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Auto-pubblicazione o Editore?

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    Sono sempre molto attento alle novità editoriali, sovente si imparano molte cose, alcune estremamente intelligenti, altre un po’ meno.

    Un fenomeno del momento è l’auto-pubblicazione, sopratutto in formato eBook. Sono molti i portali web di Self Publishing che garantiscono anche buoni, a volte ottimi risultati, con vendite del tutto considerevoli.

    Io stesso li ho sperimentati per alcuni miei libri, piuttosto di pagare un EAP, ho preferito far da me.

    Ma nemmeno questa è la soluzione migliore o, almeno, non è certo quella che risolve il problema.

    Vi sono due tipologie di Self Publishing, entrambe vanno analizzate perché portano a diversi risultati, non certo secondari.

    La prima formula è un’auto pubblicazione del libro cartaceo. Sovente è una pubblicazione assolutamente professionale: buona stampa, ottimi materiali.

    Molto spesso il portale web garantisce anche l’affidamento del codice ISBN e il deposito legale. In tal caso, però, la società che gestisce il portale, a tutti gli effetti di legge, è anche l’editore della pubblicazione, cosa che potrebbe determinare problemi che sfuggono a molti esordienti scrittori. Di fatto nessuna casa editrice, successivamente a una pubblicazione dotata di codice ISBN, e deposito legale, cioè ufficialmente inserita nel catalogo dei titoli in commercio, potrebbe editarla a sua volta.

    Sì, lo so che chiunque potrebbe rieditarla affidando all’opera un codice ISBN diverso e depositando legalmente la nuova versione alle Biblioteche Nazionali, ma è anche vero che le due versioni entrerebbero in conflitto creando confusioni. Ergo, nessun editore “serio” si prenderebbe questo rischio, anche perché il titolo potrebbe già aver esaurito il suo slancio commerciale e non essere più considerato una novità. Fatta eccezione per sporadici casi di autori conosciuti, che mai pubblicherebbero in proprio, una siffatta riedizione è da evitare nel modo più assoluto.

    Infine, una pubblicazione di Self Publishing non viene MAI distribuita, servizio che risulta fra i più costosi in assoluto rispetto agli altri costi di una pubblicazione professionale che si definisca “seria”. Quindi, andrebbe bene solo a quell’autore che ha tanti amici/parenti e niente più di questo.

    La seconda formula è legata all’auto pubblicazione del solo libro nella versione digitale, cioè eBook. Non entro nel merito dei numerosi portali che offrono il servizio di conversione del proprio libro in eBook nei formati ePub, Mobi, Lite, Pdf, etc., naturalmente tutti a pagamento avvicinandoli molto a un “normale” EAP piuttosto che altro. In questo caso mi limito solo ad affrontare il problema dal punto di vista della “opportunità” o meno di una pubblicazione simile.

    Infatti, la ritengo inutile, anzi, addirittura controproducente. Prima di tutto va precisato che per gli eBook, come per il cartaceo, è fatto obbligo che siano dotati di codice ISBN mentre non si è vincolati al deposito legale. Altro aspetto, l’eBook è considerato un prodotto commerciale e non editoriale, per questo si applica l’aliquota Iva intera al 21% e non quella agevolata prevista per l’editoria al 4%. Questo comporta che, pagando il 21% di Iva, il 35% al gestore della distribuzione OnLine del vostro eBook più il costo di conversione, di affidamento del codice ISBN, etc. non si porti a casa  un grande risultato se non quello di avere il proprio libro digitale pubblicato, anche in questa occasione, attraverso il proprietario del codice ISBN che risulterà, quindi, essere l’editore della pubblicazione così gestita.

    Anche in questo caso, quindi, l’opera risulta già edita con gli stessi e medesimi risultati della versione cartacea nel caso su citato: un editore “serio” tende a evitare una riedizione.

    Qualsiasi sia il caso, è certo e certificato che il libro in Self Publishing NON vedrà mai una libreria che sia una, su questo non vi sono dubbi di sorta. In alcuni casi è più facile che una libreria la veda un libro pubblicato con un “buon” (mi si lasci passare il “buon” solo per questa volta per fare l’esempio :)) editore a pagamento che non uno in Self Publishing.

    La distribuzione è un onere troppo esoso, questa la può sopportare solo un editore che, con sforzi economici e investimenti da imprenditore qual è, intenda crescere e fare bene il proprio lavoro puntando sulle opere di qualità e valore che non sempre sono quelle auto pubblicate con il servizio di Self Publishing o con editori classificati come EAP, a parte qualche sporadico e “strano” (dettato magari dall’impazienza) caso.

    State pur certi che, se l’opera vale veramente, un editore lo si trova sempre, prima o poi. Basta attendere, proporsi bene e in modo professionale e, mi raccomando, con l’opera che non risulti edita o auto-pubblicata, men che meno con i vari servizi di Self Publishing.

    Poi, ognuno è libero di condividere o meno le mie valutazioni. Almeno su questo la libertà è d’obbligo, così come lo è per l’editore.

    Carlo Santi

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