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    È tempo di riprendere il controllo delle nostre abitudini per una lettura comprensibile e approfondita

    CellulareMania

    Smartphone Mania

    By Carlo Santi

    Editoriale

    Ovunque sia, quel che notiamo attorno a noi è un insieme di persone con il collo piegato, intenti a guardare lo schermo dei loro cellulari o tablet e a premere i polpastrelli sulla superficie a un ritmo infernale. Questa immagine è ripetuta costantemente nelle strade, nelle sale d’attesa del medico, nei pullman, nei bar e ristoranti, persino quando si fa la coda al supermercato. Sembra che si legga molto, e lo si fa a tutte le ore del giorno e in ogni luogo, ma questo modo di leggere ed elaborare le informazioni sta diventando sempre più una crescente fonte di osservazione e preoccupazione tra neuro scienziati e psicologi. Il timore è per il pericolo che la nostra capacità di concentrazione nella lettura in profondità sia in forte declino. Gli scienziati pensano che il modo di leggere online, veloce, poco profondo e saltando da un’informazione all’altra, stia cambiando non solo il modo in cui leggiamo, bensì stia disabituando il nostro cervello alla comprensione di quel che leggiamo.

    In Europa, più di cento ricercatori si sono riuniti per discutere sugli effetti della digitalizzazione nei diversi tipi di letture. In conclusione gli esperti sono concordi nell’affermare che la lettura profonda non sia compatibile quando si legge su schermo e rende più difficile la concentrazione.

    Maryanne Wolf, neuro scienziato cognitivo presso la Tufts University negli Stati Uniti, lancia un autentico allarme:

    Temo che la lettura digitale sia il corto circuito del nostro cervello a un punto tale da ostacolare la lettura ‘profonda, critica e analitica’. La nostra mente è elastica e malleabile e ha un riflesso sulle nostre azioni. La lettura digitale ha notevolmente diminuito la nostra capacità di osservazione e di concentrazione, i giovani distolgono la loro attenzione generale per circa venti volte all’ora passando da un’informazione all’altra. A causa di ciò, tendono a interloquire con gli altri usando lo stesso metodo anche nel parlato.”

    YoungZombieDigital

    Un esempio di “Digital Zombies”

    L’unico processo intellettuale, in grado di testare, analizzare e interiorizzare le conoscenze e indurre saggezza e virtù, si articola attraverso le idee, che siano esse scritte o parlate. La preoccupazione degli studiosi è che questo processo intellettuale si sta degenerando a velocità incredibile. Nel 2010, David Nicholas ha condotto uno studio per conto della University College di Londra e ha concluso che i ragazzi nati dopo il 1993 non sono in grado di analizzare le informazioni complesse perché sono più propensi a leggere in modo frettoloso e superficiale. L’ultimo rapporto dell’OCSE mette in evidenza la rapida penetrazione degli smartphone in Europa, conseguentemente la gente sta rapidamente perdendo la capacità di leggere in modo approfondito perché ora si legge in movimento, e ciò contribuisce a una distrazione aggiuntiva.

    Le implicazioni per la nostra cultura e per la nostra società sono immensi. Per secoli ci sono stati pochi cambiamenti, abbiamo imparato a leggere e scrivere, sviluppando nel tempo questa abilità. Ora tutto sembra stia cambiando invertendo la tendenza: se prima ricercavamo una sempre maggior abilità nell’arte oratoria o nella scrittura, oggi non siamo più in grado di sviluppare tali arti perché il nostro cervello si sta abituando a saltare da un collegamento all’altro. Stiamo perdendo la capacità di formulare idee profonde, articolate e complesse lasciando spazio al pensiero semplicistico esternandolo in modo del tutto frammentario, senza dare alla mente la possibilità di gestire tali elaborazioni. Perciò serve un tempo per staccarsi quotidianamente dagli schermi e da internet affinché si possa trovare la pace totale e la concentrazione necessaria per la lettura in profondità come, per esempio, leggere un buon libro.

    CellulareMania1

    Un esempio di caso “anomalo”

    Sembra un fatto semplicistico, ma non lo è. Un ricercatore norvegese ha condotto degli studi empirici per analizzare l’impatto degli schermi nella lettura. In una prova alcuni ragazzi di 15 anni hanno letto quattro pagine su carta e altri fecero lo stesso, ma su un formato digitale. Quando è stata esaminata la comprensione della lettura, coloro che avevano letto su carta avevano inteso meglio il testo. Negli adulti lo stesso esperimento ha dato un risultato sorprendente: leggendo il testo di una storia molto triste, coloro che hanno letto su carta hanno mostrato, oltre alla maggiore comprensione, anche una più intensa empatia e sensibilità di coloro che hanno utilizzato un tablet.

