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TUTTO IL RESTO VIEN DA SÉ, il romanzo di Antonella Zucchini

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    Simpatica intervista doppia all’autrice Antonella Zucchini e alla sua editor Pia Barletta.

    TUTTO IL RESTO VIEN DA SE', un romanzo di Antonella Zucchini

    TUTTO IL RESTO VIEN DA SE’, un romanzo di Antonella Zucchini

    Antonella Zucchini è un’ex attrice di teatro e apprezzata autrice di commedie teatrali in lingua fiorentina.

    Ma è anche una abile scrittrice, nel 2013 pubblica il romanzo ‘Fiore di cappero’ (Giovane Holden Edizioni), che si è classificato terzo ex-aequo per la narrativa edita alla XXXII edizione del ‘Premio Firenze 2014’.

    Poi approda alla CIESSE Edizioni che a settembre pubblica il suo secondo romanzo Tutto il resto vien da sé, titolo che fin dalla sua uscita ha fatto registrare un record di vendite e di ordini per la casa editrice.

    Antonella Zucchini (Foto: © by Mehran Falsafi)

    Antonella Zucchini (Foto: © by Mehran Falsafi)

    Merito soprattutto dell’autrice che racconta una storia temporale che ricalca fascismo, seconda guerra mondiale e si affaccia nel presente, dove l’amore è un fattore determinante. Merito della bella copertina, accuratamente scelta dall’autrice assieme all’editore, un’immagine che racchiude in sé il senso dell’intero romanzo (e non guasta nemmeno la bellissima foto dell’autrice, posta in primo piano sulla quarta di copertina e che vi riproponiamo a lato).

    Ma una buona parte del merito, e questo vale per tutti i nostri libri, va all’editor che ha ‘adottato’ il romanzo migliorando la qualità dell’opera con la sua attività di revisione attenta e puntigliosa. In questo caso stiamo parlando dell’editor Pia Barletta.

    La foto profilo usata da Pia Barletta su Facebook

    La foto profilo usata da Pia Barletta su Facebook

    Di lei si dice di tutto, che è simpatica ma burbera, severa ma amorevole, puntigliosa e ossessivamente scrupolosa (la foto che Pia usa per il profilo di Facebook sintetizza il concetto 🙂 – ndr). Con lei non si scherza, non le sfugge niente, a Pia Barletta non importa l’autore o l’editore, lei pensa solo all’opera, nient’altro. Pia si prende cura di ogni testo, lo analizza, lo scruta, lo stropiccia e a volte lo ‘massacra’ fino a farlo diventare Opera con la O maiuscola.

    Gli autori normalmente ne sono terrorizzati, eppure inspiegabilmente Antonella Zucchini, alla fine della fase di revisione del romanzo, ha dichiarato “adoro Pia Barletta”, e già questa cosa è una novità che incuriosisce.

    Cosa può essere successo?

    Cerchiamo di scoprirlo in questa simpatica intervista alle due bischere protagoniste.

    Pia Barletta, noi ti conosciamo come editor puntigliosa e austera, ma esiste anche un lato buono in te o sei stata ammaliata dal ‘lato oscuro’ e cerchi di non sottrarti a esso per nessuna ragione?

    Una specie di lato buono c’è, latente, molto latente, ma a costo di prenderlo a martellate cerco di non farlo emergere, altrimenti ne approfittano.

    Antonella Zucchini: scrittrice, attrice, autrice di commedie teatrali. Che altro ancora?

    Aggiungiamoci anche che, da quando non recito più, tengo corsi di teatro in lingua fiorentina per ragazzi adolescenti ed è bellissimo vedere come questi ragazzi, ipertecnologici e superaccessoriati, riconquistino piano piano una terminologia legata alla nostra cultura, alla nostra storia e alle nostre tradizioni.

    Comunque – forse può non sembrare – ma sono una donna semplice che ama fare cose semplici.  Adoro camminare nella bellezza della campagna toscana e mi diletto a coltivare un orto per cui zappo, pianto, semino e combatto perennemente contro le erbacce. E a tutti quelli che, vedendomi con la vanga in mano, scuotono il capo e dicono che la terra è troppo bassa, rispondo “Lo so, altrimenti si chiamerebbe cielo”.

    Come fate a conciliare le vostre innumerevoli attività?

