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“Interviste d’Autore”: Antonio Paganelli intervista Carlo Santi

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    Carlo Santi

    Viene inaugurata una nuova iniziativa che sarà un appuntamento costante in questo nostro Blog: le “Interviste d’Autore“. Autori che intervistano altri Autori, si parlerà dei propri libri, ma anche di molto altro. Parte Antonio Paganelli che intervista il Carlo Santi scrittore (n.d.r.).

    Innanzitutto complimenti per la tua intensa ed apprezzata produzione letteraria.

    1)      La trama, nei tuoi romanzi, è costruita attorno alla chiesa e ai suoi misteri. Come mai questa predilezione?

    Grazie per i complimenti. Per rispondere alla tua domanda, debbo precisare che ho esordito nel 2004 in letteratura (prima ho pubblicato otto testi giuridici in diritto del lavoro negli anni novanta) con il romanzo IL FUOCO DENTRO, oggi fuori produzione ma che sono impegnato a rieditare quanto prima. Era, anzi è un thriller poliziesco, una sorta di spy story ambientata in USA e parla di servizi segreti ed Enti d’intelligence corrotti al soldo della Cina che aspira a scalare il potere mondiale. Questa cosa non è nemmeno tanto fantasiosa attualmente, ma a quel tempo fui quasi premonitore.

    Al thriller storico mi sono avvicinato prima con abbondanti e numerose letture, (Asensi, Knox, Navarro, Barry e lo stesso Brown sono alcuni dei miei must) e poi con IL QUINTO VANGELO e, a seguire, LA BIBBIA OSCURA. La volontà di costruire trame che ruotano attorno ai misteri della Chiesa, che io chiamo “incongruenze”, penso derivi dalla necessità di una mia ricerca interiore, cerco qualche verità “vera” che sovente non viene mai raccontata. Io mi considero un credente “non praticante” e applico, su tutto, il principio della logica e della coerenza. Ecco perché definisco quello che tutti chiamano misteri, come vere e proprie incoerenze della Chiesa. Mi interessa trovare risposte e, mentre le cerco, farmi un’idea coerente e logica.

    Solo per fare un esempio, il primo dei Comandamenti, presi e tradotti dall’ebraico essendo la lingua parlata ai tempi di Mosè, tanto per intenderci, divergono di molto dai famosi e classici punti che tutti ben conosciamo. Hanno una logicità e coerenza impeccabile, ci si rende subito conto che la Chiesa Cattolica ha sempre professato come fossero due distinti punti quando, invece, corrispondono al primo dei Comandamenti ebraici: “IO SONO IL TUO SIGNORE, COLUI CHE TI HA LIBERATO DALLA CONDIZIONE SERVILE. NON PRONUNCERAI IL MIO NOME IMPUNEMENTE E NON TI FARAI IDOLO DI ME PERCHÉ IO, IL SIGNORE TUO DIO, SONO UN DIO GELOSO CHE PUNISCE LA COLPA DEI PADRI NEI FIGLI FINO ALLA TERZA E ALLA QUARTA GENERAZIONE PER QUANTI MI ODIANO, MA USA MISERICORDIA FINO A MILLE GENERAZIONI VERSO COLORO CHE MI AMANO E OSSERVANO I MIEI COMANDAMENTI…”

    È da brividi se pensiamo contestualmente a un Dio misericordioso e punitore, ma è questo il senso e la logica di un testo simile. Le Sacre scritture sono colme di “punizioni divine” perpetrate da Dio avverso l’Umanità intera: dalla grande alluvione, con l’avvento dell’Arca di Noè (la Genesi) alle piaghe d’Egitto, dall’idea di far vagare il suo Popolo per quaranta lunghi anni nel deserto prima di “concedere” loro la terra promessa alla stessa Arca dell’Alleanza, considerata una micidiale arma di distruzione di massa che Dio fece costruire affinché il suo Popolo potesse difendersi dai propri nemici. È solo un esempio, chiaro, ma è anche una buona base per riflettere, come il passaggio dove si cita “non ti farai idolo di me” è chiaramente indicativo: nessun altare, Chiesa, reliquia o luogo è uno “strumento” che possa pretendere di rappresentare Dio. In pratica dice “logicamente e coerentemente” il contrario di quanto è sempre stato asserito. Io non ho la verità in tasca, quindi mi documento e approfondisco gli argomenti che mi ispirano.

