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Intervista a Francesca Panzacchi e a Carlo Santi

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    Francesca Panzacchi

    Quattro semplici domande a Francesca Panzacchi e a Carlo Santi, autori di “DELITTI A CASTELLO”.

    1. A chi è venuta l’idea di scrivere DELITTI A CASTELLO? 

    F.  L’idea è partita da me, qualche mese fa. E a Carlo, che ama le sfide, è piaciuta subito.

    C. L’idea è stata di Francesca, debbo dire sinceramente che la sfida risultava, fin da subito, assai intrigante. Abbiamo pianificato la storia che abbraccia generi a noi molto consoni: a me il tratto stilistico del giallo/thriller e a Francesca la parte romantica, pur essendo lei stessa un’ottima autrice noir. Il mix risulta molto interessante e siamo veramente motivati a sviluppare una storia piacevole per entrambi i nostri lettori abituali.

    2. Avete metodi di scrittura molto diversi, riuscite a coniugarli o state affrontando delle difficoltà?

    F. È vero, i nostri stili sono molto diversi, tuttavia si integrano alla perfezione, facendo della diversità un punto di forza.

    C. Conoscendo molto bene i diversi stili di scrittura, per aver letto e apprezzato entrambi i nostri libri, sappiamo coniugare alla perfezione il metodo da applicare. Ognuno di noi due sa perfettamente che scrivere a quattro mani significa anche modificare un po’ il proprio stile individuale, da qui parte la vera sfida: riuscire a non far comprendere al lettore chi dei due sta scrivendo cosa, in modo da garantire la completa armonia dell’intera opera.

    Carlo Santi

    3.  Francesca perché stai scrivendo un libro con Carlo. E tu Carlo perché proprio con Francesca?

    F. Perché è un’opportunità straordinaria, non capita tutti i giorni di poter scrivere a quattro mani col proprio scrittore preferito.

    C. La stima professionale è predominante e con Francesca c’è la giusta complicità e rispetto. Soprattutto amiamo entrambi il genere di libro che stiamo scrivendo, questo ci permette di divertirci, oltre che concentrarci su una storia che deve risultare affabile quanto credibile.

    4. Cosa significa per voi questa opera?

    F. Abbiamo ideato una trama diabolica, ricca di colpi di scena, cercando di creare qualcosa di bello per i nostri lettori.

    C. È un modo nuovo di affrontare la scrittura, credo valga per entrambi. È anche una sperimentazione che, non lo nego, inizia a piacermi perché permette di confrontarci con un’altra mentalità. Analizzare assieme punti di forza o di debolezza del testo cambiando impostazioni, se ritenuto necessario, ci matura come scrittori. Praticamente siamo gli autori/editor di noi stessi, almeno in questa fase, e siamo iper critici, non ci perdoniamo nulla. L’opera, una volta conclusa, siamo certi potrà essere di gradimento ai nostri rispettivi lettori in quanto avranno modo di conoscerci e apprezzarci ulteriormente per questa nuova, seppur inusuale, veste.

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