    Pia – Conciliare è una parola grossa, mi arrabatto, per esempio quando un testo mi prende in maniera particolare mio marito si rassegna a cene a base di panini.

    Antonella – Da sempre per me il mattino ha l’oro in bocca. Mi alzo prestissimo e inizio: tutto il resto vien da sé.

    Pia, com’è stato il primo approccio con il romanzo e la sua autrice Antonella?

    Al romanzo mi sono approcciata come al solito, in maniera molto critica: Oddio, tre piani narrativi! E tutti ‘sti cambi di tempi verbali non stancheranno il lettore? Però poi due piani confluiranno in uno solo e quindi… ok, è avvincente, credibile, si può fare, vediamo che dice il Gran Capo (Carlo Santi).

    Con Antonella avevo già avuto un approccio ai tempi di Fiore di cappero, poi sfociato in un nulla di fatto, e ritrovarla per caso e addirittura in dirittura (bello addirittura in dirittura, eh?) d’arrivo con Tutto il resto vien da sé mi è parso quasi un segno del destino, doveva andare così: noi due a lavorare insieme. Ci siamo intese subito, ci siamo divertite un sacco ed è nata anche una bella amicizia, abbiamo diverse cose in comune e sono certa che lavoreremo presto di nuovo insieme, e chi ci divide? Che accoppiata di matte!

    Antonella, com’è stato il primo approccio con la tua editor Pia?

    Non credevo che collaborare alla revisione del romanzo fosse tanto divertente. Pia mi aveva corteggiato anche ai tempi di “Fiore di cappero” ma io, scioccamente, non avevo voluto darle retta. Il destino ci ha fatto poi ritrovare ed è scattata subito una sintonia stupenda.

    Che risate ci siamo fatte tra un capitolo e un altro!

    Pia, parlando del libro durante la revisione, quali sono state le difficoltà, sempre che ve ne fossero, per rendere il romanzo che è oggi.

    Antonella!

    L’unica difficoltà, se così si può chiamare, che ho incontrato è stato il dialetto toscano su cui non mi sono azzardata a intervenire mai. Dialetto che peraltro amo e quindi mi sono fatta volentieri una cultura. Poi, Tutto il resto è venuto da sé.

    Antonella, durante la revisione hai incontrato difficoltà a intervenire sul testo seguendo i consigli di Pia?

    Niente affatto. Tutti i suggerimenti, correzioni o consigli che Pia proponeva dall’alto della sua esperienza, li ho sempre trovati volti a valorizzare al massimo il mio testo. E lei ha sempre accettato le mie modifiche e le mie proposte. Meglio di così!

    Chi è ‘bischera’ e chi ‘sputacchio di diavolo’, e perché vi siete date questi due nomignoli?

    Pia Io sono lo sputacchio, adoro questa espressione e credo che mi calzi a pennello, considerato la mia nomea. Lei è bischera perché mi sono divertita a prenderla in giro per tutto il tempo dell’editing (e anche dopo) giacché le invidio le doti di scrittrice e “quindi me la tiravo” con l’editing, un po’ di sana vendetta non fa mai male.

    Antonella – La bischera, per ovvi motivi, sono io (d’altronde, sono fiorentina!) mentre lo sputacchio di’ diavolo è Pia. Nel romanzo questo ameno epiteto viene pronunciato dall’anziano parroco contro un soldato tedesco.

    Pia ci ha riso per due giorni interi. “Ma come ti è venuta in mente una cosa simile” e rideva, rideva. Alla fine le ho detto, in fiorentino “La sai una cosa? Qui i’ vero sputacchio di’ diavolo tu se’ te!”. E da allora l’ho sempre chiamata così (e lei ha continuato a ridere).

    Antonella, qual è stato l’impulso principale che ti ha indotto a scrivere TUTTO IL RESTO VIEN DA SÉ, e cosa c’è prima del ‘resto’?

    La storia mi è stata raccontata e subito l’ho trovata bellissima. Certo, l’ho molto romanzata, arricchendola di personaggi che sono unicamente il frutto della mia fantasia ma è stato veramente entusiasmante vedere come questi ultimi si amalgamavano perfettamente ai personaggi realmente esistiti.

    Cosa c’è prima del resto? C’è il tutto. C’è la volontà, il libero arbitrio, la libertà di scelta. C’è l’incitamento a compiere il primo passo, a spezzare la pesante cortina dell’incapacità, dell’inadeguatezza, dell’impotenza. Come a dire che poi qualcosa di buono verrà, non disperiamo.