    In conclusione, leggere in modo approfondito dà modo al cervello di elaborare idee più complesse e articolate, inoltre, coinvolge maggiormente la parte sensibile della persona e, soprattutto, quella che riguarda le sue emozioni.

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      L'editoriale di Carlo Santi

      audiolibriCos’è un audiolibro?

      Praticamente è la registrazione audio di un libro letto ad alta voce da uno o più soggetti, ovvero da un lettore (speaker) o, come nel nostro caso, da un motore di sintesi vocale. L’audiolibro ‘classico’ prevede la sola voce dello speaker che legge il testo, in altri casi viene letto da attori o dagli scrittori stessi.

      In Italia è un formato poco diffuso, purtroppo siamo molto arretrati nella classifica mondiale di lettura in generale e fatichiamo a far decollare il libro digitale. L’audiolibro potrebbe essere un buon compromesso, tra l’altro, questo formato permette la lettura dei libri mentre si è occupati in altre attività e, cosa non certo marginale, possono essere anche un valido aiuto per molte persone affette da particolari handicap visivi o motori. Considerando che #unlibroèunlibro, massima che condividiamo appieno, la CIESSE Edizioni intende sperimentare questa nuova tipologia di pubblicazione, prevedendo la vendita anche della versione audiolibro unitamente al classico volume cartaceo e digitale nei vari formati eBook.

      Si parte dai libri della collana Rainbow, cioè i romanzi per ragazzi del nostro catalogo. Questa scelta è bastata soprattutto su uno dei principali aspetti negativi dell’audiolibro: il peso eccessivo del file. Essendo un file audio (solitamente si usa il formato compresso Mp3 Stereo), ogni cento pagine del libro determina un file audio di circa 30 Mb. Un romanzo di 500 pagine (penso a L’ARCA DELL’ALLEANZA, per esempio) potrebbe pesare quasi 150/160 Mb, che sono un’enormità esagerata, seppur non impossibile da prevedere.

      Il nostro nuovissimo (e sofisticato) software crea file audio con la possibilità agevole di usare due voci distinte: una per la narrazione e l’altra per i dialoghi, riconoscendo questi ultimi in quanto all’interno delle caporali o virgolette. In questo caso, però, il peso del file aumenta considerevolmente, cosa che ne sconsiglia l’utilizzo. Inoltre, anche se si usasse una voce maschile e l’altra femminile, non tutti i personaggi sono mai dello stesso sesso e il risultato finale ne risulterebbe alterato.

      Il software prevede la possibilità aggiuntiva (previo ulteriore pagamento di una licenza aggiuntiva e assai costosa) di utilizzare un modulo integrativo che avrebbe il compito di aggiungere e differenziare le voci di più soggetti. Praticamente potrebbe essere possibile usarne uno distinto per ogni singolo personaggio del libro, ma anche in questo caso il file che verrebbe creato risulterebbe spropositatamente pesante.

      Altri “piccoli” aspetti negativi sono lo stile di lettura e il timbro di voce. Alcune di queste a volte sono troppo digitalizzate, quasi metalliche, però è anche vero che esistono programmi di voci abbastanza “naturali”. Noi ne abbiamo acquistata una femminile aggiuntiva che, seppur non sia il massimo, è comunque meglio di quella di default compresa nel software originale.

      'La popolazione del terzo occhio' di Mary Griggion

      ‘La popolazione del terzo occhio’ di Mary Griggion

      Per questi motivi, almeno per ora, si è deciso di sperimentare l’audiolibro con la collana Rainbow. Solitamente sono romanzi non eccessivamente corposi e un file di 40/50 Mb è comunque agevolmente scaricabile, considerando una buona connessione Adsl. Per di più, essendo rivolti ai ragazzi/bambini, potrebbe essere un buon mezzo per iniziare a leggere senza grandi sforzi e, magari, incentivare così la voglia di leggere ulteriormente, in un modo o nell’altro.

      Al momento è disponibile l’audiolibro del romanzo per ragazzi di Mary Griggion, LA POPOLAZIONE DEL TERZO OCCHIO. A breve, lo saranno anche gli altri della collana.

      Vi proponiamo due anteprime, tanto per farsi un’idea di come funziona un audiolibro. Il primo file audio è a voce singola, crediamo la migliore in quanto un po’ più ‘naturale’ di quella di default. È la voce che abbiamo usato per l’audiolibro in vendita.

