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SQUADRA ANTIMAFIA – I “Lupi” di Palermo

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    Delitti al castello di Francesca Panzacchi e Carlo Santi

    Delitti al castello di Francesca Panzacchi e Carlo Santi

    E’ di aprile 2012 l’ultimo romanzo scritto da Carlo Santi assieme alla collega Francesca Panzacchi. Con DELITTI AL CASTELLO i due autori si sono cimentati nel metodo di scrittura a quattro mani, una combinazione felice per entrambi.

    A Carlo, però, mancava il personaggio del Commissario Matteo Alfonsi, così tanto che, con il romanzo SQUADRA ANTIMAFIA – I “Lupi” di Palermo, racconta la sua storia. Inizia da quando, appena trentenne, entra spavaldo nella famigerata e blasonata squadra Antimafia di Palermo e viene considerato un “pivello”, fino al momento che ne diventa il capo indiscusso, adorato dai colleghi quanto temuto dalla Mafia che, lui e i suoi uomini, perseguita con forza e colpisce pesantemente.

    Cover_Lupi_PalermoSQUADRA ANTIMAFIA – I “Lupi” di Palermo non è un giallo classico, dove il poliziotto buono sconfigge il bandito cattivo, bensì la storia personale di un uomo e i suoi amici colleghi che “tentano” di lottare contro un nemico indicibile. Sono addestrati a farlo all’interno del massimo riserbo, poche persone conoscono i loro nomi e volti per motivi di sicurezza, il livello della loro preparazione tecnica è notevole e, anno dopo anno,  raggiungono qualche risultato positivo. Ma a ogni successo corrisponde una reazione forte e contraria, ci si mette poco a rendersi conto che non si vince mai contro la Mafia, almeno non completamente. Non tutti ne sono convinti, ci sono sempre coloro che muoiono per aver creduto fermamente, e con alti ideali, che un giorno di questi tutto sia possibile e si possa veramente debellare un male così enorme e radicato.

    Nel romanzo siamo agli inizi degli anni novanta, un periodo molto particolare per la lotta alla Mafia. Il libro narra la storia di uomini e donne, le loro vite giornaliere, i loro amori, le ingiustizie subite, le difficoltà personali e professionali, le paure, i pericoli, le gioie e i dolori. Storie di persone “normali”, se non fosse per l’unica cosa che li differenzia dagli altri: quegli uomini e donne rischiano di diventare… carne mandata al macello da uno Stato che dice di esserci a parole ma che, nei fatti, lascia nella totale solitudine molti dei suoi eroici servitori.

    Ma gli uomini della squadra Antimafia, almeno a quel tempo, non lo potevano ancora sapere.

    Squadra Antimafia – I “Lupi” di Palermo

    SINOSSI DEL ROMANZO

    Inizio anni ’90, lo Stato viene posto sotto assedio. La nuova legge prevede, fra altre importanti norme, il carcere duro ai mafiosi, il sequestro dei beni e l’attenuazione della pena per i collaboratori di giustizia. Questa normativa non piace alla Cupola che, in una lunghissima e tormentata riunione dei più influenti capi Mafia, decide la linea dura. Da quel momento in poi si scatena una guerra allo Stato, senza alcuna esclusione di colpi divenendo, ben presto, una tragedia nazionale. Cosa Nostra sta per vincere, usa la corruzione e la complicità di politici, poliziotti e magistrati “amici”. Si apre una trattativa segreta fra Stato e Mafia, ma quando questa pone le proprie condizioni, esse appaiono pesanti e inaccettabili ma, oramai, lo Stato è reso inerme e battuto.

    Solo pochi uomini e donne rimangono sul campo a combattere una guerra che, a questo punto, appare perduta. Fanno parte di una squadra d’elite, vengono chiamati Lupi perché si muovono in simbiosi, seguono le tracce come delle belve feroci assetate di sangue e di carne, fino a colpire la preda quando nemmeno se lo aspetta. Sono Lupi, e come tali vengono considerati un branco; un unico e affiatato branco. Questa è la storia particolare di uno di loro, il Commissario Matteo Alfonsi e quella di altri straordinari uomini e donne.

    È la storia della squadra Antimafia e dei… Lupi di Palermo.

    Emiliano Grisostolo

    Emiliano Grisostolo

    PREFAZIONE

    di Emiliano Grisostolo

    Sarebbe banale spiegare l’importanza che questo romanzo può avere nella conoscenza di un territorio in apparenza distante, ma in realtà molto più vicino di quanto noi tutti si possa immaginare, senza calarsi nella sua lettura con la dovuta coscienza. Un romanzo che parla di una terra che fa parte integrante della nostra società, della nostra cultura, che fa sognare il mondo intero, ma che è anche la terra base di quella che tutti conoscono con la denominazione di “Mafia”. Un’entità per la maggior parte sconosciuta che, però, l’autore Carlo Santi ha saputo raccontare e descrivere con gli occhi dei suoi personaggi. Attori di una storia che nella vita di ogni giorno hanno un loro riflesso reale, fatto di sangue e carne e sogni, spesso strappati da quello stesso lavoro. Quel lavoro all’Antimafia che deve essere, per noi tutti, indispensabile al fine di continuare a costruire i nostri di sogni di libertà e democrazia.

    Uomini che hanno deciso, allora come oggi, di sacrificare la loro vita votandola a una causa che spesso noi non consideriamo neppure, così come non consideriamo quella presenza ingombrante e allo stesso tempo invisibile che da più di un secolo è parte integrante del nostro territorio.

    Il romanzo I Lupi di Palermo narra una storia di svolta. Anni di cambiamento ed evoluzione, dove Magistratura e Polizia hanno osato lì dove nessuno voleva guardare, imponendo la loro forza, sacrificandosi. E la storia lo insegna. Giudici e poliziotti morti ammazzati da quell’ombra senza forma, presente ovunque, infiltrata in ogni settore, a ogni livello, che sa essere invisibile, protetta dall’omertà di uno Stato che per decenni non ha guardato in quella direzione voltandosi, invece, dall’altra parte.

    Poche persone hanno osato cambiare le regole di un gioco durato troppo a lungo e Carlo Santi ci accompagna con maestria attraverso gli anni ’90, dove ritroveremo il coraggio di questi eroi, le loro paure, la loro forza, i loro sogni.

    Come, altresì, la loro sofferenza.

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