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La nostra salute con la “biblioterapia”

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    Con il termine biblioterapia si intende la terapia attraverso la  lettura   come strumento di promozione e crescita culturale personale e collettiva, come strumento di autoaiuto, di acquisizione di conoscenze e promozione di consapevolezza in situazioni di disagio psicologico e sociale oltre che come tecnica  psicoeducativa e cognitiva in ambito psicoterapeutico.

    Prescrivere un libro” in psicoterapia aiuta la persona sofferente a riflettere su di sé, a confrontarsi, a potenziare le sue capacità cognitive ed emotive sviluppando risorse ed abilità empatiche, acquisendo conoscenze ed elaborando strategie di gestione del disagio psicologico adeguate ed efficaci.  I concetti di autopromozione e di affermazione nell’ambito socio- relazionale, di intelligenza emotiva, di  pensiero laterale  sono impliciti in quello di Biblioterapia. La lettura e il libro allora diventano  strumenti di promozione della salute e del benessere personale e collettivo e il libro stesso strumento di terapia.

    Molti clinici di diverso orientamento psicoterapeutico, ma soprattutto quelli ad indirizzo cognitivo-comportamentale, adottano la Biblioterapia come un homework, un “compito a casa” e “prescrivono” la lettura di un libro  specifico o l’uso di moduli psicoeducazionali ai propri pazienti per aiutarli nel loro percorso terapeutico.

    Lettura e cambiamento, dunque, come un processo  evolutivo che trae dall’esperienza del proprio disagio psicologico e dalla propria  sofferenza  gli stimoli  al superamento degli ostacoli e dei vincoli che questa e quello generano. Lo stesso libro può essere letto in momenti diversi della propria vita  e un nuovo insight,  nuove emozioni  e nuove consapevolezze possono verificarsi.

    Leggere un libro aiuta a crescere. Nel libro della propria vita ci sono  pagine che altri possono leggere, ma che nessun altro può scrivere e altre pagine  che altri possono scrivere, ma che nessun altro può leggere. La lettura  aiuta l’emergere della consapevolezza e la promozione del cambiamento.

    L’OMS, l’Organizzazione Mondiale della Sanità, definisce la salute come un equilibrio dinamico tra gli aspetti fisico, psichico e sociale, non semplicemente come assenza di una qualsiasi patologia fisica o psichica. Parliamo dunque di  benessere e di crescita culturale dell’individuo e della società. Un processo culturale dinamico e complesso. La Biblioterapia, la terapia attraverso la lettura, si inserisce in questo processo di sviluppo e crescita culturale  dell’individuo e della società.

    La Biblioterapia, o Libroterapia , in psicoterapia nasce negli Stati Uniti ad opera del Dr. William Menninger, psichiatra. Negli anni  trenta inizia a prescrivere ai suoi pazienti la lettura di romanzi nell’ambito del trattamento di diversi disturbi psichici , ma da sempre il libro è considerato uno strumento di riflessione, di conoscenza e di promozione culturale soggettiva e collettiva. In ambito psicoterapeutico la Biblioterapia si colloca all’interno della relazione terapeutica e il libro diventa “un altro luogo” condiviso da paziente e terapeuta , in chiave simbolica,  perchè un libro si legge “altrove”, fuori dallo studio del terapeuta, a casa del paziente o dovunque egli voglia, ma la lettura del testo non è al di fuori del contesto terapeutico e soprattutto della relazione terapeutica. Il libro ha una sua fisicità, i suoi colori, i suoi caratteri, i suoi contenuti, il suo stile, è scritto da un autore o da più autori, ha caratteristiche specifiche. Negli Stati Uniti  e in Inghilterra, ma in Europa in genere,  la Biblioterapia è più diffusa e da più lungo tempo che in Italia e numerosi sono gli studi prodotti anche in ambito accademico internazionale, pubblicati su autorevoli giornali scientifici, che ne attestano la validità nel trattamento di diversi disturbi psichici presenti in età adulta, ma anche in età infantile ed adolescenziale.

