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Le recensioni di “Scrittevolmente” – Minon

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    Titolo: MINON
    Autori: Alexia Bianchini e Fiorella Rigoni
    Editore: CIESSE Edizioni
    Anno: 2012
    ISBN libro: 978-88-6660-015-2
    ISBN eBook: 978-88-6660-016-9
    Pagine: 266
    Prezzo libro: 15,00 €
    Prezzo eBook: 5,00 €
    Voto:  

    Trama: Minon è un’adolescente problematica, una dark lady cupa e asociale che scopre in sé, da piccolissima, un dono particolare. Intravede gli spettri che insidiano, tentano e tormentano coloro che le stanno intorno. Si aggrappano al fianco, sussurrano parole all’orecchio, confondono.

    E’ forte, in Minon, l’istinto di strapparli dalla spalla del malcapitato, rigettarli nel luogo da dove sono venuti, cioè in una dimensione che non conosce e che si palesa attraverso un marchio sul palmo della mano. Le cose si evolvono in modo inconsueto e preoccupante, gli spettri non assorbono soltanto il male dagli uomini, ora li sequestrano, li conducono via con sé. E’ subito chiaro che Minon, per sostenere una sfida ben più grande di lei, dovrà maturare, trovare ben altre forze, nuovo coraggio per esserne all’altezza. Dovrà, in primo luogo, trovare dei compagni fidati.

    Recensione: L’età di Minon è delicata, tra un’infanzia di cui non ha mai goduto e l’età adulta che pone sul piatto nuove responsabilità, nuovi pesi. Il momento è delicato perché durante il passaggio, vera e propria iniziazione, urge il confronto con la realtà che si apre come un caleidoscopio.

    Fiamma, con la quale condividerà le sue avventure, le somiglia, è solo più sperduta, fragile. C’è Sara, la ragazza confetto, caricatura di se stessa, che conduce oltre la giusta misura sostenibile l’infanzia e il proprio egocentrismo. Nel gruppo non manca Rudy che, nonostante le apparenze, avrà un ruolo decisivo nello sviluppo della storia.

    Per ciascuno l’onda d’urto sarà terrificante: ognuno, a suo modo, è o possiede un centro. Rudy lo sarà per Minon, Minon lo diventerà per la disorientata Fiamma. Sara perderà il suo, ma solo per orientarsi meglio e, finalmente, crescere. Perché l’adolescenza è un’età delicata ma è anche l’età dei sentimenti profondi, delle domande urgenti alle quali non devono mancare, alla fine, le risposte.

    Ciascuno si deve rivoltare contro il proprio spirito maligno e impegnarsi incessantemente per smorzarlo, sminuirlo, indebolirlo. Finché lo si ignora, ci sta fiato contro fiato, non si mostra quale esso è, si cela al nostro sguardo, aggrappato a una spalla: posizione un po’ scomoda per uno scontro. Non c’è sempre una Minon a strapparcelo di dosso senza accorgercene.

    Anche Minon ha il suo nemico, il più pericoloso. Un tentatore sui generis, che ispira fiducia e così ghermisce e macchia un’anima integra, pura, splendente. Nessuno glielo strapperà di dosso. La lezione è proprio questa: la costanza, il coraggio di estirpare il male dentro di sé piuttosto che negli altri, i quali dovranno tentare di fare altrettanto.

    Il rapporto tra Minon è Anghelos è privilegiato. Non le si posa sulla spalla, non le sussurra all’orecchio come gli spettri che è abituata a scacciare. Sono l’uno di fronte all’altro, è questo a renderlo un nemico acerrimo come pochi. Rappresenta la grande contraddizione dalla quale è difficile districarsi. Non può scrollarselo come una mosca, un insetto. E’ parte di sé. Un sé affine al male assoluto, quello che divora se stesso se non viene combattuto, quello al cui cospetto ci si arrende, ben rappresentato da Exafira, un vortice che gira su se stesso senza soluzione, la cui ingordigia richiama una delle tre fiere di dantesca memoria(“Ed una lupa, che di tutte brame sembiava carca ne la sua magrezza…” Inf. I, 49-50).

    Unica pecca: nelle ultime pagine la storia acquista un’accelerazione quanto mai rischiosa. Il lettore si trova sbalzato fuori con prepotenza dal racconto, la parola fine giunge prematura. Ci sono, dopo, pagine bianche ancora da riempire, magari con un sequel.

    Per ora qualcosa di rilevante è accaduto: in questa avventura Minon, Fiamma, Rudy e Sara sono cresciuti, la maturità dello spirito è alle porte. Hanno superato il guado, divenendo meno fragili e condizionabili. Il male si  è mostrato precario, instabile. Le sue ombre si sono dissipate in un battito di ciglia, come la tempesta col sereno.

    Per il momento.

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