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    Fanno discutere, in questi giorni, le nuove regole editoriali per l’invio dei manoscritti da parte degli autori che vogliono pubblicare con la CIESSE Edizioni. Le regole sono quelle meglio specificate al seguente LINK.

    Analizziamo per bene cosa citano le famose e contrastate regole: “Non inviate il manoscritto, bensì proponete l’opera illustrando il vostro progetto editoriale attraverso una sinossi  esaustiva e chiara, all’interno di un singolo file da inviare a manoscritti@ciessedizioni.it precisando, altresì, il genere trattato, il numero di caratteri (spazi inclusi), il target di lettori a cui pensate di rivolgervi nonché indicando i vostri dati anagrafici e ogni altra informazione utile per far meglio comprendere la qualità della vostra opera. Allegare la “sola” sinossi testimonia una scarsa capacità di saper presentare l’opera al meglio, per cui è un passaggio certamente utile, ma non è, e non può essere, l’unico documento da fornire per la necessaria valutazione.

    CIESSE Edizioni privilegia i romanzi, opere ben strutturate, storie originali, coerenti e assolutamente INEDITE, per cui evitate di proporci racconti più o meno brevi (anche fossero una raccolta dello stesso Autore) o testi che mal si addicono a una pubblicazione professionale.”

    Inoltre si invitano gli aspiranti autori  a rivolgersi ai Direttori di Collana che hanno la responsabilità di generi specifici. Altro aspetto in contestazione.

    E adesso analizziamo per bene il perchè di una scelta simile e perchè coloro che la contestano mai, dico mai e lo sottolineo, potranno pubblicare con la CIESSE Edizioni.

    Che piaccia o meno, di duemilaottocento (2.800) manoscritti ricevuti alla data del 25.06.2011, nessuno, ripeto NESSUNO era pubblicabile.

    Questa cosa da fastidio a 2.800 persone?

    Beh, non mi frega assolutamente nulla! Alla CIESSE Edizioni non abbiamo 2.800 clienti e, comunque sia, fra i nostri Clienti affezionati, questi soggetti non risultano.

    Potrebbero essere potenziali Clienti e io me li sto bruciando?

    Può essere, male per loro e non certo per me e la CIESSE.

    Io voglio l’eccellenza, se non la trovo, attendo il momento giusto e se non dovesse arrivare, allora sì che inizierei a preoccuparmi del perchè.

    Così non è sempre stato, però?

    Anche questo è vero, ma non chiedetemi, per questo, di perseverare oltre!

    Però vedo che l’eccellenza arriva, quindi, ho di certo ragione io. E, caso strano, l’eccellenza arriva per scelte, rapporti, conoscenze, iniziative o altro, non certo per il solo fatto che si accettano manoscritti. Arrivano da concorsi, da chi propone idee, progetti e non “solo e sempre” manoscritti. Arrivano perchè si apprezza la CIESSE, le opere lette, quel che ha pubblicato, il modo di porsi (che con me fa saltare ogni regola dell’editore classico), l’ambizione che si ostenta chiaramente, la forza che si pone in campo, la passione e la trasparenza, anche quando serve mandare a quel paese certi figuri.

    Direi anche l’arroganza, in giusta misura.

    Ma torniamo alle regole.

    Io non voglio che la CIESSE resti piccola, mi pare che sia chiaro questo fatto. Non voglio nemmeno crescere a dismisura senza contare su mezzi e risorse umane di qualità o fattori economici che non esistono. Io ho i miei limiti ed è chiaro che li IMPONGO alla casa editrice, ci mancherebbe altro.

    Pubblicare un libro mi costa (notare che non dico che costa alla CIESSE, visto che i soldi impiegati sono solo miei) dai 5 ai 6mila euro a titolo (70 titoli in catalogo, si fa presto a fare conti).

    Perchè dovrei spenderli per una schifezza di romanzo da quattro soldi? Se devo spenderli, deve valere almeno dieci volte di più di quel che spendo. Serve che a dirmi come e dove rischiare sia lo stesso autore? Nemmeno per sogno!