      Versione a 1 voce:

      Tanto per curiosità, vi proponiamo anche una seconda anteprima a due voci: una per la narrazione e una per i dialoghi. In questo caso la voce narrante è quella di default del software, e non è la migliore soluzione.

      Versione a 2 voci

      Fatto salvo il problema del peso eccessivo nel caso di due voci, non è escluso l’acquisto di una ulteriore e nuova voce in futuro, magari maschile.

      Buona lettura, in un modo o nell’altro 🙂

      Carlo Santi

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        L'editoriale

        RCS-Mediagrouplogo-mondadori12.000 sono i posti di lavoro a rischio se la ventilata fusione “RCS – Mondadori” si dovesse attuare. Lo dichiara la CNA, Confederazione Nazionale Artigianato.

        Per la CNA l’unione dei due colossi dell’editoria rischia di mettere in ginocchio oltre 4mila piccoli editori e 12mila occupati del settore.

        “Oggi il 90% del mercato è controllato dai grandi gruppi editoriali, il nuovo “gigante” che potrebbe venirsi a creare – dichiara Andrea Nannini, Presidente di CNA Comunicazione – aumenterebbe ulteriormente il processo di concentrazione e monopolio, minando il principio della libera concorrenza e quel patrimonio culturale da sempre rappresentato dai piccoli editori italiani.”

        Sono circa 30mila le novità letterarie che ogni anno i piccoli e medi editori immettono sul mercato. Spesso sono autori sconosciuti che non trovano posto nei grandi cataloghi e solo così possono raggiungere e arricchire il mercato editoriale. Ma è anche vero che molti sono gli autori di successo che, almeno agli inizi, hanno mosso i primi passi grazie alla pubblicazione con piccoli editori.

        Persino le piccole librerie non dovrebbero essere contente se avvenisse una simile fusione, soprattutto ora che sembra sventato il pericolo di una modifica (com’era previsto in una delle bozze del Ddl Concorrenza) della legge Levi sui tetti massimi agli sconti dei libri.

        La vicenda è giunta sul tavolo del Ministro Franceschini che si è subito dichiarato “preoccupato” per una simile evenienza.

        Staremo a vedere.

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          Non bastava l’editoria a pagamento, ora si aggiunge pure la “recensione a pagamento”.

          RecnsionePagamento1

          Sono molte le pseudo agenzie pubblicitarie che propongono la promozione di un libro e/o di un autore, e non c’è nulla di male in questo, anzi. Non serve generalizzare, ci sono molti agenti e agenzie davvero serie, ma ci sono anche quelle che sembrano dei veri e propri “vampiri editoriali”. Essi sono quei soggetti che “ammaliano” l’autore in cerca di notorietà facile. Va da sé che non esiste la notorietà facile per nessuno, nemmeno per gli scrittori big, il flop è sempre dietro l’angolo, soprattutto in tempi di crisi di questi anni e a causa della scarsa qualità di molte opere pubblicate dai big dell’editoria.

          Eppure l’idea di raggiungere la fama da parte di uno scrittore, specie quello esordiente, fa crescere le domande e, di conseguenza, le offerte più assurde. Il problema maggiore è che magari funziona per davvero e, se così fosse, sarebbe un obbrobrio.

          Girando per la rete trovi di tutto, anche l’esempio del prezzario che segue:

          • Pacchetto recensione + intervista singola: 50 euro per ogni blog partner
          • Recensioni su Amazon: 10 euro a recensione, “acquistabili” in pacchetti da 5, 10, 25 e 50
          • Recensioni varie su altri blog partner: 100 euro a recensione (questo costa persino di più che non su Amazon, ndr)
          • Pacchetto Goodreads: inserimento libro + 5 recensioni a 5 stelle e invito a leggere il libro a 250 contatti: 80 euro.

          RecnsionePagamentoQuesti sono solo alcuni esempi di una “tabella dei costi” per la promozione del libro. Si vede che le recensioni positive a 5 stelle oggi si comprano, anziché conquistarsele.

          Il gioco non è nuovo, in passato ci sono stati molti casi di autori che si sono avvalsi di interi “Call Center” per recensire a raffica, ma non sempre il gioco vale la candela. Se un cliente acquista un libro “stellato” e poi si accorge che è una ciofeca, sarà lui stesso che farà una recensione negativa (e colma di rabbia), magari solo perché si rende conto di essere stato buggerato.

