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Gradito intervento dell’On. Paolo Russo (Pdl) su: “Acque letali” di C. Carere e G. G. Ruzzu

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    Riceviamo e volentieri pubblichiamo il gradito contributo che ci offre l’Onorevole Paolo Russo in merito al libro ACQUE LETALI di Carlo Carere e Gian Giuseppe Ruzzu.

    Tra l’altro, l’On. Russo è impegnato a organizzare una conferenza stampa e la presentazione del libro, probabilmente verso la fine di settembre 2012, addirittura all’interno di Palazzo Montecitorio. Attualmente l’evento è in fase di programmazione.

    Ringraziamo di cuore l’On. Russo per la cortese attenzione che dedica ai nostri autori Carere e Ruzzu.

    INTERVENTO SCRITTO

    a cura dell’On. Paolo Russo

    L’On. Paolo Russo con il Segretario di Stato Vaticano Card. Bertone

    Avvincente, appassionato, la penna impugnata da mani che sanno come scrivere e soprattutto come attrarre il lettore in una sequenza che lega, anzi fonde, il genere letterario del giallo con quello dell’inchiesta, il romanzo con il saggio. La fantasia è un dono di natura, cosi come l’arte della scrittura, ma a rendere più esclusiva la pubblicazione è certamente il background degli autori, l’esperienza accumulata sul campo oltre che la curiosità innata degli investigatori, che cercano, indagano, studiano, si documentano, ficcano il naso. Ma ci sono ancora altri elementi per i quali vale la penna di scorrere le pagine del romanzo “Acque letali”, anzi direi altri messaggi da cogliere e sui quali riflettere.

    Il libro è un appello all’impegno, alla partecipazione e, se vogliamo, al coraggio di ognuno. Nessuno, che sia cittadino o rappresentate delle istituzioni, può sentirsi chiamato fuori da ciò che accade. Nessuno può permettersi di girarsi dall’altra parte di fronte ad un segnale di pericolo, di fronte alla necessità di intervenire per salvaguardare ciò che è di tutti.

    Carere e Ruzzu hanno reso un servizio alla collettività utilizzando gli strumenti che gli sono più consoni ed il valore.

    E la portata di un’impresa, che di certo è costata tempo e fatica, sta anche nella causa nobile che hanno deciso di servire devolvendo il ricavato dei diritti d’autore alla ricerca sul cancro (Per problemi di linee guida successivamente precisate dall’AIRC, gli autori hanno scelto di devolvere i diritti all’Associazione VIDA A PITITINGA ONLUS, ma l’On. Russo non era “obbligato” a conoscere tale decisione, ndr). Un’opera meritoria che traccia una linea di confine netta tra chi ha utilizzato l’affaire rifiuti per ottenere un tornaconto personale in termini di notorietà e di cassa e chi, invece, ha voluto offrire una testimonianza, ha voluto accendere un faro sulle tante ombre che ancora si addensano su di un universo che lega a doppio filo traffici e smaltimenti illeciti, criminali ed imprenditori, Stato ed Antistato all’incolumità pubblica ed al diritto alla salute di ognuno.

    Acque letali è un romanzo, suggestivo ma un romanzo. Eppure contiene un appello, una richiesta forte che non deve rimanere inascoltata e che riguarda il dovere della chiarezza sui misfatti e la responsabilità della tutela delle persone.

    Nessuno dovrà essere morto invano, né la giornalista Ilaria Alpi, ne la piccola Fiorella, personaggio del romanzo annientata da poche gocce d’acqua contaminate. Per questo, non senza una punta di orgoglio, ho rilevato con piacere che ad ispirare il lavoro dei due autori sia stata anche l’attività della commissione parlamentare d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti che ho avuto l’onore di presiedere nel corso della XIV legislatura. Con senso del dovere e di responsabilità abbiamo cercato di fare luce sulle distorsioni, sugli episodi di cattiva gestione ma anche sui veri e propri attentati criminali commessi ai danni di un intero Paese. Ci siamo occupati anche dei misteri, come lo spiaggiamento della Jolly Rosso ad Amantea, in Calabria o quello delle tonnellate di rifiuti scomparsi senza lasciare traccia. Lo abbiamo fatto e continuiamo a farlo pur da altri fronti con la consapevolezza che il dovere che ci impone il ruolo che ricopriamo, ma anche la nostra coscienza, è quello di non creare allarmismi, pericolosi quanto inutili, se non addirittura controproducenti, quando poi si tratta di fare i conti con la necessità di convincere popolazioni legittimamente impaurite che una cosa sono le scorie, gli scarti della lavorazione industriale ed i rifiuti speciali ed un’altra è l’immondizia di casa nostra. Non tutti gli impianti sono ecomostri e soprattutto più è completa la filiera dei rifiuti più diventa impermeabile alle pericolose ed insidiose infiltrazioni criminali.

