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    Oltre 3.500 eBook venduti nel solo mese di luglio, un record assoluto.

    L’Editoriale di Carlo Santi

    Sarà sicuramente merito delle promozioni, però queste ci sono sempre state anche nei mesi precedenti, oppure il merito va ai titoli inseriti nell’offerta di luglio che hanno attirato maggiore attenzione nei lettori. A dire la verità non lo saprei dire con esattezza, fatto sta che a luglio si è registrato un vero e proprio boom di vendite dei libri digitali.

    Oltre 3.500 eBook venduti, la maggior parte riguardano i titoli in offerta lampo o Daily Deals che dir si voglia (qui si può vedere la classifica di luglio).

    Non solo i titoli in promozione, anche altri hanno ottenuto ottimi risultati, titoli che non erano affatto in offerta e che comunque hanno fatto registrare un’impennata nelle vendite. Mi sento in dovere di citare LE CINQUE COLOMBE di Jenny Gecchelin, anzi, il titolo è da un bel po’ che continua a vendere incessantemente fin dalla sua pubblicazione del 2011. Un titolo ‘sempreverde’ a cui va dato atto. Il libro di Jenny vende bene ancora oggi in entrambe le versioni, cartaceo e digitale.

    A lei in primis va il mio ringraziamento (e soddisfazione) più grande. Ringraziamento che estendo naturalmente anche agli altri autori che a luglio hanno permesso di realizzare questo importante risultato. Non so dire come sia successo, però è capitato, e a me, a noi tutti, può solo far immenso piacere, nella speranza di ripetere o, meglio ancora superare, questo strabiliante dato.

    Gli ‘eroi‘ di luglio sono: IL VAMPIRO DI MUNCH di Alessandro Maurizi, BALLERINE DI CARTA di Laura Rico, FRAGILE COME UN PONTE DI SABBIA di Roberta Di Odoardo, IL QUINTO VANGELO di Carlo Santi, IL CAVALIERE E LA CROCE di Taras Stremiz.

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      Paganelli è stato uno dei primi autori che ha pubblicato con la CIESSE Edizioni, il ricordo dell'editore.

      L’Editoriale di Carlo Santi

      Antonio Paganelli

      Antonio Paganelli è morto venerdì scorso 30 giugno 2017, oggi i funerali nella sua città di Savignano sul Rubicone. Ci ha informato la nipote e la notizia ci ha sconvolto, e mi ha sconvolto anche personalmente. Autore di talento, dal carattere forte, non sempre andavamo d’accordo, ma fra uomini duri ci si scontra e ci si stima. Così era il nostro rapporto editore/autore e così era anche la nostra amicizia. Difficile esprimere come mi sento, è la prima volta che ‘perdo’ un autore dal punto di vista ‘materiale’ e non letterario.

      Ricordarlo con un post mi sembra il minimo, anche perché Antonio è stato uno dei primi autori CIESSE, il suo contratto di edizione è di novembre 2010, cioè un mese dopo aver aperto i battenti come casa editrice, quando eravamo sconosciuti, ancora non apprezzati e male organizzati. Paganelli è stato uno dei primi a credere nella CIESSE, uno di quegli autori d’assalto, che fa presentazioni, che gira mezza Italia per proporre il suo romanzo, e le vendite gli davano ragione. Paganelli era uno che credeva nella sua opera, fino al punto di ritenerla un figlio a cui dedicare amore e dedizione.

      Cicatrici nascoste, il caso di Rosa Tropea di Antonio Paganelli

      Il suo CICATRICI NASCOSTE – IL CASO DI ROSA TROPEA ha vinto la I Edizione del “Premio letterario Giacomo Gazzara di Messina” dove Antonio Paganelli è stato dichiarato “Autore Emergente Nazionale 2011”. “CICATRICI NASCOSTE” è stato il suo primo romanzo, pubblicato a dicembre 2010. Paganelli ha voluto raccontare una storia d’amore ambientata in Sicilia, nel periodo pre-bellico e, per scrivere il romanzo, ha usato un documento autentico trovato in un doppiofondo di una scrivania  che l’autore aveva comprato a un mercatino di mobili antichi. Nel doppiofondo le carte processuali di un caso: quello di Rosa Tropea, un fatto di sangue realmente successo il giorno di Natale del 1871 in provincia di Catania. Non a caso, in appendice al romanzo, è stata allegata la trascrizione integrale del documento autentico del XIX secolo, da cui Paganelli aveva preso lo spunto per scrivere il romanzo.

