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Le recensioni di Anna: Il Normanno di Francesca Panzacchi

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    Anna Tasinato

    A seguito dell’invasione dell’Inghilterra da parte dei normanni, i Castelli vennero presi e la popolazione sottomessa al nuovo dominio. Succede anche a Elizabeth, nobildonna inglese, che viene fatta prigioniera con la sorella Anne da Eric Dereveux e i suoi uomini.

    Eric la designa personalmente come propria vittima ed Elizabeth sembrerebbe non avere altra scelta se non di essere assoggettata ai voleri dell’uomo. Tuttavia le cose andranno come nessuno dei due si sarebbe aspettato…

    Il Normanno è un racconto lungo appartenente al genere rosa storico, che trae la sua forza nell’ambientazione della vicenda, un’Inghilterra medievale piena di fascino, tra antichi castelli e promesse di battaglie, divisa tra nobiltà e barbarie.

    La storia è costruita sui due personaggi principali, Elizabeth ed Eric, “Il Normanno” del titolo. Inizialmente, si vive la vicenda attraverso gli occhi della protagonista, una protagonista all’apparenza fragile e delicata, ma che nella sostanza dimostra una forza non da poco; trasformata in un istante da padrona del Castello a schiava del nuovo proprietario, la sua principale preoccupazione è quella di proteggere la sorellina e per farlo si spingerà contro gli ordini e il buonsenso, sfidando le ire di colui che dispone delle sue sorti.

    Tuttavia, nonostante sia costretta alla prigionia e alla condizione di “concubina”, Elizabeth non prova nemmeno a ribellarsi alla presenza e ai voleri del Normanno, da una parte perché sa di non avere scelta, dall’altra perché, in fondo, non riesce a provare repulsione verso l’uomo che l’ha privata di tutto.

    Il Normanno di Francesca Panzacchi

    A fare da contraltare alla protagonista, il normanno. Sin dalle prime pagine appare misterioso, beffardo e sfuggente, e con l’andare della vicenda non solo mantiene le caratteristiche che lo rendono interessante, ma si rivela anche un personaggio in crescita, assumendo sfaccettature che ne delineano meglio il carattere.

    E, come i personaggi, anche la storia evolve insieme al loro rapporto, sbilanciato solo in apparenza: è vero che il normanno ha la forza e l’autorità, ma la sua controparte femminile  mette in atto abilità e savoir faire che alla fine si rivelano più utili di qualsiasi atto di potenza e di potere sbandierato. E, quando arriva lo scioglimento del climax, la soluzione narrativa adottata per concludere la vicenda risulta coerente e convincente – anzi, forse l’unica davvero possibile.

    A causa della brevità, i personaggi secondari risaltano meno rispetto ai due protagonisti, anche se si trova lo spazio per un personaggio “terzo incomodo” usato dall’autrice con intelligenza – a gusto personale, è stata la story-line che ho preferito.

    Lo stile di scrittura adottato è semplice ma non semplicistico, diretto e immediato; le scene arrivano al lettore senza alcuna difficoltà. Ciò che si percepisce maggiormente è l’atmosfera del racconto, medievale e un po’ favolistica, ma sempre attraversata da quel filo di tensione, che permane anche nei brevi momenti in cui tutto sembra funzionare e i protagonisti hanno un attimo di tregua.

    In conclusione, Il Normanno è un racconto lungo piacevole e che si fa leggere in poco tempo, ideale per un pomeriggio di relax ed evasione tra vecchi manieri e forti passioni.

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