    Antonella, in cosa si differenzia questo nuovo romanzo da ‘Fiore di cappero’?

    Fiore di cappero” è nato casualmente dal desiderio di ricostruire l’albero genealogico della mia famiglia. Dalle ricerche d’archivio e dai racconti dei parenti erano emerse figure così avvincenti che ho pensato di inserirle in una storia.

    Tutto il resto vien da sé” invece è un romanzo più completo, più strutturato, a tratti epico, frutto anche di studi e di approfondimenti storici, nel quale però, la mia fantasia si è sentita libera di spaziare a più non posso.

    Che valutazione date al libro prima e dopo la revisione?

    Pia – Che domanda tendenziosa! il libro aveva bisogno solo di quegli aggiustamenti che solo un occhio esterno può vedere, quindi 9 prima e 10 dopo… o era 10 prima e 9 dopo? Mi sorge il dubbio…

    Antonella – Pia è stata impareggiabile: con tocchi leggiadri e sapienti ha trasformato il mio romanzo da bello a bellissimo.

    Pia, dai un voto, motivandolo, ad Antonella come scrittrice.

    Antonella riesce a tratteggiare i personaggi fin nella loro intima essenza, te li fa amare o odiare, come è successo a me con uno di essi, tant’è che le ho chiesto di farlo morire (indovinate quale). Detto fatto, la bischera Antonella mi ha accontentata e l’ha accoppato con mio sommo gaudio. In più sa come strapparti un sorriso anche nei passaggi drammatici. E poi è precisa, la storia deve filare liscia come l’olio, non sono ammesse incongruenze, nemmeno minime.

    Un voto? Eh sì, eh già :-).

    Antonella, dai un voto, motivandolo, a Pia come editor.

    Adoro Pia Barletta, l’ho detto e lo ripeto. Nei mesi estivi abbiamo lavorato alacremente per far uscire il libro a settembre, sentendoci tutti i giorni al telefono, per mail o con messaggi e ho potuto toccare con mano tutta la professionalità che la contraddistingue, la bravura e la passione immensa per il suo lavoro, il tutto condito con quello humor e quella fine ironia che ci accomuna.

    Un voto da uno a dieci? Undici.

    Perché è consigliabile leggere TUTTO IL RESTO VIEN DA SE’?

    Pia Perché così diventeremo ricche e famose.

    Perché è un testo pregno di umanità, e per non dimenticare certi orrori. Mai.

    Antonella – Per molteplici ragioni: perché è una storia vera che ci conduce attraverso i sentieri della nostra memoria, perché in essa si riflette la vastità e la complessità della Storia, perché racconta di una donna – e allo stesso tempo di tutte le donne – che non hanno avuto paura di amare, lottando per affermare il loro diritto di scelta.

    Infine, che ne pensate della CIESSE e del suo editore (domanda trabocchetto 🙂)?

    Pia Posso avvalermi della facoltà di non rispondere?

    La Ciesse è coraggiosa, sta facendo un bellissimo lavoro dando possibilità a tanti esordienti di pubblicare, è attenta e dinamica nella promozione ed è sempre disponibile alle idee e alle esigenze dei propri autori. Tutto questo è ammirevole se si pensa allo stato pietoso in cui versa l’editoria.

    Carlo Santi, a parte tutto il suddetto, è prima di tutto un amico e ha la capacità di farmi sentire parte integrante dello staff, anche se da esterna, e mi ha sempre dato massima fiducia sia quando mi affida un testo sia quando io gliene propongo uno. Per questo lo ringrazio pubblicamente.

    E poi, cosa che non guasta, è simpatico, cosa chiedere di più?

    Antonella La Ciesse è una casa editrice piccola ma dinamica, desiderosa di far conoscere nuovi autori e impegnata a valorizzarli al massimo. Il cervello, l’anima e il cuore di tutto questo è il mitico Carlo Santi, da me soprannominato Cappellaio Matto.

    E che diamine, un nomignolo gli ci voleva anche a lui. Ovvia!

    divisoreGrazie ad Antonella e Pia per la loro gentile disponibilità e simpatia e un grande ‘in bocca al lupo’ a noi per Tutto il resto vien da sé.

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