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    Il blog di "Thriller Storici e Dintorni" nasce dal gruppo omonimo creato su Facebook ad Agosto 2015, che oggi conta più di tremila membri appassionati di storia. Nell’ultimo periodo è sorta l’idea di creare un blog esterno dove raccogliere gli articoli a tema storico e le recensioni dei libri letti da alcuni dei membri del gruppo.

    Fonte: Blog TSD

    Trama

    Un commando ruba un antico manoscritto dall’archivio della Biblioteca Vaticana: un Vangelo. La chiesa franerebbe sotto la verità di quel Vangelo, per questo il papa incarica Tommaso Santini, il “Risolutore“, di recuperare il manoscritto a tutti i costi. Santini si scontrerà con un nemico millenario della chiesa, un’organizzazione spietata e potente denominata “Il Crepuscolo”.

    Recensione a cura di Sabrina De Bastiani

    Il quinto Vangelo” di Carlo Santi prende le mosse e ruota storicamente intorno al cosiddetto Vangelo di Maria Maddalena, che, anziché perduto nella notte dei tempi, l’Autore immagina come conservato in gran segreto nella Biblioteca Vaticana.

    Facile intuire come la diffusione di questo testo, semplificando, per la figura centrale e decisionale che della donna da, per mezzo della volontà di Gesù Cristo, sia potenzialmente deflagrante per la struttura e le fondamenta della Chiesa cattolica come la conosciamo e particolarmente delle intrinseche gerarchie.

    È sul concretizzarsi di questo pericolo che si snoda il thriller di Carlo Santi. I tre custodi che si frappongono tra i trafugatori, un’organizzazione che si nomina “Il crepuscolo”, ed il Vangelo, vengono uccisi in sequenza, ed il testo rubato.

    Le indagini inevitabilmente si sviluppano su due piani: da un lato la polizia italiana che opera per far luce sulle morti (e altre ne seguiranno) ma è all’oscuro dell’esistenza e quindi del furto del Vangelo; dall’altro un organismo riservato della Santa sede, con a capo il protagonista, Tommaso Santini, che indaga per recuperare il manoscritto per far sì che non trapeli nulla. Mi fermo qui. Nel raccontare la trama. Perché da questo punto in poi è bello leggere il libro scoprendo passo passo colpi di scena e cambiamenti di fronte anche geografici. Inoltre, perché vorrei parlare delle impressioni e suggestioni che mi ha mosso questa lettura. Intanto, di assoluta presa e indiscutibile è a mio avviso il fascino di un thriller ambientato nella roccaforte della Santa Sede che tutti conosciamo e che, di fatto, non conosceremo mai. Poche cose sono più affascinanti dei misteri custoditi nei testi conservati nella biblioteca vaticana, testi inaccessibili, segreti, che non riguardano pianeti sconosciuti e forme aliene, ma la nostra storia, le nostre radici. Addentrarsi in questo mondo, anche solo attraverso le pagine di un libro, non può che avvincere.

    L’atmosfera è affine a Il Conclave di Robert Harris e maggiormente ad Angeli e Demoni di Dan Brown. Tommaso Santini, il protagonista, ha l’ironia e il dinamismo (pure il fascino) del Robert Langdon di Brown, pur mantenendo una sua cifra di originalità e fresca novità che ne fa un personaggio azzeccato, credibile e con una sua precisa identità.

    La figura femminile che lo affianca, il magistrato Sonia Casoni risulta centrata, credibile e mai caricaturale. Nessuno dei protagonisti è altresì esente da cliché, ma gli elementi che diventano cliché lo diventano proprio in quanto funzionano, e dunque ben vengano perché il romanzo scorre, ha un bel respiro, cattura e mantiene costante l’attenzione. La cifra ironica non manca ed è sapientemente dosata. Carlo Santi calibra bene i colpi di scena e tramite una scrittura sicura e scorrevole invoglia alla lettura e anche ad approfondire successivamente le tematiche trattate.

    ‘Il quinto Vangelo’ (II Edizione 2013), un Thriller Storico di Carlo Santi

    Titolo: Il quinto Vangelo | Autore: Carlo Santi

    Editore: CIESSE Edizioni | Prefazione: Francesca Panzacchi

    Autore Cover: M^ Paolo Binello | Genere: Thriller storico

    Pagine: 480 | Collana: BLACK & YELLOW

    Anno/Mese I ed.: dic 2010 | Anno/Mese II ed.: gen 2013

    ISBN Libro: 978-88-6660-062-6 | ISBN eBook: 978-88-905090-1-8

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      Raccont@rzere è un’antologia che raccoglie i venti racconti vincitori (più altri per menzioni speciali) di un premio Letterario rivolto agli alunni che frequentano la Scuola Secondaria di primo Grado e le classi quarta e quinta della Primaria residenti nel Comune e/o frequentanti l’Istituto Comprensivo di Vigodarzere (PD).

