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Ukemì di Pia Barletta – ‘Libri, varie ed eventuali’, a cura di Giulia

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    Buon pomeriggio, gente!

    Dopo alcune settimane di assenza, torniamo a scrivere su questo blog. Vi siamo mancate? 🙂 Speriamo di riuscire a essere più attive in futuro, quindi… seguiteci sempre!

    Il libro che vi presentiamo oggi è Ukemì di Pia Barletta (Ciesse ed. – collana Rainbow), un racconto con delle stupende illustrazioni (l’artista è Jacopo Martinello – anche autore de “La spelonca delle stalattiti“). La recensione è della piccola Giulia, che ha anche posto qualche domanda all’autrice.

    Buona lettura 😉

    LA RECENSIONE DI GIULIA (https://altrecose.wordpress.com/2018/08/04/ukemi/

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    Ukemì parla di una gattina che ha dei padroni molto indaffarati col lavoro. La sua padroncina frequenta una palestra di karate e lascia sempre Ukemì in soffitta. La gattina allora passa le sue giornate in questa soffitta, acciambellata su una poltroncina a dormire. Un giorno Ukemì sente un rumore provenire dal portaombrelli e scopre che là dentro c’è un pipistrello di nome Tenkan. Insieme vivranno tante avventure in tanti mondi fantastici.

    Questo libro è stato meraviglioso. Mi è piaciuto perché i personaggi sono degli animali tutti diversi, simpatici e coraggiosi. Ad esempio, oltre a Ukemì e Tenkan, c’è una tartaruga che finge di essere un’isola e per questo motivo mi ha divertito molto. Un’altra cosa che mi è rimasta in mente è il laghetto di acqua che sa di latte, perché mi è sembrato strano ma spassoso allo stesso tempo.

    Il racconto è stato bello perché i due protagonisti viaggiano in tanti mondi per salvare le persone e gli altri animali e nel loro viaggio si comportano da amici e si aiutano a vicenda per superare le difficoltà.

    Ukemì e Tenkan
    Ill. Jacopo Martinello

    Ringrazio Pia, la scrittrice del libro, per aver scritto proprio una bella storia di coraggio e amicizia.

    INTERVISTA ALL’AUTRICE

    1 – Ciao Pia. Quando hai scritto il libro, a cosa ti sei ispirata?

    Ciao Giulia, e grazie per questa bella intervista!

    Dunque, mi sono ispirata a… Ukemì! Ma andiamo per ordine. Quando ho iniziato a scrivere questa storia, insegnavo Aikido ai bambini e da poco avevo trovato una micetta abbandonata e siccome era molto giocherellona e faceva un sacco di capriole mi era venuto istintivo di chiamarla Ukemì. Si sedeva sempre sulle mie gambe quando ero al computer, finché un giorno è arrivato un pipistrello sul mio terrazzo e lei mi ha mollata per cercare di acchiapparlo – senza risultato, per fortuna del pipistrello – così mi è venuto in mente di scrivere una storiella. Poi da una storia sono passata a due e poi… insomma, è chiaro, no?

    2 – Ti piacciono così tanto gli animali, compresi gli insetti?

    Amo gli animali in genere, gli insetti un po’ meno (specialmente le zanzare) ma mai li ammazzerei se non in casi particolari (per l’appunto le zanzare). Anche gli insetti hanno diritto di vivere, lontano da me possibilmente, se trovo un ragnetto o un geco o altri animaletti che di solito si infilano in casa li invito ad accomodarsi fuori. Cani e gatti li adoro, ora vivo con cinque gatti: Pruprù, Tatù, Romeo, Edit e Schizzo, che si chiama così perché è un po’ schizzatella. Ukemì non c’è più, non fisicamente, ma è sempre nel mio cuore.

    3 – Come ti è venuto in mente un laghetto di acqua che sa di latte?

    Confesso che non ricordo, quando scrivevo mi venivano fuori queste cose strane che mi facevano ridere, però gatti e pipistrelli sono mammiferi quindi per loro il latte è il primo alimento.

    4 – Hai scritto altri libri?

    No, ho scritto diverse filastrocche e cosette varie sempre con gli animali in primo piano ma non mi sono mai impegnata seriamente per pubblicarle. Però il fatto che una lettrice in erba abbia gradito è incoraggiante e Ukemì potrebbe anche decidere di fare altri viaggi insieme a Tenkan. Chissà…

    5 – Qual è la morale di Ukemì?

    Non ho cominciato a scrivere con l’idea di trasmettere una morale, mi piaceva immaginare mondi diversi dove umani e animali potessero vivere felici e in armonia, al di là della razza. Pian piano, però, Ukemì e Tenkan mi sono sfuggiti di mano e si sono messi a fare tutto da soli. Sono diventati amici, hanno condiviso momenti belli e momenti di tensione, si sono prodigati per i più deboli, per riparare le ingiustizie e questo li ha legati in maniera indissolubile.

    Ecco, se sono riuscita a trasmettere il messaggio che la giustizia, l’amicizia e la solidarietà dovrebbero essere al di sopra di tutto, allora sono contenta perché è proprio quello che vorrei.

    Grazie Pia!

    A presto,

    Giulia


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