      La sua morte mi addolora, sono molti i momenti conviviali passati con lui, sia in occasione delle sue presentazioni, ma anche momenti di assoluta compagnia amicale e di assoluto relax. Ho mangiato e dormito ospite a casa sua a Savignano sul Rubicone, questo a testimonianza di quanto il nostro rapporto andasse anche oltre il mero vincolo contrattuale.

      Ai suoi familiari porgo le condoglianze mie personali, di tutta la redazione e degli autori CIESSE Edizioni.

      Biografia

      Antonio Paganelli nasce in Romagna nel 1947.
      All’età di 17 anni parte per la Svizzera a fare il tornitore. A 19 emigra in Canada, dove vive otto anni lavorando di giorno e studiando la sera. Ritornato in Italia si laurea in Lingue, a Venezia, con 110 e lode. Insegna francese alle Medie, alle Superiori e si occupa di didattica per insegnanti. Quando va in pensione si dedica all’hobby del restauro pittorico. Fa subito una scoperta di un certo interesse: sotto una crosta del Novecento trova un dipinto di un noto pittore francese del XIX secolo. Frequentando il mondo degli antiquari scova, inoltre, un documento cartaceo dell’Ottocento che lo incuriosisce. Si tratta degli atti del processo a un prete, per un fatto di cronaca, da cui prenderà lo spunto per scrivere CICATRICI NASCOSTE.

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        Luca era padovano, e Webster è nostro cliente fin dalla nascita della CIESSE.

        L'Editoriale di Carlo Santi

        L’Editoriale di Carlo Santi

        Luca Ometto, Amministratore di Webster.it

        Luca Ometto, Amministratore e fondatore di Webster.it

        È morto nella notte tra sabato e domenica Luca Ometto, amministratore delegato e fondatore di Libreriauniversitaria.it e di Webster.

        Luca aveva appena 41 anni, sposato da poco, lascia la moglie e un figlio di 14 anni. Soffriva di un tumore al cervello, un male che lo ha stroncato giovanissimo.

        webster-itUna mente brillante, un uomo arguto, che aveva il ‘fiuto’ degli affari. Lui è il primo italiano (padovano DOC) che ha sfidato il colosso di Amazon diventando il secondo portale per la vendita online di libri in Italia.

        Luca era padovano, e Webster è nostro cliente fin dalla nascita della CIESSE.

        Ci stringiamo in un abbraccio affettuoso e colmo di gratitudine alla sua famiglia, la morte di Luca è una perdita gravissima sia per Padova che per l’intera editoria italiana.

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          L'Editoriale di Carlo Santi

          L’Editoriale di Carlo Santi

          logBiblioCiechi

          Da più di quattro anni la CIESSE Edizioni collabora attivamente con la BIBLIOTECA ITALIANA PER I CIECHI “Regina Margherita” – ONLUS fornendo loro tutte le nostre pubblicazioni, a titolo gratuito, in un formato utile per la trasposizione in una o più delle versioni da loro comunemente richieste e utilizzate (informatica, braille, caratteri ingranditi, etc). La Biblioteca Italiana per i Ciechi ha infatti il merito di diffondere la lettura tra i minorati della vista attraverso la realizzazione di prodotti librari nei formati per loro adeguati, accessibili e fruibili attraverso la vendita o il prestito delle opere presenti nei loro ‘immensi‘ archivi. E quando parlo di ‘immensi‘ non esagero di certo considerando che un romanzo di 320 pagine, come per esempio il mio thriller I LUPI DI PALERMO, nella trasposizione in braille diventa un’opera formata da quattro grandi volumi per un totale di 605 pagine.