       

      Registrato il successo della prima edizione 2016, il premio è stato riproposto anche nel 2017 ed è diventato ormai un concorso che sarà previsto anche nei prossimi anni. L’intento del concorso è stimolare gli alunni a mostrare il proprio talento, dare un obiettivo concreto alla passione per la lettura, far emergere l’interesse per la scrittura e la conoscenza della lingua italiana, oltre a mettere in pratica ciò che a scuola, con gli insegnanti, si studia e si impara. Una significativa palestra per far crescere umanamente e culturalmente i nostri ragazzi.
      Il concorso è stato organizzato dall’Istituto Comprensivo di Vigodarzere, dal Comitato Genitori e dalla Biblioteca Civica, con il patrocinio e il sostegno economico del Comune di Vigodarzere. Tutti i racconti sono stati sottoposti al giudizio di una Giuria formata da genitori, insegnanti, componenti del Gruppo di lettura della Biblioteca Civica e, a garanzia di imparzialità, da un autore che ne è stato Presidente.

      Recensione

      a cura della dott.ssa Flavia Cavalero, psicologa e scrittrice


      Due libri sorprendenti, nel vero senso del termine, per la cura e la passione messe nel lavoro, per l’attenzione e per l’impegno che trapelano da ogni pagina.

      Sorprendenti perché si tratta di un lavoro svolto da un gruppo di autori eterogeneo per età, genere e ruoli; il tema è l’unico elemento che accomuna i racconti e che accompagna il lettore dalle prime alle ultime pagine.

      Sorprendenti al punto che ti inducono a cercare notizie su Vigodarzere, un paese del padovano, e ti fanno pensare che la prossima gita fuori porta potresti farla proprio lì perché quel fiume e quei boschi ti sono rimasti negli occhi della mente e poi… chissà come è di notte.

      Sorprendenti perché ti fanno pensare a quanto impegno e dedizione e amore ci siano dietro a un simile lavoro. Ciò che innanzi tutto trapela è la profusione di amore che è impossibile non percepire nelle pagine di questi racconti, a partire dal titolo della prima raccolta, in cui il fiume viene chiamato la Brenta. In alcune zone d’Italia vi è l’abitudine di fare precedere il nome di una persona dall’articolo determinativo; la, il, quasi a sottolineare l’unicità di quella persona, non si tratta, ad esempio, di una Paola, è proprio la Paola. Così è stato fatto per il fiume, che è diventato la Brenta evidenziando l’intimità, la conoscenza, la familiarità e l’affetto provato per questo corso d’acqua.

      In modo forte emerge anche l’amore degli adulti del gruppo nei confronti dei giovani scrittori che sono stati guidati e seguiti nella scrittura lasciandoli però liberi di viaggiare con la loro fantasia, conservando le storie, le trame, le immagini dei diversi giovani autori. Uno sguardo allenato riconosce le costruzioni fantastiche secondo le età ed è bellissimo ritrovare le caratteristiche che compongono le narrazioni in base allo stadio evolutivo raggiunto. Un intervento da bravi educatori (ivi compreso il ruolo politico e istituzionale) che intervengono laddove c’è bisogno dal punto di vista didattico, ma senza castrare la creatività.

      La stessa scelta editoriale è un gesto di amore; non era facile accettare di pubblicare un siffatto lavoro, avrebbero potuto prevalere gli interessi di mercato e il ritorno economico, l’intero lavoro avrebbe potuto essere stravolto e prendere una direzione maggiormente commerciale. Invece siamo di fronte a un prodotto autentico, di quella autenticità che noi psicologi cerchiamo sempre all’interno delle narrazioni. Autenticità intesa come espressione delle proprie emozioni, scevre di sovrastrutture quali stereotipi, pregiudizi, timori del giudizio altrui e così via.

      Da questi due libri emerge la forza della narrazione che permette ai giovani scrittori di mettere a nudo le loro anime seguendo un filo che è costituito in primis dai miti e dalle immagini, nutrimenti fondativi dei nostri inconsci, e poi dagli elementi fondativi delle fiabe e dei racconti degli adulti.

      Con l’aumentare dell’età, nei racconti si ritrovano elementi diversi e si può chiaramente notare il passaggio da un immaginario fiabesco a uno più realistico. Nei primi individuiamo scenari onirici, personaggi fantastici e magie, nei secondi appaiono scenari realistici e storie d’amore.

      Vi sono alcuni principi che compaiono nei racconti in modo trasversale e sono elementi che, a mio parere, rappresentano sì dei desiderata dei bambini, ma prima ancora di questo ci mostrano la loro capacità di sintonizzarsi con la natura. Porto ad esempio il racconto intitolato “Lungo la Brenta” del primo volume, che è scritto in prima persona da un platano monumentale che racconta di sé e di altri alberi suoi amici e di Brentopoli una città popolata di alberi e animali e il racconto “Paura dall’Arzere a Vigodarzere” in cui viene narrata la violenza della natura in occasione della alluvione del 1966.  Tutto ciò arriva al lettore come un segnale importante, che sta agli adulti cogliere: amare la natura è qualcosa che va oltre l’annaffiare la nostra pianta di gerani e amare gli animali non è solo possedere un cane o un gatto, bensì è viverla come parte di noi inglobandola nei nostri pensieri e nelle nostre azioni quotidiane.

      È impossibile non notare la presenza importante degli animali sia quando sono descritti in modo fantastico sia quando sono reali, si va dal gatto, alle farfalle, ai panda e altri ancora; il regno animale è spesso descritto come esempio positivo, come esempio del possibile. I bambini e la loro predisposizione all’amore verso gli animali sono gli altri protagonisti, importanti tanto quanto la Brenta all’interno di questo lavoro.