    Di questa mia passione e dai miei studi, mi piace e mi diverte costruire trame “thrilleristiche” che, però, abbiano un collegamento con le mie ricerche e approfondimenti. Storie vere, magari poco conosciute o contestate, seppur mai provate in modo inequivocabile, ma storie ancora avvolte nel mistero. Come detto, non ho la verità in tasca, ma nei confronti dei temi da me trattati, questa verità non l’ha ancora detta nessuno. Infine, penso che gli argomenti religiosi, i misteri e qualche cenno storico “reale” all’interno di una storia inventata e sapientemente condita, sia assolutamente intrigante. Tutto sta a rendere sempre credibile anche l’ipotesi più fantasiosa. Dopotutto il lettore deve immergersi in una storia usando soprattutto la fantasia cosa, questa, che l’abilità dell’Autore deve necessariamente rendere “vera”.

    2)      Il personaggio di Santini, protagonista dei tuoi thriller, è frutto della tua fantasia o, per costruirlo, ti sei ispirato a qualche altro personaggio letterario o reale?

    Tommaso Santini, il Risolutore, sarei io o, almeno, è quello che mi piacerebbe essere. Santini è un idealista, uno fedele, forte e determinato e sa anche soffrire e piangere senza alcuna vergogna. La sua forza è pari alla sua umiltà, un cavaliere d’altri tempi. Mi è piaciuta la recensione di Anna Tasinato de IL QUINTO VANGELO quando ha scritto che Santini appare inizialmente come un supereroe che tutto fa e tutto può. Però, mano a mano che si avanza con la lettura, si scoprono di lui le sofferenze e le debolezze, quindi, personaggio che appare “coerente” con la realtà: cioè uomo di grandi capacità con i difetti e i limiti “terreni” di ognuno di noi. La differenza la fa il “mestiere” e il ruolo che impone grandi potenzialità e arguzia affinché possa rimanere vivo a lungo.

    Invece la magistrata Sonia Casoni, contrariamente a quanto tutti pensano e dicono, sono sempre io, ma con lei non sono quello che vorrei essere, ma quello che sono: borioso, scatto all’improvviso, dico le parolacce e sovente sono sboccato. Raramente risulto simpatico al primo acchito. Gli altri personaggi sono sempre ispirati a persone a me care (i buoni), tipo i miei figli o a persone che detesto (i cattivi), coloro che muoiono sempre o quasi. Ecco un “trucco” per far apparire “reali” i personaggi di un romanzo.

    3)      Qual è il personaggio che ti è più simpatico e perché?

    Ma Tommaso Santini, senza ombra di dubbio. Debbo dire che assomiglia molto al mio IO di qualche anno fa, quando ero un forte idealista e qualche “azione” la portavo anche a compimento. Non chiedermi che tipo di azione perché resterà un mistero, almeno finché non decido di scrivere la mia autobiografia. Ma prima devo attendere la prescrizione. 🙂

    Anche Lucas Dever, agente scelto dell’FBI e uno dei protagonisti principali del mio primo romanzo IL FUOCO DENTRO, è un po’ il me stesso in Mirror.

    4)      Come costruisci la struttura dei tuoi romanzi? Quando incominci hai già l’idea della storia completa?

    Scelgo un argomento storico che conosco bene. Comunque sia mi documento ulteriormente leggendo libri e guardo tutti i documentari che trattano quello specifico fatto storico. Mentre leggo e seguo i vari documentari rifletto sulla storia che vado a scrivere, analizzo i punti oscuri e poco chiari e imbastisco mentalmente la mia “verità”. Quindi inizio a scrivere vivendo il film che mentalmente ho elaborato. Può essere che cambio impostazione o un intero capitolo man mano che lo scrivo, magari perché poco coerente, ma ho già tutto in mente fin dall’inizio.

    IL QUINTO VANGELO si sviluppa sul Vangelo di Maria Maddalena, argomento toccato in modo superficiale da Dan Brown ne Il Codice Da Vinci. È sovente il fatto, per questo, di sentirmi assimilare al più celebre Brown, ma il mio romanzo non ha nulla a che fare con il suo. Tratto del vero Vangelo di Maria Maddalena contenuto in 23 papiri che si dice siano andati perduti ovvero custoditi nell’archivio del Monastero di Santa Caterina nel Sinai. Luogo che ho visitato innumerevoli volte parlando con i Monaci Greco Ortodossi della Maddalena, di Mosè, del Roveto Ardente millenario, tuttora rigoglioso e verde, della fonte in cui Mosè si immerse e ne bevve il contenuto permettendogli di vivere fino a 120 anni.

