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    Due serate MERAVIGLIOSE!
    La prima per GOCCE SU DINO BAGGIO venerdì 16.12.2011 a Tombolo (PD).
    Evento assolutamente INDIMENTICABILE e STRABILIANTE. Un successo certamente annunciato, il Municipio di Tombolo era stracolmo (quasi 400 persone). Il merito della serata va al Sindaco Franco Zorzo, che ha curato personalmente ogni più piccolo aspetto e dettaglio dell’evento con la preventiva distribuzione di migliaia di volantini, locandine, luminarie, annunci ai giornali, in primis la mitica Gazzetta dello Sport che ha sottolineato l’uscita del libro e pubblicizzato l’evento, ma anche alle TV come la stessa RAI che ha dedicato una pagina del “Televideo” all’evento.
    Cover_Gocce_su_Dino_BaggioIl Sindaco Zorzo, a cui va la mia personale riconoscenza e stima, è stato un perfetto e disponibile “padrone di casa” prodigandosi al meglio affinché noi tutti fossimo posti a proprio agio. Presenze Istituzionali eccellenti come alcuni Sindaci e Assessori comunali di altre Città del Veneto, più o meno lontane e con i quali stiamo già calendarizzando i prossimi eventi, ma anche presenze importanti e “ufficiali” come il Comandante dei Carabinieri e della Guardia di Finanza, alti Ufficiali di P.S. e un personaggio non meno importante, sicuramente molto noto non solo a Tombolo, cioè il signor Ennio Doris, patron della Mediolanum nonché concittadino e amico di Dino Baggio. Cito anche la presenza graditissima dell’avvocato Angelo Cascella, legale vicentino del Campione e illustre membro della Giuria Arbitrale Internazionale della FIFA (con competenza per Europei, Mondiali e Olimpiadi). L’avvocato Cascella, tra l’altro, è colui che mi ha fatto simpaticamente “penare” le fatidiche sette camice durante le trattative per la firma del contratto di edizione di GOCCE SU DINO BAGGIO. Dico non a caso “simpaticamente” perché oggi ho l’onore e il piacere di condividere con lui una profonda stima e amicizia comune.
    Emozioni “vere” sono letteralmente esplose quando il gigantesco schermo ha trasmesso le immagini storiche dei molti goal “prodotti sul campo d’azione” da parte del Campione. Applauditissimo, con qualche lacrima notata su molti volti di persone del pubblico (non si capiva se per l’emozione da parte degli ammiratori di Dino o se la cosa fosse a causa della militanza milanista 🙂, lo STREPITOSO e ALTLETICO goal di Dino Baggio, che nell’occasione vestiva la maglia della “magica” Parmaquando, in perfetta rovesciata, segnava contro proprio il Milan.  A testimonianza di quanta forza esprimeva la squadra avversaria ricordo che, quello stesso anno, il Milan vinse lo scudetto.

    Gli autori Marco Aluigi e Dino Baggio

    Emozioni “forti” vissute anche attraverso l’incredibile voce di Bruno Pizzul: grande “testimonial” di questa prima uscita pubblica del libro. Una sorprendente emozione l’ha anche suscitata il sentire la mitica, notissima e particolare voce di Pizzul durante il suo intervento e, successivamente, nell’improvvisata intervista a Dino (assolutamente non concordata e, ve lo garantisco, per questo ancor più bella) a cui si è dato seguito la visione del video dei goal più belli del Campione con la telecronaca effettuata dallo stesso “proprietario” della voce sentita in “diretta” poco prima condita dall’atmosfera creata, quale colonna sonora, da uno dei pezzi più “forti” degli altrettanti mitici U2.
    Emozioni “reali” quando, in bella mostra, vi erano disposte le gloriose maglie indossate da Dino Baggio durante la sua carriera. Le maglie erano sotto “scorta” da parte dei Carabinieri e di due Agenti della Polizia Municipale (che non le hanno mai perse di vista un solo istante e che Dino, alla fine della serata, le ha personalmente recuperate a dimostrazione di quanto ci tiene – giustamente dico io). Erano quelle del Tombolo, del Torino, della Juventus, dell’Inter, del Parma, della Lazio, del Blackburn. Immancabile la mitica maglia della nazionale, Dino ne ha indossate tante, ma l’altra sera c’era quella a cui tiene in modo particolare: quella con il numero 13 e il nome D. Baggio cucito dietro: cioè la maglia da Vicecampione del Mondo USA 1994. Sopra di essa, le scarpette. Maglie epiche, che hanno il loro peso per essere state indossate per squadre importanti, maglie che lo hanno accompagnato all’apice del suo successo, a livello internazionale e mondiale. Il “ragazzino”, partito da Tombolo all’età di dodici anni, che ha raggiunto il suo sogno scalando le vette più alte del mondo del calcio.

