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    PubblicitaIngannevoleAlbatros

    E’ un fatto gravissimo, per cui abbiamo immediatamente contattato l’amministrazione del Gruppo Albatros-Il Filo affinchè ponga rimedio. In caso contrario sarà nostra cura denunciare l’accaduto al Garante per la concorrenza e ricorrere alla Magistratura anche nei confronti di Google Italia.

    Pubblichiamo il testo della lettera inviata al Gruppo Albatros-Il Filo:

    Gentili signori, attraverso la ricerca  del tag CIESSE Edizioni su GOOGLE appare in prima riga il link sponsorizzato “CIESSE Edizioni –Gruppo-Albatros.com”.

    E’ evidente che trattasi di pubblicità ingannevole, tra l’altro punibile legalmente e, per questo, vi intimiamo di rimuovere immediatamente l’annuncio ovvero di porre in essere i correttivi del caso al fine di evitare che il nostro marchio editoriale sia, in qualsiasi modo, assoggettabile al vostro.

    Essendo la CIESSE Edizioni una casa editrice notoriamente NON a pagamento, al contrario dell’impostazione del vostro gruppo, il danno d’immagine che ne deriva è notevole e sarà nostra cura denunciare l’accaduto alle Autorità preposte per difendere il buon nome e la nostra immagine pubblica qualora entro e non oltre due giorni da oggi l’annuncio non sia stato rimosso o modificato come sopra.

    Con riserva di ogni altra azione e, nel frattempo, vi invitiamo a dare riscontro formale alla presente entro il termine assegnato.

    Distinti saluti.-

    Carlo Santi – Direttore Editoriale

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      PlagioLa legge tutela le opere dell’ingegno per il solo fatto della loro creazione, indipendentemente da qualsiasi formalità di deposito e di registrazione; sono escluse dalla protezione le semplici idee.

      In base all’art.103 della Legge sul Diritto d’Autore è possibile effettuare il deposito e la registrazione delle opere pubblicate presso il Ministero per i Beni e le Attività Culturali (biblioteche nazionali). Soggetto obbligato al deposito dell’opera edita è l’Editore o, in caso di auto pubblicazione, il tipografo. Bisogna stare attenti al self publishing, non sempre questo canale garantisce che vi sia anche il deposito legale dell’opera in quanto non si è in presenza di un Editore “fisico”, che è sempre il responsabile della pubblicazione, di contro, il libro così pubblicato viene considerato una sorta di auto produzione da parte dell’autore. L’opera edita, invece, è contrassegnata da un codice univoco internazionale denominato ISBN (International Standard Book Number). Il conseguente e successivo deposito legale al Ministero per i Beni Culturali, a cura del soggetto obbligato, garantisce sia l’opera, sia l’autore e pure l’editore dal pericolo di plagio. Che l’opera stessa è in “vita” lo prova la sua effettiva registrazione nel catalogo dei libri in commercio attraverso l'”attivazione” del codice ISBN. Registrazione e deposito, sia chiaro, sono due cose fondamentalmente diverse. La registrazione avviene inserendo il titolo in commercio attraverso l’attivazione del codice ISBN a cui viene associato il titolo, l’autore, l’editore, la sinossi, le caratteristiche tecniche (pagine, prezzo, formato, sinossi, peso, collana, etc.) e, infine, l’immagine della copertina. Il deposito legale avviene entro un tempo massimo di sessanta giorni dall’effettiva pubblicazione che coincide con l’attivazione del numero ISBN. Dopo tali passaggi l’opera di ingegno è tutelata in modo ottimale e, pensate, addirittura fino a settanta (70) anni dalla morte dell’autore (vedi legge diritto d’autore).

      Ma come fare per tutelare un’opera inedita?