      Un ultimo passaggio che trovo essere rilevante è quello sull’amicizia come altra presenza costante e che, ancora una volta, arriva al mondo “dei grandi” come una pennellata colorata che si aggiunge in un quadro adulto che spesso ha toni grigi. L’amicizia è parte integrante della vita dei bambini e va sostenuta tanto quanto il loro amore per i regni vegetale e animale. Questi bambini hanno la fortuna di vivere in un luogo che racchiude la magia in sé, o perlomeno così lo vedono e così ce lo raccontano, a noi il compito di vedere la magia che vive nei bambini e di ritrovare, anche tramite loro, il nostro animo infantile. Questi libri ci portano verso il puer aeternus che alberga in noi e che, spesso e purtroppo, dimentichiamo ma se davvero vogliamo essere in sintonia con loro per poter svolgere un ottimo lavoro, così come hanno fatto gli adulti che fanno da cornice a questi due libri, dobbiamo risvegliare i nostri pueri e le nostre puellae interiori.

      La narrazione è di per sé una magia che non ha bisogno di essere analizzata, ma ci si deve lasciare prendere la mano e la si deve seguire lasciando cuore e mente aperti in modo che essa stessa si possa svelare.


      I LIBRI

      Titolo: RACCONT@RZERE

      Tema: Lungo la Brenta…

      Autori: Vari

      Editore: CIESSE Edizioni 

      Prefazioni a cura di Lisa Zanovello (Assessore Scuola e Cultura Comune di Vigodarzere); di Paolo Zardi (Scrittore e Presidente della Giuria) e del Comitato Genitori

      Disegno di copertina e illustrazioni interne realizzate dagli allievi della Prof.ssa Gabriella Palma e da quelli delle classi terze della scuola primaria di Vigodarzere

      Genere: Antologia di racconti per ragazzi 

      Pagine: 128

      Collana: Orange

      Mese/Anno di pubblicazione: giugno 2016

      ISBN Libro: 978-88-6660-194-4

      ISBN eBook: 978-88-6660-195-1

      Titolo: RACCONT@RZERE 2017 

      Tema: Quella notte a Vigodarzere…

      Autori: Vari

      Editore: CIESSE Edizioni 

      Prefazioni a cura di Monica Cesaro (Assessore Scuola e Cultura Comune di Vigodarzere); di Antonella Visentin (Dirigente Scolastico dell’Istituto Comprensivo di Vigodarzere) e del Comitato Genitori

      Disegno di copertina e di quarta di copertina: Andrea Bortot

      Illustrazioni interne realizzate da: Andrea Bortot e Nicolò Piran

      Genere: Antologia di racconti per ragazzi 

      Pagine: 128

      Collana: Orange

      Mese/Anno di pubblicazione: maggio 2017

      ISBN Libro: 978-88-6660-218-7

      ISBN eBook: 978-88-6660-219-4


      IL RECENSORE

      Flavia Cavalero è nata ad Alba nel 1961, vive a Torino.

      Ha conseguito la laurea in Psicologia con orientamento del Lavoro e delle Organizzazioni presso l’Università degli Studi di Torino e si è specializzata in Psicoterapia Individuale e di Gruppo con orientamento Gruppoanalitico.

      Esercita la libera professione e collabora con Istituzioni e associazioni in ambito sociale. È blogger del sito Psicomamme.it e scrive di psicologia.

      Nel 2015, ha pubblicato il racconto “Non è bastante. Viaggio tra le dinamiche relazionali di una coppia” (Edizioni Il Pennino). Con CIESSE Edizioni ha pubblicato nel 2016 il romanzo psicologico MI CI HANNO MANDATA.

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        Titolo: MI ALMA

        Autore: Sofia Vidal Delgado
        Editore: Ciesse Edizioni
        Genere: narrativa
        Anno di Pubblicazione: 2017
        Pagine: 202

        Fonte: ThrillerNord

        Recensore: Francesca Petroni

        Quando le certezze scompaiono, quando barcollanti ci troviamo sull’orlo del baratro, che cosa ci impedisce di cadere o di buttarci? La speranza. La speranza, forte, tenace, pervadente che ci fa credere, contro ogni evidenza, probabilità o possibilità, che qualcosa possa cambiare in meglio.”

        La copertina di questo libro è in bianco e nero, ma quando lo si inizia a leggere il mondo si riempie di colori.

        L’azzurro del mare, le notti illuminate delle vie di Monaco e quei lampi dorati negli occhi di Daniel. È lui a far correre il cuore di Eva (e il nostro), alla stessa velocità con cui sfreccia sulle piste di Formula 1.

        Ma, al di là dei ruoli e dei personaggi, in questo libro sono le relazioni a fare da protagoniste.  Sguardi, sorrisi, lacrime e addii, ci fanno entrare in amicizie estive che durano una vita, in amori mai iniziati e in quelli mai finiti. Ci raccontano di legami e di destino, di caso e di libertà.