    Se qualcuno pensa che pubblicare a gratis significa avere il diritto di replica a quanto su affermato, beh, si sbaglia di grosso. Sono io l’Editore e sono sempre io che ho il rischio d’impresa e che caccio fuori la grana e sono sempre io che ho il magazzino pieno, come so io quanto mi costa.

    Ecco perchè chi vuole pubblicare con me deve propormi un “progetto editoriale”, ben articolato e condivisibile, per poterlo pubblicare.

    Se l’autore non sa convincermi della bontà della sua opera, allora sappia che non ha convinto l’editore. E scusate se è poco!

    E io, con forte determinazione e convinzione, dico loro: “Ma che avrai scritto di così interessante se non sai nemmeno convincere il tuo potenziale editore?

    Ora, spero e mi auguro con tutto il cuore che chi non ha la capacità di convincere l’Editore, sappia alla perfezione che è consigliabile rivolgersi altrove.

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      Il 2012, per la CIESSE Edizioni, si apre con una nuova veste comunicativa: il sito web www.ciessedizioni.it e questo stesso blog http://blog-ciessedizioni.info, entrambi rinnovati, di facile consultazione e con una veste grafica elegante.

      Naturalmente è solo un modo di presentarsi, il fattore determinante sono sempre e solo i libri pubblicati nonchè quelli che andremo a pubblicare questo trimestre.

      Parlo di trimestre?

      Sì, parlo proprio di trimestre perchè la nuova impostazione editoriale prevede piani trimestrali per le nuove pubblicazioni.

      E’ innegabile che, successivamente alla fase di ricerca al giusto manoscritto di qualità, si prosegua poi con la sua fase di revisione approfondita e professionale. Entrambe queste fasi, scelta e revisione testo, ovviamente diventano sempre più vitali e determinanti. Ecco perché piani trimestrali, per evitare di stabilire decine di contratti di edizione ed essere costretti a soddisfare  le giuste “pressioni” dell’Autore che non vede l’ora di venire pubblicato e stringere fra le mani la sua “creatura”.

      Certo, quale editore posso sempre dire all’Autore in questione che attenda i tempi nostri, ma è inevitabile che, carico di entusiasmo e, dico io, anche di un po’ di impazienza, influisca psicologicamente nei confronti del proprio editor che, così, si sente “attanagliato” da una fretta che non deve mai avere, vista la delicatezza del compito.

      Con il piano trimestrale si evita tutto questa smania e pressione, simpaticamente parlando, perché l’Autore conosce da subito che in quel trimestre uscirà il suo libro così da “rassegnarsi” volontariamente a tale attesa. Sembrerà una piccola cosa e, invece, ritengo ricopra una scelta saggia e oculata. Quando si stabilisce il contratto di edizione con l’Autore, con questi si diventa collaboratori, quasi si fosse soci, si concordano scelte comuni, si programmano obiettivi e traguardi. Naturale che vi sono aspettative legittime, anche nei tempi e l’entusiasmo è comprensibile, oltre che auspicato, incentivato e, non certo ininfluente e del tutto contagioso.

      Così è avvenuto l’ultimo trimestre 2011 e, dopo le fantastiche uscite di Gocce su Dino Baggio di Dino Baggio e Marco Aluigi (grande successo annunciato), l’antologia Fobie curata dallo strabiliante e dinamico “pazzoide e fobico” personaggio che porta il nome di Alessandro Greco (Alex è appena diventato papà per questo gli esterniamo gli auguri e le felicitazioni dell’intera Redazione e, assieme a lui, li estendiamo anche alla mamma Federica e alla piccola Sara) oltre a  CAMil quarto titolo CIESSE del talentuoso Stefano Pastor, D’ombra e di luce, anche qui quarta pubblicazione CIESSE (ognuna in una collana diversa) della nostra Francesca Panzacchi e MINON di Alexia Bianchini e Fiorella Rigoni, in questo primo trimestre 2012 vedranno la luce altre novità di rilievo di nuovi e “vecchi” Autori.