    La Biblioterapia è, in un’altra accezione,  anche semplicemente uno strumento di autoaiuto al di fuori di un contesto terapeutico, non è quindi necessariamente utilizzata solo in psicoterapia. Si tratta  appunto di un’altra accezione della Biblioterapia, come autocura e  come crescita culturale. In clinica la Biblioterapia viene utilizzata in particolare nel trattamento dei disturbi d’ansia, della depressione, dei disturbi del comportamento alimentare, sessuale, di lieve e media entità. Viene utilizzata anche nella psicoeducazione, nell’insegnamento cioè di abilità di fronteggiamento e di gestione dei problemi comportamentali e del disagio psichico.

    Lo psichiatra IAN FALLOON, noto per il suo trattamento integrato della schizofrenia,ha scritto testi psicoeducazionali per aiutare operatori sanitari, pazienti e familiari dei pazienti a gestire insieme, attraverso l’uso di  moduli psicoeducazionali, il disagio psichico e  le diverse situazioni che si possono presentare al paziente, alla famiglia, agli operatori.

    In alcuni carceri, in Italia, sono state promosse attività di Biblioterapia, percorsi di lettura guidata, individuali o di gruppo con interesse e partecipazione della istituzione e dei detenuti. Da tempo, inoltre, è attivo un progetto dedicato alla Biblioterapia nelle Biblioteche di Ravenna. Da qualche anno  diverse strutture sanitarie  italiane hanno iniziato a svolgere attività di promozione della lettura e di Biblioterapia per i degenti. Si tratta di  percorsi di lettura guidata  anche di  letture fatte ad alta voce in contesti di  gruppo in alcuni  reparti su diverse tematiche e con libri di diversi autori, con un programma definito, con una particolare attenzione alla socializzazione e al confronto.

    In psicoterapia i libri vengono scelti dal terapeuta. Sono tematici e naturalmente legati al disturbo psichico presentato dal paziente. I libri utilizzati in genere devono essere correttamente basati su informazioni scientifiche e scritti con uno stile  chiaro e semplice. La semplicità non è sinonimo di banalità. Accessibilità dell’informazione, chiarezza espositiva e contenutistica , onestà intellettuale fanno di un libro un buon libro, adatto  per la Biblioterapia. Occorre diffidare di quei libri che promettono facili  e miracolose guarigioni, felicità e risoluzione dei propri problemi in 24 ore. Questi non aiutano nessuno.

    La Biblioterapia può essere efficacemente utilizzata anche con  i bambini  e con gli adolescenti per diversi disturbi (ad esempio disturbi d’ ansia, problemi comportamentali,  problemi di autostima, bullismo, disturbi del comportamento alimentare, depressione, per iniziare un programma psicoeducativo, per un training di comunicazione assertiva, per l’educazione sessuale. Può essere diretta al bambino, all’adolescente  e prevedere anche il coinvolgimento dei genitori.

    Autopromozione, intelligenza emotiva, pensiero laterale sono impliciti nel concetto di Biblioterapia.

    La Biblioterapia promuove la crescita cognitiva e socio affettiva dell’individuo e, attraverso il confronto, promuove la consapevolezza di sé e la capacità di relazione interpersonale. Nella lettura l’immaginazione  ha un grande potere. La lettura è un’attività  mentale creativa. Diversi  sono i tipi di intelligenza. Semplificando, l’intelligenza emotiva è un tipo di intelligenza che consente la padronanza di se stessi , l’automotivazione ed implica capacità empatiche ed abilità sociali. Il concetto di intelligenza emotiva si è diffuso con un famoso libro di Daniel Goleman a metà degli anni ’90.

    Oltre ai libri, ai saggi, ai romanzi indicati sul sito www.biblioterapia.it diretti agli adulti, agli adolescenti e ai bambini, scritti da specialisti, da autori noti  si possono consigliare libri scritti da persone che hanno raccontato la loro storia e il percorso di guarigione fatto. Mi riferisco ai libri testimonianza ,  all’autoaiuto, alle associazioni di auto-mutuo-aiuto che organizzano gruppi.

    Un buon libro è strumento di conoscenza, ricchezza ideativa, sviluppo cognitivo , affettivo e sociale nel percorso di tutta la vita.

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