        Uno stile di scrittura scorrevole, che mostra al lettore le scene senza mai appesantirle con le ormai fin troppo diffuse considerazioni che appartengono più a chi scrive che a chi legge.

        Un libro che si legge in pomeriggi fatti per viaggiare, senza pensieri, trasportati dalle parole lievi e profonde di Sofia Vidal Delgado, alle quali si perdona volentieri qualche fugace imperfezione di stile, talmente è forte l’emozione che raccontano.

        La storia di un amore, di quelli che ci insegnano a credere nell’impossibile e nella speranza. Ma, soprattutto, che ci ricordano quanto valga anche un solo attimo di fronte alla totale mancanza di controllo sulla nostra esistenza e su quella delle persone che amiamo.

        Un libro che consiglio vivamente di leggere a chi vuole volare con la mente e con il cuore, senza rimettere i piedi a terra nemmeno dopo che anche l’ultima pagina scivola via.

        I contorni delle cose si dissolsero e non esistettero che Daniel, le sue labbra morbide, il suono del suo respiro, il suo profumo. Sentì i suoi ricci che le solleticavano il viso, mentre lui, girandosi, le mormorava all’orecchio: «I leoni nell’arena sono tutti tuoi, adesso.»”

        ===Biografia Autrice===

        Sofia Vidal Delgado si considera Italiana, anche se per lavoro vive e ha vissuto all’estero. Traduttrice e scrittrice, con ‘Mi Alma’ l’autrice si avventura per la prima volta in un romanzo al femminile.

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          La testimonianza di Dio – Gli arcani segreti dell’Arca dell’Alleanza di Carlo Santi

          Dal blog ‘Il nodo alla penna‘ – Recensione a cura di Davide Dotto

          'La Testimonianza di Dio', un'opera di saggistica di Carlo Santi

          ‘La Testimonianza di Dio’, un’opera di saggistica di Carlo Santi

          Ci si domanda se esista il Santo Graal e se sia mai esistito qualcosa come l’Arca dell’Alleanza. Del primo non si parla che nel Medioevo, come molte altre cose. La seconda, contrariamente ad altri oggetti, è citata nell’Antico Testamento in passi che non si possono ignorare, talmente circostanziati e precisi da superare non pochi banchi di prova. Innumerevoli e concordanti gli indizi, le tracce del suo passaggio. Molti gli scritti, di svariati popoli e religioni.

          L’Arca dell’Alleanza non è una reliquia. Una reliquia per sua natura è destinata a rimanere nella teca di un museo, rievoca un  passato circoscritto nei suoi limiti spazio-temporali. L’Arca esprime qualcosa di totalmente diverso. Non è un frammento della croce, non è assimilabile all’osso, al capello, al cuore o alla lingua di un santo, a qualcosa di umano.

          L’Arca rappresenta Dio stesso, la sua passeggiata nella storia degli uomini, una forza tanto creatrice quanto disgregatrice. È un manufatto che suggella un patto antico, unisce il sacro (il cielo) al profano (la terra). Di due entità (o di due nature) ne fa una soltanto. L’Arca esprime un che di inscindibile che fa venir meno l’identità delle sue parti (il legno d’acacia con cui è costruita, il rivestimento d’oro, i cherubini, anch’essi d’oro, posti ai lati…).

          Molte le storie che vengono raccontate: quella della regina di Saba e del dono che le fece Re Salomone; quella del popolo ebraico e delle origini della diaspora; per non parlare dell’Ordine dei Templari e delle mire di Filippo il Bello sul tesoro da esso custodito; o dei traffici con l’occulto e l’esoterismo dell’Ahnenerbe, associazione culturale nazista che si riuniva nel castello di Wewelsburg.

          Da queste emerge tutta una serie di riflessioni che sfiorano temi propri  dell’archeologia eretica. La quale raccoglie ed esamina reperti la cui esistenza pone in imbarazzo la scienza ufficiale  e crea sconcerto nel mondo accademico. Sennonché l’Arca dell’Alleanza difficilmente può farsi rientrare nel numero degli OOPArt (nel senso di Out Of Place ARTifacts) che alimentano questa particolare branca.

          Tra l’altro lo scopo stesso del saggio non è quello di creare sconcerto ma di gettar luce su fatti inspiegabili i quali fanno già parte del patrimonio collettivo di conoscenze. Per esempio il potere levitante dell’oro monoatomico e la costruzione delle piramidi d’Egitto; il misteriosofuoco sacro di Gerusalemme; i segreti della geometria sacra che permisero a valenti architetti (nel corso del XII secolo) di erigere cattedrali immani, non ultima quella diNotre Dame de Chartes.

          La testimonianza di Dio diviene altresì testimonianza di una umanità in bilico tra due regni, alle cui estremità stanno i cieli e gli inferi. Luoghi, a ben osservare, sui quali l’Arca ha l’ultima parola, sia quando levita, sia quando viene sepolta sotto il primo Tempio di Gerusalemme, a dimostrazione che entrambi (i regni) le appartengono.