      Fra le New Entry annoveriamo Carlo Carere e Giangiuseppe Ruzzu con il loro giallo Acque letali. Il libro in questione è ispirato da una storia vera che si basa su un’indagine, tutt’ora “affossata”, riferita allo smaltimento illegale di rifiuti tossici e radioattivi dispersi in mare aperto; mare italiano, per intenderci. E quando si dice che si basa su una storia vera parliamo di un Carlo Carere, ex Capitano dei Carabinieri (oggi apprezzato attore di cinema e teatro che vive a Hollywood) e di un Giangiuseppe Ruzzu, un ufficiale dei Carabinieri con il grado di Maggiore, tuttora in servizio. Quindi, autori che conoscono le indagini di cui si parla nel libro e molti lettori potranno rendersi conto di alcuni risvolti “inspiegabili” di storie di cronaca del passato ben conosciute ma che, nelle loro varie articolazioni, non hanno avuto grandi effetti mediatici e, per questo, ancora immersi (sarebbe quasi meglio dire sommersi) nel mistero, merito anche della scarsa e scorretta informazione giornalistica. Il libro è romanzato, certo che sì, perchè la storia vera non è ancora conclusa, non ha ancora un epilogo e nemmeno uno o più colpevoli. Un libro che potrebbe aprire molti interrogativi, da non perdere.

      Sempre New Entry, anche se parliamo di una scrittrice già affermata, è Tiziana Iaccarino con il suo Nel cuore della notte (provvisorio che andrà cambiato in quanto vi è un altro romanzo con il medesimo titolo). La storia di Tiziana vuole raccontare ciò che significano gli avvenimenti, positivi o negativi che accadono di notte, all’improvviso e sempre quando tutto sembra molto più complicato e difficile da superare, almeno in apparenza. Infatti, è proprio di notte che le ombre danno un’immagine distorta delle cose e delle persone ed è sempre di notte che spesso si trovano le soluzioni alla vita che il giorno non offre. La notte, quindi, è uno spazio temporale che viene esplorato dall’Autrice attraverso una serie di effetti ed eventi, sentimenti e vicissitudini, difficoltà e soluzioni che analizzano un percorso vissuto con scoperte ed esplorazioni dell’animo umano.

      Continuo con i nuovi Autori CIESSE con il thriller Grida oltre il silenzio di Antonio Ferrara. La storia rappresenta quelle “grida” che non possono essere udite da tutti, ma solo da coloro dotati di un certo grado di sensibilità. Sono le grida non ascoltate di chi è andato via da questa terra, ma che comunque continua a gridare a chi si nasconde dietro una facciata d’omertà e false certezze. Il romanzo di Antonio ha un’altra caratteristica che lo rende ancor più ghiotto: la prefazione sarà di Danilo Arona, noto scrittore, giornalista e saggista italiano che, per anni, si è occupato di narrativa e cinema fantasy, tenendo conferenze sulla letteratura fantastica e collaborando alla scrittura di sceneggiature (ha pubblicato anche con la Mondadori, non è vitale e importante, ma qualcosa significa sempre) e, cosa non da poco, sta leggendo il manoscritto garantendo, così, un ulteriore e gradito supporto all’Autore. Di questo ultimo passaggio a noi può solo fare piacere, l’interesse, l'”occhio” critico, attento e scrupoloso del grande Arona rappresenta la conferma che abbiamo scelto bene.

      Non sono delle New Entry, bensì nostri già collaudati e affezionati Autori: parlo di Andrea Garlinzoni e Stefano Marino.

      Parto da Andrea Garlinzoni e con il suo ultimo episodio della saga che ha dato vita alla Collana Le nostre guerre, cioè il suo terzo romanzo della trilogia. Di comune accordo con Andrea stiamo lavorando per garantire una veste nuova alla trilogia stessa: unificheremo i tre episodi in un’unica pubblicazione, l’intera saga in un unico romanzo, corposo, mastodontico e assolutamente imperdibile a un costo di copertina lievemente più alto di uno dei titoli già pubblicati, per questo assai contenuto. La nuova pubblicazione, che è in fase di revisione completa anche nei riguardi dei due precedenti episodi, si intitolerà Le rose di ferro e tratta i quindici anni più bui della nostra Patria: il periodo che ci ha fatto conoscere la seconda guerra mondiale. Storie di vita dei militari e delle loro famiglie in attesa, storie di eroi o “semplici” madri e padri in apprensione per i propri figli in guerra. Andrea è maestro di tecnica bellica tanto quanto riesce a trasmettere le ansie e le paure vissute in quel periodo perchè ha approfondito l’argomento ascoltando dirette testimonianze di chi, a quel tempo, c’era e non ha mai dimenticato.