      E qui i problemi si fanno seri, in pratica è impossibile tutelarsi o, almeno, è impossibile farlo senza ombra di dubbio. Le opere non pubblicate sono, quindi, maggiormente esposte al plagio e sono molti gli autori che inviano manoscritti agli editori dopo aver provveduto a depositare il dattiloscritto presso la Direzione Generale della SIAE – Sezione OLAF, che cura la tenuta di un apposito Registro pubblico. La SIAE ha istituito il servizio di deposito delle opere inedite, di cui può fruire anche chi non sia associato alla Società e i cittadini stranieri. Attraverso tale servizio, chi deposita ottiene una prova dell’esistenza dell’opera con data certa, che è quella del suo deposito alla SIAE. Il deposito vale per cinque anni e può essere rinnovato alla scadenza per un uguale periodo. Per usufruire del servizio è previsto il pagamento degli importi indicati più avanti. Se, alla scadenza dei cinque anni, il depositante non ritira l’opera o non rinnova il deposito, la SIAE si riterrà autorizzata alla distruzione dell’opera stessa.

      Analizziamo bene che tipo di garanzia offre il servizio OLAF della SIAE. Come precisato la SIAE, con il deposito del dattiloscritto, rilascia un attestazione di “esistenza in vita” dell’opera stessa con data certa. E’ un po’ pochino visto che è un servizio abbastanza costoso e che non attribuisce inequivocabilmente il collegamento dell’opera all’autore, bensì la sua sola esistenza in una data certa. Il servizio, comunque sia, è a termine e scade dopo cinque anni, per cui andrà rinnovato pagando ovviamente un’altra cifra considerevole.

      Lo stesso servizio lo si può fare depositando il dattiloscritto presso un Notaio, ma anche questo è un atto che costa, forse anche più della SIAE, e non è di second’ordine il fatto che il professionista non dichiarerà mai che l’opera intitolata XXX è stata creata dall’ingegno di TIZIO.

      Un altro sistema, suggerito da molti Blog letterari, come il Rifugio degli Esordienti per esempio, è quello di inserire il dattiloscritto in una busta e spedirla a casa propria con raccomandata R.R. al fine di stabilire una data certa in cui l’opera si ipotizza che possa “esistere”. Ma questa opzione non va bene, se da un lato certifica una data certa, dall’altro non può certo certificare che dentro la busta ci sia il manoscritto intitolato XXX creato dall’ingegno di TIZIO.

      Come detto in precedenza, non esiste un metodo ottimale per tutelarsi dal plagio, ma è possibile ottenere lo stesso risultato della SIAE o del Notaio ovvero della raccomandata attraverso un servizio meno costoso che, però, possa assicurare la medesima garanzia, cioè l’esistenza in vita dell’opera in data certa. Quello che serve è dotarsi di una firma digitale qualificata, rilasciata da un Ente certificatore accreditato come, per esempio, la Camera di Commercio o altri soggetti che possono essere consultati – QUI -. Pure il rilascio della firma digitale ha un costo, ma è assolutamente irrisorio. Infatti, con circa 25 Euro si viene dotati di un sistema di firma digitale qualificata, assolutamente legale e che potrà servire anche per usufruire di molti altri servizi pubblici, come consultare i portali della P.A. e interagire con essi senza altre registrazioni, etc.

      Con l’utilizzo della firma digitale qualificata si possono firmare i documenti informatici, anche quelli in versione PDF, quindi basterà trasformare il proprio manoscritto in formato PDF, firmarlo digitalmente usando il programma DIKE (solitamente è installato nel dispositivo della firma) e apporvi la “MARCA TEMPORALE” che altro non è che la certificazione legale della data e dell’ora certa in cui si è firmato il documento. Ecco che il vostro manoscritto, così firmato, certifica in modo del tutto legale che l’opera esiste in data certa. Anzi, questo metodo è ancor più garantista di altri sistemi perché la “marca temporale” viene rilasciata da un Ente Governativo e non da un Ente privato di diritto pubblico com’è la SIAE o la Posta.