          Insomma: in essa si cela un sapere in grado di spazzare via le colpe dell’uomo, ma anche di condannarlo definitivamente. L’Arca conduce oltre ogni prospettiva terrena, diviene simbolo di una onnipotenza tanto verticale (usque ad sidera et usque ad inferos) quanto orizzontale, perché si pone al di fuori della consueta dimensione spazio-temporale.In conclusione la testimonianza di Dio è il capitolo riassuntivo di una lunga ricerca che si è concretizzata sul terreno del romanzo (si veda la trilogia Il quinto vangelo, La Bibbia Oscura, L’Arca dell’Alleanza) e su quello della saggistica. Un capitolo che mette in risalto le contraddizioni della storia dell’uomo, capace di grandi conquiste ma anche di disperdere il sapere inestimabile che potrebbe condurlo a costruire il migliore dei mondi possibili.


          acquista_on_lineTitolo: La Testimonianza di Dio

          Sottotitolo: Gli arcani segreti dell’Arca dell’Alleanza

          Autore: Carlo Santi | Editore: CIESSE Edizioni | Prefazione: Sonia Dal Cason

          Genere: Saggio | Pagine: 240Collana: White

          ISBN Libro: 978-88-6660-181-4 (disponibile da gennaio 2016)| ISBN eBook: 978-88-6660-172-2

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            Il tarlo. Le indagini del Maresciallo Licata

            Salvatore Galvano

            Recensione di:

            iannozzi_giuseppe_header_1

            Iannozzi Giuseppe, detto Beppe o anche King Lear, è un giornalista, scrittore e critico letterario. E’ famoso per non fare sconti a nessuno. Il suo motto è: “la critica ha bisogno di severità e non di mafiosa elasticità.”


            'Il Tarlo', un military thriller di Salvatore Galvano

            ‘Il Tarlo’, un military thriller di Salvatore Galvano

            Il tarlo. Le indagini del maresciallo Licata (Ciesse edizioni) è il primo romanzo di Salvatore Galvano ed è anche il primo giallo che vede protagonista il Maresciallo Licata. Val la pena di soffermarsi su questo personaggio: Licata è un uomo vicino alla pensione, con un indiscutibile fascino e carisma che attira le donne, giovani, molto giovani e no. Licata riesce ad essere simpatico, senza affettazione alcuna, come il fin troppo popolare commissario Montalbano di Andrea Camilleri, non dimenticando però di essere un segugio, un moderno Sherlock Holmes, sempre attento a ogni particolare, a ogni minimo indizio e a ogni virgola fuori posto. Licata è un personaggio integerrimo tanto nella vita privata quanto in quella professionale: non concede alcuna scusante al prossimo suo né a sé stesso, assume su di sé la responsabilità tutta delle indagini che segue e mai permette a un sentimentalismo di farlo dirottare verso una pista sbagliata. A tutto ciò si aggiunga poi che Licata è naturalmente bello, quasi uguale a un attore, a un maturo Richard Gere, con il solo vizio di aggiustarsi da solo le basette.

            Salvatore Galvano, con Il tarlo, consegna ai lettori un personaggio nuovo, un uomo tutto d’un pezzo ben lontano dai tanti stereotipi che costellano la letteratura di genere: il Maresciallo Licata è personaggio sì di finzione, ma perfettamente credibile, invischiato nella realtà quotidiana e negli accadimenti che la infangano. Non siamo dunque di fronte all’ennesimo Maigret un po’ tanto burbero o ad improbabili Gorilla che dividono la loro propria identità con “il Socio”. Pur prendendo l’autore spunto da alcuni grandi scrittori di gialli quali Arthur Conan Doyle, Georges Simeon, Raymond Chandler, Salvatore Galvano punta soprattutto a modelli letterari più alti quali Friedrich Dürrenmatt, Dashiell Hammett e Jeffery Deaver.

            All’interno del Ministero della Difesa, nel corso di un giro di perlustrazione di routine, viene rinvenuto il corpo esanime di un generale. Tutto farebbe pensare a una morte naturale, ma Licata non ne è affatto convinto: ci sono dei particolari, forse insignificanti, che a lui non sfuggono. Licata non può fare a meno di interrogarsi: conosceva bene le abitudini del generale e la sua morte improvvisa, seppur senza evidenti segni di colluttazione, è tutt’altro che naturale. Licata ne è certo e, come sempre, vuole scoprire la verità nella sua interezza. Sarebbe facile lasciar dire ad altri che il generale è morto per cause naturali, è però Licata uno che non mente né a sé stesso né alle istituzioni presso cui serve. Pensava Licata che sarebbe giunto alla pensione senza dover ancora confrontarsi con il male, con certi squallidi inghippi, così pensava, eppur, in fondo al suo cuore, ben sapeva che così non sarebbe stato.

            Il tarlo. Le indagini del maresciallo Licata di Salvatore Galvano è un romanzo che rivela l’indubbio amore (incondizionato) dell’autore nei confronti dell’arma dei Carabinieri, ma è soprattutto un giallo educato, con un pizzico di malizia, che non scade mai nella banalità né in un costrutto pulp fine a sé stesso. E non è poco davvero.

            Leggi l’anteprima del romanzo

            Salvatore Galvano

            Salvatore Galvano

            Salvatore Galvano è un ingegnere campano e lavora come dirigente presso una Pubblica Amministrazione.

