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Che i concorsi letterari vengano preclusi agli editori a pagamento

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    Premesso che sono contrario, in modo assoluto e determinato all’editoria a pagamento, in qualsiasi forma venga proposta.

    Premesso che sono convinto che non tutte le opere di autori, che hanno pubblicato pagando l’editore, devono per forza essere una schifezza.

    Premesso, però, che è legittimo il sospetto che un opera, se viene pagata la sua pubblicazione, potrebbe essere facilmente una schifezza perchè, se vale veramente, un editore onesto, prima o poi, lo si trova.

    Fatto sta che l’editoria a pagamento è una piaga tutta italiana e va debellata come qualsiasi altra piaga. L’editore è un imprenditore e, come tale, deve sapersi accollare il rischio d’impresa. Troppo comodo “vivere” facendosi pagare dagli autori.

    E lo affermo io che ritengo di averne diritto in quanto editore NON a pagamento e, per questo, “vivo” a fatica, con la crisi asfissiante e, comunque sia, cercando il modo migliore per distribuire i nostri libri a un pubblico di lettori sempre più vasto. Per farlo spendo, investo e a volte sbaglio i calcoli economici rimettendoci del denaro.

    L’editoria a pagamento è una concorrenza sleale, potrebbe anche non essere illegale, ma rimane pur sempre sleale, scorretta e infame. Sì, infame perché si approfitta di chi ha un sogno e desidera realizzarlo, a volte, purtroppo, anche a qualsiasi costo.

    Ma la cosa che mi fa arrabbiare più di tutto è vedere queste case editrici a pagamento partecipare ai concorsi letterari, anche di rilevante importanza nazionale… e vincere.

    Sappiamo che alcuni concorsi sono, diciamo pilotati. Il libro vincente deve essere di qualità e, per qualità, intendo tutto il prodotto libro: dallo scritto alla storia, dall’impaginazione al metodo di pubblicazione.

    Albatros Il Filo, la più grande casa editrice a pagamento italiana, si fregia di essere anche l’editore più premiato d’Italia. Ed è pure vero che lo è, purtroppo.

    Non ritengo giusto che le case editrici notoriamente a pagamento possano avere il diritto a partecipare ai concorsi letterari. Alcuni organizzatori di premi già prevedono la loro esclusione, io chiedo con forza che questo venga esteso a tutti i premi e concorsi letterari, che precludano quindi la partecipazione dei libri di autori che sono stati pubblicati previo pagamento di denaro all’editore. Questo perchè la ritengo una battaglia di civiltà, di onestà e di coerenza.

    E’ giusto premiare il bel libro e il bravo autore, ma anche quell’editore che svolge onestamente il proprio lavoro.

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