      Per ultimo, ma solo per quanto riguarda l’ordine fin qui dato, Stefano Marino, un Autore amico che è alla sua seconda “fatica”. La prima è quella che noi abbiamo definito (assieme ad altri titoli che sono in vetta alla classifica delle vendite di sempre) il “LONG SELLER” Mai come Ieri. Nella mail che mi ha inviato, contenente il manoscritto, l’oggetto era: “Stefano ci riprova”. Non l’abbiamo ancora letto, ma di Stefano ci si fida, l’annuncio lo faccio ora, la breve descrizione più avanti, in un altro editoriale. Per ora mi accontento di sapere che il manoscritto è di Stefano, un mix di sicurezza, qualità e talento.

      E questo, a me, basta e avanza!

      Carlo Santi

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        Si sta per concludere il secondo anno di attività editoriale della CIESSE Edizioni e ci apprestiamo a entrare nel terzo. Di solito si traccia un bilancio sull’andamento di vendite, successi, si fanno proclami più o meno trionfalistici.
        Io mi accontento di fare i complimenti a: autori e collaboratori. Un grazie sincero e sentito a: clienti, librerie, distributori, amici e simpatizzanti. Grazie anche a: nemici, denigratori e calunniatori perchè, con le loro scorribande inusuali, hanno fatto parlare di noi e ci siamo fatti apprezzare pure dai loro seguaci.

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          Dopo la schifezza che ci è capitata con l’Antologia CINEMA, organizzata da Lorenzo Pompeo, BraviAutori attacca la CIESSE dichiarando che si censura per ripicca (qui l’articolo sul loro blogghetto gratuito).

          Dopo aver letto come sono andate veramente le cose cliccando QUI, va precisato che CIESSE Edizioni censura eventualmente le schifezze organizzate da teppisti e truffatori. Anzi, sarebbe stata una colpa se ci fossimo resi complici di tali loschi figuri.

          Ora è meglio, una volta per tutte, che certi figurini si sbrodino nel loro nulla e continuino a pubblicare per le grandi case editrici di loro esclusivo riferimento: LULU e ilmiolibro Kataweb.

          Produzioni, a volte anche contenenti autori validissimi che, però, rischiano di venire sminuiti da cotanta “professionalità” espressa dai rappresentanti di questa pseudo illegittima associazione (non è iscritta a nessun albo o registro per le attività culturali, inoltre il Presidente, il Vicepresidente e il terzo consigliere sono il Boss, la mamma e il fratello del Boss. Andate a vedere l’atto costitutivo, se non l’hanno fatto sparire).

          Pubblicazioni in cui gli autori rinunciano al loro diritto d’autore (obbligatorio per legge, informatevi su http://www.dirittodautore.it/) per lasciarlo nelle mani del Boss letterario e il suo editor prediletto.

          Va precisato che rinunciare a un proprio diritto di legge è patto NULLO e inefficace, tanto per essere trasparenti. Ergo, tali rinunce potrebbero essere tutte impugnate dagli autori interessati.

          A me un’unica colpa: quella di non aver eliminato ogni “contaminazione” prima che avvenga. Ma si impara dagli errori, anche questo fa esperienza.

          A buon intenditor poche parole.

          Carlo Santi (almeno io mi firmo)

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            COMUNICATO IMPORTANTE

            A seguito dei recenti sviluppi in merito all’antologia curata da Lorenzo Pompeo, in nome e per conto di CIESSE Edizioni, che hanno fatto emergere fatti incresciosi ed inqualificabili da parte del sedicente Curatore, comunico la decisione di sospendere, al momento, la pubblicazione dell’antologia RACCONTI SULLO SCHERMO GRANDE.

            Pubblico la mail inviata oggi 22.12.2011 alle ore 01,36 a Lorenzo Pompeo tramite posta elettronica certificata, quindi a valenza legale, affinché sia resa pubblica e trasparente la posizione della casa editrice e dell’editore.

