad essere più accentuata sul canale Gdo e su quello delle librerie indipendenti, rispettivamente con il -15,0% e il -7,5%. Se da una parte si conferma la tendenza a ridurre la produzione di titoli, dall’altra risulta evidente la crescita di titoli in formato ebook: +86,9% nel confronto tra gennaio-maggio di quest’anno e il corrispondente periodo 2013. Cresce anche la quota di mercato degli ebook sul mercato complessivo del libro: tra i gruppi editoriali maggiori la quota che ne deriva si colloca ormai tra il 5% e il 7% (stima sul semestre 2014 – solo per i grandi gruppi).

      Editoria_SintesiRapporto2014

      L’andamento del mercato del libro nel 2013 a confronto con l’anno precedente (2012) e con il 2010 (ultimo anno prima della crisi)

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        Non si è fatta attendere la risposta degli editori italiani e delle altre associazioni europee e internazionali alla sentenza della Corte di Giustizia UE che condanna la Francia e il Lussemburgo per aver equiparato l’Iva tra libri ed e-book.

        ebookLa risposta degli editori italiani e delle altre associazioni europee e internazionali alla sentenza della Corte di Giustizia UE, che condanna la Francia e il Lussemburgo per aver equiparato l’iva tra libri ed e-book (qui il nostro articolo in merito), non si è fatta attendere. Con una lettera aperta al presidente della Commissione Junker, al presidente del Parlamento europeo Schultz e al presidente del Consiglio europeo Tusk le associazioni internazionali degli editori chiedono che si intervenga sulla direttiva comunitaria per eliminare la stortura che penalizza lo sviluppo del libro e della lettura nell’intero continente.

        Un testo che è stato inviato dalla Federazione degli Editori Europei (FEP), dalla Federazione delle associazioni europee degli scrittori (EWC) e dalla Federazione europea e internazionale dei librai (EIBF) e sottoscritto anche dal presidente dell’Associazione Italiana Editori (AIE) Marco Polillo che dichiara:

        “Noi, rappresentanti del mondo del libro, siamo fermamente convinti che il valore di un libro non dipenda dal suo formato o dal modo in cui i lettori vi accedano. Per questo sollecitiamo la UE ad agire rapidamente per modificare la legislazione in materia, per consentirne l’adeguamento al progresso tecnologico e per rimuovere un serio ostacolo allo sviluppo del mercato e-book. Un’iniziativa della Commissione in questa direzione si inserirebbe nel suo programma di lavoro in cui si afferma che ‘le barriere al digitale sono barriere all’occupazione, alla crescita e al progresso’. 

        L’Italia ha già fatto la propria scelta verso una equiparazione delle forme di lettura, ma da cittadini ed imprenditori europei pretendiamo che anche l’UE affronti la questione in maniera definitiva consentendo agli Stati membri di sancire una verità a nostro avviso inconfutabile: un libro è un libro”.

        All: Lettera inviata oggi 05/03/2015 alla UE

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          La campagna dell'AIE #unlibroeunlibro è stata una vittoria dell'editoria, ora serve essere conseguenti e abbassare il prezzo degli eBook.

          unlibroeunlibro_BannerCome tutte le cose politiche italiane, serviva attendere che la decisione di abbassare l’IVA degli eBook dal 22 al 4 per cento andasse in porto.

          Dal 1° gennaio 2015 il dato è acquisito, la legge è fatta.

          Abbiamo fatto di tutto per coinvolgere i lettori in questa importante campagna motivandola con l’obiettivo di incentivare la lettura. La vittoria quindi non deve essere solo a favore dell’editoria, bensì anche di quei lettori (che sono in aumento) che prediligono il libro digitale, pur non disdegnando quello cartaceo.

          Però dal 1° gennaio il prezzo degli eBook sono rimasti identici, gli Store OnLine hanno calcolato automaticamente l’adeguamento dell’IVA, ma senza ridurre il prezzo finale applicato al Cliente.