          logoCILPLa CIESSE Edizioni, riconoscendo da tempo le esigenze e le ragioni particolari dei minorati della vista, in quanto il loro accesso a tali prodotti non può avvenire per il tramite dei formati commerciali disponibili per il restante pubblico, ha inteso concretizzare il 5 agosto scorso un altro importante accordo a favore di questa particolare utenza, siglando una specifica convenzione con il CILP – CENTRO INTERNAZIONALE DEL LIBRO PARLATO  “ADRIANO SERNAGIOTTO” ONLUS. Il CILP ha, fra i suoi scopi, la promozione culturale dei minorati della vista con l’intento di aiutare i non vedenti ad accostarsi alla lettura e allo studio da realizzarsi attraverso la produzione e la distribuzione di prodotti audio editoriali direttamente fruibili. Se da un lato la Biblioteca Nazionale per i Ciechi converte i nostri libri in testo braille o a caratteri ingranditi, il CILP crea audiolibri avvalendosi della preziosa collaborazione dei ‘donatori di voce‘. L’accordo prevede la fornitura gratuita di tutti i nostri libri, a partire da quelli pubblicati nel 2016 (a tale fine è stato previsto un apposito articolo del contratto di edizione in cui l’autore autorizza l’editore a fornire la propria opera al CILP, norma che non era contemplata per le opere pubblicate prima di quest’anno, ndr). Nel contempo, il CILP fornirà alla casa editrice una copia del CD/DVD dell’audiolibro così realizzato autorizzando la CIESSE Edizioni anche alla eventuale vendita ai propri clienti.

          C’è già il primo audiolibro CIESSE che il CILP ha realizzato: è il romanzo storico IL CAVALIERE DI SAN GIOVANNI di Taras Stremiz.

          Di seguito il testo della convenzione integrale.

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            Domenica 15 maggio 2016 ore 16,00, presso il Museo Nazionale dell’Internamento di Padova, ci sarà la prima presentazione ufficiale del particolare 'diario' di Egidio Bertazzo in cui racconta i suoi due anni passati nei campi di concentramento nazisti.

            L'Editoriale di Carlo Santi

            L’Editoriale di Carlo Santi

            La cover de 'IL MIO DIARIO DI PRIGIONIA' di Egidio Bertazzo

            La cover de ‘IL MIO DIARIO DI PRIGIONIA’ di Egidio Bertazzo

            Egidio Bertazzo, classe 1924, è un sopravvissuto, un testimone vivente dell’orrore dei campi di concentramento nazisti durante la Seconda Guerra mondiale. Fra il 1943 e il 1945 di campi di concentramento e di lavoro ne ha vissuti ben tre, fra cui quello terribile di Buchenwald, lavorando in miniera a quasi 400 metri sotto terra fino allo sfinimento psicofisico.

            Due anni di stenti, anche a causa della disumanizzazione del trattamento subito, lo portarono a pesare da 66 a soli 39 Kg. In quei due anni Bertazzo ha tenuto un diario ove ha descritto i suoi stati d’animo, le paure, i tormenti, le percosse, il duro lavoro in miniera, la fame e le sofferenze vissute. Ora quel diario è diventato un libro, dopo più di settant’anni dalla sua stesura originale.

            Il mio diario di prigionia‘ non è un’autobiografia, non è nemmeno un romanzo o un racconto di fantasia, bensì è una testimonianza diretta della drammatica esperienza vissuta nei lager tedeschi, mettendo in risalto quanto è accaduto agli Internati Militari Italiani.