      Infine, conservate il file PDF con cura e, visto che con la firma digitale è possibile anche criptare il file, potrete “sigillarlo” all’interno di una busta digitale a cui si potrà accedere solo con il vostro dispositivo di firma e sarete così tutelati persino da chi vi guarda dentro il vostro PC. Naturalmente nascondete anche il vostro dispositivo di firma, altrimenti… “il gioco non varrà la candela“.

      Link: Informazioni sulla Firma Digitale Qualificata.

      Carlo Santi

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        E’ un anniversario semplice ma importante: 100 libri pubblicati.

        La prossima pubblicazione è la numero 100. Ancora non è dato di sapere quale sarà l’opera su cui ricadrà l’onere di questo “peso” e responsabilità.

        Il mistero rimarrà ancora per qualche giorno, il tutto dipenderà da quale testo, attualmente in revisione per la fase di editing, mi verrà inviato nella sua forma definitiva e corredato dal classico “visto si stampi” da parte del rispettivo autore/autrice.

        Per ora mi accontento del risultato ottenuto con le 99 opere già pubblicate. Chi più o chi meno non importa, tutte sono importanti e, soprattutto, sono quelle che avranno il merito di “sorreggere” la centesima opera.

        Fra un po’ sapremo chi e cosa, per ora non resta altro da fare che attendere.

        Carlo Santi

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          Jolanda Buccella

          Jolanda Buccella

          Jolanda Buccella

          Fortuna, il buco delle vite

          A chi non farebbe piacere ricevere mail di complimenti? Però, di solito sono indirizzate all’autore oppure alla casa editrice ove si chiede di “passarla” all’autore di cui trattasi. Questa nostra lettrice, invece, ha voluto testimoniare la soddisfazione per la lettura del libro non solo con un occhio di riguardo verso l’autore, in questo caso è la brava Jolanda Buccella, bensì anche complimentandosi con l’editore per il “coraggio” della pubblicazione, a cui si riferisce principalmente nella mail, ma anche con un occhio di riguardo verso altri nostri autori e titoli.

          Naturalmente per “coraggio” la nostra simpatica lettrice si riferisce al fatto di risultare “…una storia molto impegnativa, trattando argomenti davvero difficili…”. Coraggio anche perché, aggiungo io, la brava Jolanda è sì un’autrice di talento, ma è pur sempre un’esordiente. La “corposità” dell’opera scoraggerebbe qualsiasi editore dal pubblicarla, primo motivo fra tutti per gli alti costi di gestione delle stampe, ma anche perché risulta abbastanza impegnativa dal punto di vista letterario da far diventare il libro un testo di nicchia.

          In effetti, è vero, ha ragione la nostra lettrice, l’opera è coraggiosa perché è sia molto impegnativa, e quindi riservata a un lettore “maturo” e sia perché, cosa non di poco conto, è estremamente corposa. Ma sono convinto che, a volte, bisogna saper rischiare e puntare sulla qualità, tralasciando tutto il resto. Jolanda è un’autrice di talento e ha meritato il diritto a tutto il nostro sostegno.

          Ringrazio la signora X (per privacy non riporterò il nome), e pubblico la sua bella mail:

          “Gentile editore, volevo esprimerle i miei complimenti per il suo lavoro. Ho scoperto i libri della Ciesse tramite una mia amica di Parma e devo confessarle che sono rimasta davvero molto colpita dalla qualità delle opere dei suoi autori. Ho appena finito di leggere Fortuna, il buco delle vite di Jolanda Buccella e l’unico aggettivo che mi viene in mente per descrivere questo romanzo è: STRAORDINARIO.

          La giovane autrice ha scritto una storia molto impegnativa, trattando argomenti davvero difficili senza mai cadere nel banale, ho percepito sulla mia pelle tutti gli stati d’animo che ha vissuto la protagonista nel corso della storia, ho pianto, gioito, riflettuto e quando sono arrivata alla fine mi è dispiaciuto tanto. Credo che sia particolarmente raro trovare un’autrice emergente capace di coinvolgere così tanto un lettore, brava l’autrice e bravo lei che ha avuto il coraggio di pubblicare una storia così originale.