          E’ giusto così ed è persino corretto. Infatti, la politica dei prezzi la decide l’editore e non il negoziante, per cui servirà una valutazione conseguente da parte della casa editrice.

          Crediamo che risparmiare un buon 18% non debba significare un maggior vantaggio economico solo ed esclusivamente per l’editore, ma tale agevolazione andrà correttamente condivisa anche a favore dei nostri lettori.

          L'annuncio del Ministro Franceschini su Twitter il 31.12.2014

          L’annuncio del Ministro Franceschini su Twitter il 31.12.2014

          La CIESSE Edizioni ha già ridotto di 1 Euro il costo di tutti gli eBook.

          Tale riduzione è maggiore dell’agevolazione IVA, in alcuni casi anche più del 25%.

          Ci vorrà del tempo per fare in modo che tale aggiornamento sia applicato da tutti gli Store OnLine che vendono i nostri libri digitali, per cui i nuovi prezzi sono a regime da subito per gli acquisti presso il nostro Store www.shop-ciessedizioni.it e probabilmente da febbraio 2015 in ogni altro negozio convenzionato.

          L’invito a fare altrettanto è rivolto a tutti i colleghi editori, piccoli e medi ma, soprattutto, a quelli grandi che, il più delle volte, applicano il prezzo sugli eBook quasi pari al cartaceo.

          Se così non fosse, non si rispetterebbero i nostri lettori, unica nostra ancora di salvezza per uscire dalla crisi che ci attanaglia ogni giorno di più e per incentivare “seriamente” la lettura.

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            A cura del Centro Studi AIE (Associazione Italiana Editori) e presentato al Salone Internazionale del Libro a Francoforte

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            Si potrebbero definire i diciotto mesi della Grande Trasformazione quelli che hanno caratterizzato il 2013 e il primo scorcio del 2014. Un cambiamento certo indotto dalla crisi, dall’impatto dirompente del digitale, dallo scenario economico in cui il libro si muove.

            UN MERCATO IN TRASFORMAZIONE

            Il mercato del libro oggi non si è solo ridimensionato. Si è progressivamente trasformato, in termini di prodotto e di processo, in un quadro di allargamento a livello esponenziale della competizione internazionale e con un pubblico che accede a servizi e prodotti (editoriali e non) sempre più in mobilità. Fa già da tempo i conti con le nuove tecnologie, che hanno cambiato in questi anni i processi produttivi (il 14% delle copie è stampato con sistemi di stampa digitale), logistici (l’80,2% delle librerie non di catena e il 100% di quelle di catena ha un gestionale collegato al magazzino del distributore), distributivi (il 12% delle vendite passa attraverso store on line), di comunicazione (il 58,9% delle case editrici è “attiva sulla rete”).
            E soprattutto hanno cambiato il prodotto.

            DATI POSITIVI

            – il mercato digitale
            Il primo dato, positivo, che emerge dall’annuale Rapporto sullo stato dell’editoria realizzato dall’Associazione Italiana Editori (AIE) è che continua a crescere il mercato digitale, sia in termini di titoli disponibili (le nuove uscite, nel 2013, sono 30.382 pari a 40.800 manifestazioni, ossia i diversi formati di pubblicazione dei titoli, ulteriormente in crescita nel 2014), sia di peso sul mercato (3% nel 2013).
            Tanti ebook scaricati e letti, che però producono fatturati ancora modesti: non si arriva a 40milioni di euro e con un’Iva al 22%, che limita le potenzialità di crescita del segmento editoriale digitale. E’ necessaria una svolta, uno spiraglio per dare una prospettiva nuova a tutto il settore.

            l’editoria italiana nel mondo
            L’altro segnale, importante per il ruolo dell’Italia nel mondo, è che cresce anche il peso e il ruolo dell’editoria italiana in chiave internazionale.
            Aumenta la vendita di titoli all’estero (+7,3%) e cresce l’export del libro fisico (+2,6%).

