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Le interviste d’Autore: Francesca Panzacchi intervista Lorenzo Pace

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    Lorenzo Pace nasce a Torino nel 1982 e qui vive tuttora. Da sempre mosso da grande curiosità, gli piacerebbe fare ed essere un po’ di tutto; però un giorno gli dicono che non è possibile, quindi si specializza in ingegneria aerospaziale, laureandosi e intraprendendo un dottorato di ricerca in questo campo. Ma non rinuncia alle sue passioni, e coltiva soprattutto quelle per la letteratura, la filosofia e la poesia.

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    LO SPIRITO DELLA SCALA

    La raccolta comprende un centinaio di composizioni raggruppate in cinque parti secondo una suddivisione tipologica. I Preamboli sono dei punti di partenza, dei presupposti a ciò che viene dopo. Le  Conclusioni, complementari ai primi, sono invece dei punti di arrivo, dei pensieri compiuti.  Le Dediche sono poesie indirizzate a qualcuno, mentre i Frammenti sono episodi di vita. Infine, Il naufrago e la luna raccoglie un gruppo di poesie nate tutte insieme, in un breve arco di  tempo, quindi collegate come genesi ma non come argomento.

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    Intervista a cura di

    Francesca Panzacchi

    (Direttore Collana Blue)

    1 Lorenzo, quali emozioni racchiude Lo spirito della scala?

    Vi sono curiosità, esaltazione, tenacia, sconfitta, volontà, riscatto, rabbia, amore… C’è un arcobaleno di emozioni perché queste si susseguono istante dopo istante nella vita, e le poesie non sono altro che estratti di vita.

    2 Perché hai scelto questo titolo?

    La scelta è stata tardiva: avevo completato la stesura e l’organizzazione dei componimenti, a meno di qualche dettaglio, ma non avevo un titolo definitivo, soltanto alcune idee che non mi convincevano appieno. In quei giorni, per combinazione, da una chiacchierata è venuto fuori il concetto di esprit de l’escalier (e per questo ringrazio Sara), e ho pensato che fosse appropriato, perché molte poesie simulano una porzione di dialogo mai avvenuto, o riflessioni successive a discussioni.

    3 Descrivi la tua silloge usando soltanto tre aggettivi

    Autentica, spontanea, spietata.

    4 Quanto tempo hai impiegato per la stesura?

    Alcuni componimenti sono vecchi di anni, mi è sempre capitato di annotare dei pensieri, in forma di poesia e non. L’anno scorso ho avuto un periodo di produzione un po’ più intensa (che corrisponde alla sezione Il naufrago e la luna), in cui ne ho scritta quasi una al giorno e ne ho rimaneggiate un paio di vecchie. In seguito a ciò mi sono deciso a fare un po’ di ordine, a raccogliere e scegliere in modo da realizzare una raccolta completa.

    5 A quali lettori si rivolge?

    Ad essere sincero non ci ho mai pensato: le poesie sono nate da sole, poco alla volta, senza un chiaro obiettivo editoriale. Credo che possano piacere a chi ama le emozioni e le sensazioni così come sono, con poche immagini e astrazioni. Ho sempre cercato di carpire l’anima dei sentimenti legandola a sensazioni concrete, a riflessioni spontanee prive di artificio. Fatico a paragonare questa raccolta a qualsiasi altra opera di poesia, se non altro per rispetto reverenziale!

    6 Quali tematiche affronta?

    Tutto si incentra sul cammino della vita, talvolta nel suo complesso, guardando gli obiettivi a lungo termine, i valori di fondo, lo scorrere del tempo; più spesso si focalizza su singoli passi che ci si trova ad affrontare, un ricordo, un momento vissuto, un amore, uno schiaffo dato o uno ricevuto.

    7 In quale misura la tua opera è autobiografica?

    In generale penso che chiunque dovrebbe scrivere soltanto ciò che conosce, o rischia di non essere credibile. Faccio rientrare le fantasie personali in questo insieme. Riguardo a questa silloge, non posso negare che essa sia legata a vari passi della mia vita e delle vite di chi mi è passato o mi è tuttora accanto.

    8 Quali sono i poeti che prediligi?

    Non smetto mai di scoprirne di nuovi e ho ancora grandi lacune. Tra i vari che mi emozionano, cito Masters, Pessoa, Leopardi e Ungaretti. Anche alcuni musicisti riescono ad essere poeti di valore, per esempio adoro i testi di Schuldiner.

    9 Qual è il libro più bello che tu abbia mai letto?

    La risposta potrebbe variare da momento a momento, ma quello che regge di più nella mia classifica è 1984 di Orwell. Riesce con semplicità a spaziare dal personale al sociale, con un dipinto eccezionale dell’individuo, dell’amore e della società attraverso un’iperbole che forse appare più esagerata di quanto sia realmente.

    10 A quali progetti ti stai dedicando attualmente?

    Ho in cantiere alcuni progetti di narrativa, ma sono un po’ caotico, e scrivo un pezzo dell’uno e un pezzo dell’altro racconto inseguendo l’ispirazione del momento; credo che dovrei procedere con più metodo. Insomma, le idee non mi mancano ma voglio aggiungerci la qualità!

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