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    OCCHI GIALLI-NERI

    di Paola Beatrice Rossini

    Cover Occhi gialli-neri

    Occhi gialli-neri è un romanzo fantasy appartenente al sottogenere paranormal romance, ovvero racconta una storia dove l’elemento principale è una relazione amorosa tra un’umana e un essere sovrannaturale.

    In Occhi gialli-neri l’umana si chiama Dafne, è una normale ragazza tra i venti e i trenta che vive a Londra, lavora in una libreria e frequenta stabilmente un ragazzo. Almeno fino a quando, una sera, non trova suddetto ragazzo in un pub, in atteggiamenti compromettenti con un’altra. Dafne a quel punto abbandona locale e amiche e si catapulta come una furia nella notte di Londra; attraversa un parco buio, viene aggredita da alcuni uomini ubriachi e salvata da un mostro dagli occhi gialli.

    E questo è l’antefatto, il punto in cui prende il via la vicenda vera e propria.

    Si scopre sin da subito che il mostro dagli occhi gialli altri non è che un demone millenario, Laghor, il cui compito è fomentare distruzione e morte ovunque possa allungare le mani; e il suo campo d’azione non è affatto ristretto.

    Si scopre sin da subito che è stato proprio Laghor a istigare la violenza degli uomini ubriachi su Dafne e che, per motivi a lui sconosciuti, non è riuscito a sopportare che proprio a lei venga fatto del male; quindi la salva e, quando lei giunge a casa, la “violenta” egli stesso – tra virgolette, perché lei è perlopiù consenziente.

    I due si troveranno legati l’uno all’altra da una forza potente e sconosciuta e, mentre affronteranno conflitti interiori e ostacoli posti da altri sul loro cammino, dovranno decidere se combattere contro il loro legame o cedervi; sempre che la scelta sia davvero possibile.

    Due sono i personaggi principali, Dafne e Laghor, e attorno a loro ruota l’intera vicenda, seguita da punto di vista prima dell’una e poi dell’altro.

    Dafne è la classica protagonista da paranormal romance: soprattutto all’inizio, si “vende” come ragazza forte e determinata, ma non appena arriva il momento di agire si rivela impotente e in balìa dei desideri e dei capricci del protagonista maschile, che la tratta a suo piacimento. Solo dopo un po’ si ha un cambiamento, che avviene in modo graduale: Dafne inizia a prendere potere decisionale che, però, non è sufficiente per tirarla fuori dal suo stato di passività nella storia.

    Dall’altro lato troviamo Laghor, demone millenario con un forte trauma alle spalle e secoli di torture, disastri e morte provocati con le sue stesse mani. Sin dall’inizio lo vediamo all’opera con il tentativo di violenza e stupro ai danni di Dafne, ma non solo; l’autrice, infatti, inserisce in modo intelligente alcuni fatti di recente cronaca – il disastro petrolifero avvenuto nel Golfo del Messico – che, mescolati alla finzione narrativa, assolvono il compito di integrazione realtà-immaginazione atta a rendere gli avvenimenti ancora più affascinanti. E se fosse successo davvero?, viene quasi da chiedersi.

    Sebbene il protagonista maschile bello e dannato sia un cliché, Laghor non risulta fastidioso, anzi, è un personaggio riuscito: pagina dopo pagina, il suo conflitto interiore si fa concreto e tangibile, segno di un buon lavoro di caratterizzazione.

    Tipico del genere paranormal romance è focalizzarsi sui due protagonisti, relegando i personaggi secondari a comparse di contorno. In Occhi gialli-neri questo avviene per metà: accanto a personaggi macchiette come l’amica della protagonista, l’ex della protagonista – in pratica tutti i personaggi “fantasmi” stanno dalla parte della protagonista – si trovano interessanti figure angeliche e diaboliche appartenenti al mondo di Laghor. Abbiamo dunque l’angelo Michele e il diavolo Mefistofele, i cui caratteri emergono dalle retrovie e si impongono come fondamentali per la risoluzione della vicenda. Mentre però Mefistofele è come te lo aspetti, Michele risulta essere la vera rivelazione e pertanto il miglior personaggio del libro.

    La struttura del romanzo è per lo più lineare, con qualche salto narrativo a portare un po’ di movimento. La storia inizia nella realtà, intramezzata da salti spaziali e temporali, e prosegue in un mondo immaginario personale ma non esclusivo, in cui ci si può rifugiare ma in cui non si è del tutto al sicuro.

    La vicenda si conclude in modo circolare, chiudendo in modo soddisfacente le fila della storia.

    L’unica pecca di questo libro, a mio parere, è annidata nello stile.

    Non sono una fissata dello Show, don’t tell, non credo che questa tecnica di scrittura vada utilizzata sempre e indiscriminatamente, tuttavia in un romanzo di genere risulta necessario mostrare di più per far immedesimare il lettore e fargli vivere appieno il contesto e le emozioni. Invece, in Occhi gialli-neri la scrittura corre come un treno, a discapito delle parti dedicate a “far vivere” una scena. Le cose spesso vengono raccontate e, essendo il raccontato meno approfondito del mostrato, arrivano ovattate a chi sta al di qua delle pagine. Visto il numero ridotto di pagine, magari approfondire alcune scene avrebbe giovato all’intero romanzo, rendendolo una lettura più completa e appagante.

    In conclusione, Occhi gialli-neri è una lettura piacevole nell’ambito del paranormal romance, si lascia leggere in qualche ora e dona al lettore uno stacco dalla quotidianità, conducendolo in un mondo che, chiusa l’ultima pagina, si sarebbe voluto conoscere di più.

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    Paola Rossini

    Paola Beatrice Rossini è nata a Firenze il 27/07/1971. E’ sposata e ha tre figli.

    Laureata in Pedagogia è insegnante di scuola primaria e lavora con bambini che hanno difficoltà di apprendimento.

    Appassionata della lettura; le piace essere creativa nel lavoro e nella scrittura (che spesso mescola insieme) filastrocche, poesie, racconti e adesso un romanzo. Due sue poesie sono state pubblicate: una nell’antologia “Habere Artem” vol. XIII Aletti Editore, l’altra nell’antologia “La Notte” di Poesiaèrivoluzione.

    Ha partecipato con entusiasmo al libro “Nano-scrittori ai tempi di Facebook Un romanzo di dieci parole” di Franco Coda e “Scrivi una pola in dieci parole” Nanowriters meet polaroiders.

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