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            I SEGNI MENO

            Le buone notizie finiscono qui: per il resto una serie di segni meno.
            Nel 2013, si restringe del 6,1% il bacino dei lettori
            si ridimensiona il mercato (-4,7%)
            si registra un andamento negativo
            – per la prima volta – nel numero di titoli pubblicati (-4,1%)
            diminuiscono le copie vendute (-2,3%)
            calano i prezzi di copertina
            , sia dei libri di carta (-5,1%) che degli ebook (-20,8%, al netto dell’Iva).

            Qui di seguito i principali indicatori del 2013 e un accenno sul 2014 dal Rapporto AIE.

            aie1DIMINUISCONO GLI EDITORI

            Sono 4.534 – secondo i dati IE-Informazioni editoriali – le case editrici che hanno pubblicato almeno un libro nel 2013 (-1% sul 2012). Solo una su quattro (1.187 per la precisione) ha pubblicato più di 10 titoli.

            64mila i titoli del 2013: diminuiscono quelli di carta (-4,1%). Crescono quelli digitali (+43%) – Nel 2013 cala del -4,1% (dati IE) la produzione di libri (esclusi i titoli educativi). Considerando anche i titoli educativi, il calo complessivo è del -9,1%. Si tratta di un andamento trasversale alle diverse aree di mercato: -7,2% la varia adulti; -2,3% i libri per bambini e ragazzi; -34,2% i titoli educativi.
            Lo stock dei libri di carta in commercio (i cosiddetti “titoli commercialmente vivi”) è di 813mila manifestazioni (più edizioni dello stesso titolo); quello di libri digitali ha superato la soglia delle 100mila (100.524 manifestazioni): in quattro anni – con un mercato che a valore arriva al 3% e indici di lettura di libri e di acquisto in calo – l’offerta ebook è dunque arrivata a coprire oltre il 12% dei titoli in commercio.
            Cresce nel 2013 la produzione di titoli ebook, con un +43% (si passa dalle 28.500 manifestazioni del 2012 alle attuali 40.800), circa due terzi dei nuovi prodotti cartacei..Il mercato ebook copre a fine 2013 una quota del 3% dei canali trade (quelli rivolti ai lettori: librerie, online, grande distribuzione) e cresce del +55,9% sul 2012.

            OLTRE L’EBOOK. L’insieme del digitale oggi rappresenta l’8% del mercato – L’ebook, però, è solo una parte del mercato digitale: da anni l’editoria scientifica professionale ha sviluppato anche una sua articolata offerta di prodotti e servizi digitali fruibili attraverso il web, in crescita del 10,2% nel 2013. L’insieme di questi due settori – ebook più servizi – rappresenta oggi l’8% del mercato (era il 4% nel 2010).

            Il MERCATO DEL LIBRO scende sotto quota 3miliardi

            La filiera editoriale nel 2013 ha sviluppato un fatturato di 2,660miliardi di euro con una flessione del -6,8% (pari a 194,2milioni di euro in meno, dati Ufficio studi AIE).
            Rispetto al 2010 si sono persi 572 milioni di euro
            pari al –17,7% (e nella stima non sono considerate le vendite di libri allegati a quotidiani e periodici). Se nel “perimetro del mercato” si inserisce l’usato, il remainders, il non book il calo si attenua leggermente per effetto di merceologie sostitutive al libro, scendendo a un -4,7% rispetto al 2012 e -12,7% sul 2010 (cfr. tabella).
            I segni meno attraversano praticamente tutti i generi, con la sola eccezione dell’editoria per bambini e ragazzi: la fiction registra complessivamente un -5,4% a valore (con performance peggiori per la narrativa di autori stranieri che di autori italiani), la non fiction generale un -4,2%. Risultati peggiori per quella specialistica/professionale (-8,6%) e non fiction pratica (la manualistica: -13,2%).

