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Intervista a Carlo Santi su DELITTI AL CASTELLO

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    Delitti al castello è il tuo nuovo romanzo, un thriller. Come giustifichi questa scelta?

    Una sperimentazione andata a buon fine. Ho accettato il progetto suggerito da Francesca e mi sono detto: perché no?

    Lo hai scritto a quattro mani con una tua Autrice, non ti ha condizionato questo aspetto?

    Assolutamente no! Avevo io il comando della situazione. 🙂

    Com’è stato scrivere assieme a Francesca Panzacchi?

    Francesca è sempre stata un’Autrice CIESSE a cui tengo molto. Sono affezionato a lei e alle sue opere. Questo ha semplificato ogni cosa ed è stato tutto molto naturale e semplice.

    Carlo tu sei notoriamente un thrillerista, come ti definisci da sempre, Francesca invece è una romantica passionale. Delitti al castello contiene entrambe queste caratteristiche o avete fatto dei compromessi tralasciando qualcosa dei due generi?

    Delitti al castello di Francesca Panzacchi e Carlo Santi

    Niente compromessi. In un’altra intervista (che uscirà a giorni) ho precisato che questo libro è un giallo/thriller carico di tensione, suspense, adrenalina e colpi di scena. Poi c’è una storia d’amore carica di tensione, suspense, adrenalina e colpi di scena. Aggiungi un pizzico di ironia e siamo di fronte a un libro che andrà letto d’un fiato da chiunque.

    Si intuisce nel libro che il tuo personaggio è il commissario Alfonsi, lo hai caratterizzato in termini autobiografici o è un personaggio totalmente estraneo a te?

    Io baso sempre i miei personaggi principali sulle mie caratteristiche personali, mi riuscirebbe difficile dargli quel senso di realtà che ritengo ogni storia dovrebbe avere. Ho solo pensato cosa farei io se fossi il commissario Alfonsi nella sua stessa e medesima situazione.

    Più thriller o più romantic?

    Thriller, non avrei accettato di scriverlo se fosse altrimenti. Però il romanticismo c’è tutto, anzi, molto. Come ho detto, il romanticismo nel libro è carico di tensione, suspense, adrenalina e colpi di scena, quindi, è coerente con il mio stile.

    Cosa significa per te quest’opera?

    Più di quanto si pensi. È il mio primo libro da quando faccio l’editore ed è la mia prima esperienza di scrittura a quattro mani. Ho smentito il mio amico e Autore Stefano Pastor che mi ha sempre detto che non avrei più scritto da quando mi sono messo a fare l’editore e, così facendo, l’ho smentito alla grande. Poi, tanti mi considerano un accentratore di potere e, invece, ho gestito un rapporto letterario con altri, smentendo molti di coloro che pensano io non sappia confrontarmi. Sono contento per questi due aspetti, direi che ho superato qualche impasse che credevo fosse impossibile arginare.

    Descrivi il libro con quattro aggettivi.

    Thrilleristico, adrenalinico, passionale, mai scontato (quest’ultimo può essere considerato aggettivo?).

    Cosa ti piace di più di Delitti al castello?

    L’essere un vero giallo, un vero thriller, ma anche romantico e sorprendente con un pizzico di ironia. Il che non guasta affatto.

    Cosa diresti al tuo lettore, abituato a un Santi thrilleristico, adrenalinico e storico, per convincerlo a leggere questo specifico libro?

    Che non c’è un valido motivo per non leggerlo!

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