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Recensione de IL CARNEVALE DEI DELITTI di Bruno Elpis

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    Il carnevale dei delitti, un giallo di Bruno Elpis

    Il romanzo di Bruno Elpis ci regala il piacere di leggere un giallo classicamente inteso, senza il bisogno di chiamare in causa la polizia scientifica, senza scene cruente e senza azione da thriller.

    Nella costruzione di questo giallo potremmo dire che tutto scorre con lentezza, facendoci respirare l’aria lacustre dello splendido lago di Como, ambientazione principale ma non unica degli eventi.

    Pacato e riflessivo è il commissario protagonista, lontano dagli stereotipi impostici dalle figure di detective americani; Giordan è l’antitesi del poliziotto- rambo, è uomo a cui piace riflettere e ascoltare gli altri, raccogliendo i tasselli e unendoli con cautela.

    Il romanzo affronta il tema complesso e spinoso delle patologie psichiche, con cognizione di causa, mettendoci a parte di conoscenze mediche e scientifiche reali, infondendo veridicità agli eventi narrati ed ai protagonisti.

    Ne nasce un romanzo ben costruito e maturo sotto il profilo del contenuto, dotato di lucidità e chiarezza nell’addentrarsi nel mondo della psicoterapia, delle fobie e dei traumi pregressi; vengono espresse nozioni di notevole interesse che donano una ricchezza aggiunta a questo storia dalle tinte gialle.

    Al nostro autore sta veramente stretta la stesura di un romanzo giallo; le potenzialità sono maggiori e forano prepotentemente queste pagine; ci riferiamo alle descrizioni storico-antropologiche fornite in merito ad alcune maschere utilizzate dall’assassino durante i delitti. Sono delle vere chicche per il lettore, che aprono delle gradevoli parentesi, proiettandolo in vari ambiti storici; anzi, se questi aspetti fossero stati più approfonditi, avrebbero fatto la gioia di taluna parte del pubblico.

    Sul piano stilistico, l’autore si dimostra già una penna matura, dal linguaggio raffinato e consono ai temi trattati, privo di sbavature, molto gradevole alla lettura.

    Ben riuscito, anche se non originale sul panorama letterario, l’utilizzo a tratti della narrazione in prima persona del serial killer, il quale impegnandosi in una sorta di monologo, si analizza e si confessa.

    E’ un romanzo dedicato a chi non ama scene truculente e inseguimenti folli, ma a chi volesse riscoprire il gusto di una caccia all’assassino con le sole armi della logica, fino ad arrivare a capire le cause scatenanti che stanno alla base della trasformazione di un uomo.

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