            Egidio Bertazzo nel 1943

            Egidio Bertazzo nel 1943

            Infatti, Bertazzo era un militare in forza alla caserma di Vercelli quando questa venne circondata dalle SS naziste. Dopo un lungo assedio, i tedeschi intimarono agli italiani di arrendersi. Bertazzo descrive quel fatidico giorno, era il 10 settembre 1943, un venerdì:

            “Ci fissiamo in volto come per chiederci se dobbiamo o no obbedire. Consegnare i fucili ai tedeschi? Non sarà mai! Arrenderci? Siamo pazzi, è la nostra morte, la rovina di tutti! Coraggio ci vuole! I tedeschi non sono poi tanto numerosi. Resistere? È una parola. Chi ci rifornisce di pallottole? Un reggimento in cui ci sono soldati che hanno preso in mano il fucile solo da poche ore, che cosa può fare contro un esercito armato fino ai denti?”

            I soldati italiani tentarono una scarna resistenza, il giorno dopo il diario riporta:

            “Allo spuntare dell’alba parecchie reclute tentano la fuga. Indossano i vestiti da civile, si appressano a una baracca rasente il muro della caserma, salgono sul tetto e approfittando di una scala posta dai vercellesi nella parte esterna del muro, se la squagliano in mezzo ai campi a gambe levate. L’esempio dei primi è di sprone ai più timidi. In breve tempo i fuggitivi si contano a centinaia.

            Ahimè! i tedeschi non dormono e lasciano partire numerosi colpi di pistola nella direzione della baracca. È la nostra rovina; diventiamo agnelli. Seduti a terra attendiamo la sentenza di morte.”

            Quello stesso giorno furono costretti alla resa. Da quel momento, per Egidio Bertazzo e molti dei suoi camerati, inizia un vero e proprio calvario.

            Il diario di Egidio Bertazzo, come quelli di altre centinaia di ex internati, ha il pregio di tramandare fatti storici certi e inappellabili sulle condizioni di vita dei militari italiani internati nei campi di prigionia della Germania nazista. Un diario che però andava tenuto segreto e ben nascosto per evitare che le SS lo trovassero durante le numerose perquisizioni, altrimenti il suo autore sarebbe stato fucilato all’istante.

            Il mio diario di prigionia‘ è un’opera che va considerata di alto valore storico e documentale in quanto contribuisce a ricostruire la vicenda degli Internati Militari, considerando che gran parte della documentazione dei vari lager fu deliberatamente distrutta dai tedeschi nell’imminenza della liberazione dei campi da parte degli alleati o dei russi, al fine di non lasciare testimonianza dei misfatti perpetrati.

            Nel 2014 Egidio Bertazzo è stato insignito con la Medaglia d’Onore della Repubblica Italiana conferita dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ai militari e ai civili deportati e internati nei lager nazisti. E’ da allora che ha valutato l’utilità di pubblicare il suo diario, sia per testimoniare una parte significativa della nostra dolorosa Storia sia per evitare che possa mai ripetersi in futuro.

            Domenica 15 maggio 2016 ore 16,00, presso il Museo Nazionale dell’Internamento di Padova, ci sarà la prima presentazione ufficiale del particolare ‘diario’, con la presenza del suo autore: Egidio Bertazzo.

            Padova_EgidioBertazzo

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              L'Editoriale di Carlo Santi

              L’Editoriale di Carlo Santi

              libriIn questi mesi si sono alternate varie promozioni sugli eBook. Amazon in primis, poi seguita a ruota da tutti gli altri eBook Store specializzati nella vendita di libri digitali, hanno dato ampio spazio ai titoli del nostro catalogo editoriale. I risultati sono ottimi, anche oltre alle più rosse aspettative.

              Questo aspetto ci porta a considerare un fatto abbastanza logico: anche in tempi di crisi c’è voglia di leggere, ma con un occhio di riguardo al prezzo. Perciò, è chiaro che il costo influisce sulla decisione di acquistare un libro.

