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Intervista a Francesca Panzacchi

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    Vincitrice del Premio Letterario “IL DELFINO” 2014 con il romanzo “Andrea contro Sveva, 2013 CIESSE Edizioni”,

    Cover_Andrea_contro_Sveva-SmallA cura di Carlo Santi

    Francesca Panzacchi vince il Premio Letterario Nazionale “IL DELFINO” 2014, nella sezione dedicata al mare, con il romanzo ANDREA CONTRO SVEVA, sequel “indipendente” de LA CASA DI SVEVA.

    Pubblico questa breve intervista a Francesca che il 7 settembre scorso ha ritirato il premio.

    Francesca Panzacchi: scrittrice, poetessa, modella, fotografa, moglie e mamma. Che altro ancora?

    Direi che non hai dimenticato nulla.

    Il romanzo LA CASA DI SVEVA è giunto 3° al Premio “Il Delfino” nel 2013, cosa lo differenzia da ANDREA CONTRO SVEVA per far raggiungere quest’ultimo al vertice della classifica del medesimo Premio?

    “La casa di Sveva” è il mio primo romanzo, non solo il primo a essere stato pubblicato, ma proprio il primo che ho scritto. È dunque un romanzo molto spontaneo e in buona parte autobiografico per quanto concerne la personalità di entrambi i protagonisti.  In “Andrea contro Sveva” invece il mio stile è più maturo e la scrittura si è affinata, ritengo quindi vi sia stata una notevole evoluzione rispetto al primo romanzo.

    Entrambi i titoli sono noir psicologici che trattano il particolare rapporto creatosi fra i due protagonisti. Qual è la figura che prevarica l’altra?

    Inizialmente al lettore potrà sembrare che il ruolo di prevaricatore sia riconducibile al personaggio di Andrea, in realtà i ruoli di vittima e carnefice si alternano lungo tutto l’arco della narrazione fino a divenire quasi indistinguibili.

    So che ci tenevi particolarmente al Premio perché è dedicato al mare, che tu adori. Ti aspettavi di vincere?

    No, è stata davvero una bellissima sorpresa. Evidentemente il mare mi porta bene.

    Raccontaci della premiazione, come ti sei sentita?

    Mi sono sentita apprezzata e valorizzata. Non c’è nulla di più bello del vedere riconosciuto il proprio lavoro. Momenti come questo ripagano di tutto.

    Dedichi il premio a qualcuno in particolare o a te stessa e basta?

    Dedico questo Premio a tutte le persone che hanno creduto e continuano a credere nelle mie potenzialità, a partire dall’editore del romanzo premiato, un certo Carlo Santi. Un ringraziamento particolare va anche a Sonia Dal Cason, bravissima editor e al mitico Bruno Elpis, che cura da sempre le prefazioni dei miei romanzi.

    Programmi futuri?

    Scrivere, sempre, cercando di crescere professionalmente.

    Ora una domanda “cattivissima”: vuoi più bene a Sveva o ad Andrea?

    Andrea e Sveva sono la stessa cosa, il maschile e il femminile della stessa essenza, non posso che amarli entrambi.


    Grazie Francesca e ancora complimenti.

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