            COME SI LEGGE?

            La lettura di libri di carta cala, cresce quella digitale: si riduce nel 2013 il perimetro della lettura di libri di carta in Italia: sono 1,6milioni in meno gli italiani che leggono almeno un libro all’anno (-6,1%). La lettura cala in tutte le dimensioni socio-demografiche che la rappresentano: tra i giovani 6-14enni del -7,4%; tra le donne del -4,7%; tra i forti lettori (+12 libri l’anno) del -10,3%; nelle regioni del Sud (-9,8%) e delle Isole (-11,2%).
            In crescita invece quella digitale: i lettori di ebook sono stati nel 2013 1,9milioni (+18,9% sull’anno precedente) con una crescita del +72,7% sul 2010. Non è ancora chiaro quanto di questi risultati sia frutto di processi di sostituzione (dall’abbandono del libro alla lettura dell’ebook), o di integrazione (assai più probabile) tra forme diverse di lettura fatte, a seconda delle circostanze, su device differenti.

            roma due aie
            DOVE SI COMPRANO I LIBRI?

            In libreria, ancora, ma il carrello è sempre più quello degli store online – Il libro si vende ancora in libreria (indipendente e di catena), anche se il suo “peso” si è progressivamente ridotto, passando dal 78,6% del 2010 al 72,7% dello scorso anno: all’interno del dato, diminuisce il venduto delle librerie indipendenti, cresce quello delle librerie di catena. Tendenza inversa per l’e-commerce, che da una quota del 5,1% nel 2010, è passato al 12% (e oltre) dello scorso anno. Il carrello ormai è sempre più quello online: peggiorano invece le performance della grande distribuzione organizzata (ipermercati, supermercati).

            L’ESTERO?

            Torna a crescere la vendita di diritti di autori italiani – Si inverte la tendenza rispetto al 2012 e torna ad affermarsi la vendita dei diritti di autori italiani all’estero. Sono stati venduti nel 2013 4.597 titoli (+7,3% sul 2012 ma +155,4% dal 2001!), frutto anche delle sempre più frequenti iniziative di coedizione con partner stranieri in segmenti di eccellenza o di libri pubblicati direttamente in lingua inglese perché già pensati per il mercato internazionale. Sono invece quasi 9mila i titoli di cui si sono acquisiti i diritti da case editrici straniere, un valore elevato ma in calo (-2,3%) rispetto al 2012.

            Le traduzioni da altre lingue: sono il 17,9% dei titoli, meno sempre meno – Il 17,9% dei titoli (novità e nuove edizioni) pubblicati nel 2013 sono tradotti da una lingua straniera (dati IE). Un valore che nel 2002/03 (dati Istat) era del 23-24%. Si registra insomma una maggiore capacità delle case editrici a proporsi sui mercati internazionali. L’area di mercato e linguistica prioritaria resta quella anglosassone (da qui proviene il 60,6% dei titoli di varia adulti e ragazzi che da soli generano, a loro volta, il 72% delle copie stampate e distribuite nei canali di vendita) seguita da quella francese, tedesca, spagnola.

            UNO SCORCIO SUL 2014: lo scenario sembra confermarsi negativo.

            Secondo i dati Nielsen nei canali trade si registra nel primo semestre un -6,6% a valore(-33,7milioni di euro rispetto allo stesso periodo del 2013) e un –9% a volume (-3,7milioni di copie vendute rispetto al primo semestre 2013).
            La diminuzione continua ad essere più accentuata sul canale Gdo e su quello delle librerie indipendenti, rispettivamente con il -15,0% e il -7,5%.

            Se da una parte si conferma la tendenza a ridurre la produzione di titoli, dall’altra risulta evidente la crescita di titoli in formato ebook: +86,9% nel confronto tra gennaio-maggio di quest’anno e il corrispondente periodo 2013.
            Cresce anche la quota di mercato degli ebook sul mercato complessivo del libro: tra i gruppi editoriali maggiori la quota che ne deriva si colloca ormai tra il 5% e il 7% (stima sul semestre 2014 – solo per i grandi gruppi).