          Io preferisco la conquista, un parere positivo lo si riceve solo se il libro piace e, badiamo bene, non deve per forza piacere a tutti, ma che almeno sia principalmente una piacevole lettura e un buon intrattenimento.

          Dico no, quindi, alle recensioni a pagamento, sono solo ed esclusivamente una truffa e un raggiro che, credo, sia persino illegale. Se non mi sbaglio è considerata “pubblicità ingannevole”. Sicuramente le “false recensioni”, su qualsiasi prodotto commercializzato, è considerata pratica illegale negli USA. Infatti, in un comunicato stampa ufficiale (leggi qui) pubblicato sul sito web del Procuratore Generale di New York, Eric T. Schneiderman, lo stesso avvisa di aver imposto una multa di 350.000 dollari a 19 tra aziende di marketing e fornitori di servizi, oltre all’assicurazione che la pratica illegale non si ripeterà più, per aver promosso recensioni false a pagamento dei propri prodotti commercializzati. Il Procuratore Schneiderman accusava le aziende che tali servizi, di fatto, manipolavano l’orientamento del consumatore inondando Internet con false opinioni su siti come Yelp, Google e CitySearch. Nel corso delle indagini, l’ufficio del procuratore generale aveva rilevato che molte di queste aziende utilizzavano falsi profili online per esprimere pareri e recensioni positive su un tal prodotto pagando (una miseria) scrittori freelance dalle Filippine e dall’Est Europa. La multa, in effetti, è stata comminata loro per aver violato le leggi statali in quanto “impegnati in pratiche di “astroturfing” e in commercio illegale e ingannevole”.

          Carlo Santi

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            • monopolioImmaginiamo un Paese dove tutto è nelle mani di pochi e molti si sono fatti bastare per tempo il loro niente.

            • Immaginiamo un Paese dove gli editori indipendenti se fanno male chiudono, se fanno bene si ritrovano acquistati dai grandi gruppi.

            • Immaginiamo un Paese dove sempre meno gente legge e gli unici libri di successo sono quelli pensati per il pubblico dei non lettori”.

            • Immaginiamo…

            Basta così… è sufficiente questo per immaginare lo scenario italiano dell’editoria “moderna” e ti ritrovi concentrato, con sorprendente lucidità e lungimiranza, proprio nelle righe di cui sopra.

            Sacrosanta verità! Tutto il mondo dell’editoria, ma non solo questo settore tanto per intenderci, è in mano a nove Gruppi Editoriali. Nove, non novecento o mille, ma solo nove. Tutta la produzione cartacea d’Italia (libri, riviste, giornali), o almeno il 93%, proviene dai centri stampa di questi nove soggetti.

            Serve che li nominiamo?

            No! Crediamo di no, li conosciamo bene, anzi, benissimo. Sono quelli che vincono lo Strega, il Campiello, il Carver, lo Scerbanenco, l’Azzeccagarbugli, il Bancarella, il NebbiaGialla e tanti altri Premi e Concorsi letterari di rilievo, a ognuno chi più ne ha più ne metta.

            Fintanto che noi ci concentriamo a “liberalizzare” le farmacie, i distributori di benzina, le licenze dei Taxi, quelle commerciali e altri settori professionali che non contribuiranno a cambiare nulla e non saranno mai le riforme che risaneranno per davvero l’Italia, ecco che oggi come ieri l’editoria è in mano a nove (9) soggetti, le televisioni a tre (3), le autostrade a uno (1), le banche a cinque (5), la grande distribuzione a dodici (12), il petrolio a cinque (5), e avanti così…

            C’è posto per qualche altro?

            Di sicuro NO!

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              La campagna dell'AIE #unlibroeunlibro è stata una vittoria dell'editoria, ora serve essere conseguenti e abbassare il prezzo degli eBook.

              unlibroeunlibro_BannerCome tutte le cose politiche italiane, serviva attendere che la decisione di abbassare l’IVA degli eBook dal 22 al 4 per cento andasse in porto.

              Dal 1° gennaio 2015 il dato è acquisito, la legge è fatta.

              Abbiamo fatto di tutto per coinvolgere i lettori in questa importante campagna motivandola con l’obiettivo di incentivare la lettura. La vittoria quindi non deve essere solo a favore dell’editoria, bensì anche di quei lettori (che sono in aumento) che prediligono il libro digitale, pur non disdegnando quello cartaceo.

              Però dal 1° gennaio il prezzo degli eBook sono rimasti identici, gli Store OnLine hanno calcolato automaticamente l’adeguamento dell’IVA, ma senza ridurre il prezzo finale applicato al Cliente.