    LA BIBBIA OSCURA tratta, invece, dell’Anticristo. Argomento teologico e storico che non ha prove certe, ma solo fantasie. Ho letto le profezie di Nostradamus sull’argomento, ho letto libri e seguito ogni possibile documentario sul Nazismo, su Hitler, Himmler, le SS perché è appurato che l’ultimo vero Anticristo è stato proprio Hitler. Il dittatore, non a caso, si occupava di occulto, di scritture Sacre. Cercava la Lancia di Longino, che ha trovato veramente, come ha cercato per un decennio il Santo Graal e l’Arca dell’Alleanza perché, tali sacri oggetti, gli avrebbero permesso di dominare il mondo. Noi scherziamo o siamo lontani mentalmente da questi fatti, ma Hitler era il Capo di un Governo potentissimo e ha investito risorse illimitate per inseguire l’Arca dell’Alleanza, il Graal, la Lancia di Longino e molte altre reliquie più o meno conosciute ma che, per lui e i suoi accoliti (e non solo loro), esistevano davvero. Sarà stato anche pazzo, ma Hitler era davvero l’Anticristo in terra, su di lui Nostradamus non si è sbagliato. Ho tuttora qualche perplessità sugli altri Anticristo citati da Nostradamus, cioè su Leonardo Da Vinci e Napoleone Bonaparte, ma solo perché non vi sono riscontri logici, mentre su Hitler ve ne sono molti.

    5)      Quali sono secondo te gli ingredienti per un bel thriller?

    Adrenalina: tanta. Credibilità: della storia, degli ambienti e dei personaggi. Curare i dialoghi: far  “amare o odiare” i vari personaggi che devono risultare reali. Colpi di scena: il lettore deve restare con il fiato sospeso e senza pause. Intrigo: il lettore deve realizzare, riflettere, condividere o risultare avverso alle varie ipotesi, comunque sia, deve partecipare alla lettura con il pieno coinvolgimento. Scorrevole: la lettura deve essere sempre lineare, mai troppo forbita e nemmeno troppo banale o superficiale.

    Un bel thriller piace ai ragazzi, agli uomini più o meno giovani e agli anziani, ma piace di più alle donne se tratta argomenti intelligenti e colti. Il Thriller non è solo “ammazza e spara”, quello è più da romanzi d’avventura e d’azione, quest’ultimi da non confondere con il thriller e il giallo.

    6)      Che ne pensi, anche da editore, del futuro del libro cartaceo, in rapporto al libro elettronico? L’e-book potrebbe essere un modo per attirare i giovani alla lettura?

    Credo di essere l’unico editore in Italia che pubblica ogni opera editata nella duplice veste: cartacea e digitale, anche fosse un libro di poesia o di manualistica. Tale orientamento mi sta dando ragione, anche le poesie vendono, anzi, vendono molto più in digitale che in cartaceo. So per certo che la carta ha il suo fascino, ma la tecnologia avanza e in Italia siamo molto indietro su questo versante.

    Negli USA tu entri in una libreria Amazon o Barnes And Noble e puoi visionare, noleggiare o scaricare un eBook via wireless. Il 60% dell’ultimo libro di Dan Brown è stato venduto in digitale. Penso che in Italia sarà difficile raggiungere questi obiettivi, ma io continuerò su questa strada e so che mi darà ragione. Amazon Italia ha iniziato le vendite di eBook a ottobre 2011 e il mercato del dei libri in digitale ha raddoppiato in un trimestre rispetto allo stesso periodo dell’anno prima. È un ottimo risultato che un editore non può disattendere. L’eBook è per tutti, io ho iniziato da poco a leggere i libri in digitale e ha i suoi vantaggi innegabili.

    Il cartaceo, però, ha il suo bel perché.

    7)      Un consiglio a uno scrittore debuttante.

    Se scrivi un libro, continua a scrivere ancora. Se hai scritto un solo libro sarai sempre un esordiente ma, se vorrai essere scrittore, dovrai esserlo per sempre oppure sarai solo colui che ha scritto un libro. Una bella cosa, non vi è dubbio, ma sarà sempre considerato un “caso” o una “casualità” del momento. Come tutte le cose della vita, anche continuare a scrivere aiuta a migliorare la tecnica, quindi, ci vuole allenamento anche in letteratura. Per ultimo, consiglio vivamente di scrivere se si ha veramente l’ispirazione per raccontare una grande storia. Ne leggo troppi di manoscritti, di aspiranti scrittori o che asseriscono di essere tali, che non hanno nulla a che fare con la letteratura o con una pubblicazione professionale.