            Ha conseguito le lauree specialistiche in Scienze Strategiche, Scienze Internazionali e Diplomatiche e Scienze Politiche. Ha conseguito, altresì, un master in Studi Internazionali Strategico-Militari e un master di II livello in Scienze Strategiche. Coltiva numerose passioni: il modellismo ferroviario, la filatelia, i “gialli”.

            “Il tarlo” è il suo primo romanzo “giallo”, ma ha già pubblicato“La logistica aziendale in ambito militare” (1992, Esse – CASERTA).

            Il tarlo. Le indagini del maresciallo LicataSalvatore Galvano – CIESSE Edizioni – Collana: Black & Yellow- Genere: Military Thriller – Pagine: 208 – Prima edizione 2015 – ISBN Libro: 978-88-6660-160-9 Prezzo: 16 Euro – ISBN eBook: 978-88-6660-161-6 – Prezzo: 4 Euro

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              A cura di DAVIDE DOTTO

              Questa recensione è stata scritta su: Art-Litteram

              NESSUNO SAPRÀ di ALESSANDRO CHIARELLI

              NESSUNO SAPRA', un Thriller di Alessandro Chiarelli

              NESSUNO SAPRA’, un Thriller di Alessandro Chiarelli

              Prendiamo una città come Ferrara. Un questore dalla vita intensa e dedito agli spassi scompare nel nulla. Gli alti ranghi si agitano, qui è successo qualcosa. Gli uffici confabulano e la gente mormora; magari si è messo nei guai, implicato in cose che è bene non lasciar trapelare. Il lettore non è all’oscuro dell’antefatto. Il questore ha ricevuto delle foto compromettenti in una busta chiusa e anonima che, per fortuna (o sfortuna?) per lui, non è stata aperta da altri, come il protocollo di sicurezza esigerebbe. Va a un appuntamento dal quale non fa ritorno.

              Prendiamo sempre una città come Ferrara. Il procuratore della Repubblica, messo alle strette da un evento rognoso (la scomparsa del questore), non sa che pesci pigliare, dà le istruzioni del caso, e si capisce che vorrebbe dedicarsi ad altro, senza avere tra le mani una simile patata bollente. Fatto sta che anch’egli svanisce nel nulla, e gli incartamenti con il primo stralcio d’indagine dovranno per forza di cose essere passati al procuratore aggiunto.

              Per non parlare del prefetto, un uomo attempato, prossimo alla pensione (manca appena un anno), più di altri adattato all’inerzia della provincia, il quale finisce nel baule di una station wagon, ammanettato e drogato. E questo è quanto.

              Le domande che ci poniamo sono quasi le stesse degli inquirenti: chi è il rapitore, cosa l’ha spinto a sequestrare le alte cariche dello Stato, quale sarà il loro destino? Quasi perché il lettore si intrufola, non visto, nel covo in cui Pallino (il questore), Sciacca (il procuratore della Repubblica), Santinumi (il prefetto) sono rinchiusi, quindi ne sa un po’ di più.

              Seguiamo con interesse le indagini, e subito notiamo qualcosa che ci lascia dubbiosi. C’è timidezza, mancanza di metodo, è assente una figura forte, quella risolutrice. Nessuno sembra dirigere le investigazioni. E il fatto che questo possa dipendere dalla decapitazione dei capi non persuade più di tanto. Insomma: qui si dorme sulle cose, non si brancola soltanto nel buio. A dominare è una sorta di rivalità sterile che pone nel nulla iniziative che sembrano non partire da nessuno, oltre la paura che si aprano gli armadi lasciando fuoriuscire qualche scheletro.

              D’accordo. Il lettore prende atto di questo primo filone: le indagini sono svolte in maniera dilettantesca o quasi. Ci si aspetta l’intervento decisivo di un investigatore tutto di un pezzo, vero, di quelli che non si fermano davanti a niente (e nemmeno di fronte a loro stessi). E infatti eccolo, a metà romanzo. È un magistrato, si chiama Adige Pedron, detto il Monaco. Non è al di fuori delle istituzioni vi si è fatto le ossa: carismatico, freddo, diretto, pratico, agisce con immediatezza e soprattutto con metodo, sciogliendo l’intreccio. È una figura problematica, lascia trapelare una fragilità di fondo che col tempo si è saldata a un imperativo categorico che ne costituisce la scorza, con la quale fronteggia la protervia di una cerchia tentennante di inquirenti.

              C’è una certa corrispondenza tra la decapitazione dei capi (il rapimento) e la decapitazione della città, che potrebbe seguire a una serie di perquisizioni serrate e a interrogatori volti a scoperchiare pentole e scoprire altarini, oltre l’identità, sorprendente, di chi si cela dietro il rapitore.

              Nessuno saprà è un thriller costruito con una buona invenzione narrativa, gioca abilmente con gli ingredienti propri del genere, senza trascurare di puntare il dito sulle insidie rintanate tra le pieghe del potere, contro le quali le stesse istituzioni sono chiamate a reagire. Ciò è in linea con altri thriller della casa editrice (penso al Vampiro di Munch di Alessandro Maurizi, ma anche a Squadra antimafia – I lupi di Palermo di Carlo Santi), ai quali si rapporta indissolubilmente.

              Davide Dotto


              Alessandro Chiarelli

              Alessandro Chiarelli

              Alessandro Chiarelli è nato a Ferrara il 25/05/1966.