            Lorenzo Pompeo,

            con la presente sei DIFFIDATO formalmente a usare l’opera antologica denominata RACCONTI SULLO SCHERMO GRANDE nonché auto-produrre o pubblicare con altri editori, anche sotto altri nomi e titoli, i racconti ovvero parte di essi inseriti nei ventotto (28) da te indicati in quanto tale antologia è sotto la responsabilità dell’editore di CIESSE Edizioni che, tra l’altro, ha anche stabilito il relativo bando.

            Risulta in ogni documento che tu sei stato nominato Curatore dell’opera da parte dell’editore e a questo ne rispondi gerarchicamente, in virtù di un rapporto di dipendenza dallo stesso.

            A riprova di quanto sopra ti riporto testualmente la frase, inserita nella parte finale della tua mail del 18.12.2011 ore 02.07 con la quale mi hai consegnato ufficialmente e formalmente l’opera, così come da te predisposta che ricade, da quel momento, sotto la mia responsabilità editoriale: “Resto in attesa di tue istruzioni per le questioni contrattuali e per tutto il resto”.

            È palese il riconoscimento gerarchico della dipendenza, oltre che dai documenti probatori, anche dalle tue dichiarazioni.

            Infine, mi riservo di citarti per danni pari a euro 100.000,00 (centomila/00) in quanto ti sei approfittato del buon nome della casa editrice per raccogliere opere, in nome e per conto di CIESSE Edizioni, tra l’altro utilizzando l’indirizzo mail congiuntamente creata per l’occorrenza, cioè cinema.ciesse@gmail.com (palesemente indicatrice del marchio editoriale CIESSE, tra l’altro depositato legalmente alla Camera di Commercio di Padova).

            Inoltre, senza che io ti abbia preventivamente autorizzato e senza ricevere le corrette informazioni da parte tua, sono venuto a conoscenza solo ora che hai preteso dagli autori una formale rinuncia, assolutamente illegittima e contro la norma sul diritto d’autore, del loro giusto compenso previsto dalla legge.

            Non solo, ma hai tentato di lucrare per te stesso richiedendo un compenso del 5% (cinque per cento) imponendo, agli stessi autori, di devolverli a tuo favore per mezzo di una norma contrattuale che mi sono rifiutato di predisporre su queste basi.

            Di fatto, i tuoi comportamenti, oltre che produrre un illecito inqualificabile, ti squalificano nei confronti della CIESSE Edizioni e di coloro che hanno riposto fiducia nella tua persona, che si sta rivelando tutt’altro rispetto al momento in cui ti diedi l’incarico.

            Quanto sopra, oltre che civilmente, potrà essere perseguito anche penalmente, cosa che non indugerò a fare se non dichiari formalmente il tuo torto e ti ritiri di buon ordine senza nulla pretendere.

            Per questi motivi sei ufficialmente estromesso dalla tua carica di Curatore dell’antologia di cui trattasi, con riserva di agire nelle sedi più opportune per il maggior danno conseguente, previo accertamento delle tue responsabilità personali.

            Consiglio gli autori, che sono di tuo riferimento e che il sottoscritto non conosce in quanto ti sei ben organizzato affinché non li conoscessi fino a cose fatte, a NON seguirti nelle responsabilità che oggi sono solo tue, ma che potrebbero ricadere anche su altri in futuro.

            La presente ti viene inviata per posta elettronica certificata, quindi a valore legale.

