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L’elastico viola – Recensione dello scrittore Dario Camilotto

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    PRESTATEMI QUALCHE MINUTO del vostro tempo, Amici lettori.

    Perchè dovete sapere che il dolore, anche quello più straziante, non è in grado di cancellare la memoria del passato, e dunque non può essere dimenticato. Deve essere inciso con una penna rabbiosa per duecentocinquantuno pagine, ciascuna secca come una scudisciata, e raccontare a denti stretti una vicenda che del romanzo ha soltanto l’alibi, trattandosi di una storia vera.

    Il libro in questione si intitola L’ELASTICO VIOLA.

    Cover_L'elastico_violaIn copertina si vede l’immagine di una donna chiusa in una posa che le nasconde il volto, le braccia tese a proteggersi, come se bastasse quel gesto struggente per significare l’inferno dentro il quale è vissuta a cominciare dalla sua tenera infanzia.

    Si parte da un collegio di suore alle quali vengono affidate due sorelline, o per meglio dire abbandonate al loro destino da una donna bella ed altera che di mamma ha solo il ruolo anagrafico. Un luogo nel quale perfidia, cinismo e crudeltà servono a giustificare la disciplina, l’ubbidienza, il timor di Dio. Cosa può aver commesso una bimba che viene costretta a camminare sulle ginocchia scorticate e a percorrere così l’intero perimetro del cortile sotto lo sguardo compiaciuto di una suora? E in risposta a quale perverso dovere “tutte le bestioline cocciute” devono lavarsi indossando una tunica per non mostrare le proprie vergogne al Signore? E cosa accade invece, a dispetto della tanto invocata purezza, quando dietro a un paravento di sottile tessuto la sorvegliante della camerata viene raggiunta nottetempo dalla madre superiora che si corica nel suo giaciglio ignara degli occhi attoniti e curiosi di una bambina che non riesce a prendere sonno?

    L’ambiente che le circonda funziona come uno spartiacque per le due piccole protagoniste, e ne modella i ruoli e il temperamento, sicchè la maggiore, che ha uno spirito imbelle e non cede ai soprusi, si preoccupa della sorte della sua sorellina, assai più mite e sperduta; se ne sente responsabile e ordisce ogni cosa per proteggerla e tutelarla dal male.

    Drammatico l’episodio del padre delle bambine che un giorno si fa vivo in collegio con la maggiore e che, complici le libere uscite poi reiterate nel tempo, nello squallore della sua stanza da letto la costringe a consumare le sue insane passioni.

    “Tesoro, vedi quanto bene ti vuole il tuo papà? Ma questo dovrà essere il nostro segreto.”

    Poi si arriva a una svolta.

    La madre si presenta in collegio e prende in consegna tutte e due le bambine. Le trae in salvo dall’inferno nel quale hanno vissuto fino ad allora. Per precipitarle in un limbo di indifferenza, sopportazione, solitudine, nello scenario di una casa borghese nella quale la donna, dedita all’alcool, ha finalmente trovato ricovero insieme al suo nuovo e ricco compagno, un uomo banale e anaffettivo che tollera e contempla le due bambine come avrebbe potuto ospitare due piante d’appartamento.

    E’ la vita ad allontanarle l’una dall’altra, a sciogliere quel sortilegio di solidarietà e complicità che le aveva tenute legate in virtù di un elastico viola. Le bambine crescono, si fanno ragazze, intente ciascuna ad assecondare le proprie attitudini e a cucirsi addosso un’identità, in un mondo popolato di squallidi personaggi, odiosi perditempo, ragazzi che spengono la loro esistenza nell’ago di una siringa.

    Ed è la stessa vita che, pagina dopo pagina, riserverà alla minore delle due un tragico destino.

    Sale la febbre della lettura. Arriviamo alla battuta finale.

    Sulla quarta di copertina c’è scritto che il libro ha un drammatico epilogo. Non è così. In realtà l’intera vicenda si chiude con un gesto sublime che riscatta ogni cosa.

    Così forte, intenso e inaspettato da mettere a dura prova l’emotività del lettore.

    Una storia maledetta che si traduce in un meraviglioso atto d’amore. L’ultimo.

    Patricia Daniels, L’ELASTICO VIOLA, Ciesse Edizioni, Euro 16,00.

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    Dario Camilotto, nato a Torino nel 1960, ha lavorato come art-director in un’agenzia pubblicitaria di Monza e come responsabile comunicazione in un gruppo industriale di Novara. Affianca l’attività di consulente d’immagine a quella di scrittore.

    Ha pubblicato con UGO MURSIA EDITORE “Il manipolatore di sogni” (2005), il noir che l’ha fatto conoscere al pubblico italiano e il suo ultimo romanzo “L’uomo di Innichen”.

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