    Prossimi appuntamenti, già calendarizzati: sabato 07.01.2012 a PONTE DELLE ALPI (BL), sabato 28.01.2012 a CONCO (VI). Altra occasione, con data ancora in bilico fra sabato 14 o 21.01.2012, a Pordenone. Anche in tali occasioni si parla di centinaia di presenze, a testimonianza di quanto Dino Baggio è amato soprattutto dai giovani, che magari lo conoscono di fama pur senza mai averlo visto in “azione” ai tempi di Torino, Juve, Inter, Parma, Lazio e nella nazionale con le avventure dei Mondiali e gli Europei degli anni novanta, come è apprezzato e mai dimenticato dai cosiddetti “meno giovani”.
    Altra emozione, questa volta però è stata solo mia e di nessun altro, ma la voglio condividere per far capire un aspetto, poco conosciuto dai più, di com’è fatto un uomo come Dino: una sua telefonata al sottoscritto, ieri sera (17.12.2011) verso le 19,30. Non una semplice telefonata e non certo di rito, ma assai gradita. Mi ha “semplicemente” chiesto se ero contento di com’era andata la serata. Non so se si riesce a capire il mio stato d’animo: il Campione e amico Dino Baggio che mi chiede se sono stato contento? Incredibile! Per quanto mi riguarda, Dino ha segnato un altro strabiliante goal solo che, questa volta, lo ha fatto nei miei confronti vincendo la Coppa Mondiale della mia infinita gratitudine!

    Scontata la mia risposta: “Dino, tu sei abituato ai grandi eventi e magari non te ne rendi conto, ma io ho vissuto il momento più esaltante della mia vita: da editore, da uomo e anche da scrittore. Mai vissuta una presentazione così imponente, sentita, partecipata ed emozionante. Tu, invece… per te com’è andata?

    Dino mi ha risposto: “A me è piaciuto moltissimo e sono proprio soddisfatto. Sai che oggi mi ha fermato tanta gente per strada, tutti mi hanno detto che la serata è piaciuta, che si sono divertiti e, questo, mi ha fatto piacere. Però sappi che, per me, era importante che tu, Carlo, fossi contento, te lo devo perché hai creduto in me. Ne faremo altre di presentazioni e voglio solo che tu possa essere sempre soddisfatto.

    La mia risposta: “No, Dino, tu devi essere contento! Tu non devi niente a nessuno se non a te stesso. Sono io, invece, che devo ringraziare te per la fiducia che hai riposto in me e nella CIESSE.

    Non ho voluto “romanzare” la cosa, ci mancherebbe, bensì condividere questa “semplice” testimonianza con voi che leggete questo post, per far comprendere quanto è facile “stimare e apprezzare” uno come Dino Baggio. Voglio usare una sua affermazione, presente anche nel libro: – Un uomo può essere un Campione, ma non tutti i Campioni sono uomini. – Per me Dino è un uomo da additare quale esempio di umanità, umiltà e semplicità soprattutto al di là dall’essere anche Campione cosa che, assolutamente, va data per scontato.
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    Cover_FobieLa seconda serata per FOBIE ieri sabato 17.12.2011 a Pescara.
    Ottima presenza e partecipazione di pubblico. Calda e simpatica è stata l’accoglienza, molto divertente la presentazione, soprattutto quando il Curatore Alessandro Greco e il sottoscritto quale Editore hanno illustrato ironicamente com’è nato e si è sviluppato il progetto “Fobie”.
    La “grecofobia” era ben presente non solo nell’animo dell’Editore, bensì anche in ognuno dei quindici Autori dell’antologia che, con e come me, hanno sopportato a lungo le regole “imposte” tirannicamente da Alessandro.
    E grande è stato l’impegno di Alex che, a detta di tutti, ha svolto il suo compito con impeccabile professionalità e precisione. Soprattutto la precisione di Alessandro ha creato i maggiori disturbi psicologici a tutti noi Sorriso però ha anche il merito di aver determinato un’antologia di alto profilo letterario e di sicuro “impatto” umoristico, un buon metodo esorcizzante per superare le paure di ognuno di noi. La lettura di questo libro, ne siamo certi, guarirà le fobie che sono state trattate irriverentemente dalla “banda dei quindici” nonché talentuosi Autori. Presi dall’entusiasmo, eravamo tutti talmente concentrati che nessuno, dico e sottolineo nessuno, s’è fatto venire in mente di scattare le foto dell’evento.
    In pratica, due successi, sicuramente da distinguere per portata e partecipazione, ma entrambi  emozionanti perché fortemente voluti e determinati dalla nostra CIESSE. Grazie a tutti coloro che hanno potuto realizzare questi bellissimi momenti a cui, ne siamo certi, ne seguiranno altri di pari livello se non di più.
    Carlo Santi