            Distinti saluti.-

            Carlo Santi

            Direttore Editoriale

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              Due serate MERAVIGLIOSE!
              La prima per GOCCE SU DINO BAGGIO venerdì 16.12.2011 a Tombolo (PD).
              Evento assolutamente INDIMENTICABILE e STRABILIANTE. Un successo certamente annunciato, il Municipio di Tombolo era stracolmo (quasi 400 persone). Il merito della serata va al Sindaco Franco Zorzo, che ha curato personalmente ogni più piccolo aspetto e dettaglio dell’evento con la preventiva distribuzione di migliaia di volantini, locandine, luminarie, annunci ai giornali, in primis la mitica Gazzetta dello Sport che ha sottolineato l’uscita del libro e pubblicizzato l’evento, ma anche alle TV come la stessa RAI che ha dedicato una pagina del “Televideo” all’evento.
              Cover_Gocce_su_Dino_BaggioIl Sindaco Zorzo, a cui va la mia personale riconoscenza e stima, è stato un perfetto e disponibile “padrone di casa” prodigandosi al meglio affinché noi tutti fossimo posti a proprio agio. Presenze Istituzionali eccellenti come alcuni Sindaci e Assessori comunali di altre Città del Veneto, più o meno lontane e con i quali stiamo già calendarizzando i prossimi eventi, ma anche presenze importanti e “ufficiali” come il Comandante dei Carabinieri e della Guardia di Finanza, alti Ufficiali di P.S. e un personaggio non meno importante, sicuramente molto noto non solo a Tombolo, cioè il signor Ennio Doris, patron della Mediolanum nonché concittadino e amico di Dino Baggio. Cito anche la presenza graditissima dell’avvocato Angelo Cascella, legale vicentino del Campione e illustre membro della Giuria Arbitrale Internazionale della FIFA (con competenza per Europei, Mondiali e Olimpiadi). L’avvocato Cascella, tra l’altro, è colui che mi ha fatto simpaticamente “penare” le fatidiche sette camice durante le trattative per la firma del contratto di edizione di GOCCE SU DINO BAGGIO. Dico non a caso “simpaticamente” perché oggi ho l’onore e il piacere di condividere con lui una profonda stima e amicizia comune.
              Emozioni “vere” sono letteralmente esplose quando il gigantesco schermo ha trasmesso le immagini storiche dei molti goal “prodotti sul campo d’azione” da parte del Campione. Applauditissimo, con qualche lacrima notata su molti volti di persone del pubblico (non si capiva se per l’emozione da parte degli ammiratori di Dino o se la cosa fosse a causa della militanza milanista 🙂, lo STREPITOSO e ALTLETICO goal di Dino Baggio, che nell’occasione vestiva la maglia della “magica” Parmaquando, in perfetta rovesciata, segnava contro proprio il Milan.  A testimonianza di quanta forza esprimeva la squadra avversaria ricordo che, quello stesso anno, il Milan vinse lo scudetto.

              Gli autori Marco Aluigi e Dino Baggio

              Emozioni “forti” vissute anche attraverso l’incredibile voce di Bruno Pizzul: grande “testimonial” di questa prima uscita pubblica del libro. Una sorprendente emozione l’ha anche suscitata il sentire la mitica, notissima e particolare voce di Pizzul durante il suo intervento e, successivamente, nell’improvvisata intervista a Dino (assolutamente non concordata e, ve lo garantisco, per questo ancor più bella) a cui si è dato seguito la visione del video dei goal più belli del Campione con la telecronaca effettuata dallo stesso “proprietario” della voce sentita in “diretta” poco prima condita dall’atmosfera creata, quale colonna sonora, da uno dei pezzi più “forti” degli altrettanti mitici U2.
              Emozioni “reali” quando, in bella mostra, vi erano disposte le gloriose maglie indossate da Dino Baggio durante la sua carriera. Le maglie erano sotto “scorta” da parte dei Carabinieri e di due Agenti della Polizia Municipale (che non le hanno mai perse di vista un solo istante e che Dino, alla fine della serata, le ha personalmente recuperate a dimostrazione di quanto ci tiene – giustamente dico io). Erano quelle del Tombolo, del Torino, della Juventus, dell’Inter, del Parma, della Lazio, del Blackburn. Immancabile la mitica maglia della nazionale, Dino ne ha indossate tante, ma l’altra sera c’era quella a cui tiene in modo particolare: quella con il numero 13 e il nome D. Baggio cucito dietro: cioè la maglia da Vicecampione del Mondo USA 1994. Sopra di essa, le scarpette. Maglie epiche, che hanno il loro peso per essere state indossate per squadre importanti, maglie che lo hanno accompagnato all’apice del suo successo, a livello internazionale e mondiale. Il “ragazzino”, partito da Tombolo all’età di dodici anni, che ha raggiunto il suo sogno scalando le vette più alte del mondo del calcio.