          Cordiali saluti (firmato).”

          Come dico sempre: il passa parola è la miglior cosa. Quindi, passate parola…

          Carlo Santi

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            bisignani-madron-libro-241278Non mi diverte screditare altri autori o case editrici, ma in questo caso affermare che sono basito è poco. Parlo del libro, considerato una vera e propria rivelazione “divina”, di Luigi Bisignani e Paolo Madron: L’uomo che sussurra ai potenti”, pubblicato da Chiarelettere (la casa editrice di Marco Travaglio e dei tizi de Il Fatto Quotidiano).

            Un libro, si dice, che ha svelato molti altarini e che ha coinvolto parecchi personaggi pubblici, da Scalfari al Papa. Ma gli aspetti maggiormente deflagranti sono quei passaggi riferiti alle vicende interne (e segrete, ma sembra nemmeno così tanto) nel Pdl in merito alle “presunte” rivelazioni sull’attuale vicepremier e ministro degli Interni Angelino Alfano e quelle sull’ex presidente del Senato Renato Schifani, attuale capogruppo Pdl al Senato. Bisignani parla di loro come di “piccoli uomini creati da Berlusconi dal nulla e improvvisamente convinti di essere diventati superuomini. Schifani e Alfano lavoravano alla costruzione di una nuova alleanza senza Berlusconi. Si montavano a vicenda senza capire che quando è ferito Berlusconi dà il meglio di sè“. Bisignani, rispetto ad Alfano scrive: “Una volta incoronato nel 2011, contro il parere di tanti ha pensato soprattutto a costruire un monumento a se stesso“. Infine, l’autore principale del libro li definisce due “Giuda” che avrebbero tramato contro Silvio Berlusconi.

            Ma, quest’ultimo, smentisce tutto e rinnova la sua totale fiducia ai due colleghi di partito. Lo stesso Silvio Berlusconi è intervenuto per sostenere l’ottimo rapporto fiduciario che lo lega ai due esponenti azzurri: “Desidero rinnovare la mia fiducia totale a Renato Schifani, ad Angelino Alfano  e agli altri amici chiamati in causa, perché mai mi hanno fatto mancare, anche nei momenti più delicati, il loro sostegno. A loro  sono legato ormai da molti anni da una stima, da un’amicizia e da un affetto che non sono mai venuti meno. Continuo insieme a loro ed in   totale sintonia la comune battaglia politica nell’interesse del Paese”.

            A questo punto mi chiedo dove stanno tutte queste rivelazioni esclusive o i segreti così devastanti? Anche se fosse tutto vero, pur in presenza di una smentita, magari per strategia, dei diretti interessati, ci vogliono le prove di quello che si asserisce. Non si spara a casaccio solo per far diventare il libro un caso letterario se non si dispone di fonti certe e verificabili. Tutti sono capaci di creare il gossip e lo scoop su fatti inesistenti e inventati. Tanto, cosa vuoi che importi, in Italia prima che qualcuno creda alla verità passano decenni, e le bugie sono sempre quelle più “ghiotte” e sono anche le più facili da “credere”. A questo punto è palesemente legittimo pensare che anche altre “rivelazioni”, contenute nel predetto libro, siano false o, quanto meno, poco documentate, se non addirittura inventate di sana pianta, tanto per ingrossare e ingrassare il volume.

            Anche il stra-best seller “Sua Santità. Le carte segrete di Benedetto XVI” di Gianluigi Nuzzi (guarda caso, sempre pubblicato da Chiarelettere) è un esempio di editoria-spazzatura. Per carità, lui ha le carte segrete per davvero, quindi il fatto è documentato. Strano, però, che proprio dopo l’uscita del libro emerga un fatto clamoroso: si scopre che il maggiordomo del Papa ha rubato delle carte segrete dagli appartamenti papali e, per tale atto, è stato condannato (in pochi mesi, non anni come in Italia) per furto e riciclaggio dal Tribunale del Vaticano. Nel frattempo, il buon Nuzzi incassava denaro sonante dalle vendite del libro in questione. Diritto di cronaca, così ha definito Nuzzi la pubblicazione del suo libro. Nessuno ha mai chiarito se le carte segrete siano o meno le stesse rubate dal maggiordomo.

