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>La recensione di Stefano Marino

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    Cover Il quinto VangeloCi sono tanti modi per raccontare una storia. Il modo più avvincente, a mio modo di vedere, è inserire il proprio messaggio, il proprio contenuto frutto dell’originalità personale, come innesto in una narrazione in grado di accattivare, trasportare, coinvolgere.

    Questo il pregio maggiore del Quinto Vangelo.

    Il contenuto è corposo, ma viene snocciolato man mano al seguito delle vicissitudini di Tommaso Santini, powerful player per eccellenza, vuoi per il piacere del lettore, vuoi perché il suo ruolo glielo impone.

    Il Risolutore non può essere una persona qualunque. Altro plus da registrare, la figura del protagonista, forte e sensibile, inevitabilmente contradditoria in quanto portatore di pace e di morte, religioso in grado di elargire l’estrema unzione ma anche di spegnere vite.

    Adrenalina e situazioni divertenti non mancano di certo. Ho trovato anche qualche spunto apprezzabile “alla Deaver”, dove la consequenzialità degli eventi sembra portare irrimediabilmente verso una direzione, ma viene invece smentita nel momento clou dopo aver ripercorso gli stessi eventi, da un altro punto di vista.

    Un altro aspetto, che mi piace molto in questo tipo di narrazioni, e che anzi avrei voluto vedere più accentuato (idea mia personalissima) e articolato, è la componente sovrannaturale a fondamento religioso “soft” (non approfondisco per non guastare la lettura ai prossimi).

    Per questo aspetto mi permetto un accostamento a un altro libro che mi è piaciuto molto, “L’angelo delle ossa” di John Connolly.

    Per quanto sopra, giudizio complessivo assolutamente positivo.

    CONSIGLIATO!

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    STEFANO MARINO si presenta così:

    Stefano Marino Sono nato e cresciuto in provincia di Torino, classe 1983.

    I luoghi narrati nella vicenda del mio libro sono i miei luoghi d’infanzia. Diplomato in ragioneria, ho frequentato il corso in Scienze della comunicazione presso la facoltà di Lettere dell’Università degli studi di Torino.

    Dopo il triennio mi sono specializzato in comunicazione aziendale. Attualmente sono impiegato presso una società di informatica in provincia di Torino.

    L’istinto di scrivere nasce dalla passione per la lettura. Prediligo il genere noir e il giallo – poliziesco/criminale (Ammaniti, Faletti, Carlotto, Edward Bunker, Joe R. Lansdale, Ellroy, Mark Billingham) e il genere pulp (Palaniuk e Irvine Welsh tra i più conosciuti).

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    Stefano ha esordito con il bellissimo thriller MAI COME IERI.

    Mai Come Ieri

    Mai come ieri è un romanzo ambientato a Corvegna, un piccolo paese immaginario della provincia di Torino.

    La vicenda viene narrata attraverso il racconto in prima persona di Michele Revelli, giornalista e scrittore cresciuto a Corvegna, di ritorno al paese natale dopo alcune vicissitudini personali che hanno portato alla separazione dalla moglie e a difficoltà professionali.  Attraverso il suo punto di vista veniamo a conoscenza della sparizione di 4 persone di Corvegna: 3 adolescenti e il parroco del paese.

    Michele si troverà coinvolto nel difficile compito di fare chiarezza circa la dinamica degli eventi che hanno portato alla scomparsa, nonché alla ricerca di informazioni utili al ritrovamento delle persone sparite.

    Il suo racconto al presente viene intervallato dalla prospettiva in terza persona di altre persone le cui vicende si intersecano nel racconto: la figlia Marta, coetanea dei ragazzi spariti; l’ispettore Achille Lopresti, amico di infanzia di Michele; Junior Ahmendi, fratello di uno dei ragazzi scomparsi. 

    Tra intrecci a cambi di prospettiva, le vicende volgono rapidamente al termine nell’arco di tre giorni, in un finale carico di tragicità e redenzione.

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