              La Legge Levi impone che non si possano prevedere sconti superiodi al 15% sulla vendita di libri. Tale norma era stata letta da molti come una ‘legge anti Amazon‘, in quanto il colosso americano prevedeva sconti che risultavano impossibili da praticare per gli altri Store. Ma il ‘colosso‘ non sarebbe tale se non lo fosse anche nella strategia di marketing. Ed ecco spuntare le promozioni più singolari applicate agli eBook, visto che allo stato dell’arte non sono ancora considerati dei veri e propri ‘libri’, bensì erroneamente identificati quali ‘software‘. Le promozioni pensate da Amazon sono fantasiose, tipo il ‘noleggio‘ o il ‘Daily Deal‘ (offerta del giorno) o ancora le ‘Offerte Lampo‘ ovvero la classica ‘Offerta del mese‘ oppure il più complicato ‘Kindle Countdown Deals‘ (praticamente è una promozione che dura una settimana, dove l’eBook parte da una cifra bassa e aumenta gradualmente nei giorni successivi, fino a tornare a prezzo pieno alla fine del periodo, ndr), oltre ad altre iniziative, più o meno funzionali.

              Purtroppo, o per fortuna, la cosa funziona, e funziona bene assai, a tal punto che tutti gli editori sperano che i loro titoli entrino in una delle offerte su citate. Badate bene, non sono solo i piccoli editori che ‘sbavano’, bensì anche quelli più grandicelli. Tipo quelli della N.C. (chi conosce, sa bene a chi mi riferisco), che arriva addirittura a comprare spazi pubblicitari all’interno dei più importanti Store, tra l’altro pagando un sacco di quattrini (che la CIESSE non detiene, inteso come ‘sacco’ 🙂), per inserire i propri titoli. Non una selezione dei migliori, ma proprio tutti. Come si sul dire: sparando nel mucchio si fa più di qualche centro.

              Se non hai soldi da spendere, si sa che in promozione non entrano tutti i libri di ogni casa editrice. Qualche volta capita, ma purtroppo non sempre l’editore decide chi o cosa mandare in promozione. Puoi segnalare una rosa di titoli, ma poi sono gli Store che decidono (diciamo che Amazon decide più di altri).

              Fatto sta che se un titolo va in promozione, soprattutto sul colosso ‘amazoniano’, le vendite partono a razzo. Ed ecco perchè gli editori ‘sbavano’… e noi siamo fra questi 😉 .

              A questo punto, dovete per forza dare un’occhiata alla ‘Offerta del mese‘ di maggio 2016?

              Buona lettura.

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                Si è spento a 84 anni Umberto Eco, uno tra i più grandi e importanti scrittori italiani.

                Umberto Eco

                Umberto Eco

                L'Editoriale di Carlo Santi

                L’Editoriale di Carlo Santi

                Umberto Eco, filosofo, semiologo e autore di best-seller del calibro de ‘Il nome della rosa’, è morto ieri 19 febbraio alle 22,30 nella sua abitazione. Aveva 84 anni. Il mondo della cultura, e non solo in Italia, ha perso un semiologo e filosofo di illuminante talento, ma anche un prolifico autore di libri tra i quali, oltre al più famoso ‘Il nome della rosa’, anche titoli come ‘Il pendolo di Foucault’, ‘L’isola del giorno prima’ e ‘Il cimitero di Praga’, tanto per citarne alcuni. Eco ha anche scritto numerosi saggi di filosofia, semiotica, linguistica, estetica.

                Dottorato in Filosofia presso l’Università di Torino nel 1954, lungo la sua vita accademica Eco ha ricevuto numerosi riconoscimenti. È stato nominato dottore Honoris Causa da oltre 40 università di tutto il mondo ed è stato insignito di molte Onorificenze e Riconoscimenti sia in Italia che all’estero per i suoi meriti nella cultura e nell’arte. Tre sono le Città italiane che gli hanno conferito la ‘cittadinanza onoraria’ (Monte Cerignone, San Leo, Nizza Monferrato).

                ‘Il nome della rosa’, la sua opera di narrativa più famosa, è stata tradotta in molte lingue ed è stato girato un film dal regista francese Jean-Jacques Annaud, con interprete principale l’attore Sean Connery.

