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IO VEDO DENTRO TE di Alexia Bianchini

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    Titolo: Io vedo dentro te.

    Autore: Alexia Bianchini

    Prefazione a cura di: Danilo Arona

    Pagine: 240

    Impostazione grafica e progetto copertina: Max Rambaldi

    Voto

    Trama: Christopher ha il dono. Un dono ereditato geneticamente che si sviluppa solo a chi possiede una grave malattia della pelle. Lui vede nei tuoi ricordi. Rivive da protagonista le tue emozioni, le tue sensazioni, lui vede dentro te. Ma non è come tutti gli Xerosi, non necessita dei connettori che i Centri utilizzano per giudicare i condannati. A lui basta toccare, pelle su pelle. Questo dono, ormai svelato al mondo, ha fatto sì che tutto il sistema giudiziario sia stato modificato. Christopher è giovane, appena diciottenne, quando entra nel Centro Xerobio di Milano, dove lo aspetterà un anno di allenamento.  Non immagina di essere una pedina, vittima di un sistema ignobile. Riuscirà questo giovane ragazzo dall’animo forte a reagire all’ingiustizia?

    Estratto.

    Cosa si cela dietro un potere sovraumano? Puoi sentire l’odore della paura del mondo, puoi vedere il terrore negli occhi di chi stai esaminando, puoi decidere le sorti dell’intera umanità.È lecito spogliare gli esseri umani della propria dignità, scavando, scrutando dentro i loro ricordi più segreti? Loro sono solo legge. Guardare attraverso la pelle gli è concesso. Ignorare la privacy delle persone è il loro mestiere. E non ci sono scappatoie, non c’è inganno, loro vedono la realtà, vedono dentro te.

    Recensione: Questo romanzo ha subito suscitato la mia curiosità da quando è stato possibile leggere la descrizione sul sito di Ciesse Edizioni, e nel momento in cui l’ho avuto tra le mani in formato digitale, l’ho divorato d’un fiato. Conoscendo l’autrice sapevo cosa aspettarmi. Lo stile di Alexia Bianchini è inconfondibile e caratterizza le sue opere come un’impronta digitale. In Io vedo dentro te si è cimentata in un distopico del tutto nuovo, un romanzo di fantascienza e non solo. Un libro dalle venature apocalittiche dove la realtà in cui vivono i personaggi è contorta, cupa e indesiderabile. Ambientato in una Milano che potremmo definire decadentista, distinta da un sistema giudiziario complicato, a tratti oscuro, che ha edificato la propria supremazia sullo sfruttamento di un dono che permette ad alcuni uomini di vedere nella mente di altri per rintracciarne così i misfatti. La descrizione che Alexia Bianchini ci offre del capoluogo lombardo è credibile e ben fatta. Con intuizione ha sfruttato alcuni edifici storici riadattandoli all’esigenze della storia, senza risultare eccessiva. I luoghi toccati dai personaggi si possono quasi vedere attraverso le sue parole. Ogni cosa è al suo posto. Il contesto aiuta il lettore a catapultarsi nella storia, perché il futuro rappresentato in Io vedo dentro te, non è così remoto.

    Con il termine distopia si identifica qualcosa di spiacevole, di utopico per l’appunto, qualcosa di irrealizzabile, un’illusione ideologica ed è questo il futuro che ci mostra l’autrice nel corso del romanzo. Entriamo in contatto con una società fittizia, un sistema che non vorremmo si sviluppasse, nonostante i buoni presupposti iniziali, presto dobbiamo prenderne distanze.  Il protagonista è Cristopher, un ragazzo solare e allegro, apparentemente normale, finché un giorno scopre di essere affetto dalla Xerantya. La malattia, che viene abilmente introdotta tramite i ricordi della nonna Adelaide, anche lei affetta dalla medesima patologia rara e incurabile, tuttavia, non letale, porta con se il  fatidico dono, quindi la possibilità di vedere attraverso il contatto, nella mente delle persone. La malattia deturperà il suo aspetto conducendolo sull’orlo del baratro emotivo, allontanandolo da tutti, anche da Cassandra la sua fidanzata. Finché un giorno, stanco dell’isolamento voluto in cui si è rifugiato, prenderà una decisione che scatenerà gli eventi in maniera devastante, trascinando le persone a lui care in un turbinio di situazioni estreme. Cristopher impariamo a conoscerlo tramite le parole della nonna, ma entriamo direttamente in contatto con lui, proprio nel momento in cui il mondo gli crolla ai piedi, forse questo il motivo per cui viene naturale entrare nei suoi panni, empatizzare con questo ragazzo tormentato e sofferente, la cui realtà è stata del tutto ribaltata. Ma lo vediamo anche rialzarsi e tirarsi fuori da una condizione di apatia con forza e coraggio, assistiamo così alla sua rinascita. È un personaggio riuscito, ben caratterizzato dall’inizio alla fine, come Cassandra, figura emblematica e affascinante. La giovane subirà un destino crudele in seguito alle scelte del protagonista, tuttavia, il suo ruolo non è passivo e la sofferenza è palpabile tramite le parole dell’autrice, che riesce e descrivere scene di cruda violenza con impatto e semplicità, proiettando il lettore direttamente all’interno delle pagine, per vivere con lei momenti difficili.

    Personalmente mi ha attirato molto questa figura femminile, la sua mente logorata dagli eventi fa emergere sensazioni contrastanti. Cassandra colpisce per la tenacia insita in un animo puro. Tutti i personaggi descritti hanno una propria voce, sono riconoscibili e mai scontati, anche gli antagonisti risultano plausibili e non messi li a caso.

    Io vedo dentro te è un romanzo trascinante, che mette in evidenza quanto la crisi dei valori sociali possa distruggere la fiducia, far caracollare le istituzione, portare all’esasperazione le persone in modo che queste vedano solo il lato positivo delle cose senza porsi troppe domande, invece, Cristopher ci obbliga a chiederci che cosa sia giusto o sbagliato. Il rovescio della medaglia rappresenta un risvolto illuminante. L’autrice ha confezionato un ottimo libro di fantascienza italiana, che non ha nulla da invidiare ne ai colleghi di sesso maschile, ritenuti erroneamente più adatti alla stesura di testi di genere, ne ai colleghi oltreoceano. Questo romanzo mette in luce, ancora una volta, la raffinata penna di Alexia Bianchini, che mi ha deliziato con un testo affascinante che consiglio. Il target di riferimento è trasversale, ciò significa che non è destinato solo agli amanti del genere, ma a tutti coloro abbiano voglia di leggere un romanzo ben fatto.

    Recensione by Monique Scisci

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