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Le recensioni di Emiliano Grisostolo: L’elastico viola

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    L’elastico viola di Patricia Daniels

    Emiliano Grisostolo

    Ho atteso qualche settimana dall’uscita di questo romanzo, prima di leggerlo. Non perché volessi leggere altre recensione e decidere se ne valeva la pena, ma perché è quasi un rituale che uso per quei romanzi che reputo dalla quarta di copertina interessanti. Non ascolto rumori di fondo quando scelgo una storia da leggere, ascolto solo il mio cuore, il mio istinto. E così com’ero sicuro che il romanzo di Patricia Daniels, L’elastico viola, è piaciuto a me, sono sicuro piacerà anche a voi.

    Quando pochi giorni fa ho letto nella biografia che questo è il primo romanzo della Daniels, ho sperato, ancor prima di leggerlo e giudicarlo, che in futuro ci possa essere una nuova storia di questa bravissima autrice. Sapevo di fare la scelta giusta scegliendo questo suo lavoro. Sapevo che la lettura mi avrebbe coinvolto, attratto, commosso. Commovente è l’aggettivo che vorrei utilizzare maggiormente. Già, perché è una storia dura, che da subito ti da un pugno nello stomaco, ma con una maestria nel narrare le vicende della piccola Sara e della sorella Elena, Patricia Daniels riesce a tenerti incollato alle pagine de L’elastico Viola. Un romanzo, che come dice il sottotitolo, è di piuma e di piombo. E non a caso.

    Una realtà nella quale ti cali per anni, in cui rivivi le esperienze che potrebbero essere della stessa autrice, o di fantasia. Una realtà che forse si mescola con la fantasia, o forse no, ma che ti tira per i capelli, ti rapisce, ti prende a schiaffi e ti impedisce di chiudere gli occhi. Devi arrivare in fondo a L’elastico viola perché è una storia che deve essere vissuta subito, freneticamente, nel dolore delle stesse protagoniste, così come loro l’hanno vissuta. E allo stesso modo non capiremo mai il loro dolore. Un dolore allucinante, in cui compare l’odio per una madre che non è mai presente, la perdita di un’infanzia trascorsa in un orfanotrofio, la perdita dell’ingenuità e di un’adolescenza attraversata dalla ribellione da un lato, e dal silenzio dall’altro. Una ribellione che farà sì che Sara possa scaricare la propria tensione, e cercare così quella libertà cercata troppo a lungo. Un silenzio che porterà Elena a percorrere un tunnel oscuro nel quale affogherà il proprio male interiore sempre represso.

    Il romanzo pubblicato dalla CIESSE edizioni è una storia che dev’essere assolutamente letta, che va oltre i generi, oltre i confini, oltre le scelte. Una storia quella di Patricia Daniels che non ha tempo, che vi legherà alle pagine dal primo all’ultimo capitolo, dalla prima all’ultima riga, senza respiro, con calma, senza foga, nel silenzio del vostro umore, nella compassione per le protagoniste, lasciandovi riflettere, pensare. Facendovi incazzare per la strada che percorrerà Elena, o sorridere per i giochi e i dispetti di Sara alle suore. Un mondo parallelo ma troppo vicino a noi, dove spesso non guardiamo, dove non vogliamo vedere. Perché fa male. Perché ci reca dolore. Ma ci sono percorsi che devono essere raccontati, e la Daniels lo ha fatto con il cuore in mano aiutandoci a capire aspetti di un mondo che non conosceremo mai, attraverso personaggi costruiti benissimo, troppo veri per non esserlo, descrivendo situazioni che forse sono accadute realmente, con un linguaggio e una scrittura scorrevole, senza tentennamenti, grazie alla quale si arriva alla fine senza fatica.

    L’elastico viola è in assoluto uno tra i migliori romanzi che ho avuto il piacere di leggere nella mia vita. Senza se. Senza ma. Perché pochi mi hanno regalato la voglia di vedere ciò che mi circonda, senza girarmi dall’altra parte, e non guardare. Perché, come dice l’autrice, vedere è capire, ascoltare. Guardare è guardare e basta.

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