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              NoEapImgAnnus horribilis per il settore, questo 2012, che registra una chiusura apparentemente più contenuta rispetto al pesante segno meno fornito da Nielsen per le vendite dei canali trade (quelli rivolti al pubblico, -7,8%), attestandosi su un-6,3% complessivo.

              Un dato in verità ben più negativo e che raggiunge quota -8,4% se dal perimetro complessivo del mercato del libro si esclude – come ormai è necessario – il non book (fatto sempre meno da prodotti di cartoleria e sempre più da gadget) e il remainders.

              Raddoppia inoltre il mercato dell’e-book, cominciano a cambiare le gerarchie dei canali di vendita – con un boom delle vendite on line e la perdita di terreno delle librerie fisiche -, riacquista terreno (anche se di poco) la lettura in Italia, va male l’export.

              Sono questi gli elementi principali che fotografano il mercato editoriale 2012 e i primi mesi del 2013, così come risulta dal Rapporto sullo stato dell’editoria in Italia 2013 a cura dell’ufficio studi dell’Associazione Italiana Editori (AIE).

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                Un consolidato del 2011 e primi elementi sul 2012. Entra in una zona d’ombra il mercato del libro nel 2011 e peggiora, in modo deciso ma in linea con tutti gli altri segmenti, nel 2012: -3,7% il giro d’affari lo scorso anno (secondo i dati Nielsen, canali trade), –8,7% (sempre dati Nielsen, canali trade) nei primi nove mesi del 2012. Diminuisce nel 2011 anche la lettura: sono oggi 25,9milioni gli italiani che leggono almeno un libro in Italia, 723mila meno del 2010. Cresce e si diversifica invece l’offerta editoriale: aumentano i titoli e le copie immesse sul mercato, diminuiscono i prezzi medi e si consolida il segmento dell’ebook. Sullo sfondo, la legge Levi sul prezzo del libro e una crisi profonda: per la prima volta negli ultimi 3-4 decenni il mercato del libro, che aveva mostrato storicamente un andamento anticiclico (andava meglio nei momenti peggiori del quadro economico e sociale, e viceversa), si allinea al negativo contesto generale dei consumi. Sono questi gli elementi principali che fotografano il mercato 2011 e i primi nove mesi del 2012 così come risulta dal Rapporto 2012 a cura dell’ufficio studi dell’Associazione Italiana Editori (www.aie.it, disponibile anche in ebook). In dettaglio:

                3,3miliardi di euro il fatturato complessivo nel 2011, con una flessione del 4,6% – E’ un segno meno quello che contraddistingue il mercato del libro e dei contenuti (editoriali) digitali, passato dai 3,4miliardi di euro del 2010 ai 3,3miliardi del 2011. Per la prima volta anche i canali trade hanno smesso di essere anticiclici rispetto al generale andamento dell’economia e hanno partecipato alla flessione complessiva delle vendite, segnando un -3,7% nel complesso. Tra i generi si conferma la crescita del segmento bambini e ragazzi, mentre tutti gli altri mostrano maggiori o minori segni di sofferenza. In particolare la non-fiction specialistica (in cui si raccoglie larga parte dell’offerta di saggistica di cultura, accademico-universitaria e professionale) è quella che sembra risentirne maggiormente. L’editoria scolastica di adozione fa segnare solo una leggera crescita (+0,2%).