              Laureato in Scienze dell’Amministrazione all’Università di Urbino e in Scienze Politiche, Laurea Magistrale, indirizzo sociologico, all’Università di Perugia.

              Svolge l’attività di Sostituto Commissario della Polizia di Stato, quale responsabile dell’Ufficio Minori della Questura di Ferrara. In precedenza ha diretto le sezioni investigative della Squadra Mobile e della Digos nel settore dell’antiterrorismo. Attualmente affianca l’attività investigativa sui crimini sessuali e familiari con attività formative fuori e dentro l’amministrazione.

              Dal 2000 è docente presso l’Università di Ferrara, Facoltà di Lettere e Filosofia, nel Master post-laurea “Tutela, diritti e protezione dei minori” e ricopre la carica di segretario provinciale del Sindacato Italiano appartenenti Polizia (SIAP), nonché membro della Direzione Nazionale.

              Ha pubblicato, nel 2009, il romanzo “Disonora il padre e la madre” presentando il romanzo al Salone del libro di Torino nel 2009 come autore selezionato dalla Polizia di Stato. Con i tipi di Faust Edizioni ha pubblicato “Che io Bruci” nel 2014 e il saggio di criminologia “Il caso Aldrovandi” nel 2015. Ha scritto numerosi capitoli in testi collettanei di natura scientifica e tecnica in collaborazione con le Università di Ferrara e Bologna.


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              Autore: Alessandro Chiarelli

              ISBN Libro: 978-88-6660-168-5 | Pagg. 336 | Euro 18,00 | Collana: Black & Yellow | Genere: Thriller | Anno 2015

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                Recensioni entusiastiche per il romanzo, a tema Ebola-Terrorismo, degli autori americani Sedge e Jacobs. Il military thriller “Sentinella della morte”, di nuova pubblicazione in Italia con CIESSE Edizioni, viene paragonato ai romanzi di Forsyth, Clancy e Ludlum.

                death watch coverCover_Sentinella_della_morteDeath Watch” è il titolo della versione americana dell’ultimo romanzo di Michael Sedge, già autore de L’Oracolo (2014 CIESSE Edizioni), scritto a quattro mani con il giornalista e scrittore Joel Jacobs e pubblicato negli USA a dicembre 2014.

                Sentinella della morte” è il titolo del libro in italiano, tradotto da Sonia Dal Cason e pubblicato da CIESSE Edizioni per l’Italia a partire dal prossimo mese di maggio 2015.

                Il romanzo è un Thriller in ambito militare, ambiente e realtà ben conosciuta dai due autori. Infatti, Michael Sedge ha svolto servizio nella Marina degli Stati Uniti e successivamente, come giornalista, è stato ‘reporter di guerra’ per conto di famose testate nazionali americane. Joel Jacobs, invece, ha ricoperto per anni la qualifica di giornalista capo della Marina degli Stati Uniti vivendo a stretto contatto con i soldati e, in tale veste, partecipando a molte missioni militari ad alto rischio in tutto il mondo.

                Da queste esperienze, maturate dai due autori in campo militare sia da soldati che da giornalisti, si comprende che i commenti e le recensioni al romanzo non siano stati scritti “a caso”. L’ambientazione militare in Sentinella della morte e i termini usati, a volte necessariamente tecnici, sono la testimonianza di una cura quasi “maniacale” dei due autori nel rendere veritiera e reale una storia di fantasia che, però, tratta argomenti di forte attualità: la pericolosità dell’ebola e il terrorismo.

                Le recensioni al libro della coppia Sedge/Jacobs sono entusiasmanti e, per giunta, arrivano da personaggi di spicco in ambito letterario. In questo articolo ne proponiamo alcune, scritte dai più significativi nomi che si occupano di letteratura a livello internazionale. Naturalmente abbiamo sostituito il titolo, dove era scritto “Death Watch” utilizziamo l’italianissimo “Sentinella della morte“.


                Questo è uno dei migliori thriller che ho letto negli ultimi anni”. Così C. Stuchl, critico letterario di NetGallery, definisce il nuovo romanzo di Michael Sedge e Joel Jacobs, Sentinella della morte. “I personaggi sono ben sviluppati e l’intera trama è pianificata con cura. È così verosimile che potrebbe accadere oggi stesso. Raccomando caldamente questo libro a tutti coloro che amano i thriller a sfondo militare.”

                Michael H. Sedge

                Michael H. Sedge

                Sentinella della morte è basato su un ex appartenente alla DELTA Force, divenuto terrorista, che semina il mortale virus Ebola sulla nave da guerra più potente dei suoi tempi, la U.S.S. George Washington.

                Mi rammenta in special modo il grandissimo romanzo di Frederick Forsyth ‘Il giorno dello sciacallo”, commenta Robert P. Gelms, critico letterario di Amazon. “L’attenzione per i dettagli è stupefacente… una lettura da far restare in bilico sul bordo della sedia. Gli autori sono abili ed esperti scrittori di thriller militari, e la descrizione della vita a bordo di una portaerei è aderente alla realtà… È la vita di una enorme e mortale macchina da guerra. Ed ecco dove il romanzo mi ricorda i libri di Tom Clancy. Mi sembrava di vivere a bordo con loro.”

