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Interviste d’autore: Francesca Panzacchi Intervista Luca Cenisi – LA SOLENNITA’ DELLE ORE

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    1 Luca, quali emozioni racchiude “La solennità delle ore”?

    La raccolta intende suscitare nel lettore una riflessione esistenziale profonda, oltre che un'”emozionalità letteraria” pura e semplice. La solennità delle ore cerca, cioè, di fare del “risveglio della coscienza” umana il proprio punto di forza, instillando un messaggio forte e deciso: il bisogno di una consapevolezza autentica che solo nell’introspezione e, dunque, nell’ars poetica, è pienamente conseguibile.

    2 Perché hai scelto questo titolo?

    Perchè, come sosteneva Sant’Agostino: “Il tempo non esiste, è solo una dimensione dell’anima”. In quanto tale, esso assume un significato profondamente umano e “soggettivizzabile”, per cui ogni cosa dev’essere vista non in un’ottica meramente sincronica, ma all’opposto, attraverso le lenti di individualismo lirico. Le ore assumono un’aura di “solennità” solo se, aderendo a quest’immagine relativistica del tempo, ciascuno di noi acquisisce la capacità di scandagliare le profondità più cupe dell’animo, risvegliando, così, il senso autentico della propria esistenza.

    3 Descrivi la silloge usando soltanto tre aggettivi

    Introspettiva, sconcertante e multiforme.

    4 Quanto tempo hai impiegato per la stesura?

    Il libro raccoglie un’attenta selezione di inediti composti, per lo più, dall’inizio del 2012. La scelta è stata condizionata dal Premio Casentino e dal Premio speciale S.I.A.E., che hanno valorizzato, in particolare, alcune delle suddette poesie.

    Cover La solennità delle ore

    5 Quali tematiche affronta?

    Le tematiche sono molteplici, poichè, come anticipavo, scopo precipuo dell’opera è quello di consentire al lettore di risvegliare la “coscienza dello spirito” e ritrovare la strada verso se stessi. Ad ogni modo, emergono, tra tutti, i temi del dolore e della speranza, dell’inconsistenza del successo e del valore primario del “contatto solitario” con il proprio versante intimistico.

    6 Contiene elementi autobiografici?

    In quanto poesia, cioè “creazione”, in ogni singolo componimento c’è una parte di me!

    7 A quali grandi poeti ti ispiri?

    Nonostante il profondo interesse per la poesia e la letteratura orientale, l’artista che più di ogni altra mi ha ispirato se non, addirittura, “incoraggiato” a scrivere è Emily Elizabeth Dickinson (1830-1886), che con i suoi “versi dell’essere” ha, indubbiamente, influenzato il mio stile.

    Quanto al valore centrale del sentimento, credo, comunque, di aver subito non pochi condizionamenti poetici anche da Rabindranath Tagore.

    8 Cosa ti piace leggere?

    Leggo soprattutto poesia – sia di autori noti che emergenti – e saggi sulla letteratura e sulla filosofia. Ogni tanto, però, mi lascio coinvolgere da qualche bel romanzo di fantascienza!

    9 Il libro più bello che tu abbia mai letto?

    Ne segnalo tre, perchè non sono in grado di stabilire una classifica tra loro: Tutte le poesie di Emily Dickinson, Il cammino dell’uomo di Martin Buber e Lettere ad un giovane poeta di Rainer Maria Rilke.

    10 A quali progetti ti stai dedicando attualmente?

    Al momento sono impegnato in un ambizioso progetto letterario, unico nel panorama italiano e, da quanto mi risulta, europeo: scrivere una collana di monografie tematiche sulla poesia giapponese, proponendo, per ogni libro, uno specifico genere poetico (haiku, senryu, tanka, ma anche sedoka e katauta, ecc.), che riceve, così, un’approfondita analisi storica, stilistica e contenutistica.

    In parallelo, ovviamente, continuo la mia attività poetica, che attualmente segue lo stile keiryū.

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