              Prossimi appuntamenti, già calendarizzati: sabato 07.01.2012 a PONTE DELLE ALPI (BL), sabato 28.01.2012 a CONCO (VI). Altra occasione, con data ancora in bilico fra sabato 14 o 21.01.2012, a Pordenone. Anche in tali occasioni si parla di centinaia di presenze, a testimonianza di quanto Dino Baggio è amato soprattutto dai giovani, che magari lo conoscono di fama pur senza mai averlo visto in “azione” ai tempi di Torino, Juve, Inter, Parma, Lazio e nella nazionale con le avventure dei Mondiali e gli Europei degli anni novanta, come è apprezzato e mai dimenticato dai cosiddetti “meno giovani”.
              Altra emozione, questa volta però è stata solo mia e di nessun altro, ma la voglio condividere per far capire un aspetto, poco conosciuto dai più, di com’è fatto un uomo come Dino: una sua telefonata al sottoscritto, ieri sera (17.12.2011) verso le 19,30. Non una semplice telefonata e non certo di rito, ma assai gradita. Mi ha “semplicemente” chiesto se ero contento di com’era andata la serata. Non so se si riesce a capire il mio stato d’animo: il Campione e amico Dino Baggio che mi chiede se sono stato contento? Incredibile! Per quanto mi riguarda, Dino ha segnato un altro strabiliante goal solo che, questa volta, lo ha fatto nei miei confronti vincendo la Coppa Mondiale della mia infinita gratitudine!

              Scontata la mia risposta: “Dino, tu sei abituato ai grandi eventi e magari non te ne rendi conto, ma io ho vissuto il momento più esaltante della mia vita: da editore, da uomo e anche da scrittore. Mai vissuta una presentazione così imponente, sentita, partecipata ed emozionante. Tu, invece… per te com’è andata?

              Dino mi ha risposto: “A me è piaciuto moltissimo e sono proprio soddisfatto. Sai che oggi mi ha fermato tanta gente per strada, tutti mi hanno detto che la serata è piaciuta, che si sono divertiti e, questo, mi ha fatto piacere. Però sappi che, per me, era importante che tu, Carlo, fossi contento, te lo devo perché hai creduto in me. Ne faremo altre di presentazioni e voglio solo che tu possa essere sempre soddisfatto.

              La mia risposta: “No, Dino, tu devi essere contento! Tu non devi niente a nessuno se non a te stesso. Sono io, invece, che devo ringraziare te per la fiducia che hai riposto in me e nella CIESSE.

              Non ho voluto “romanzare” la cosa, ci mancherebbe, bensì condividere questa “semplice” testimonianza con voi che leggete questo post, per far comprendere quanto è facile “stimare e apprezzare” uno come Dino Baggio. Voglio usare una sua affermazione, presente anche nel libro: – Un uomo può essere un Campione, ma non tutti i Campioni sono uomini. – Per me Dino è un uomo da additare quale esempio di umanità, umiltà e semplicità soprattutto al di là dall’essere anche Campione cosa che, assolutamente, va data per scontato.
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              Cover_FobieLa seconda serata per FOBIE ieri sabato 17.12.2011 a Pescara.
              Ottima presenza e partecipazione di pubblico. Calda e simpatica è stata l’accoglienza, molto divertente la presentazione, soprattutto quando il Curatore Alessandro Greco e il sottoscritto quale Editore hanno illustrato ironicamente com’è nato e si è sviluppato il progetto “Fobie”.
              La “grecofobia” era ben presente non solo nell’animo dell’Editore, bensì anche in ognuno dei quindici Autori dell’antologia che, con e come me, hanno sopportato a lungo le regole “imposte” tirannicamente da Alessandro.
              E grande è stato l’impegno di Alex che, a detta di tutti, ha svolto il suo compito con impeccabile professionalità e precisione. Soprattutto la precisione di Alessandro ha creato i maggiori disturbi psicologici a tutti noi Sorriso però ha anche il merito di aver determinato un’antologia di alto profilo letterario e di sicuro “impatto” umoristico, un buon metodo esorcizzante per superare le paure di ognuno di noi. La lettura di questo libro, ne siamo certi, guarirà le fobie che sono state trattate irriverentemente dalla “banda dei quindici” nonché talentuosi Autori. Presi dall’entusiasmo, eravamo tutti talmente concentrati che nessuno, dico e sottolineo nessuno, s’è fatto venire in mente di scattare le foto dell’evento.
              In pratica, due successi, sicuramente da distinguere per portata e partecipazione, ma entrambi  emozionanti perché fortemente voluti e determinati dalla nostra CIESSE. Grazie a tutti coloro che hanno potuto realizzare questi bellissimi momenti a cui, ne siamo certi, ne seguiranno altri di pari livello se non di più.
              Carlo Santi