                Joel Jacobs

                Joel Jacobs

                Liezl Ruiz, critico letterario e cinematografico per Zirev, ha definito Sentinella della morte: Un thriller dal ritmo serrato, adrenalinico, da leggere tutto d’un fiato, tanto da non riuscire a staccare gli occhi dalle pagine una volta iniziata la lettura. E lo stile narrativo? Incredibilmente scorrevole… Leggere questo libro è come vedere un film sul grande schermo. È assolutamente autentico. Questo romanzo è perfetto per ricavarne un film.”

                Il critico letterario di Goodreads, Mallory Heart, ha scritto: “Sentinella della morte segue la tradizione narrativa di Frederick Forsyth e Robert Ludlum.”

                David Kinchen, dell’Huntington New Networks, ha ripreso questo concetto affermando che: “Seguendo un format fissato da Frederick Forsyth ne ‘Il giorno dello sciacallo‘, Sedge e Jacobs popolano il loro romanzo di personaggi credibili, sia sulla portaerei sia in Europa e in Africa. E ciò, a mio parere, rende il loro lavoro superiore a quello degli autori che ci rappresentano con personaggi di cartone e unidimensionali. Se state cercando un thriller che combini elementi di Clancy e Forsyth, Sentinella della morte è un’ottima scelta. L’ho letto tutto d’un fiato e sono rimasto colpito dallo stile di scrittura.”


                SINOSSI

                Leggi l'anteprima del libroCome funziona la mente di un terrorista internazionale?

                In particolare quella di George Haddan, ex appartenente alle DELTA Force, in missione per sferrare un colpo agli Stati Uniti che lascerà il mondo senza parole per l’orrore. Insieme a Matthew Blake, agente speciale dell’NCIS, il servizio investigativo della Marina, seguiremo le tracce di Haddan attraverso l’Europa, l’Africa e a bordo della portaerei USS George Washington.

                Questa situazione d’emergenza porrà la Marina Americana contro se stessa, mentre l’equipaggio si troverà a fronteggiare una mortale epidemia di Ebola che trasformerà la nave in un “punto caldo” galleggiante nel mezzo del Mediterraneo.


                SCHEDA TECNICA

                Titolo: Sentinella della morte

                Titolo originale in USA: Death Watch (© 2014 Michael H. Sedge & Joel Jacobs)

                Autori: Michael H. Sedge & Joel Jacobs | Traduttore ed Editor: Sonia Dal Cason

                Genere: Military Thriller | Pagine: 304 | Collana: BLACK & YELLOW

                ISBN Libro: 978-88-6660-154-8 | ISBN eBook: 978-88-6660-155-5

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                  Beppe Iannozzi è un critico severo e "diabolico". La sua bella recensione de L'ARCA DELL'ALLEANZA fa capire che l'ultimo Thriller Storico di Carlo Santi ha superato una prova difficile.

                  L'Arca dell'Alleanza, un Thriller Storico di Carlo Santi

                  L’Arca dell’Alleanza, un Thriller Storico di Carlo Santi

                  Fonte: Blog di Beppe Iannozzi

                  Carlo Santi ha, fuor di dubbio, la rara e preziosa qualità di saper scrivere senza mai annoiare il lettore. Nei suoi romanzi la suspense è sempre alta. Non c’è tempo per distrarsi, perché l’autore inghiotte letteralmente il lettore nella “sua” storia, e lo fa in maniera così convincente che è impossibile, una volta iniziata la lettura di un suo romanzo, prendersi un attimo di pausa. Questo accade perché Carlo Santi fa abile commistione di veridicità storica e fantasia, senza mai scadere nella banalità, senza mai scegliere la strada della semplicità seriale.

                  L’Arca dell’Alleanza è uno di quei rari romanzi che spogliano la Letteratura dei suoi cliché per compiere una sorta di miracolo, dar vita a un thriller storico che nulla ha da invidiare ai più commerciali e banali thriller sfornati, a ritmo serrato, da altri autori, magari più conosciuti ma non per questo più bravi. L’autore scrive per far divertire il suo pubblico. Grazie a uno stile pulito e a una sapienza narrativa lineare, Carlo Santi riesce là dove sono in tanti a fallire: creare dal nulla e dal caos una storia, che è, allo stesso tempo, romanzo d’avventura e saggio storico. Gli elementi avventurosi si sposano con elegante perfezione a quelli fantastici, per cui, alla fine, risulta quasi impossibile distinguere la realtà dalla finzione.

                  E’ il caso di sottolineare, senza tema d’esser io in qualche modo smentito, che Carlo Santi è uno scrittore da combattimento, amabile quanto Tullio Avoledo, coinvolgente e irriducibile più e meglio di Ken Follett e Dan Brown.

                  Giuseppe (Beppe) Iannozzi

                  Giuseppe (Beppe) Iannozzi

                  Iannozzi Giuseppe

                  Iannozzi Giuseppe, detto Beppe o anche King Lear, è un giornalista, scrittore e critico letterario.

                  E’ famoso per non fare sconti a nessuno.

                  Il suo motto è: “la critica ha bisogno di severità e non di mafiosa elasticità.”

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