            Mi spiace, ma questo metodo di creare artatamente il caso letterario dell’anno, non mi trova concorde. Ben per chi lo fa, se guadagna fior di denaro, ma la libertà di stampa o il diritto di cronaca non passa attraverso questo metodo editoriale. Sbaglierò, ma la penso così.

            Carlo Santi

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              FlaccovioLa libreria Flaccovio di via Ruggiero Settimo è stata un’autentica ‘’istituzione’’ a Palermo, per la sua storia e per il ruolo che ha avuto nella cultura cittadina.

              Al suo posto, tra poco, aprirà un negozio di intimo. Un’altra chiusura improvvisa e dolorosa perché, oltre alla mia conoscenza diretta con i figli del fondatore della Flaccovio Editore, la libreria che chiude non è una qualunque, ma un pezzo di storia di Palermo.

              A fondare il negozio di via Ruggero Settimo, nel lontano 1938, fu Salvatore Fausto Flaccovio, padre di Sergio e Francesco che in questi anni hanno gestito i punti vendita e l’omonima casa editrice. Flaccovio fu anche l’uomo che inventò per primo l’idea della libreria ‘’aperta’’: formula innovativa, per l’epoca, che consentiva a tutti di entrare, consultare i libri e, soprattutto, di leggerli senza limitazione. Da allora la sua libreria è stato il luogo d’incontro di tutti i palermitani interessati al mondo della cultura.

              Oggi librerie e case editrici, in particolar modo quelle medio piccole ma, in questo caso si parla di una assai grande, chiudono i battenti una dietro l’altra. Anche se la crisi è spietata con tutti, la letteratura, l’arte e la cultura in generale andrebbero tutelate, dovrebbero rimanere rifugio di intelligenze e pluralità di visione del mondo. Purtroppo, il sistema socio-economico di molti paesi, determina anche questa mancanza grave. A Sergio e Francesco va la mia solidarietà, completa e sincera.

              Carlo Santi

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                Delitti al castello di Francesca Panzacchi e Carlo Santi

                Delitti al castello di Francesca Panzacchi e Carlo Santi

                E’ di aprile 2012 l’ultimo romanzo scritto da Carlo Santi assieme alla collega Francesca Panzacchi. Con DELITTI AL CASTELLO i due autori si sono cimentati nel metodo di scrittura a quattro mani, una combinazione felice per entrambi.

                A Carlo, però, mancava il personaggio del Commissario Matteo Alfonsi, così tanto che, con il romanzo SQUADRA ANTIMAFIA – I “Lupi” di Palermo, racconta la sua storia. Inizia da quando, appena trentenne, entra spavaldo nella famigerata e blasonata squadra Antimafia di Palermo e viene considerato un “pivello”, fino al momento che ne diventa il capo indiscusso, adorato dai colleghi quanto temuto dalla Mafia che, lui e i suoi uomini, perseguita con forza e colpisce pesantemente.

                Cover_Lupi_PalermoSQUADRA ANTIMAFIA – I “Lupi” di Palermo non è un giallo classico, dove il poliziotto buono sconfigge il bandito cattivo, bensì la storia personale di un uomo e i suoi amici colleghi che “tentano” di lottare contro un nemico indicibile. Sono addestrati a farlo all’interno del massimo riserbo, poche persone conoscono i loro nomi e volti per motivi di sicurezza, il livello della loro preparazione tecnica è notevole e, anno dopo anno,  raggiungono qualche risultato positivo. Ma a ogni successo corrisponde una reazione forte e contraria, ci si mette poco a rendersi conto che non si vince mai contro la Mafia, almeno non completamente. Non tutti ne sono convinti, ci sono sempre coloro che muoiono per aver creduto fermamente, e con alti ideali, che un giorno di questi tutto sia possibile e si possa veramente debellare un male così enorme e radicato.

