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Il reportage di Bruno Elpis: presentazione di Minon

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    Bruno Elpis

    Ore 16.00 di sabato 10 marzo. Presso la biblioteca Sant’Ambrogio, a Milano in zona Famagosta, Alexia Bianchini presenta “Minon”, opera fantasy edita da Ciesse Edizioni, della quale è coautrice insieme a Fiorella Rigoni.

    Per la cronaca, l’amore di Alexia per il fantasy ha natura di una vera e propria vocazione: la scrittrice è infatti responsabile della collana Gold di Ciesse, è direttore del web magazine Fantasy Planet (oltre che della Lite-editions, una casa editrice che pubblica on line racconti erotici di qualità) e sta curando l’antologia Symposium con GDS Edizioni.

    Al tavolo con lei, di fronte a una platea che occupa tutte le sedie predisposte per l’incontro, l’editore Carlo Santi.

    La presentazione del romanzo avviene senza fare troppo riferimento alla storia, per la quale vi rinvio alla mia recensione.

    Innanzitutto si accenna alla copertina (che ha vinto il titolo di Miss Cover!): è frutto dell’illustratrice Max Rambaldi, che ha ‘variato’ le tinte naturali del soggetto per adeguarne l’immagine alla Minon creata dalla fantasia delle autrici. Max Rambaldi ha curato altresì le fotografie che sono incluse nel romanzo.

    Molto curiosa è la genesi dell’opera: è nata da un gioco di Facebook, ove si è pensato di creare una storia di fantasia attraverso post e messaggi progressivi. Quando la vicenda ha cominciato a prendere forma … le autrici hanno deciso che il progetto poteva diventare qualcosa di più serio e il gioco si è trasformato in romanzo, concepito con la colonna sonora ideale degli Evanescence.

    Carlo Santi interviene per sottolineare come lo scrittore sia un venditore di storie: l’autore deve essere innamorato dei personaggi che crea; e la descrizione del progetto letterario è fondamentale anche nella presentazione dei manoscritti alla casa editrice.

    Alexia si sofferma poi sulla ‘sintonia’ che ha caratterizzato il rapporto con l’altra autrice. Una sintonia fatta di identità di vedute stilistiche (“entrambe amiamo la scrittura veloce”) e di concordia nelle scelte adottate, passando attraverso la ricerca della coerenza narrativa anche in un genere – come il fantasy – nel quale la dimensione sorprendente deve comunque prevalere. Altre comunanze fondamentali sono state la cura per il ritratto psicologico dei personaggi e la preferenza che entrambe le autrici hanno manifestato nel prosciugare la vicenda dai risvolti religiosi.

    Fin da subito la presentazione assume un tono colloquiale, anche grazie agli interventi del pubblico, molto partecipe e interessato.

    C’è chi chiede come mai molti capitoli siano introdotti da un aforisma di E. A. Poe. Alexia conferma che le citazioni di Poe, capostipite del gotico, sono state adottate per le attinenze al tema trattato nel capitolo.

    C’è chi chiede se vi sarà un séquel al romanzo. E Alexia annuisce, alludendo alla circostanza che la saga rappresenta una struttura tipica della letteratura fantasy.

    E c’è chi stenta a credere che il rapporto tra due coautrici possa essere così idilliaco: “Se vi sono due madri dello stesso figlio, una è quella naturale, l’altra – per forza di cose – è putativa”! Ma Alexia ribadisce il clima di collaborazione perfetta (“entrambe siamo dark, non esteriormente, ma dentro di noi … per via di una solitudine interiore che ci caratterizza …”) e accenna a un’unica difformità di vedute: in alcuni passaggi, Fiorella avrebbe preferito esaurire la ricerca, mentre Alexia  ha preferito lasciare alcune sospensioni, tracciando la premessa per il seguito della storia. Con buona pace di chi ha posto la domanda, che si deve rassegnare: evidentemente in letteratura non valgono le leggi della biologia e Minon può tranquillamente essere “figlia di due madri”!

    Carlo Santi interviene e parla di un’altra esperienza recente “a quattro mani”: quella che lo ha portato a scrivere, con Francesca Panzacchi, “Delitti al castello”. “Io, autore di thriller storico, lei appassionata di romantic novel”.  Di fronte a questo riferimento, l’impresa di Alexia e Fiorella appare sicuramente più semplice: l’opera è stata scritta da due persone che amano non soltanto lo stesso genere, ma anche il modo di declinarlo (il dark fantasy con inflessioni weird).

    Pur non essendo un lettore accanito di fantasy, sono tornato a casa con il desiderio di leggere Minon. Felice di aver conosciuto Alexia, che nell’occasione è stata applaudita, oltre che da Daniela Barisone, vivace presenza di Scrittevolmente, anche da altri “compagni di scuderia”: Sonia Del Cason, Patricia Daniels, Andrea Barillà, oltre naturalmente a …

    … Bruno Elpis

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