                I canali di vendita nel 2011: le librerie di catena superano le indipendenti (ma perdono terreno), crolla la Gdo, molto bene le librerie on line. Ripartono i collaterali – La libreria (indipendente e di catena) registra una flessione del 4,2% nel 2011. Quelle di catena, anche per la crescita dei punti vendita in franchising, hanno ormai superato la quota di mercato (nella varia) delle librerie a conduzione familiare: nel 2011 rappresentano il 41,3% delle vendite nei canali trade (nel 2008 erano il 36,0%) rispetto al 37,9% delle indipendenti (nel 2008 rappresentavano il 43,3%). Particolarmente critica la contrazione della Grande distribuzione organizzata (banchi libri in supermercati e ipermercati) con una chiusura d’anno a -17,9% a valore. Crescono invece del 14,2% le vendite on line di libri, che rappresentano oggi il 9,7% dei canali trade. Calano del 10%, dopo qualche anno di crescita, anche le vendite di libri in edicola mentre crescono leggermente quelle dei collaterali editoriali che si sono spostati su offerte “super economiche” (+ 2,3%).

                E-book: il segmento nel 2011 raggiunge i 12,6milioni di euro di fatturato e lo 0,9% dei canali trade – Crescono in modo importante le vendite degli e-book, che rappresentano tuttavia un mercato ancora embrionale, arrivando a fine 2011 ai 12,6milioni di fatturato (+740% sul 2010). Rappresentano lo 0,87% dei canali trade (o lo 0,38% del mercato complessivo). Aumenta inoltre il numero di titoli disponibili e la diffusione di dispositivi di lettura. Il prezzo medio è di 11,07 euro, che al netto dell’Iva (21%) vogliono dire 9,15 euro.

                Buone le performance di tutto il mercato digitale: Il mercato e-book non esaurisce però il mercato digitale. Al mercato ebook occorre sommare infatti oltre 150milioni di euro di banche dati (on line e off line): un segmento in crescita del 20% rispetto al 2010, in larga parte di natura fiscale, giuridica, commerciale, medica (in parte iconografica), che offre sempre più a utenti b2b una serie di servizi aggiuntivi alla semplice consultazione. Escludendo i ricavi provenienti da offerte ibride carta + digitale (tipiche del settore professionale, reference ed educativo) il mercato digitale (ebook + banche dati e servizi a carattere editoriale) rappresenta nel 2011 il 4,8% del mercato libraio.

                Segno meno per la lettura in Italia: 25,9milioni i lettori in Italia nel 2011. Segno più per quella degli ebook –Per la prima volta dal 2007 anche la lettura registra una flessione: nel 2010 infatti gli italiani con più di 6 anni erano il 46,8% della popolazione, nel 2011 sono scesi al 45,3% (723mila lettori in meno del 2010). Per un confronto con gli altri Paesi, legge ben il 61,4% degli spagnoli, il 70% dei francesi, l’82% dei tedeschi e il 72% degli americani. Cresce invece la lettura di e-book su device dedicati (tablet ed e-reader): un fenomeno dimensionalmente ancora piccolo ma con numeri già interessanti. Nell’ultimo trimestre del 2010 si stimava infatti che tra la popolazione con più di 14 anni di età i lettori di libri in formato e-book (anche gratuiti) fossero l’1,3% della popolazione: circa 691mila italiani, di cui circa un terzo (365mila per la precisione) dichiarava di averne acquistato almeno uno. Nel 2011 entrambi i valori sono cresciuti: si stima che i lettori siano diventati 1,1milioni, cioè il 2,3% della popolazione italiana (>14 anni) e che gli acquirenti siano saliti dallo 0,7% all’1,1%: sono 567mila italiani.

                Crescono (poco) le case editrici attive in Italia – Sono 2.225 le case editrici attive in Italia (+0,9% sull’anno precedente) con una (sia pur minima) presenza sul mercato e nei canali di vendita, visto che dichiarano di pubblicare almeno 10 titoli all’anno (quelle con un codice Isbn erano 7.009 e sono diventate nel 2011 7.590; Fonte: Agenzia ISBN). I grandi gruppi editoriali – Mondadori, Rcs, Gruppo GeMS, Gruppo Giunti, e Feltrinelli editori, con i loro marchi e imprese collegate – coprono oggi il 13,6% dell’offerta pubblicata (la piccola e media editoria copre l’80,4% dei titoli pubblicati e distribuiti nel 2011). Sono circa 32mila gli addetti della filiera.

