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>Le recensioni di Bruno – "Sospiri" di Francesca Panzacchi

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    By Bruno Elpis
    Quando le parole si fanno musica, allora dalle parole scaturisce la poesia. Il suono che esce dall’animo umano può avere tonalità diverse: può essere romantico, triste, struggente, ritmato, disperato. 
    Sospiri
    La poetica di Francesca Panzacchi è proprio questo: pensieri, stati d’animo, intuizioni che stillano versi. Condivido questo concetto di poesia: armonia di suoni, belle immagini, intelletto che trova una giusta forma di espressione nella lirica dei versi. 
    Qualunque sia l’occasione per poetare: un ricordo (“Frammenti”, “Come la mia anima”, la bellissima “Parole e silenzi”, forse la mia preferita), un incontro (la premiata “Questo diceva il mio amore”, “Mura di vetro”, “Insieme”), un sentimento (“Ali nere”, “I tuoi occhi giurano amore”, “Bianca”, “Rosso è il mio amore”), la natura (“Inno alla notte”, “Gatta”, “Ho ascoltato la notte”, “Ode alla luna”), uno spunto della mente (“Versi immobili”, “Per divenire pensiero”, “Il pensiero di te”, “Io sono”, “Ti penso”, “Veleggiar di pensieri”), uno slancio (“Il mio stesso sentire”, altro gioiello della raccolta, o la universale “La pace è una bambina” o la toccante “Fra le pieghe dell’esistenza”), un ideogramma (Haiku). Ammesso che questa classificazione abbia un senso, perché spesso una poesia è al contempo: ricordo, incontro, sentimento, natura, spunto mentale, slancio e simbolo.
    Francesca scatta le sue fotografie anche attraverso le parole e ci mostra, di sé, “The other side of the moon”. Ossia la faccia che rimane nascosta alla vista umana, ma che può essere percepita con la sensibilità di chi ama la poesia. Magari da leggere ascoltando in sottofondo le note di “Shine on you crazy diamond” dei Pink Floyd.

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