Home Articoli e Novità Forse non tutti gli aspiranti scrittori sanno che… I puntini di sospensione

Forse non tutti gli aspiranti scrittori sanno che… I puntini di sospensione

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    Cominciamo con il dire che i punti di sospensione sono 3, non uno di più, né uno di meno.

    Si possono inserire all’inizio, alla fine o all’interno di un periodo.

    La cosa che mi lascia sconcertata in alcuni testi da valutare è l’abbondanza.

    Prima di tutto rallentano la lettura, inoltre vanno usati quando servono, non ogni due parole.

    Si tratta di un segno di punteggiatura indicante una PAUSA, corrispondente a una virgola e lo si usa per svariati motivi:

    • Quando il discorso rimane in sospeso; in un dialogo che esita, lasciando la frase inconclusa. I punti di sospensione nei dialoghi non vogliono lo spazio che li preceda, né che li segua nel caso si chiuda la frase con il punto esclamativo o con le virgolette: “Si tolse la giacca e poi…”. Se invece sono all’interno del dialogo, fra una parola e l’altra, allora sono seguiti da uno spazio.
    • Quando sostituiscono parte del testo, per esempio in una famosa lista della spesa. In questo caso lo spazio va messo prima e dopo.
    • Sono comodi anche per evitare di scrivere in toto una imprecazione o una parolaccia: “vaff…”
    • Fra le parentesi quadre segnalano una citazione, fra le virgolette in solitario indicano stupore.
    • Vengono usati anche in formule matematiche, ma questa è tutta un’altra storia.

    Come per ogni cosa credo sia necessario mediare. Non dico di eliminarli del tutto, ci mancherebbe, ma state attenti a non metterli ovunque.

    Sono carini, sono simpatici, ma dosate bene!

    Come sempre consiglio di usare cerca/trova, chiedendo di evidenziarli nel testo, in modo da scoprire se avete esagerato.

    Spero di esservi stata di aiuto.

    Alexia Bianchini

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