                Nel romanzo siamo agli inizi degli anni novanta, un periodo molto particolare per la lotta alla Mafia. Il libro narra la storia di uomini e donne, le loro vite giornaliere, i loro amori, le ingiustizie subite, le difficoltà personali e professionali, le paure, i pericoli, le gioie e i dolori. Storie di persone “normali”, se non fosse per l’unica cosa che li differenzia dagli altri: quegli uomini e donne rischiano di diventare… carne mandata al macello da uno Stato che dice di esserci a parole ma che, nei fatti, lascia nella totale solitudine molti dei suoi eroici servitori.

                Ma gli uomini della squadra Antimafia, almeno a quel tempo, non lo potevano ancora sapere.

                Squadra Antimafia – I “Lupi” di Palermo

                SINOSSI DEL ROMANZO

                Inizio anni ’90, lo Stato viene posto sotto assedio. La nuova legge prevede, fra altre importanti norme, il carcere duro ai mafiosi, il sequestro dei beni e l’attenuazione della pena per i collaboratori di giustizia. Questa normativa non piace alla Cupola che, in una lunghissima e tormentata riunione dei più influenti capi Mafia, decide la linea dura. Da quel momento in poi si scatena una guerra allo Stato, senza alcuna esclusione di colpi divenendo, ben presto, una tragedia nazionale. Cosa Nostra sta per vincere, usa la corruzione e la complicità di politici, poliziotti e magistrati “amici”. Si apre una trattativa segreta fra Stato e Mafia, ma quando questa pone le proprie condizioni, esse appaiono pesanti e inaccettabili ma, oramai, lo Stato è reso inerme e battuto.

                Solo pochi uomini e donne rimangono sul campo a combattere una guerra che, a questo punto, appare perduta. Fanno parte di una squadra d’elite, vengono chiamati Lupi perché si muovono in simbiosi, seguono le tracce come delle belve feroci assetate di sangue e di carne, fino a colpire la preda quando nemmeno se lo aspetta. Sono Lupi, e come tali vengono considerati un branco; un unico e affiatato branco. Questa è la storia particolare di uno di loro, il Commissario Matteo Alfonsi e quella di altri straordinari uomini e donne.

                È la storia della squadra Antimafia e dei… Lupi di Palermo.

                Emiliano Grisostolo

                Emiliano Grisostolo

                PREFAZIONE

                di Emiliano Grisostolo

                Sarebbe banale spiegare l’importanza che questo romanzo può avere nella conoscenza di un territorio in apparenza distante, ma in realtà molto più vicino di quanto noi tutti si possa immaginare, senza calarsi nella sua lettura con la dovuta coscienza. Un romanzo che parla di una terra che fa parte integrante della nostra società, della nostra cultura, che fa sognare il mondo intero, ma che è anche la terra base di quella che tutti conoscono con la denominazione di “Mafia”. Un’entità per la maggior parte sconosciuta che, però, l’autore Carlo Santi ha saputo raccontare e descrivere con gli occhi dei suoi personaggi. Attori di una storia che nella vita di ogni giorno hanno un loro riflesso reale, fatto di sangue e carne e sogni, spesso strappati da quello stesso lavoro. Quel lavoro all’Antimafia che deve essere, per noi tutti, indispensabile al fine di continuare a costruire i nostri di sogni di libertà e democrazia.

                Uomini che hanno deciso, allora come oggi, di sacrificare la loro vita votandola a una causa che spesso noi non consideriamo neppure, così come non consideriamo quella presenza ingombrante e allo stesso tempo invisibile che da più di un secolo è parte integrante del nostro territorio.