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                image_thumb[5]Buongiorno, vorrei pubblicare una raccolta di poesie ed un racconto breve di 84 pag. (42 fronte retro), carattere 14. Forse è troppo corto? Chiedete contributi? Dopo quanti mesi potrei aspettarmi una risposta?”

                Questa è una mail standard di aspiranti autori che vogliono pubblicare il loro lavoro. E’ anche il modo di presentarsi peggiore al mondo, arroganza oltre misura e offensivo al massimo, sintomo di maleducazione e scarsa attitudine a pensare a quello che si dice/scrive.

                Perché? Per un’infinità di motivi!

                La prima perché un editore è un imprenditore a tutti gli effetti, con rischi economici e d’impresa, è soggetto fallibile e tenuto a bilanci, contabilità e altri adempimenti legali. “Vende” prodotti editoriali e, che gli piaccia o meno o che sia appassionato o meno, l’editore questo è: un imprenditore che “commercia” letteratura! E, come ogni buon commerciante, vende di più se il “prodotto” è buono o, meglio, ottimo.

                La seconda perché mi domando e vi domando: che “prodotto” può mai essere, da valutare e prendere in considerazione, quando ci si presenta con una mail di siffatto tenore, senza un allegato, una presentazione, uno stralcio dell’opera o altre info sulla persona che si propone? Tutte informazioni che sono necessarie per prendersi carico dei costi di una pubblicazione professionale, con stampa, distribuzione libraria, promozione, etc.

                La terza è perché la CIESSE Edizioni non è una “Agenzia di pubblicazione a richiesta”. Tu (mi rivolgo a chi scrive mail come quella sopra), aspirante autore o asserito tale, proponi progetti editoriali a qualcuno che deve valutarli, che ha l’onere di scegliere e puntare economicamente su di te e gli precisi che “vorresti” pubblicare qualcosa senza dire nemmeno di cosa si tratta? Ah sì, l’ha detto di cosa si tratta, 42 pagine, carattere 14 contenenti poesie e un racconto breve. Due cose che dovrebbero essere “leggermente” differenti. E’ pleonastico che il tizio non sa nemmeno cosa sta dicendo e non ha contezza letterale. La poesia è una cosa seria, parliamo di cultura, sensibilità, sentimenti, profondità, etc. mentre il raccontino breve può essere di tutto, ma sono certo che da un tizio simile può essere solo uno strafalcione e, al massimo, essere un prodotto simile a poco più di una brochure, piuttosto che un’opera dal taglio professionale.

                La quarta perché uno che si rivolge a una casa editrice, prima e per educazione nonché professionalità (Sì! è richiesta la professionalità anche a un esordiente, anzi, maggiormente a un esordiente), si deve informare su “chi, cosa, quando e perché” in merito a tale editore. Per cui ci si va a informare, magari consultando il sito web ufficiale dove, guarda caso, è scritto cosa si vuole e non si vuole. Nel nostro caso è sospesa la ricezione di manoscritti fino a data da destinarsi e si legge chiaramente qui. E che siamo editori No Eap è ben evidenziato in prima pagina, in seconda, in terza e ovunque…

                La quinta è perché ne riceviamo a centinaia di mail simili, ci intasano la casella di posta, perdiamo tempo a leggere di cosa si tratta e ogni volta è la stessa cosa: ci arrabbiamo! Soprattutto perché è di certo lecito chiedere, ma prima di fare una qualsiasi e semplice domanda, sarebbe utile e bene pensare seriamente sia di cosa si sta parlando sia di cosa hai intenzione di proporre a chi dovrebbe credere in te e nel tuo lavoro.

                No perditempo, per favore!

                Carlo Santi

                Direttore Editoriale CIESSE Edizioni

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