    Per questo occorre dare risposte, in primis risposte scientifiche sul nesso esistente tra l’insorgenza di patologie anche gravi come quelle neoplastiche e la presenza di rifiuti. Occorrono studi epidemiologici inconfutabili che, con il rigore e l’autorevolezza della scienza, ci aiutino a vivere meglio e più sereni.

    Il tutto senza tralasciare l’opportuna prevenzione, elemento essenziale nella difesa dei territori ed, il che non guasta soprattutto in tempi di crisi, anche meno costoso rispetto alle operazioni di bonifica da mettere in campo per restituire salute ad un ambiente molestato.

    Direte troppa migrazione fantastica, condita di elementi spettacolari? Forse si, ma anche questo è un merito letterario ed insieme una capacità unica sintattica e logica.

    Una lunga catena umana, insomma. Mano nella mano cittadini, forze dell’ordine, magistrati, istituzioni. Solo così non ci sarà spazio per l’onorevole Capuano, per il boss Gaetano Panico e per quelle Aquile che hanno deciso di volare controcorrente. Solo così non saranno più intitolati comitati alla memoria di Charlie Serrano.

    Chi sono mai costoro?

    Scopritelo da soli e…buona lettura!

    Biografia (tratta da http://www.paolorusso.it/biografia.asp)

    Paolo Russo ha 50 anni, è medico-chirurgo specializzato in oculistica e dirigente della divisione oculistica dell’Azienda ospedaliera Monaldi di Napoli, in aspettativa per mandato parlamentare. La sua passione per la politica emerge fin da studente. E’ infatti con la costituzione dell’USAP, l’unione degli Studenti Autonomi e Progressisti, in vivace contrapposizione alle organizzazioni studentesche di sinistra ed extraparlamentari che emergono le doti di leader e di portatore delle istanze e dei bisogni collettivi. Qualità che poi si rafforzano nel movimento giovanile del Psdi dentro il quale ha ricoperto numerosi ruoli: da segretario di sezione a segretario provinciale. E da segretario organizzativo nazionale a segretario nazionale.

    Nel 1990 arriva poi il consenso delle urne con l’elezione a consigliere della Provincia di Napoli e capogruppo del Psdi. Nel 1992, sempre per l’ente di Piazza Matteotti, ricopre l’incarico di assessore all’ambiente. Nel 1993, a soli 33 anni, riceve la delega di vicepresidente della Provincia.

    Alla Camera dei deputati approda nel 1996 eletto nelle fila di Forza Italia. Nel 2001 viene rieletto, sempre nel partito azzurro, a Montecitorio. Nel 2002 arriva l’indicazione, con voto plebiscitario, alla carica di Presidente della Commissione Parlamentare d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti e sulle attività illecite ad esso connesse. Deputato per due legislature, viene ancora una volta riconfermato in Parlamento nel corso delle elezioni politiche del 2006. Nella XV legislatura ha ricoperto l’incarico di vicepresidente della commissione Agricoltura della Camera dei deputati e di capogruppo di Forza Italia nella commissione parlamentare d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti. Dal suo partito, Forza Italia, ha ricevuto il mandato di commissario del coordinamento di Napoli.

    Eletto nella circoscrizione Campania 1 con la lista del Popolo della Libertà, dal 22 maggio 2008 è presidente della commissione Agricoltura della Camera dei deputati. Dal mese di luglio del 2009 è componente della direzione nazionale del Pdl.

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