    Chi ha l’hobby della scrittura non può pretendere che il suo lavoro sia pubblicabile solo per questo, la scrittura è una cosa seria, soprattutto quando costa a qualcuno distribuire un prodotto che deve risultare commerciabile. Per scrivere serve passione e dedizione, cultura e intelligenza, essere grandi lettori e saper costruire storie credibili. Infine, se non hai fantasia è meglio lasciar perdere.

    Al debuttante consiglio di leggersi con la mentalità del lettore e non da scrittore, se leggendosi si blocca, allora significa che c’è qualcosa che non va, si deve rileggere più volte e analizzare perché si è bloccato proprio in quel punto. Non si deve scrivere solo per se stessi ma, se si pretende di essere letti da un vasto pubblico, allora si dovrà pensare agli altri e non al solo e proprio egocentrismo.

    8)      Progetti per il futuro?

    Come editore tanti, ma qui ti dico solo quelli da scrittore. Sono alle prese con il terzo capitolo della saga di Santini: L’ARCA DELL’ALLEANZA. L’argomento appare scontato, anche in questo caso ho assorbito ogni possibile conoscenza, purtroppo assai scarna, che riguarda l’argomento. E, caso strano, tutto mi riporta a Hitler, ai Templari, alle Crociate e a quanto di più misterioso vi sia al mondo. Questo terzo episodio mi sta impegnando molto, come ho detto non vi è molta documentazione sull’Arca e pochissimi dati storici, per lo più mere fantasie o leggende, per questo sto faticando non poco a mantenere la corretta coerenza e logicità che mi ha contraddistinto nei primi due romanzi. Ma ce la farò, questo sarà un libro colto, ideologicamente importante e massiccio, non manca certo né l’adrenalina, assai corposa né, tanto meno, i colpi di scena.

    Nel tempo (poco) libero tenterò di rieditare IL FUOCO DENTRO, è già scritto, andrà solo riadattato un po’ (tanto) sulla base dell’esperienza maturata negli anni.

    Invece merita di essere menzionata un’esperienza per me tutta nuova, che annunceremo a giorni con maggior precisione. Un romanzo scritto a quattro mani con un autore CIESSE a me particolarmente caro e con il quale il diverso ruolo professionale editore/autore è andato oltre, parificandosi per l’occasione. Posso solo anticipare che, in questo caso, non avremo difficoltà a trovare l’editore giusto.

    Infine ho due lavori che prendo “in mano” ogni tanto: ORDINE ANNULLATO, un thriller completamente adrenalinico, in questo caso sarà assolutamente un “ammazza e spara” pieno d’azione e colpi di scena, poi c’è BASTARDI SI DIVENTA, un saggio tragicomico per diventare abili bastardi; per scelta voluta e ricercata sarà anche il libro meno interessante che io possa mai scrivere in vita mia. Magari diverrà, proprio per questo motivo, un bestseller a livello mondiale.

    Non dico di più, ma qualcos’altro di molto interessante sembra si stia muovendo attorno al personaggio di Tommaso Santini. Per scaramanzia me lo tengo per me, almeno per ora.

    Grazie Antonio.

    Grazie Carlo, a nome mio e dei lettori.

    [author] [author_image timthumb=’on’]http://blog-ciessedizioni.info/wp-content/uploads/2012/02/Antonio-Paganelli.jpg[/author_image] [author_info]Antonio Paganelli nasce in Romagna nel 1947.

    All’età di 17 anni parte per la Svizzera a fare il tornitore. A 19 emigra in Canada, dove vive otto anni lavorando di giorno e studiando la sera. Ritornato in Italia si laurea in Lingue, a Venezia, con 110 e lode. Insegna francese alle Medie, alle Superiori e si occupa di didattica per insegnanti.

    Quando va in pensione si dedica all’hobby del restauro pittorico. Fa subito una scoperta di un certo interesse: sotto una crosta del Novecento trova un dipinto di un noto pittore francese del XIX secolo. Frequentando il mondo degli antiquari scova, inoltre, un documento cartaceo dell’Ottocento che lo incuriosisce. Si tratta degli atti del processo a un prete, per un fatto di cronaca, da cui prenderà lo spunto per scrivere Cicatrici nascoste.[/author_info] [/author]

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