              E’ giusto così ed è persino corretto. Infatti, la politica dei prezzi la decide l’editore e non il negoziante, per cui servirà una valutazione conseguente da parte della casa editrice.

              Crediamo che risparmiare un buon 18% non debba significare un maggior vantaggio economico solo ed esclusivamente per l’editore, ma tale agevolazione andrà correttamente condivisa anche a favore dei nostri lettori.

              L'annuncio del Ministro Franceschini su Twitter il 31.12.2014

              L’annuncio del Ministro Franceschini su Twitter il 31.12.2014

              La CIESSE Edizioni ha già ridotto di 1 Euro il costo di tutti gli eBook.

              Tale riduzione è maggiore dell’agevolazione IVA, in alcuni casi anche più del 25%.

              Ci vorrà del tempo per fare in modo che tale aggiornamento sia applicato da tutti gli Store OnLine che vendono i nostri libri digitali, per cui i nuovi prezzi sono a regime da subito per gli acquisti presso il nostro Store www.shop-ciessedizioni.it e probabilmente da febbraio 2015 in ogni altro negozio convenzionato.

              L’invito a fare altrettanto è rivolto a tutti i colleghi editori, piccoli e medi ma, soprattutto, a quelli grandi che, il più delle volte, applicano il prezzo sugli eBook quasi pari al cartaceo.

              Se così non fosse, non si rispetterebbero i nostri lettori, unica nostra ancora di salvezza per uscire dalla crisi che ci attanaglia ogni giorno di più e per incentivare “seriamente” la lettura.

                0 1362

                A partire dal prossimo anno gli autori di libri auto pubblicati dovranno richiedere un nuovo codice ISBN, che sarà diverso da quelli solitamente usati dalle case editrici.

                L’ISBN – International Standard Book Number – è un numero che identifica a livello internazionale, in modo univoco e duraturo, un titolo o una edizione di un titolo di un determinato editore.

                L’ISBN possono richiederlo le case editrici e tutti quegli enti/fondazioni pubblici o privati che hanno una produzione editoriale.

                L’ISBN è oggi formato da un codice di 13 cifre, suddivise in 5 parti dai trattini di divisione:

                ISBN

                Da gennaio 2015 il nuovo prefisso nazionale 979-12 si affiancherà al prefisso 978-88 attualmente utilizzato per identificare l’area di lingua italiana all’interno dello standard ISBN.

                Il nuovo prefisso identificativo potrà essere utilizzato da gennaio ESCLUSIVAMENTE per il nuovo servizio di assegnazione riservato all’authorpublishing, cioè agli autori che pubblicano autonomamente le proprie opere. L’Agenzia ISBN per l’area di lingua italiana sarà abilitata al rilascio di singoli codici ISBN agli autori che intenderanno auto pubblicare e codificare con lo standard ISBN i propri titoli.

                Il nuovo servizio rilascerà, quindi, un codice ISBN con struttura 979-12-200-XXXX-X, che permetterà all’autore che si vuole auto pubblicare di identificare la propria opera come pubblicata da se stesso, in caso contrario non gli sarà permessa la vendita.

                E’ spontaneo e logico pensare che l’Agenzia ISBN abbia inteso rispondere così a molti dei quesiti posti da quegli autori che sono propensi ad auto pubblicare i propri libri, come è innegabile che la qualità delle opere italiane, già minata dal fenomeno dell’editoria a pagamento, ne risentirà negativamente.

                  0 1348

                  L'editoriale

                  Albatros

                  Mi ha colpito la frase:

                  “In virtù dell’alto numero di richieste la scadenza è stata prorogata al 15/12/2014”.

                  Più sotto scrivono:

                  Mensilmente o bimestralmente la nostra casa editrice seleziona (???) opere letterarie (???) per la pubblicazione”.

                  La domanda sorge spontanea: a questo punto che motivo c’è per prorogare la scadenza?

                  Non entro nel merito del fatto che Albatros sia a pagamento o meno, come non voglio nemmeno criticare le scelte editoriali di altre case editrici, più o meno serie, ma prendere in giro la gente con così grande disinvoltura, questo sì che è immorale.

                  Ecco come fa una casa editrice (con coraggio Albatros si definisce tale) a diventare sempre più un… vero fenomeno da baraccone!

                  Carlo Santi

                  Articoli casuali

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                  Giugno 2016 sarà il mese dedicato ai nostri romanzi storici.  Il romanzo storico è un genere che occupa un posto importante in letteratura, in...