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Intervista a Francesca Panzacchi su DELITTI AL CASTELLO

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    Delitti al castello è il tuo nuovo romanzo, un thriller. Come giustifichi questa scelta?

    Io credo che sia necessario evolversi e sperimentare continuamente, seguendo sempre le proprie inclinazioni. Volevo spaziare nel thriller e mi serviva un buon maestro.

    Lo hai scritto a quattro mani con il tuo editore, non ti ha condizionato questo aspetto?

    Solo in parte, perché mentre scrivevamo ce la giocavamo alla pari: eravamo entrambi soltanto scrittori.

    Com’è stato scrivere assieme a Carlo Santi?

    Sempre divertente, a volte impegnativo, spesso sorprendente.

    Carlo è notoriamente un thrillerista, come si definisce sempre lui stesso, tu invece una romantica passionale. Delitti al castello contiene entrambe queste caratteristiche o avete fatto dei compromessi tralasciando qualcosa dei due generi?

    Delitti al castello di Francesca Panzacchi e Carlo Santi

    Nessun compromesso, direi che entrambe le componenti sono presenti nella giusta misura. Forse in alcuni momenti hanno anche lottato fra loro per affermarsi, ma è proprio da questo conflitto che poi è derivato il giusto equilibrio.

    Si intuisce nel libro che il tuo personaggio è la contessa Sofia, lo hai caratterizzato in termini autobiografici o è un personaggio totalmente estraneo a te?

    Per Sofia, il mio alter ego, vale la regola che applico a tutti i miei personaggi: in lei c’è molto di me ma non tutto. Sicuramente ha ereditato dalla sottoscritta molti atteggiamenti, alcune espressioni verbali che usa, ma anche delle vere e proprie sfumature caratteriali.

    Più thriller o più romantic?

    Decisamente più thriller, ma anche il romanticismo si fa valere: emerge soltanto in determinati passaggi del romanzo, ma anche quando lascia spazio alla suspense rimane sempre latente, non va mai via.

    Cosa significa per te quest’opera?

    Il concretizzarsi di un progetto a cui tenevo molto, un altro sogno che prende forma.

    Descrivi il libro con quattro aggettivi.

    Complesso, intenso, fluido e avvincente.

    Cosa ti piace di più di Delitti al castello?

    La sua capacità di sorprendere.

    Cosa diresti al tuo lettore, abituato a una Panzacchi romantica, passionale e a volte noir, per convincerlo a leggere questo specifico libro?

    Sarebbe un vero delitto non leggerlo!

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