                Produzione (ancora) con il segno più: crescono titoli (a quota 63.800), novità (39mila) e copie (213milioni) – Quello relativo alla produzione di titoli rappresenta l’unico indicatore positivo nel 2011: +4,5% (Fonte: IE-Informazioni editoriali). Anche Istat (pur avendo rilasciato solo nel maggio 2012 i dati sulla produzione al 2010) indica una crescita sull’anno precedente, sia per numero di titoli (+10,8%) che per numero di novità (+8,2%) e di copie (+2,5%) (Fonte: Istat, Statistiche sulla produzione).  Complessivamente oggi si stampano 53,9 milioni di copie in meno di varia rispetto al 2000 nonostante i 3mila titoli in più che si pubblicano rispetto ad allora. Il prezzo medio (alla produzione) del libro di carta è di 20,45 euro (al netto dell’Iva del 4% di 19,66 euro): è diminuito del 3,1%.

                Export: stabile a 41milioni di euro, diminuiscono le traduzioni, aumentano coedizioni e vendita diritti – Il giro d’affari dell’export 2011 resta praticamente immutato rispetto all’anno precedente: 41milioni di euro, l’1,2% del mercato complessivo del libro. Al centro dei processi di internazionalizzazione da un lato vi è l’ingresso di case editrici in società straniere (lo scorso anno Effe 2005, cioè Feltrinelli, in Anagrama e la catena di librerie spagnole La Central) e la vendita da parte di Rcs di Flammarion, dall’altro la vendita di diritti (o le coedizioni con case editrici straniere), che crescono del 16% medio annuo (da 1.800 titoli a 4.629 in dieci anni). Non più solo per narrativa letteraria e d’autore (17%), ma anche di genere (rosa, giallo, fantasy), bambini (25%), saggistica (16%), arte e illustrati (21%). Il settore dei libri per ragazzi, in particolare, rappresenta il segmento di maggior successo internazionale dell’editoria italiana, nella vendita di diritti ma anche nelle coedizioni (rilevate per la prima volta quest’anno): 1.108. Diminuiscono invece le traduzioni: se nel 1997 il 24,9% dei titoli pubblicati erano traduzioni da una lingua straniera (in pratica un libro ogni quattro) oggi sono il 19,7%. E se nel 1997 il 40,3% delle copie stampate e distribuite erano di autori stranieri, oggi sono 35,8%.  Anche se i titoli di autori stranieri pubblicati annualmente restano sostanzialmente invariati (tra i 9 e i 10mila), sono quelli di autori italiani ad alimentare oggi la crescita dei cataloghi. Tanto che hanno dalla loro un +2% di crescita media.

                E i primi mesi del 2012? –Nel 2012 si sono pienamente confermati gli elementi di crisi strutturale della situazione economica italiana.  Si riduce la produzione: il numero di titoli pubblicati e immessi nel mercato nei primi cinque mesi del 2012 è del 9,1% inferiore a quello del corrispondente periodo del 2011: si è passati da 29.900 a poco più di 27mila. Peggiorano ulteriormente le performance dei canali trade: Nei primi nove mesi di quest’anno i canali trade fanno segnare un -8,7% a copie e un -7,3% a valore (Fonte: Nielsen per AIE). Bene il segmento ebook: In questo contesto, anche se mancano i dati di mercato complessivi, fa eccezione il settore degli e-book. Alla fine di dicembre erano disponibili 19.884 titoli (28.949 “versioni: pdf, epub, etc.”). All’inizio di giugno erano diventati 31.615 (43.427 “versioni: pdf, epub, etc.”), con una crescita in meno di sei mesi del 59%.

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