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“Intervista d’autore” Ilenia Basile intervista Paola Beatrice Rossini

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    Ilenia Basile

    Oggi ho il piacere di intervistare Paola B.Rossini autrice del libro ““Occhi gialli-neri” edito da Ciesse Edizioni.

    Ho conosciuto l’autrice in occasione della Fiera del Libro di Messina alla quale abbiamo partecipato e, tra un mojto e una cena, abbiamo avuto modo di trascorrere due piacevoli serate, insieme al resto della famiglia Ciesse. Ovviamente non ho avuto modo di farle troppe domande, speravo di poterla averla con me nella mia città ma la lontananza non ce lo ha permesso, Sicilia e Toscana sono lontane… tanto.

    Ho colto la palla al balzo adesso che abbiamo il nostro blog dove ognuno di noi prova a far conoscere l’altro e perché no, soprattutto soddisfare le nostre curiosità. Sono contenta che comunque sia passato del tempo perché ho così avuto modo di leggere questo incantato libro “Occhi gialli-neri” e approfondire le domande. Lo definisco incantato perché davvero, non mi succedeva da un po’, ho iniziato e finito il libro in men che non si dica e quando dovevo chiuderlo mi dispiaceva un po’.

    Grazie a Paola per la sua disponibilità e buona lettura.

    Paola ho letto con attenzione e trasporto il libro “Occhi gialli-neri” cosa ti ha portato a scrivere una storia con questi contenuti?
    L’idea è nata da un’immagine: Brandon Lee nel film “Il Corvo”. Due anni fa scrivevo poesie sul sito: “Poesieeracconti.it”, mi venne l’idea di scriverne una su una forte attrazione fra gli opposti: bianco e nero, notte e giorno, bene e male. Per due mesi sono stata perseguitata dai due protagonisti, volevano uscire sembrava non bastasse la poesia. Buttai giù il primo capitolo e lo misi nello stesso sito: ho subito ricevuto molti commenti positivi e persone che mi chiedevano:”Cosa succede dopo?” Me lo domandavo anch’io. Via via che la storia procedeva dovevo cercare di dare un senso alle azioni e ai comportamenti dei protagonisti. Non è stato meditato precedentemente, si è svolto tutto in itinere.
    Ho notato con piacere che ci sono cenni ad avvenimenti di cronaca che sono avvenuti nel corso degli ultimi anni, il tuo è un romanzo che hai iniziato a scrivere e finito o ha visto momenti di pausa e poi è stato ripreso?

    Nei giorni in cui scrivevo era scoppiata la piattaforma nel Golfo del Messico. Un vero dramma. Mi aveva colpito e in qualche modo ha avuto molta influenza nella storia. Il romanzo L’ho scritto di getto da aprile a tutto settembre, andando avanti con le domande che mi ponevo e non ho avuto pace finché non si è concluso.

    I protagonisti prendono spunto da persone reali o sono frutto della fantasia?

    Sono tutti frutto della mia fantasia. Dafne era un’immagine che vidi da piccola in un negozio in centro a Firenze: una ragazza in sottoveste in un balcone di pietra. E’ strano come a volte ritornano i ricordi.

    Una storia d’amore vissuta in due “mondi paralleli” che diventano realtà…sogno pregresso o cosa?

    Sono una sognatrice, mi piace mescolare: attingere a basi storiche e modificare, creando cose nuove che possano incuriosire.

    Sei mamma, moglie, insegnante cosa ti spinge a scrivere? Quanto tutto questo influisce sui tuoi racconti, romanzi? Il tempo per scrivere quando lo trovi e cosa deve esserci per poterti ritagliare i tempi e i modi per scrivere? Se devo fare la baby sitter per vederne completo un altro, dillo pure!

    Scrivo per il bisogno di evadere e inventare: poesie, filastrocche, storie, se sto ferma troppo a lungo divento irritabile. Scrivo appena la famiglia e la scuola me lo permettono, di solito dalle 17 alle 20 se non mi trastullo al computer, il sabato pomeriggio a volte la domenica. L’estate è il periodo migliore: vado in campagna dove non c’è NIENTE e lì leggo e scrivo, senza distrazioni. Accetto volentieri la tua proposta, ho da concludere un altro fantasy che va a rilento; sono sempre in movimento con i figli stare al computer è diventato un lusso!

    La ricerca dei cenni storici, lo studio dei luoghi, delle parole come avviene? Prima pensi e poi scrivi o scrivi e poi sistemi? Carta o mezzi tecnologici?

    Le poesie devo scriverle su carta col lapis, in modo da correggerle subito. I racconti e i romanzi direttamente al pc, più comodo e veloce.
    Le ricerche le faccio al momento quando lo richiede la storia, internet è diventato uno strumento indispensabile. Scrivo di getto, la volta dopo prima di ricominciare correggo la parte precedente e cerco di migliorarla stilisticamente.

    Se dovessi descrivere il tuo romanzo con tre parole quali useresti?

    Come il protagonista: affascinante, misterioso, surreale.

    E tu come ti descrivi?

    Una che continua a sognare a occhi aperti.

    I cavalli, la natura incantata, il fiume, voglia di evasione dal solito tram tram?

    Brava, hai compreso! Nella mia vita ci sono queste priorità: famiglia, lavoro, un po’ di sport. La fantasia è il mio mondo privato, dove ricarico le batterie per ricominciare un nuovo giorno. Una mia poesia finisce così: “Fantasia, fantastica droga attenti!”

    La vena poetica come nasce quando arriva?

    La vena poetica viene improvvisa. Può scaturire da un’immagine o da una sensazione o da parole che ti colpiscono. Anche lì c’è un bisogno di esprimersi: la parola scritta ti costringe a visualizzare e a indagare nel tuo profondo. Scrivevo poesie a quindici anni, ho ripreso dopo anni a inventare filastrocche didattiche: sono allegre, armoniche, hanno molta presa sui bambini che trovano difficoltà nel apprendimento regolare.

    Quando hai capito che ce l’avevi fatta?

    L’ho capito al momento dell’arrivo del contratto con la Ciesse Edizione. L’ho guardato, l’ho osservato, l’ho scrutato… Poi l’ho fatto vedere a mio marito mentre facevo i salti di gioia! Sarò sempre riconoscente a Irina Turcano, la prima che ha amato la storia e ci ha creduto. Sempre grata anche a Carlo e Sonia: realizzatori di sogni!

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