                Umberto Eco è stato un personaggio controverso, criticato, odiato e amato nello stesso tempo, ma nulla da dire sulla sua immensa capacità e conoscenza.

                Lo ricordo con una delle sue frasi celebri:

                “Mentire riguardo al futuro produce la storia.”

                Umberto Eco (1932-2016)

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                  Egidio Bertazzo, classe 1924, testimone vivente dell'orrore dei campi di concentramento nazisti durante la Seconda Guerra mondiale. Il suo 'diario' oggi diventa un libro dal titolo emblematico: IL MIO DIARIO DI PRIGIONIA.

                  L'Editoriale di Carlo Santi

                  L’Editoriale di Carlo Santi

                  Egidio Bertazzo oggi ha 92 anni, è un sopravvissuto alla deportazione nei campi di concentramento nazisti. Nel periodo della seconda Guerra mondiale era un militare italiano, il suo diario inizia con un luogo e una data:

                  Padova, 17 agosto 1943.

                  Mi sveglio salutato da un bellissimo sole che illumina le pareti della mia stanza da letto. Il tenue soffio della brezza, entrando dalle finestre aperte, mi accarezza il viso e mi dona un senso di refrigerio.

                  Questo splendido mattino d’estate segna per me l’inizio di una nuova vita: il servizio militare.

                  Egidio Bertazzo nel 1943

                  Egidio Bertazzo nel 1943

                  Un anno dopo avviene la sua cattura. I nazisti lo arrestano alla caserma di Vercelli nel 1944. Da quel momento in poi il ‘diario’ di Egidio si tinge di ‘buio’ mentre descrive le atrocità vissute nei campi di concentramento e di lavoro. Egidio ne ha ‘vissuti‘ ben tre, fra cui quello di Buchenwald, a lavorare in miniera a quasi 400 metri sotto terra. Due anni di stenti e la disumanizzazione del trattamento lo portarono a pesare da 66 a 39 Kg.

                  I primi giorni della sua prigionia li descrive così:

                  26 settembre 1944.

                  Uno strillo prolungato e noioso viene a romperci il sonno. Alle 6,30 ci troviamo di fronte a un ascensore.

                  “E’ la fabbrica!”, mi dicono.

                  La fabbrica è sotterranea, entriamo nell‘ascensore. Il percorso ci riempie di spavento. La fitta oscurità del profondo pozzo è rotta dal chiarore rossastro di una lampada a petrolio. Si ode un gorgoglio continuo di acqua. Una goccia, posatasi sulle labbra, mi fa gustare l’amaro del sale. Raggiunta la profondità di circa 380 metri, mi trovo in un mondo nuovo. Ampi corridoi si diramano in due direzioni e danno l’accesso a quattro interminabili saloni, destinati a diventare quattro grandi fabbriche. Una di queste è attiva da un mese. Respiro per dodici ore quell’aria afosa, senza vedere un po’ di cielo e uno sprazzo di luce naturale. Le grandi lampade che illuminano a giorno lo strano ambiente, con pareti e soffitto di roccia, con tratti più o meno sporgenti, il rumore assordante delle macchine, l’umidità di quell‘antica miniera di sale, mi opprimono e inquietano.

                  27 settembre 1944.

                  Trascorro periodi con la disperazione nell’animo. Tutto è buio, pauroso. Invano mi sforzo di risollevarmi, di uscire dall‘incubo che mi accascia. Il mio cuore è come un deserto.

                  28 settembre 1944.

                  Monotona, triste è la vita sotterranea! Ancora prima dell’aurora ci troviamo nel sepolcro dei vivi. La luce abbagliante dei potenti fanali produce effetti strani sui nostri volti. A destra e a sinistra del mio tornio passano, a centinaia, detenuti politici russi, francesi, belgi, olandesi, italiani, chiamati “zebre” per la divisa che indossano, a strisce bianche e azzurre. A loro sono riservati i lavori più sudici e faticosi. Provengono da Buchenwald (Egidio verrà trasferito lì poco dopo), campo di sterminio e di atroci barbarie.

