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Chi è Laura Platamone?

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    Se lo domandano in molti, visto i recenti trascorsi di costei.

    Laura Platamone, dalle informazioni rilasciate dalla stessa, è una editor, anzi si considera una consulente editoriale, visto che dice di occuparsi di valutazione e impaginazione. Dottoressa bilaureata e bimasterizzata la quale si presenta alla CIESSE Edizioni chiedendo di collaborare con essa.

    Va precisato che dicesi collaborazione qualsiasi forma di lavoro, anche fosse autonomo, a cottimo, etc. in quanto presuppone che detto rapporto sia di dipendenza verso terzi.

    Quindi cercava lavoro la dottoressa Platamone, inutile che meni il cosiddetto can per l’aia. E lo chiede a me quale Direttore Editoriale e Titolare della CIESSE Edizioni prima lodando a tutto spiano (classico esempio di melensa strategia per farsi assumere) dichiarando che “apprezza il modo in cui gestiamo la comunicazione e la promozione dei nostri testi in maniera molto dinamica e incisiva“. Poi, quasi sentendosi pentita di aver esternato così troppa grazia, spara raffiche di materia escrementizia proponendosi come la salvatrice della Patria precisando che “il “confezionamento” dei testi non è all’altezza delle aspettative. Gli impaginati non hanno un’impostazione professionale, sono privi di equilibrio, gli spazi sono gestiti in maniera approssimativa e con poca eleganza…“.

    Quindi parla di impaginazione, non di editing. Ah, ma allora mi sballa tutto, lei non dice che i nostri testi fanno schifo, ma solo l’impaginazione. A parte che non trovo il problema impaginazione nelle nostre pubblicazioni, ma forse sono io scarso, comunque sia l’impaginazione è da tipografi, da addetti al centro stampa e non certo da editor. Ma forse sbaglio ancora, anzi, quasi sicuramente sarà così.

    Il resto, però, mi sfugge.

    Ma com’è possibile che la dottoressa Platamone, plurilaureata e plurimasterizzata con una (delle tante) laurea in Tecnica Pubblicitaria e in Comunicazione, non sappia nemmeno scrivere un curriculum vitae decente?

    Cosa scatta nella mente arzigogolata di costei quando si candida a dipendente di soggetto terzo (in questo caso io, non la CIESSE Edizioni, visto che ne sono il Titolare), proponendosi con l’obiettivo di venire pagata dalla CIESSE Edizioni ponendo in essere critiche così accese e determinate?

    Ma è talmente limpido quanto l’acqua: lei è la migliore e lo fa notare chiaramente!

    Ma migliore di chi?

    Chiaro anche questo passaggio: ma del suo auspicato Datore di Lavoro, no!

    Ma dai, suvvia, dottoressa, il QI non ti è di sostegno proprio per niente in questo caso.

    Infatti, sbaglia comunicazione, chissà se per ostentata sicurezza e arroganza o solo perché il QI l’ha abbandonata nel momento topico. E’ come se uno andasse dal ristoratore e gli dicesse: “Bel ristorante, bella struttura, ma il cibo fa schifo, è insipido, non sa di nulla e voi non sapete cucinare. Per cui vengo io qui a fare il cuoco!” Immagino che il ristoratore sarà immediatamente entusiasta di assumere un così accorto e delizioso candidato.

    Quindi, a QI siamo scarsi, a comunicazione ancora meno e a pubblicità non se ne parla proprio.

    Ma fosse solo questo, la dottoressa Platamone, allora si potrebbe anche pensare a un inciampo casuale, un incidente di percorso, un calcolo fatto male. E, invece, non è così.

    Pubblica nel suo blog un qualcosa di veramente gustoso: le email personali e private che ci siamo scambiati. Tra l’altro ne mancano alcune delle sue, ma non importa, lei doveva solo dimostrare che io sono un tipo poco professionale,  maleducato e, ciliegina sulla torta, un editoruncolo paragonandomi pari a un foruncolo.

    Altro QI che se ne va per la dottoressa plurilaureata e plurimasterizzata.

    INAFFIDABILE è la parola corretta

    Una squallida strategia, in palese violazione della privacy, un reato penalmente perseguibile, ma non è questo il punto.

    Non si usa, cara dottoressa Platamone plurilaureata e plurimasterizzata, sbandierare mail personali e private, nemmeno con il peggior nemico. Non è corretto, stilisticamente è alquanto di bassa lega e profilo intellettuale.

    Ci si confronta sulle parole, ci si scontra, si usa la dialettica, anche forte e che sia utile per portare a proprio vantaggio la situazione: Si esagera, si va fuori dai binari della decenza, si fa questo e quello, ma non si deve MAI, ripeto MAI, violare la più elementare regola della privacy. Ne va della correttezza di stile. Ed è comunque stile anche litigare animatamente e mandarsi a quel paese (o altrove, dipende), fa sempre parte della dialettica, magari un tantino colorita, ma sempre dialettica è.