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      image_thumb[5]Buongiorno, vorrei pubblicare una raccolta di poesie ed un racconto breve di 84 pag. (42 fronte retro), carattere 14. Forse è troppo corto? Chiedete contributi? Dopo quanti mesi potrei aspettarmi una risposta?”

      Questa è una mail standard di aspiranti autori che vogliono pubblicare il loro lavoro. E’ anche il modo di presentarsi peggiore al mondo, arroganza oltre misura e offensivo al massimo, sintomo di maleducazione e scarsa attitudine a pensare a quello che si dice/scrive.

      Perché? Per un’infinità di motivi!

      La prima perché un editore è un imprenditore a tutti gli effetti, con rischi economici e d’impresa, è soggetto fallibile e tenuto a bilanci, contabilità e altri adempimenti legali. “Vende” prodotti editoriali e, che gli piaccia o meno o che sia appassionato o meno, l’editore questo è: un imprenditore che “commercia” letteratura! E, come ogni buon commerciante, vende di più se il “prodotto” è buono o, meglio, ottimo.

      La seconda perché mi domando e vi domando: che “prodotto” può mai essere, da valutare e prendere in considerazione, quando ci si presenta con una mail di siffatto tenore, senza un allegato, una presentazione, uno stralcio dell’opera o altre info sulla persona che si propone? Tutte informazioni che sono necessarie per prendersi carico dei costi di una pubblicazione professionale, con stampa, distribuzione libraria, promozione, etc.

      La terza è perché la CIESSE Edizioni non è una “Agenzia di pubblicazione a richiesta”. Tu (mi rivolgo a chi scrive mail come quella sopra), aspirante autore o asserito tale, proponi progetti editoriali a qualcuno che deve valutarli, che ha l’onere di scegliere e puntare economicamente su di te e gli precisi che “vorresti” pubblicare qualcosa senza dire nemmeno di cosa si tratta? Ah sì, l’ha detto di cosa si tratta, 42 pagine, carattere 14 contenenti poesie e un racconto breve. Due cose che dovrebbero essere “leggermente” differenti. E’ pleonastico che il tizio non sa nemmeno cosa sta dicendo e non ha contezza letterale. La poesia è una cosa seria, parliamo di cultura, sensibilità, sentimenti, profondità, etc. mentre il raccontino breve può essere di tutto, ma sono certo che da un tizio simile può essere solo uno strafalcione e, al massimo, essere un prodotto simile a poco più di una brochure, piuttosto che un’opera dal taglio professionale.

      La quarta perché uno che si rivolge a una casa editrice, prima e per educazione nonché professionalità (Sì! è richiesta la professionalità anche a un esordiente, anzi, maggiormente a un esordiente), si deve informare su “chi, cosa, quando e perché” in merito a tale editore. Per cui ci si va a informare, magari consultando il sito web ufficiale dove, guarda caso, è scritto cosa si vuole e non si vuole. Nel nostro caso è sospesa la ricezione di manoscritti fino a data da destinarsi e si legge chiaramente qui. E che siamo editori No Eap è ben evidenziato in prima pagina, in seconda, in terza e ovunque…

      La quinta è perché ne riceviamo a centinaia di mail simili, ci intasano la casella di posta, perdiamo tempo a leggere di cosa si tratta e ogni volta è la stessa cosa: ci arrabbiamo! Soprattutto perché è di certo lecito chiedere, ma prima di fare una qualsiasi e semplice domanda, sarebbe utile e bene pensare seriamente sia di cosa si sta parlando sia di cosa hai intenzione di proporre a chi dovrebbe credere in te e nel tuo lavoro.

      No perditempo, per favore!

      Carlo Santi

      Direttore Editoriale CIESSE Edizioni

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