                  Soldati delle SS sono presenti ovunque, con occhio minaccioso, agitando un nodoso bastone e dispensando calci da muli a ogni più lieve mancanza. E poi si sbellicano e si smascellano dalle risa!

                  Affannoso è il respiro e soffocante il caldo. Il sudore ci lava la pelle, la fame ci divora, la sete ci fa spasimare. Non una goccia d’acqua in dodici ore! Una scodella di rape e cavoli il nostro pranzo. Di questo passo si alternano le ore, trascorrono i giorni. A tante cose l’uomo si adatta. Volontà tenace, spirito di sacrificio, conducono a mete sublimi, ma come può, egli, rinunciare a uno dei più grandi beni, alla “pura luce del giorno”?

                  Il lavoro è terminato. Attendo per trenta, quaranta minuti il mio turno di ascesa presso l’ascensore.

                  Ecco, finalmente, il sole… il sole che tramonta!

                  I documenti tedeschi

                  I documenti rilasciati a Egidio Bertazzo durante la sua prigionia nei campi di concentramento

                  La cover de 'IL MIO DIARIO DI PRIGIONIA' di Egidio Bertazzo

                  La cover de ‘IL MIO DIARIO DI PRIGIONIA’ di Egidio Bertazzo

                  E’ solo uno stralcio del diario di Egidio Bertazzo, ma è già sufficiente per far comprendere quale triste e incredibile esperienza abbiano vissuto i deportati di qualsiasi nazionalità fossero, anche coloro che non erano ebrei. Egidio di quel ‘diario’ ne vuole fare un libro, lo pubblicheremo noi della CIESSE Edizioni. Per me è un onore pubblicare un’opera di così grande valore storico. La sua uscita avverrà probabilmente a marzo/aprile 2016, dopo la fase di editing attualmente in corso.

                  C’è un fatto curioso che voglio raccontare. Quando ho incontrato Egidio, oltre a trovarlo lucidissimo, brillante e molto determinato (lo potrete verificare guardando il video in calce), mi ha sconvolto e rabbrividito con la sua risposta alla mia domanda scontata: “Ma lei è ebreo?“.

                  Lui mi ha risposto: Se lo fossi stato, oggi non sarei qui!“.

                  La premessa al diario di Egidio sarà anche la sinossi del libro, e testualmente cita quanto segue:

                  Padova, giugno 1987.

                  In quel periodo mi è capitato tra le mani il manoscritto “Il mio diario di prigionia” dopo più di quarant’anni dalla sua stesura originale.

                  Stavo per stracciarlo, il ricordo era per me un fatto terribile, quando mi è venuto il desiderio di rileggerlo. La lettura mi ha richiamato alla mente gli anni 1944/45, due anni di sofferenze, sacrifici, di lotte e di speranze tra i reticolati in Germania e ho pensato che sarebbe un errore dimenticare quella incredibile esperienza.

                  Ho battuto a macchina il testo per renderlo leggibile ai più, affinché gli avvenimenti del passato insegnino come regolarsi per l’avvenire. Oggi quel manoscritto diventa un libro, per far sì che la storia sia maestra della vita!

                  Egidio Bertazzo

                  Medaglia d'Onore

                  La Medaglia d’Onore conferita a Egidio Bertazzo

                  Nel 2014 Egidio è stato insignito con la Medaglia d’Onore della Repubblica Italiana conferita dal presidente della Repubblica Giorgio Napoliutano ai militari e ai civili deportati ed internati nei lager nazisti.

                  In quell’occasione Egidio ha rilasciato una piccola ma significativa intervista a una televisione locale. Di seguito propongo quel video, dando appuntamento a marzo/aprile a chi vorrà leggere IL MIO DIARIO DI PRIGIONIA di Egidio Bertazzo.

                  Articoli casuali

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                  L’Istituzione “Città di Suzzara” ha istituito e organizzato il Premio NebbiaGialla per la letteratura noir e poliziesca, relativo a opere di scrittori italiani, da assegnare...