    Invece, avvalersi di mezzi “scorretti” non serve a nulla se non a squalificarti come persona, prima ancora di come professionista, sempre se lo sei (ho dubbi in proposito molto forti, ma anche questo è un mio personale parere) e se si ritiene di avere la capacità intellettuale di far apparire giuste le proprie opinioni e convinzioni con il semplice, ma devastante (per chi la sa usare), mezzo della parola o dello scritto.

    Poi, ha ragione il mondo quando dice che io potrei essere maleducato e anche editoruncolo mi va più che bene, ma mai scorretto utilizzando i “colpi bassi“. Ne ho di mail di gente come te, dottoressa, che potrebbero farmi apparire come un Santo in Paradiso, ma non posso usarle, non voglio usarle, non è corretto usarle, men che meno per attaccare qualcuno. Me la cavo lo stesso senza usare mezzi inappropriati e scorretti, dialogando a muso duro.

    Io non sono MAI sceso così in basso, anzi, non lo ha nemmeno MAI fatto il mio peggior nemico, che non rispetto ma che, però, sovente comprendo il suo punto di vista giustificandolo.

    Quindi, il QI della Platamone si ferma a questo? No, certo che no!

    La dottoressa pubblica mail personali con l’intento che queste vengano commentate dal pubblico, lei lo chiama diritto di cronaca (altro QI perso così ingloriosamente. Che razza di cronaca potrebbe mai essere una discussione simile?).

    E nei commenti si notano due fazioni, come per ogni cosa in Italia, che da ragioni e torti, che giustifica e che condanna. Insomma, proprio un bel servizio alla collettività che, fin prima, sentiva la totale mancanza di così tanta esternazione culturale.

    Io volevo proprio mandarla a quel paese la Platamone, ma tanto a quel paese, senza indugio o dubbi di sorta.

    Tutto qui!

    Lei, invece, quale lesa maestà, ne fa un caso di… oh mio Dio, quasi non oso addirittura riscriverlo… ne fa un caso di… CRONACA.

    Basito è dir poco. A quel punto, fra articolo e commenti, di me si dice di tutto e di più: maleducato, editoruncolo, arrogante, mancanza di professionalità, bastardo, addirittura FECCIA (quindi sarei un foruncolo e una merda) e via cantando.

    Ma da dove parte la storia, la vera storia, il VERO diritto di CRONACA?

    Da un complimento del tipo: “Apprezzo il modo in cui gestite la comunicazione e la promozione dei vostri testi in maniera molto dinamica e incisiva“.

    Io sarò anche tordo, forse nemmeno tanto intelligente, ma a me pare un complimento e un riconoscimento nemmeno tanto velato, anzi, INEQUIVOCABILE.

    Da editore APPREZZATO passo a EDITORUNCOLO in men che non si dica.

    Forse mi ha conosciuto solo ora? No, lei mi conosce da tempo, infatti chiede di lavorare per me in quanto “disponibile per consulenze, editing e valutazioni” perché apprezza… o perché è masochista e vuole lavorare per un PERDENTE?

    Allora il motivo sta nel RIFIUTO, nel modo in cui le ho detto quanta arroganza albergava nelle sue parole? E’ il NO, grazie! che disturba, quindi!

    Il motivo di tutto questo NO sta alla base del rispetto nel mio lavoro e in quello dei miei attuali collaboratori: sei editor che sono anche il mio Comitato di Redazione. Rapporti importanti, bellissimi, di fiducia assoluta, con loro analizziamo come si può fare di più sapendo che abbiamo i nostri limiti umani come anche di risorse economiche.

    Magari tutti noi potremmo non essere eccezionali, forse siamo scarsi, può essere tutto e niente. La stessa Platamone può essere la migliore del mondo, ben per lei. Ma da tutti è riconosciuto, stessa Platamone conferma, che la CIESSE Edizioni è la casa editrice più dinamica del panorama editoriale italiano, quella che ha ottenuto, proporzionalmente, i maggiori risultati, una realtà che sta crescendo come pochi altri. Merito di Autori d’assalto, bravi e talentuosi che credono nel loro lavoro e nella CIESSE stessa: una squadra, come dimostra la promozione AMAZON.

    Ma questo potrebbe anche non interessarmi. Comunque sia gli Autori e i sei della Redazione CIESSE Edizioni sono i miei collaboratori, con loro soffriamo e gioiamo insieme, lavoriamo sodo e ci sforziamo al massimo delle nostre capacità.

    Loro, solo loro e non io, quindi, meritano rispetto!

    Assumere una come la dottoressa Platamone, così come si è presentata, sarebbe stata una mancanza di rispetto ai miei sei impareggiabili editor, persone straordinarie a cui va il mio affetto, oltre che la mia stima, la mia gratitudine e amicizia.

    A questo punto ve lo dico io chi è la dottoressa Platamone, editor plurilaureata e plurimasterizzata.

    Una persona in contraddizione con se stessa, che non tollera il RIFIUTO e nemmeno essere messa in discussione.

    Perché il QI non si guadagna con le lauree e nemmeno con i master.

    Carlo Santi

    Direttore Editoriale

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