                Il romanzo I Lupi di Palermo narra una storia di svolta. Anni di cambiamento ed evoluzione, dove Magistratura e Polizia hanno osato lì dove nessuno voleva guardare, imponendo la loro forza, sacrificandosi. E la storia lo insegna. Giudici e poliziotti morti ammazzati da quell’ombra senza forma, presente ovunque, infiltrata in ogni settore, a ogni livello, che sa essere invisibile, protetta dall’omertà di uno Stato che per decenni non ha guardato in quella direzione voltandosi, invece, dall’altra parte.

                Poche persone hanno osato cambiare le regole di un gioco durato troppo a lungo e Carlo Santi ci accompagna con maestria attraverso gli anni ’90, dove ritroveremo il coraggio di questi eroi, le loro paure, la loro forza, i loro sogni.

                Come, altresì, la loro sofferenza.

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                  Sul sito della casa editrice EDIZIONI XII vi è l’annuncio che qui riporto integralmente. Una casa editrice di qualità eccelsa, libri che fanno bene alla letteratura italiana, cosa che non sempre, o quasi mai, fanno le grandi realtà editoriali.

                  Chiudono l’attività al 31 dicembre di questo sfortunato anno, sintomo che non vi sono buoni auspici per il futuro dell’editoria italiana, men che meno di quella piccola e di qualità. La Edizioni XII lascia il proprio catalogo a dimostrazione del percorso fatto in questi anni.

                  Una splendida attività cui va reso omaggio al merito.

                  Per chi volesse, e fino al 31 dicembre, la casa editrice rende ancora accessibile il suo catalogo, è un’occasione da cogliere, certo che non si rimarrà delusi a leggere le opere ivi proposte.

                  Carlo Santi

                  XII . XII . XII

                  Abbiamo guardato nell’Abisso, e non potevamo tacere ciò che abbiamo visto. Come venne deciso tanto, tanto tempo fa, quando la pietra conteneva Chiavi per aprire Mondi, nel dodicesimo giorno del dodicesimo mese del dodicesimo anno di questo Terzo Millennio Edizioni XII ha interrotto la sua attività editoriale.

                  L’Abisso si è richiuso, intimidito per quanto gli è stato strappato: e come abbiamo imparato in questi anni, non è Bene forzare i suoi ingressi.

                  Ma il patrimonio racchiuso nel nostro Catalogo è una traccia, immortale e preziosa: per chi sa coglierla e per chi ne sfrutterà i risvolti, per chi riesce a vedere oltre e possiede la volontà di conoscere ciò che le belle storie hanno da dire, il lavoro di Edizioni XII non sarà stato vano. Avrete tempo fino al 31 dicembre 2012, comunque, per fare vostri i libri che ancora non possedete.

                  Ci congediamo convinti di essere riusciti nel nostro intento – fare libri belli -, di aver raggiunto risultati insperati – per vendite, qualità e quantità dei progetti, prestigio delle collaborazioni -, e di aver superato ogni nostra previsione di espressione e sviluppo. Il seme gettato nella fertile terra dell’underground letterario italiano è cresciuto e ci ha portati fin qui, grazie al contributo fondamentale di quanti si sono dedicati, qualsiasi fossero ruolo e occasione, allo sviluppo di un’Idea divenuta splendida realtà editoriale. E ha dato i suoi frutti, compiendo così il Ciclo spettante alle istanze che hanno vita.

                  Lungi dall’aver esaurito la sua funzione – sappiamo che i frutti sono destinati a dar vita a altro, nel rincorrersi di traguardi e ritorni – Edizioni XII si ferma qui, gridando forte il suo Grazie a quanti hanno voluto far parte di questo sogno realizzato, che sono stati loro malgrado infettati dalla passione per le belle storie, e non potremmo desiderare eredità migliore: a voi, carissimi Lettori di Edizioni XII, soprattutto a voi arrivi il nostro ringraziamento per aver reso possibile Tutto.

                  Siatene certi: troverete segni di noi, nel caso l’Abisso dimentichi qualche apertura incustodita.

                  Vai al Catalogo di Edizioni XII, accessibile fino al 31 Dicembre >>

                  Per informazioni, scrivici a info@xii-online.com.

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